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venerdì 15 marzo 2013

Roma e i percorsi per ciechi: un rapporto conflittuale

Oggi, in questo post, non vi parlerò di un mio viaggio o di uno scorcio di Roma da restare a bocca aperta. Ho deciso di parlare di un particolare di Roma (e magari anche di altre città, ma non saprei dirlo con certezza) che mi ha lasciata sempre a bocca aperta e con diverse domande a cui non ho mai saputo rispondere.

Sicuramente a tutti voi sarà capitato di vedere, per strada, i "famosi" percorsi per ciechi: col bastone che usano quando non hanno un accompagnatore, vengono "indirizzati lungo la direzione della strada (si lo so: l'ho scritto in maniera molto breve e semplicistica: ma almeno so che avrete capito tutti cosa intendo).

Ma un paio d'anni (almeno) ho notato che Roma ha con questi percorsi un rapporto decisamente conflittuale. Cosa intendo? che molti vanno a finire contro un muro! Mi spiego meglio: non intendo quelli che vanno verso un muro ma hanno, alla fine, un segnale che indica la fine del percorso, ma quello che potete vedere con i vostri occhi in questa foto:



Come potete vedere, il percorso finisce direttamente contro il muro. E la cosa mi lascia leggermente interdetta: siccome ne ho visti di alcuni che andavano verso un muro, ma si interrompevano prima (con quello che ho interpretato come un "segnale" indicante la fine del percorso stesso), io mi domando: perché questi che finiscono direttamente contro il muro sono così tanti? Si tratta di un semplice errore? Siccome in giro per Roma ce ne sono veramente tantissimi, a me risulta difficile pensare che si tratti di un banale errore (che poi, un errore così.. lo possiamo definire banale?) e mi domando: c'è qualcosa che mi sfugge, che non riesco a capire? Nel frattempo che mi interrogo su questo, vi lascio una piccola collezione di foto di questi percorsi molto particolari...






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