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lunedì 11 maggio 2015

Roma: alla scoperta dei murales di Tor Marancia

Nonostante si parli già da un po' di tempo di questi progetti di street art realizzati per la riqualificazione di alcune zone della periferia di Roma, io ho scoperto questo complesso abitativo ed il progetto "big city life" solo venerdì 1 maggio grazie all'invasione organizzata proprio qui da Chiara del blog "A day in Rome".  Siamo a Tor Marancia, periferia di Roma, zona di cui avevo solo sentito parlare e che avevo visto "mezza volta" per andare a portare la mia macchina fotografica al centro canon: anche se quella volta non avevo osservato molto di quello che mi circondava, la differenza si vedeva (come ogni volta che ci si sposta dal centro verso la periferia) e, quindi, il
Tor Marancia: alla scoperta del progetto "big city lights"progetto mi piaceva già senza aver visto i murales. A fare gli onori di casa, oltre Chiara, troviamo gli abitanti del complesso, il presidente del municipio ed alcuni degli artisti che hanno preso parte al progetto. Una piccola storia (svelata da una signora che vive qui praticamente da sempre): questa zona viene chiamata "Shanghai", come si legge su quest'opera, perché, molto tempo fa, quando arrivavano i delinquenti chi avvisava gli altri abitanti urlava "arrivano gli Shanghaini"!
Non perdo altro tempo e vi porto subito "a visitare" il complesso abitativo. Ammetto di non aver segnato il nome degli artisti (e delle loro opere) e la cosa mi dispiace (al riguardo, comunque, vi lascio il link al sito ufficiale del progetto).
Tor Marancia: alla scoperta del progetto "big city lights" La cosa che si nota fin da subito è che tutti i murales riescono tutti a colpire per un qualche particolare che li caratterizza, per i loro colori,per la loro particolarità.
Inutile dire che il lavoro mi ha colpita sia per l'idea alla base, ovvero la voglia di riqualificare le periferie romane, sia per la bravura degli artisti ed anche per come siano riusciti ad integrare queste enormi opere d'arte con l'ambiente circostante, senza renderlo "un pugno in un occhio" per i troppi colori.
Credo sia giunto il momento di smetterla con le parole e lasciarvi a qualche immagine che possa "spiegare meglio" le mie parole scritte fino ad ora.

Tor Marancia: alla scoperta del progetto "big city lights"


Tor Marancia: alla scoperta del progetto "big city lights"


Tor Marancia: alla scoperta del progetto "big city lights"


Tor Marancia: alla scoperta del progetto "big city lights"


Tor Marancia: alla scoperta del progetto "big city lights"


Tor Marancia: alla scoperta del progetto "big city lights"

martedì 11 marzo 2014

#InstaBerlino: alcune delle foto berlinesi da instagram

Dopo aver condiviso le informazioni utili su Berlino e mentre sto organizzando tutto il materiale per condividerlo qui sul blog,ho deciso di condividere con voi le foto che io preferisco tra le più di 30 che ho caricato su Instagram.
Nel frattempo preparatevi: ho tanto di quelle cose da scrivervi, raccontarvi e farvi vedere tramite foto e video, che con Berlino vi terrò compagnia per tutto il prossimo mese (con uno o due intermezzi su altri argomenti. Vorrei condividere con voi alcune riflessioni sul mondo dei viaggi fatte negli ultimi tempi).

I came home Saturday night from my trip to Berlin and, after sharing up on the blog the information about the city and while I arrange all the material to share with you here on the blog, I share with you pictures which I prefer between those which I uploaded on Instagram.
I have so much things to write, so much photos and video to work on, that i vill talk about Berlin for 3 or 4 weeks (with one or two interlude about other topics. I would share with you some thoughts that I've done lately)
Check Point Charlie
Check Point Charlie

La Fontana del Nettuno
la fontana del Nettuno

Berliner Fernsehturm
Berliner Fernsehturm

Tramonti visti dal treno
Tramonti dal treno

Murales della East Side Gallery
East Side Gallery

I treni della metro di una volta
Treni di una volta

Ciò che rimane delle mura del '200
Le mura del '200

La cupola del Bundestag vista dall'interno
Bundestag

Marienkirche
Marienkirche

Il Duomo di Berlino
Il Duomo di Berlino

domenica 1 gennaio 2012

Vacanze catastrofiche: il turismo macabro

Il turismo macabro s'intreccia spesso con il cattivo gusto

Dopo il turismo ecologico, quello culturale, avventuroso e di lusso, adesso c'è anche il turismo macabro: la gente parte per visitare luoghi di morte, di catastrofe o depravazione.

Tra le mete turistiche popolari molte potrebbero essere definite "macabre". Per esempio i cimiteri, come il Père Lachaise, una delle maggiori attrazioni di Parigi. Lì sono sepolti Chopin, Balzac, Wilde, Proust, Modigliani e la Piaf, anche se è soprattutto l'icona del rock Jim Morrison ad attirare le folle.

Altre mete di questo tipo sono la casa di Anna Frank ad Amsterdam, i murales cattolici e protestanti delle case di Belfast, il centro di documentazione Topografia del terrore nell'ex sede della Gestapo a Berlino, o Robben Island, al largo della costa di Città del Capo, che per venticinque anni è stata la prigione di Nelson Mandela. Anche Ground zero rientra in questo elenco.

Il turismo macabro s'intreccia spesso con il cattivo gusto. Gracelands, l'ex residenza di Elvis Presley, ne è un classico esempio. Oppure Grutas Park, detto anche Stalin World, il parco a tema di Druskininkai, in Lituania, con la sua bella collezione di statue dell'era sovietica. Peccato che, nel caos seguito all'invasione dell'Iraq, siano andate distrutte tante belle statue di Saddam Hussein: potevano diventare un'attrattiva ideale per chi visita Baghdad.

Si può fare del turismo macabro anche partecipando a progetti di assistenza o facendo i volontari nelle zone in cui si è verificata una catastrofe. L'enorme partecipazione alle operazioni di soccorso dopo lo tsunami del 2004 è un esempio molto positivo di turismo macabro.

Di questi tempi, se ci fossero un'altra Katrina o un altro terremoto in Pakistan, i volontari non mancherebbero.

Tony Wheeler © Internazionale 693, 17 maggio 2007
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