Sono in partenza per le Isole Eolie (partirò a pranzo per passare una settimana tra Stromboli e Salina), ma non per questo mi dimentico del nostro appuntamento di inizio mese col racconto del mese appena passato attraverso qualche scatto preso dal mio account instagram (ancora non mi seguite?? Che aspettate?)
Progetto "Big city life" per la riqualificazione di Tor Marancia, periferia di Roma
Roma è sempre uno spettacolo magnifico e sa "(non) nascondere" gli angoli migliori. Non trovate anche voi?
Londra: 5 giorni nella capitale inglese, in viaggio con zia
Il lago di Fogliano, uno dei laghi costieri dell'Agro Pontino
Ricordi di Capo Passero, Sicilia
Ricordi del viaggio a New York di fine marzo, osservando Manhattan da Roosvelt Island
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martedì 2 giugno 2015
lunedì 11 maggio 2015
Roma: alla scoperta dei murales di Tor Marancia
Nonostante si parli già da un po' di tempo di questi progetti di street art realizzati per la riqualificazione di alcune zone della periferia di Roma, io ho scoperto questo complesso abitativo ed il progetto "big city life" solo venerdì 1 maggio grazie all'invasione organizzata proprio qui da Chiara del blog "A day in Rome". Siamo a Tor Marancia, periferia di Roma, zona di cui avevo solo sentito parlare e che avevo visto "mezza volta" per andare a portare la mia macchina fotografica al centro canon: anche se quella volta non avevo osservato molto di quello che mi circondava, la differenza si vedeva (come ogni volta che ci si sposta dal centro verso la periferia) e, quindi, il
progetto mi piaceva già senza aver visto i murales. A fare gli onori di casa, oltre Chiara, troviamo gli abitanti del complesso, il presidente del municipio ed alcuni degli artisti che hanno preso parte al progetto. Una piccola storia (svelata da una signora che vive qui praticamente da sempre): questa zona viene chiamata "Shanghai", come si legge su quest'opera, perché, molto tempo fa, quando arrivavano i delinquenti chi avvisava gli altri abitanti urlava "arrivano gli Shanghaini"!
Non perdo altro tempo e vi porto subito "a visitare" il complesso abitativo. Ammetto di non aver segnato il nome degli artisti (e delle loro opere) e la cosa mi dispiace (al riguardo, comunque, vi lascio il link al sito ufficiale del progetto).
La cosa che si nota fin da subito è che tutti i murales riescono tutti a colpire per un qualche particolare che li caratterizza, per i loro colori,per la loro particolarità.
Inutile dire che il lavoro mi ha colpita sia per l'idea alla base, ovvero la voglia di riqualificare le periferie romane, sia per la bravura degli artisti ed anche per come siano riusciti ad integrare queste enormi opere d'arte con l'ambiente circostante, senza renderlo "un pugno in un occhio" per i troppi colori.
Credo sia giunto il momento di smetterla con le parole e lasciarvi a qualche immagine che possa "spiegare meglio" le mie parole scritte fino ad ora.
progetto mi piaceva già senza aver visto i murales. A fare gli onori di casa, oltre Chiara, troviamo gli abitanti del complesso, il presidente del municipio ed alcuni degli artisti che hanno preso parte al progetto. Una piccola storia (svelata da una signora che vive qui praticamente da sempre): questa zona viene chiamata "Shanghai", come si legge su quest'opera, perché, molto tempo fa, quando arrivavano i delinquenti chi avvisava gli altri abitanti urlava "arrivano gli Shanghaini"!Non perdo altro tempo e vi porto subito "a visitare" il complesso abitativo. Ammetto di non aver segnato il nome degli artisti (e delle loro opere) e la cosa mi dispiace (al riguardo, comunque, vi lascio il link al sito ufficiale del progetto).
La cosa che si nota fin da subito è che tutti i murales riescono tutti a colpire per un qualche particolare che li caratterizza, per i loro colori,per la loro particolarità.Inutile dire che il lavoro mi ha colpita sia per l'idea alla base, ovvero la voglia di riqualificare le periferie romane, sia per la bravura degli artisti ed anche per come siano riusciti ad integrare queste enormi opere d'arte con l'ambiente circostante, senza renderlo "un pugno in un occhio" per i troppi colori.
Credo sia giunto il momento di smetterla con le parole e lasciarvi a qualche immagine che possa "spiegare meglio" le mie parole scritte fino ad ora.
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