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martedì 1 aprile 2014

#cerveteripresstour: Un'interessante giornata tra Cerveteri e Ceri

Sabato scorso ho partecipato ad un press tour tra Cerveteri e Ceri. Quando mi è stato chiesto se ero interessata a partecipare, ho colto l'occasione al volo: due posti che da tanto tempo mi ripromettevo di visitare e ancora non ero riuscita a vedere.. Quale migliore occasione, quindi, per andarvi???
Davanti al municipio di Cerveteri abbiamo incontrato il sindaco Alessio Pascucci e l'assessore allo sviluppo del territorio Lorenzo Croci. La prima cosa che ho notato è che la giunta è veramente molto giovane sia anagraficamente che in termini di idee, soprattutto legate al turismo: in fondo perché non incentivarlo in una città così ricca e ben collegata come Cerveteri?
Ma non voglio dilungarmi troppo: passiamo subito al primo punto interessante della nostra giornata: la Necropoli della Banditaccia, inserita 10 anni fa tra i beni dell'umanità UNESCO.
Necropoli della Banditaccia
Questa necropoli venne usata per circa 8 secoli e questo ci permette di seguire l'evoluzione delle tombe etrusche. Io ho scoperto cose davvero molto interessanti: ad esempio, nei tumuli più antichi i letti a sarcofago (tipo quello nella foto) indicano il fatto che lì vi erano stati sepolti dei corpi femminili e i "letti normali", senza testata, indicavano delle sepolture maschili.
Necropoli della Banditaccia
Nelle tombe successive, invece, le sepolture maschili erano indicate da un cippo e quelle femminili da una casa, "segnali" collocati entrambi fuori dalla tomba.
Necropoli della Banditaccia
Molti reperti non sono stati ritrovati, purtroppo, a causa dei saccheggiatori di tombe di inizio '900... Ma non disperate! Da questo punto di vista, aiuta molto un intervento che ha reso interattive alcune tombe: vedrete delle immagini scorrere lungo i muri dei tumuli, raccontate dalla voce di Piero Angela!
La tomba dei vasi greci è la prima di queste tombe interattive ed è anche una tomba diversa dalle altre, in quanto, come ci ha spiegato la nostra guida, questa venne riaperta successivamente per potervi seppellire altri morti (cosa che non è accaduta per altre sepolture)
Necropoli della Banditaccia
La Tomba del Pilastro è un'altra tomba multimediale ed è stata costruita con un solo pilastro centrale (Da qui il nome) che doveva ricordare l'"ambiente familiare" ai defunti che vi erano sepolti.
Necropoli della Banditaccia
Anche qui, vi sono immagini che scorrono lungo i muri, seguendo proprio la forma della tomba, con la voce di Piero Angela che ve le racconta
Necropoli della Banditaccia
Per il pranzo, le proposte, in termini di cibo e vini, sono state azzeccate: prodotti locali che, più li assaggiavo, più mi facevano venire fame!
Dopo questa sosta mangereccia, siamo passati a visitare il Museo Nazionale Cerite. Vi dico subito di segnarvi in agenda questo evento: il Cratere di Eufronio sta per tornare qui, "a casa", anche se solo momentaneamente. Ritrovato durante il saccheggio di una tomba, venne acquistato dal Metropolitan Museum di New York e, ad oggi, è conservato nel Museo nazionale di Villa Giulia a Roma.
Cratere di Eufronio
Il museo, come la necropoli, è dotato di parti interattive: si seleziona la lingua (italiano o inglese), si "seleziona l'oggetto" e poi si ascolta la spiegazione. Personalmente, questo modo di interagire con i visitatori piace molto, soprattutto quando, come nel caso della necropoli e del museo, non risulta essere noioso, ma interessante. Grazie sempre alla nostra guida, anche durante la visita al museo ho imparato molte cose davvero molto interessanti: ad esempio, il "bucchero" è la ceramica tipica ceretana che da la sensazione di avere un oggetto di metallo davanti... Per riconoscere oggetti realizzati in bucchero, questi vanno visti in frattura (quindi "rotti"), poiché devono essere neri anche all'interno.
Museo Nazionale Cerite
La più grande scoperta di questa giornata, almeno per me, è stato il piccolo borgo di Ceri: lo avevo sentito nominare tante volte, spesso ero incappata in descrizioni di questo paesino, cercando notizie sui dintorni della capitale. In epoca antica era un centro importante, per la sua posizione tra due strade consolari. Devo ammettere di essere rimasta impressionata dalle sue mura difensive
Ceri: esterno le mura
Il santuario di Ceri, visitato durante questa giornata, si trova praticamente sulla piazza principale di questo piccolissimo paese
Ceri: altare del Santuario
All'interno dello stesso sembra essere sepolto San Felice martire che venne nominato papa quando la sede papale venne trasferita ad Avignone, ma lui rifiutò la nomina perchè, diceva lui, vi era già un papa già in carica. Leggenda narra che, durante il tragitto della salma verso Roma, i buoi che tiravano il carro con il feretro decisero di fermarsi e non vollero più continuare il tragitto.

Tirando le somme, è stata una giornata interessante, da cui ho riportato indietro con me tantissime informazioni e storie che non conoscevo!

lunedì 18 febbraio 2013

Una gita a Tarquinia

Tarquinia, città degli etruschi, conosciuta per la sua necropoli...
Il martedì in cui siamo andati a visitarla non prometteva nulla di buono: era una giornata decisamente fredda e le nuvole minacciavano pioggia...
Dopo aver pagato il parcheggio, entriamo nel centro prendendo corso Vittorio Emanuele, passando per Piazza Mazzini. Incrociamo subito Palazzo Vitelleschi, sede del Museo Etrusco (biglietto solo per il museo: 6 euro, 3 per chi può usufruire del prezzo ridotto. Costa 8 euro se prendete quello cumulativo museo+necropoli, che costa 4 per chi rientra nelle categorie del ridotto).
Quindi abbiamo proseguito oltre e ci siamo imbattuti in quella che possiamo definire la piazza principale di Tarquinia, dove troviamo la Chiesa del Suffragio e il Palazzo del Comune di Tarquinia. Quindi imbocchiamo l'alberata Dante Alighieri fino ad arrivare ad un piccolo belvedere che si apre sulla vallata e su quella che definirei dell'archeologia industriale.
Torniamo indietro e seguiamo le indicazioni in giro per la città: la cosa bella di Tarquinia è che le indicazioni per i vari monumenti sono ad ogni angolo e se avete uno smartphone potete avere informazioni maggiori grazie ai "QRcode".
La prima cosa che si nota è la quantità elevata di torri che ci sono in giro per Tarquinia, stile San Gimignano insomma: comunque ci si giri, si trova una torre! Concludiamo il giro, ovviamente, davanti al duomo della città.
Oltre al fatto delle torri, abbiamo notato anche che molte delle chiese erano chiuse.
Si tratta di una cittadina piccola e un giro così lo si può fare in un paio d'ore. Ovviamente a passo tranquillo.
Vi lascio, ovviamente, ad alcune delle foto scattate durante la gita. Trovate, come sempre, il set completo su flickr

Tarquinia is a city of Etruscan origin, best known for its necropolis. The day we went to visit the, was very cold and the clouds threatened rain ...
After paying the parking, we enter in the city center by Corso Vittorio Emanuele, passing through Piazza Mazzini. We stopped immediately in front of Palazzo Vitelleschi, "house" of the Etruscan Museum of Tarquinia (the ticket only for the museum costs € 6, 3€ for those who can take advantage of the reduced price. If you take the cumulative tiket, for the museum and the necropolis,it costs 8€, and 4 € the reduced one) .
So we went over and we came across what we might call the main square of Tarquinia, where we find the Chiesa del Suffragio and the Town Hall of Tarquinia. So we take the street called "alberata Dante Alighieri" and we arrived to a small belvedere, that shows to the tourists the valley around Tarquinia and what I would call "industrial archeology".
We decided to finish the tour and we started to follow the signs around the city: the nice thing about Tarquinia is that the indications for the various monuments are on every corner and if you have a smartphone you can learn more thanks to the "QRcode."
The first thing you notice is the large amount of towers that are around Tarquinia, like in San Gimignano (but not the same, of course!): however you turn, there is a tower! We conclude the tour, of course, in front of the cathedral of the city.
Besides the fact of the towers, we also noticed that many of the churches were closed.

It is a small town and a ride like mine you can do it in a couple of hours. Obviously is a leisurely pace.

I leave you, of course, some of the photos taken during the trip. You can found, as usual, the full set on flickr

Tarquinia: chiesa

Tarquinia: chiesa in lontananza

Tarquinia: Palazzo Vitelleschi

Tarquinia: Chiesa del Suffragio

Tarquinia: resti

Tarquinia:

Tarquinia: lavatoio

Tarquinia: resti di torrioni



domenica 31 luglio 2011

Agrigento e la Valle dei Templi

La Valle dei Templi è un sito archeologico risalente al periodo ellenico. Si trova ad Agrigento e corrisponde all'area monumentale della città di Akragas. Lo stato di conservazione della zona è eccezionale. Dal 1997 l'intera zona archeologica è stata inserita nella lista dei luoghi Patrimonio mondiale dell'umanità, redatta dall'UNESCO. Il parco della Valle dei Templi è considerato il parco archeologico più grande del mondo .
I templi
La Valle dei Templi è caratterizzata dai resti di ben dieci templi in ordine dorico, tre santuari, una grande concentrazione di necropoli (Montelusa; Mosè; Pezzino; necropoli romana e tomba di Terone; Paleocristiana; Acrosoli); Opere idrauliche (giardino della Kolymbetra e gli Ipogei); fortificazioni; parte di un quartiere ellenistico romano costruito su pianta greca; due importanti luoghi di riunione: l'Agorà inferiore (vicino ai resti del tempio di Zeus olimpio) e l'Agorà superiore (all'interno del complesso museale); un Olympeion e un Bouleuterion (sala del consiglio) di epoca romana su pianta greca.
Tempio di Hera Lacinia, o tempio di Giunone, fu costruito nel V secolo a.C. era il tempio in cui di solito si celebravano le nozze.
Tempio della Concordia, il cui nome deriva da un'iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze dello stesso tempio, costruito anch'esso nel V secolo. Attualmente è con ogni probabilità quello meglio conservato, grazie anche alla circostanza che fu trasformato in tempio cristiano nel VI secolo d.C.
Tempio di Eracle, o di Ercole, il cui culto era molto importante nell'antica Akragas. Si tratta di una delle costruzioni più antiche. Fu distrutto da un terremoto e oggi restano in piedi otto colonne.
Tempio di Zeus Olimpio, edificato dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi (480-479) per onorare Zeus. Era il tempio più grande di tutto l'occidente antico e unico nell'architettura del suo genere. Era caratterizzato dalla presenza dei Telamoni, immense sculture alte sette metri e mezzo, raffigurazioni di Atlante che sorregge la volta celeste.
Tempio dei Dioscuri o tempio di Castore e Polluce. Questo tempio sorge all'interno del santuario delle divinità ctonie ed è quindi probabile che sia stato edificato in onore delle divinità della terra (Demetra, Persefone, Dioniso) e non dei Dioscuri.
Tempio di Efesto o tempio di Vulcano
Tempio di Atena. Questo tempio non si trova nella valle vera e propria, ma nel centro storico della città di Agrigento. Sulla base del tempio sorge oggi la chiesa medievale di Santa Maria dei Greci.
Tempio L è stato scoperto da scavi recenti ed è una costruzione completamente distrutto già in epoca classica.
Tempio di Asclepio, o tempio di Esculapio: fa parte di un santuario extraurbano costruito lontano dalle mura delle città ed è luogo di pellegrinaggio dei malati in ricerca di guarigione.
Tempio di Demetra e Santuario rupestre di Demetra. Sorge nella parte orientale della città, sul fianco del pendio che conclude la Rupe Atenea nella valle del fiume Akragas. Dal terrazzo del tempio di Demetra, attraverso una scalinata incavata nella roccia, si giunge al sottostante santuario completamente scavato all'interno della collina.
Tempio di Iside. Si trova all'interno del complesso museale di San Nicola.
La valle dei Templi inoltre ospita la cosiddetta tomba di Terone, un monumento di tufo di notevoli dimensioni a forma di piramide, che si pensa eretto per ricordare i caduti della Seconda guerra punica
Campo dell'Olympeion
Sull'altro lato della strada che imbocca la Porta Aurea si trova una vasta spianata, dominata dal gigantesco campo dell'Olympeion. Da un punto di vista topografico generale, il complesso è virtualmente racchiuso tra una grande platea a nord, da uno stenopòs ad est, e da due isolati con relativi stenopoi ad ovest, mentre a sud corre la linea delle mura. È invece poco chiara la situazione ad est dove viene comunemente indicata la “zona dell'agorà” e dove si colloca un vasto parcheggio moderno. Ad ovest di questi isolati d'abitazione, racchiuso da una stoà a L, si trova un altro santuario, di cui restano un piazzale lastricato, una sacello di pianta complessa e una tholos. Questo santuario posa su di uno sprone, ad est di un'ulteriore porta urbica, la V, sul cui altro lato si collocano in successione, fino al limite sud-occidentale della Collina dei Templi, il santuario delle divinità ctonie scavato dal Marconi, il nuovo santuario arcaico esplorato dal Del Miro, la cosiddetta colimbetra (dove si deve collocare un'altra porta ancora sconosciuta), e la punta estrema col tempio di Vulcano.

(info da Wikipedia.org Per ulteriori informazioni potete cercare sul SITO UFFICIALE della valle dei templi)


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