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mercoledì 24 settembre 2014

Lazio: una gita a Monterano

In giro per il mondo ci sono molti, moltissimi, posti abbandonati: palazzi, castelli, paesi ed intere città. Qualche mese fa ho deciso di "esplorare" i paesi fantasma del Lazio,sia per turismo che in vista delle Invasioni Digitali 2015 (sono ambassador Lazio insieme a Simonetta e Diego).L'idea che avevo era di visitare prima Faleria antica e poi andare a visitare anche Monterano, ma purtroppo la strada di Faleria è anch'essa "fantasma"...
L'acquedotto e i restiIl passo successivo è stato, quindi, andare direttamente a Monterano: il borgo antico (abbandonato alla fine del '700 dopo che venne distrutto da un attacco delle'esercito francese) si trova all'interno della Riserva Naturale Monterano, istituita nel 1988. Prima di addentrarvi nella riserva vi consiglio di fare una tappa al punto informazioni turistiche che si trova vicino la sede della Riserva stessa a Canale Monterano in Piazza Tubingen. Al punto informazioni è anche possibile prendere una cartina della riserva, dove vi sono molte cose interessanti oltre al paese. La macchina è possibile parcheggiarla all'interno della riserva: vi sono ben due parcheggi (uno dei quali è ovviamente più vicino ai resti)! Il parcheggio più vicino si trova ad un chilometro dai resti e questo permette di apprezzare il panorama, la riserva e la grande quantità di cartelli esplicativi che si trovano lungo i sentieri. Peccato che, però, questi cartelli sono evidentemente sbiaditi e scoloriti e per questo spesso si fa un po' di fatica a leggerli..A quanto pare, per la sua bellezza e la relativa vicinanza a Roma (quindi a Cinecittà e all'industria cinematografica) Monterano è stata ed è ancora set di numerosi film.
La chiesa simbolo di Monterano Prima di entrare nel paese vero e proprio si trova quella che oggi è l'immagine simbolo di Monterano: la chiesa (e convento) di Bonaventura, costruita su progetto di Lorenzo Bernini! Scoperto questo, sono rimasta ancora più affascinata da questo edificio... Bernini è sempre Bernini, no?? Il convento, a quanto pare, non fu mai abitato volentieri. L'edificio, solitario, nonostante sia ridotto a rudere, sembra ancora vegliare sul resto del paese dal mezzo della radura che lo ospita. Più la guardo più ne apprezzo la bellezza e più capisco perché, in effetti, hanno deciso di ambientare qui numerosi film! Vicino a questa chiesa si trovano anche una piccola area attrezzata per chi volesse portarsi il pranzo e fare qui una piccola sosta. Passate le mura si nota ancora di più quanto la bellezza di questo posto sia nascosta dalla grande quantità di erbacce che crescono indisturbate tra gli edifici ed il resto della vegetazione della riserva!
La vegetazione, ormai, avvolge tuttoNon voglio assillarvi e riempirvi di nozioni storiche che, chiuso il post, ci dimenticheremo tutti... Quindi condivido con voi giusto qualche altra foto di questo luogo magico, luogo che con qualche aggiustamento sarebbe ancora più bello! [Per tutte le informazioni ulteriori sulla riserva potete cercare sul sito ufficiale della riserva stessa]


Mura difensive


leone


L'acquedotto del '500


Chiesetta del paese

Antico Campanile


Antico torrione: particolare

domenica 9 febbraio 2014

I calanchi di Atri in Abruzzo

Vi porto ancora in Abruzzo, per l'ultima tappa della mia gita: i Calanchi di Atri. Li avevamo già intravisti mentre arrivavamo ad Atri e il mio pensiero è stato semplicemente "wow!!". La definizione tecnica dei calanchi è quella di "fenomeno geologico di erosione delle montagne"... Ma le definizioni tecniche mi sono sempre state antipatiche! Per quanto siano un "fenomeno geologico", i calanchi non si limitano a ridefinire l'aspetto di un territorio: vanno a cambiare anche le sensazioni che quel territorio darà a chi lo visita...
Non è semplice arrivare ai calanchi di Atri, per scarsità di indicazioni, nonostante sia stata creata, nel '96, proprio la "riserva naturale dei calanchi di Atri". All'interno dell'area non vi sono punti informazioni, se non alcuni pannelli informativi che sono difficili da leggere perchè si lungo la strada sterrata che passa per la riserva: la strada non è tra le più adatte da percorrere a piedi e non vi sono parcheggi per le macchine, ma solo dei piccoli slarghi dove potersi fermare giusto il tempo di scattare una fotografia.
La strada, proprio perchè non asfaltata, nel tratto finale era ridotta in pessimo stato a causa delle forti piogge dei giorni precedenti (quelle che hanno fatto molti danni in tutta Italia) e per questo ci siamo anche ritrovati bloccati nella fanghiglia, frenando per evitare di finire dritti dritti in una bella buca (credo dovuta ad una piccola frana, diciamo così, dovuta alle forti piogge).
Disavventure e poche indicazioni a parte, quando siete in zona passate anche per i calanchi: non vi deluderanno!

I Calanchi di Atri

I Calanchi di Atri

I Calanchi di Atri

I Calanchi di Atri

I Calanchi di Atri
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