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lunedì 15 settembre 2014

Il lato reale di Lisbona: tre palazzi (ed un quartiere) da visitare

Elevador de Santa Giusta: il castello
Girando per Lisbona ho scoperto anche il suo lato "reale" visitando il Castello, il palazzo Ajuda e la Torre di Belem.Cominciamo, però, parlando dell'Alfama. Si tratta del più antico quartiere di Lisbona ed è quello che si trova sul pendio tra il Castello di São Jorge ed il fiume Tago. Il suo nome viene dall'arabo Al-hamma, che significa "fontane" o "bagni" ed è l'unica zona della città che non ha subito danni per il terremoto del 1755.  Si nota subito che questo quartiere di Lisbona risulta "fuori tema" per questo post, ma ve ne parlo ugualmente: passeggiare per le stradine dell'alfama andando verso il Castello credo sia il modo migliore per iniziare la scoperta del lato reale della capitale portoghese.
Scorci di Alfama
Vi potete arrivare, per fare prima, prendendo il tram 28 fino al miradouro di Santa Luzia e da lì arrivare fino al castello. I palazzi sono coperti di azulejos, le tipiche mattonelle portoghesi.  La zona è molto tranquilla, molto bella e particolare e passeggiarvi con moltissima calma è un ottimo modo per entrare nell'atmosfera della Lisbona di un tempo e fare il pieno di azulejos e "angoli da foto"
Tra l'Alfama ed il castello
Ma passiamo al Castelo de São Jorge. Questo si trova sulla collina più alta del centro storico della città e da lì domina tutta Lisbona. Il biglietto d'ingresso (intero) costa 7,50 euro.

Castello di Lisbona: viale d'ingresso
Come in tutti i castelli, anche qui c'è una vista stupenda sulla città e si può passeggiare lungo le mura... Però c'è una cosa molto particolare, che purtroppo non vi posso mostrare perchè non si potevano fare foto e video: parlo della "Camera Obscura" allestita in una delle torri, vi sono visite guidate ad orari prestabiliti (li trovate affissi sulla porta) e dovete mettervi in fila subito perché entrano solo le prime venti persone! "Ma di cosa si tratta?" mi chiederete voi. Ve lo spiego subito: attraverso un sistema di specchi si può osservare (tutta) la città in tempo reale riflessa su uno specchio di forma tonda e che viene mosso per poter mettere a fuoco l'immagine che andrete a vedere.. Ammetto che, però, fa venire un po' di mal di testa quando l'immagine è al contrario rispetto alla vostra posizione. Occhio alla luce quando uscite, la stanza è (come dice il nome) completamente al buio!

Castello di Lisbona: una delle torri
Vi consiglio di unire, alla fine della visita al castello, la visita alla Cattedrale: sono veramente vicinissime e andarvi vi permette di fare un'ulteriore passeggiata per la zona vicino al castello, passando per strade diverse rispetto a quelle che avete percorso all'andata, salendo dal miradouro di Santa Luzia e, quindi,  vi permetterebbe di scoprire un'altra piccola fetta di città
nei dintorni del castello
Nella zona di Belem si trova la Torre di Belém:
Torre di Belem, "porta cerimoniale" di Lisbona
Patrimonio mondiale dell'UNESCO (insieme al vicino Monastero dei Jerónimos), la Torre fu voluta dal re Giovanni II come parte di un sistema di difesa alla foce del fiume Tago e come porta cerimoniale di Lisbona. Venne costruita all'inizio del '500 ed è un esempio lampante dello stile manuelino portoghese
Torre di Belem, "porta cerimoniale" di Lisbona
Il panorama è ovviamente fantastico: ci si trova "a metà" tra il fiume che attraversa Lisbona e l'oceano, di fronte ad una distesa infinita di acqua...Torre di Belem: il panorama dalla torre
Arrivando alla storia portoghese più recente troviamo il Palazzo Ajuda: Residenza dei monarchi Luigi e Maria Pia dal 1862 fino alla caduta della monarchia
Palazzo Ajuda, la (ex) residenza reale
Il palazzo è ricco di arazzi, mobili e soprammobili molto particolari che, in alcuni casi, secondo me arrivano ad essere anche un po' kitsch.
Palazzo Ajuda: interni
Anche questo è molto interessante, si trova vicino alla zona di Belem (ma non cos' vicino da arrivarci a piedi. Se non sbaglio il bus è il 432 e passa vicino l'attuale palazzo del governo) e il biglietto costa 5 euro a persona. Se prendete l'autobus per arrivarci non vi spaventate: non arriverete davanti l'entrata principale, ma in una zona dai palazzi semi diroccati... Basterà arrivare al palazzo per ritrovarsi in una zona dall'aspetto meno brutto e triste!
Nei prossimi giorni vi porterò alla scoperta della "Lisbona religiosa", ultima tappa di questo mio racconto del viaggio in Portogallo!

giovedì 1 agosto 2013

Le colline di Buda: la collina del castello e il monte Gerardo

In pochi sanno che Budapest è composta da 3 (e non 2) città unite: Buda, Pest e Obuda.
Le prime due, quelle di cui tutti abbiamo sempre sentito parlare, si trovano praticamente una di fronte all'altra separate dal Danubio e sono anche quelle che, da sempre, sono le più importanti.
Dalla Parte di Buda troviamo ben 2 colline, molto famose ed entrambe con la loro importanza.

Il monte Gerardo si trova all'altezza del ponte Elisabetta ed alle sue pendici si trova l'Hotel Gellert con le sue terme. Si nota anche la cappella nella Roccia, costruita nel 1926 in una grotta e sede dell'ordine dei Paolini fino al '56, quando i religiosi vennero arrestati dai comunisti e la grotta fu sigillata. Dietro si erge anche il monastero.
Dall'altro lato rispetto all'hotel ed alla Cappella, troviamo un monumento al vescovo Gerardo di Csanád, martire ungherese (su wikipedia trovate tutta la sua storia, legata alla morte di re Stefano e, quindi, alla successione reale).
In cima a questa collina si trova la Cittadella: si tratta di unna fortezza costruita dagli Asburgo per contrastare rivoluzioni e guerre. Venne costruita negli anni quaranta del 1800 e quando la costruzione venne portata a termine nel 1851, i venti della politica erano cambiati e non ce n'era più bisogno. Oggi si possono vedere i suoi resti, alcune vetrine espositive con armi, divise e pannelli esplicativi e, infine, un bunker oggi diventato museo.

L'altra collina è la collina del castello (o palazzo reale, che dir si voglia).
Oltre a mezzi pubblici e strade da poter percorrere per arrivare in cima, vi è una funicolare che, da Clark Adam Ter porta fino in cima alla collina: il biglietto singolo costa 1000 fiorini e quello "andata & ritorno" ne costa 1700.
Se siete fortunati (come lo siamo state noi), una volta arrivati in cima con la suddetta funicolare, vi ritroverete ad assistere al cambio della guardia.
Il castello oggi è occupato dal Museo Nazionale Ungherese e il Museo Storico di Budapest. Noi abbiamo visitato il museo Nazionale Ungherese, rimanendo stupite dall'arte ungherese. Per fare video e foto dovete pagare un biglietto a parte (circa 2 euro, oltre ai 4 circa del biglietto per voi).
I giardini dal lato del Danubio offrono una vista spettacolare su i principali monumenti della città come il parlamento e la Basilica di Santo Stefano e anche sull'isola Margherita.
Si trova qui, tra il palazzo e la porta corvina, la fontana di Mattia Corvino, personaggio simbolo della storia di questa città (re d'Ungheria dal 1458 al 1490).
Passata la Porta Corvina, si giunge alla piazza dove si trovano la Chiesa di Mattia Corvino e il bastione dei pescatori. La chiesa, costruita tra il 1255 e il 1269, si chiama, in realtà, "Nostra Signora Assunta della Collina del Castello" ed è dedicato alla Madonna.
Il bastione dei pescatori, invece, è un punto panoramico su Budapest. Le sue sette torri rappresentano le sette tribù magiare che si insediarono nel bacino dei Carpazi nel 896. Deve il nome dalla corporazione dei pescatori che era stata incaricata di difendere questo tratto di mura della città durante il Medioevo.

Sempre sulla collina del castello si trova l'Ospedale nella Roccia, usato come ospedale e come bunker antinucleare. Lo si può visitare solo prendendo parte alle visite guidate. Nelle gallerie fa fresco (circa 15 - 18 gradi) e vengono messe a disposizione delle mantelle da potersi mettere addosso nel caso in cui si soffrisse il freddo. (il prezzo del biglietto è di 3.600 Huf - circa 13 Euro)

Le terme Gellert

La cittadella: il panorama

La cittadella: statua della Libertà

Collina del castello, Buda: interni della chiesa di  Mattia Corvino

Collina del castello, Buda: Bastione dei pescatori

Collina del castello, Buda: il panorama dalla funicolare

Collina del castello, Buda: per scendere verso Buda



giovedì 27 ottobre 2011

FERRARA: qualche spunto per una visita

Per questo post devi ringraziare Martina Arrighetti, guida di Ferrara, che molto gentilmente mi ha scritto queste righe sulla sua città e mi ha inviato le foto da inserire.Ecco quello che mi ha scritto:

Ferrara: “città delle biciclette”, “la prima città moderna di Europa”, “città del silenzio”, “città del Castello Estense, della Cattedrale e del Palazzo dei Diamanti”..
..insomma siamo famosi no?!.. No!
La frase che sento da centinaia di turisti che guido per le strade di Ferrara è (che ci crediate o no) sempre la stessa:“Certo che Ferrara è stupenda, davvero NON PENSAVO”..
Immaginate la mia frustrazione.
Ma perché? Perché non riusciamo a trasmettere quello che “è” Ferrara, davvero!
Le ragioni sono tante, e molte sono da ripigliare da un passato lontano.
Forse il nostro primo detrattore fu proprio Goethe che definì Ferrara una città “morta”, ma come dargli torto! Il poveretto la vedeva alla fine del ‘700, dopo due secoli di governo pontificio, Ferrara era l’ombra di quello che era stata durante i secoli di governo degli Estensi.
Un po’ di colpa l’abbiamo anche noi ferraresi, un tantino pigri e forse anche presuntuosi, amiamo alla follia la nostra città e ne siamo gelosi, in fondo pensiamo che: “certo che è bella, ci mancherebbe altro! si vende da sola, non ha bisogno di pubblicità, la bellezza è così in fondo, no?”
Ebbene no, cari ferraresi, miei concittadini un po’ pigri e un po’ presuntuosi, nulla si vende da solo, e ne sanno qualcosa i nostri vicini romagnoli che delle loro bellezze, non solo non ne hanno mai fatto mistero, ma le hanno promosse anche oltre il loro oggettivo valore: così si fa!

E allora eccomi qua a presentarvi la mia città, una città che non si vende da sola, ma che si vive davvero benissimo!!

A Ferrara puoi arrivare in treno, con la stazione a pochi minuti dal centro storico, puoi venirci in macchina e parcheggiare nei grandi parcheggi a due passi dal centro, sono economici e alcuni ancora gratuiti!! Puoi arrivare in aereo al Marconi di Bologna e dal 1° dicembre di questo anno sarà attivo il servizio navetta, dall’aeroporto al centro di Ferrara (durata un’ora circa, costo € 15, il bagaglio compreso, non importa quanti sono).
Siamo vicini alle più famose e importanti tra le città del Veneto e dell’Emilia Romagna: a 50 km da Bologna, 70 km da Ravenna, 70 km da Padova e appena il doppio da Venezia.
Ferrara la puoi vedere in tanti modi. Te la puoi gustare a piedi, ma ancora meglio in bicicletta!
Puoi scegliere di fare una toccata e fuga, ripromettendoti di tornare appena puoi, oppure puoi restare un paio di giorni e questa è la formula che adesso va per la maggiore.
Ferrara ospita eventi di grande richiamo, come l’Internazionale di Giornalismo, il Buskers Festival, “l’incendio del Castello” e tanti, davvero tanti altri ancora.

Se decidi di dedicare a Ferrara una sola giornata puoi arrivare verso le 9,30 e cominciare la visita dal Castello Estense, fortezza quattrocentesca divenuta dimora rinascimentale. Lo trovi letteralmente al centro della città, un monumento davvero gigante, la visita all’interno infatti richiede almeno 1 ora e mezza del nostro tempo, e vale davvero la pena di entrare nelle prigioni per poi risalire al paradiso dei saloni affrescati, e poi la visita alla Torre dalla quale vedi Ferrara dall’alto e ancora il nuovo percorso nelle sale dell’abitazione del Prefetto, oggi interamente visitabili.All’uscita si procede per la Cattedrale che si trova a pochi istanti dal Castello Estense.


La Cattedrale romanico-gotica si profila all’improvviso rubando solitamente un “oooh” di meraviglia al suo cospetto.
Si trova nel cuore di Ferrara, un cuore che batte nel 2011 così come lo faceva nel 1135 anno di inizio di questo straordinario monumento.
Una volta visitata la Cattedrale (per visitare l’interno bisogna arrivare entro mezzogiorno o dopo le 15.00) vale la pena dedicare un passaggio alla Piazza Municipale, un tempo la Corte Ducale, con lo stupendo Scalone Monumentale, dal quale ora si accede al nostro Municipio, costruito da Pietro Benvenuto degli Ordini, nel 1475 per volere di Ercole d’Este e di sua moglie Eleonora d’Aragona.
E poi la nostra Piazza Antica, ora Trento Trieste, una piazza magnifica, dove sostare alcuni minuti per godersi il taglio della Cattedrale a sud, la Loggia dei Merciai, il Campanile magnifico e “alieno” di Leon Battista Alberti e lo scorcio del Palazzo di S.Crispino.
È proprio da lì che inizia la visita al Ghetto Ebraico, una volta ospitato nelle tre strade centralissime di via Mazzini, via Vignatagliata e Via Vittoria, e ancora oggi perfettamente leggibile.
Si arriva poi alla strada più antica di Ferrara, la Via delle Volte, camminando sul ciottolato originale, l’angusta strada brutta e bellissima si spiega nella sua unicità e nella logica commerciale della sua origine affascinante, con i magazzini aperti sul fiume e le abitazioni dei mercanti unite dai famosi passaggi che crearono le volte lungo i due chilometri della sua lunghezza.
Per il pranzo c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Menù turistici gustosissimi, li trovi in tutti i piccoli ristoranti del centro. Sono pensati proprio per fare gustare al visitatore i piatti tipici di Ferrara, come i Cappellacci di zucca, il Risotto di radicchio, la Salama da Sugo, il Pasticcio di maccheroni in crosta e per finire, la Tenerina o il Pampapato. Il tutto annaffiato dai vini delle Valli, vini leggeri e unici della zona sabbiosa del Delta del Po.
Il pomeriggio vale davvero la pena affittare una bicicletta nei numerosi rentabike della città e partire alla scoperta della Città Nuova, ovvero il progetto urbanistico cinquecentesco che ci ha regalato il nome di prima città moderna di Europa.
Scendendo lungo la stupenda via Ercole I d’Este, arriviamo al Palazzo dei Diamanti, uno degli esempi di bugnato più belli di Italia, e poi la Piazza Ariostea, la piazza giardino che ospita il Palio di Ferrara l’ultima domenica di maggio, e che durante l’arco dell’anno è frequentata dai ferraresi di tutte le età, per incontrarsi, giocare, correre in bici, con i pattini o anche solo sedersi al fresco per gustare uno dei gelati più buoni della città.




Consiglio davvero poi di non perdere la poco conosciuta Certosa Monumentale, il nostro cimitero, ma che davvero di triste ha ben poco.
Un apertura ariosa e monumentale alla fine della via Borso d’Este, dove si trovava un tempo il convento dei frati Certosini, e dove nei primi 30 anni dell’’800 sono stati costruiti questi due emicicli a forma di braccia spalancate, che si aprono dalla cinquecentesca Chiesa di S. Cristoforo.
I minuti sono appena un paio che poi ci separano dalle stupende Mura rinascimentali.


Si sale sul terrapieno in bicicletta e si percorrono diversi chilometri alla scoperta delle fasi di costruzione di questa struttura difensiva che circonda Ferrara lungo nove chilometri. L’indice di gradimento di questo percorso è 5 stelline su 5









Se i giorni di visita sono almeno un paio, ecco che io consiglio di finire la serata con un aperitivo in centro, dove a partire dalle diciannove e trenta, un vero e proprio esercito di ferraresi di tutte le età, si reca per bersi uno spritz, una birra, uno “sguazzone”, un chupito, insomma quello che la giornata trascorsa ha reso più “urgente”.
Per la notte ci sono Hotel, B&B, e Agriturismo in centro e a pochi chilometri, che offrono un servizio impeccabile a prezzi direi proprio simpatici.
La seconda giornata la dedicherei alla scoperta dei musei che parlano della storia degli Estensi, prima e durante l’epoca del Castello Estense.
Io comincerei proprio dal Palazzo Schifanoia, nome che allude allo “schivar la noia”, il palazzo ospita un ciclo di affreschi a carattere profano che è oggetto di ammirazione, e di studi da decine e decine di anni, per la sua straordinaria unicità e mistero. Si tratta di una rappresentazione dei 12 mesi dell’anno, ogni mese è diviso a sua volta in tre parti, in basso vengono rappresentati lavori nei campi e la vita di corte, impersonata dal protagonista assoluto dell’epoca, Borso d’Este, nel mediano, i segni zodiacali, mentre in alto i Trionfi degli dei, uno per ogni mese.
All’uscita non mi perderei poi a pochi passi anche la Palazzina di Marfisa d’Este, un museo bello e discreto, che ci rimanda alla grandezza estense della metà del ‘500 e accanto alla quale possiamo ammirare il famoso circolo di Tennis Marfisa.
Un biglietto cumulativo permette poi di accedere oltre ai due musei appena citati anche allo splendido museo del Duomo, accanto alla Cattedrale, e io vi consiglio di non perdere l’occasione di vederlo, rimarrete stregati per un tempo senza tempo davanti alla Ante d’Organo di Cosimo Tura.
Nel pomeriggio poi, se siete un po’ stanchi lo potete passare nello storico Palazzo di S.Crispino, all’interno del quale si trova la splendida Libreria MelBookStore, la cui sala appena aperta all’ultimo piano, vi offre la possibilità di rimanere quanto volete, seduti su comodi divani a sfogliare libri o giornali. E poi magari passeggiare lunga la via Saraceno, una vera perla del centro storico, dove tra librerie e negozi di artigianato vi potete perdere ad acquistare o solo a fare domande a cui i negozianti risponderanno molto volentieri.
Se vi rimane un po’ di energia invece, informandovi prima sulle mostre in corso in quel momento, vi consiglio di fare un tour delle piccole gallerie nel centro storico di Ferrara che tutto l’anno offrono in esposizione dei veri talenti.
Nel caso in cui invece veniate entro l’8 di gennaio del 2012, non potete perdervi la mostra a Palazzo dei Diamanti, “Gli anni folli” con tele splendide e un percorso espositivo davvero all’avanguardia.
Siete stanchi?, vi è piaciuta la mia città?
Io credo di si, anzi ne sono sicura, perché davvero Ferrara, per qualsiasi ragione decidiate di vederla, non delude mai!

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