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mercoledì 5 novembre 2014

Libri di viaggio: 3 libri per scoprire qualcosa di Londra

Finalmente torno a parlarvi di libri e viaggi :D E lo faccio con ben due libri che parlano di Londra! Ovviamente li ho comprati in vista del viaggio a Londra di novembre (dal 20 al 27, quindi preparatevi), per scoprire qualche storia e qualche luogo da andare a vedere.
3 libri su Londra
Cominciamo da "Misteri, segreti e storie insolite di Londra".
L'autore, Mattia Bernardo Bagnoli, è un giornalista italiano expat a Londra e corrispondente Ansa. In questo libro racconta storie (segrete o meno) e leggende di Londramolto interessanti. Sapevate che c'è stata una mummia al British museum che ha dato non pochi problemi? Leggenda vuole che la sua maledizione abbia portato alla morte diverse persone che hanno avuto a che fare con essa. Racconta alcuni misteri finanziari della City, alcuni luoghi oscuri ed osteggiati come il cimitero delle prostitute di Cross Bones (Lo conoscevate? Io mai avrei pensato che esistesse un cimitero "delle prostitute") e, ovviamente, non si dimentica di Jack lo Squartatore, parlando delle indagini e su cui, a quanto pare, ci sono ancora molte cose da dire e scoprire! Parla anche di ufo, 007 e luoghi sotterranei (vorrei, prima o poi, anche andare alla scoperta dei sotterranei londinesi).
Devo ammettere di averlo comprato sperando di trovarvi luoghi che ancora non conoscevo e da poter visitare, restando un po' delusa perché molte delle storie che non conoscevo riguardavano non un luogo specifico di Londra, ma magari la regina o l'Inghilterra. Però, perché c'è (quasi) sempre un però, ho scoperto comunque aspetti ed aneddoti che non conoscevo, ho imparato comunque cose nuove di questa grande città che amo... Volete sapere se lo consiglio o meno? Ni.. Magari, se esiste, comprate la versione in ebook.

Passiamo oltre, al libro "Pellegrinaggio nel cuore dell'impero" di Robert Byron. Questo libro parla di luoghi e storie legati all'impero britannico e, sicuramente, qui vi sono diversi spunti interessanti da appuntarsi prima di partire. Economico come il precedente (8 euro), questo è sicuramente più comodo da infilare in valigia se non siete matti come me che appunto le cose da ricordarmi su quaderni, quadernini o fogli volanti che poi infilo in valigia. L'unica cosa a cui dovete fare attenzione sono gli orari ed i prezzi segnalati: la versione italiana è del 2012 ed è stata realizzata sull'edizione originale di qualche anno prima (non mi chiedete quale, c'è scritto questo, ma non l'anno di pubblicazione dell'edizione originale). Lo consiglierei? Sicuramente più del precedente. In più è piccolo ed occupa poco spazio, quindi se volete infilarlo in valigia non avreste problemi.

"Pazza per lo shopping a Londra" di Carlotta Cacciari è l'ultimo libro di cui volevo parlarvi oggi. Libro piccolo, che entra senza problemi in valigia, in cui l'autrice, dopo aver parlato di fashion blogger (i più seguiti a Londra) ed aver intervistato una personal shopper, parla di negozi e mercatini: 50 negozi low cost, 100 "di lusso" e poi negozi vintage e mercatini. Alcuni negozi low cost già li conoscevo (ed alcuni di questi li adoro) e anche alcuni dei mercatini. Alcuni altri negozi e mercatini non li conoscevo e spero di riuscire a passarci. Ma magari dei negozi dove fare shopping ne riparliamo quando torno, in un post dedicato. Che ne dite?
Consigliato? Se siete amanti dello shopping, sia nei negozi che nei mercatini, conoscete già i negozi ("soliti") di Londra e volete nuove idee direi di si, che questi libro ve lo consiglio :) Poi, ovviamente, una volta che lo avrò "testato sul campo" vi saprò dire meglio se davvero ne vale la pena o meno!

venerdì 12 luglio 2013

"Budapest senza il Danubio" di Michele Monina

Un piccolo libro su Budapest
Eccomi di nuovo a parlarvi di libri e viaggi. A fine luglio partirò per Budapest e quindi ho letto (molto volentieri, aggiungerei) "Budapest senza il Danubio" di Michele Monina, un libro breve e scorrevole alla lettura.
Non è come le solite "guide turistiche", dove trovate indicazioni su tutto quello che si trova in città, con indirizzo, orari, costi (etc) ma si trovano solo alcune cose: quelle che, secondo l'autore, sono degne di nota (oltre a diverse informazioni utili, come quelle sulla metro e sui vari modi per spostarsi da e verso l'aeroporto). Il tutto è raccontato in maniera leggera, felice ed appassionata: mi ha fatto venire ancora più voglia di andare a visitare Budapest!
Questo libro nasce all'interno dell'idea di 12 città visitate in 12 mesi e raccontate in 12 libri (Budapest, se non ho capito male, è la decima tappa e il libro ho visto che è uscito a metà marzo).
Non occupa nemmeno troppo posto in borsa, quindi se volete potete portarvelo dietro per leggerlo senza troppa fatica quando siete in giro (avere un libro nella borsa aiuta, spesso, a passare dei momenti di lunga attesa... Come alle poste, ad esempio).

Consigliatissimo anche per chi non prevede di andarci a breve e per chi è indeciso se andarci oppure no (costa 10 euro, quindi prezzo accettabile direi). Se lo leggerete, fatemi sapere voi cosa ne pensate!

giovedì 7 marzo 2013

Visitando la Maremma

Ecco il post ufficiale di presentazione della mia guida "Visitando la Maremma". Si tratta di una guida della maremma (appunto!!) per Iphone e Android.
Ci ho messo un bel po' di tempo a farla, forse anche troppo (si, lo ammetto e sicuramente ci sono tante cose che non sono perfette e quindi da sistemare). Ma so che mi perdonerete, essendo la mia prima esperienza per quanto riguarda il fare una guida turistica! Ovviamente tutte le annotazioni che avrete da fare e i consigli che avrete da darmi saranno bene accetti.
Potete scaricare gratuitamente tutte le versioni (per Android e per iPhone, iPod touch e iPad) e ci vuole veramente poco tempo. Vi lascio i widget che vi riportano ai vari store per poterla scaricare. Fatemi sapere cosa ne pensate: potersi migliorare è sempre una cosa gradita!!




domenica 26 febbraio 2012

Todi spiegata da una guida ufficiale

Quando Camilla mi ha chiesto di scrivere “due righe” per farvi vedere Todi come la vedo io, beh, ho colto la palla al balzo e approfittando di questa meravigliosa giornata di sole (in questo momento il termometro segna 17 gradi!) ho preso il mio portatile e sono andata a scrivere in un luogo della città che mi potesse ispirare! Più o meno mi trovo a metà di questa scalinata!

Todi è un comune non molto grande, nel senso che il centro storico è racchiuso all'interno delle mura duecentesche, ancora in gran parte conservate, ma tutto intorno ci sono la bellezza di 37 frazioni: quasi tutte sono degli antichi castelli medievali intorno ai quali poi si è sviluppato nel corso dei secoli un piccolo borgo fortificato. Quindi, se avete più di un giorno da trascorrere qui da noi, di sicuro non vi mancheranno dei luoghi caratteristici e immersi nel verde da visitare!
In tutto noi tuderti (così ci chiamiamo, e non todini o todesi !) siamo circa 17.000 e la nostra caratteristica peculiare è il lamento perenne: qualsiasi cosa non va mai bene, a meno che a proporla e a farla non sia il soggetto in questione!

Torniamo però alla nostra visita.
Solitamente io consiglio di parcheggiare a Porta Orvietana ed iniziare il giro dalla Piazza del Popolo che si trova proprio al centro della città ed è da secoli il cuore pulsante della comunità: non a caso è da molti definita una delle Piazze medievali più belle e grandi d'Italia.















Da qui, dopo una breve spiegazione dei Palazzi Comunali, ci si sposta verso il duomo di S. Maria Annunziata che spicca maestoso in cima ad una gradinata di 33 scalini (come gli anni di Cristo!). La chiesa è in stile romanico ed è fra le più antiche di Todi, risalendo all'inizio del 1200.
Basta poi fare qualche passo in direzione sud per giungere alla Basilica del nostro santo Patrono Fortunato: la foto non c'è perchè è la chiesa che sta alle mie spalle proprio ora che sto scrivendo! Quindi date un'occhiata qualche riga più in alto...
La basilica si trova quasi sul punto più alto del colle (411m s.l.m.) e l'interno è il tripudio della luce visto che si scelse uno stile gotico internazionale e un pianta “ a sala”, tipica del gotico tedesco.
Mi raccomando, non dimenticatevi di scendere in cripta per andare a trovare il nostro più illustre concittadino che riposa proprio lì: Jacopone da Todi, frate francescano e poeta medievale secondo soltanto a Dante, secondo molti critici letterari! Cosa ha scritto? Dunque, partiamo con Il Pianto della Madonna, continuiamo con le circa 82 laude e finiamo con il testo dello Stabat Mater.
Dopodichè io vi porterei in uno dei miei posti preferiti: il Nido dell'Aquila. Il nome è tutto un programma, ma vi basti per ora una foto che ho fatto ad un gruppo di turisti che non ne volevano sapere di andarsene via da lì!
















Dulcis in fundo, sfruttando una giornata di inizio primavera come quella di oggi, vi accompagnerei ad ammirare “The Queen”, la regina delle chiese tuderti: S. Maria della Consolazione, fra le più importanti chiese 500esche d'Italia.Eh sì, è vero, ha proprio qualcosa di speciale: sarà forse quella certa armonia strutturale, sarà forse il chiaro colore della pietra, sarà forse la grande, ma proporzionata cupola...o forse sarà il fatto che è definita “chiesa bramantesca”? Ci doveva essere lo zampino di qualche geniaccio del Rinascimento!
















Ecco, il nostro “tour classico” è finito e sicuramente vi sarà venuta fame! Non c'è problema, visto che in centro ci sono ristoranti ed enoteche in grado di soddisfare ogni vostra curiosità culinaria.
Il nostro piatto tipico per eccellenza è la Palomba alla Ghiotta”, un piccione selvatico che viene cotto prima allo spiedo e poi in salmì: è un piatto prettamente invernale e viene accompagnato con una polentina calda calda...da noi si dice “è la morte sua”! E mi raccomando fatevi portare il pane fresco cotto a legna, altrimenti la scarpetta con cosa la fate? Se invece amate il tartufo, allora si va col nero di Norcia. Lo potete gustare con gli strangozzi fatti a mano, oppure con il filetto di manzo, o ancora all'interno di una sfiziosa frittatina.Per antipasto consiglio un bel tagliere di salumi locali : salumi di maiale, di cinghiale, di cervo, di oca...a voi la scelta, ma io farei un bel mix!Il tutto accompagnato prima dal nostro bianco di punta, il Grechetto di Todi DOC, e poi da un bel Rosso dei Colli Martani.Se vi rimane uno spazietto, il dessert potrebbe essere fatto da dei croccanti tozzetti inzuppati in un bicchierino di Passito di Montefalco: ora sì che siamo a posto!

L'errore che fanno in molti è pensare che Todi sia tutta nei 4-5 monumenti che vi ho sopra elencato. Niente di più sbagliato! Pensate che una delle cose che preferisco fare di più a Todi è accompagnare i visitatori nei percorsi di Trekking urbano: sono 3 in tutto e lì davvero si va alla scoperta dei tesori nascosti della città e ci si può meravigliare nel trovare piazzette e vicoletti che sembrano essere rimasti tali e quali a 800 anni fa!

P.S.: Se capitate a carnevale non stupitevi di trovare arcieri e cavalieri medievali in giro per il centro...siete nel bel mezzo del Carnevale Medievale. Se invece volete venire a maggio “rischierete” di trovare Todi col suo vestito più bello, quello fatto con decine di decorazioni floreali durante Todi Fiorita. Se poi sarete qui a fine estate, allora troverete il Todi Arte Festival e potrete scegliere fra concerti di musica classica e leggera, spettacoli teatrali e intrattenimento cabarét.

Insomma, di cose da fare ce ne sono tante e non vi potete perdere Todi! Assolutamente no!

 Le foto sono prese da due siti: todiguide.com (di Elisa Picchiotti, la ragazza che gentilmente ha scritto questo post) e da sitodi.net

giovedì 27 ottobre 2011

FERRARA: qualche spunto per una visita

Per questo post devi ringraziare Martina Arrighetti, guida di Ferrara, che molto gentilmente mi ha scritto queste righe sulla sua città e mi ha inviato le foto da inserire.Ecco quello che mi ha scritto:

Ferrara: “città delle biciclette”, “la prima città moderna di Europa”, “città del silenzio”, “città del Castello Estense, della Cattedrale e del Palazzo dei Diamanti”..
..insomma siamo famosi no?!.. No!
La frase che sento da centinaia di turisti che guido per le strade di Ferrara è (che ci crediate o no) sempre la stessa:“Certo che Ferrara è stupenda, davvero NON PENSAVO”..
Immaginate la mia frustrazione.
Ma perché? Perché non riusciamo a trasmettere quello che “è” Ferrara, davvero!
Le ragioni sono tante, e molte sono da ripigliare da un passato lontano.
Forse il nostro primo detrattore fu proprio Goethe che definì Ferrara una città “morta”, ma come dargli torto! Il poveretto la vedeva alla fine del ‘700, dopo due secoli di governo pontificio, Ferrara era l’ombra di quello che era stata durante i secoli di governo degli Estensi.
Un po’ di colpa l’abbiamo anche noi ferraresi, un tantino pigri e forse anche presuntuosi, amiamo alla follia la nostra città e ne siamo gelosi, in fondo pensiamo che: “certo che è bella, ci mancherebbe altro! si vende da sola, non ha bisogno di pubblicità, la bellezza è così in fondo, no?”
Ebbene no, cari ferraresi, miei concittadini un po’ pigri e un po’ presuntuosi, nulla si vende da solo, e ne sanno qualcosa i nostri vicini romagnoli che delle loro bellezze, non solo non ne hanno mai fatto mistero, ma le hanno promosse anche oltre il loro oggettivo valore: così si fa!

E allora eccomi qua a presentarvi la mia città, una città che non si vende da sola, ma che si vive davvero benissimo!!

A Ferrara puoi arrivare in treno, con la stazione a pochi minuti dal centro storico, puoi venirci in macchina e parcheggiare nei grandi parcheggi a due passi dal centro, sono economici e alcuni ancora gratuiti!! Puoi arrivare in aereo al Marconi di Bologna e dal 1° dicembre di questo anno sarà attivo il servizio navetta, dall’aeroporto al centro di Ferrara (durata un’ora circa, costo € 15, il bagaglio compreso, non importa quanti sono).
Siamo vicini alle più famose e importanti tra le città del Veneto e dell’Emilia Romagna: a 50 km da Bologna, 70 km da Ravenna, 70 km da Padova e appena il doppio da Venezia.
Ferrara la puoi vedere in tanti modi. Te la puoi gustare a piedi, ma ancora meglio in bicicletta!
Puoi scegliere di fare una toccata e fuga, ripromettendoti di tornare appena puoi, oppure puoi restare un paio di giorni e questa è la formula che adesso va per la maggiore.
Ferrara ospita eventi di grande richiamo, come l’Internazionale di Giornalismo, il Buskers Festival, “l’incendio del Castello” e tanti, davvero tanti altri ancora.

Se decidi di dedicare a Ferrara una sola giornata puoi arrivare verso le 9,30 e cominciare la visita dal Castello Estense, fortezza quattrocentesca divenuta dimora rinascimentale. Lo trovi letteralmente al centro della città, un monumento davvero gigante, la visita all’interno infatti richiede almeno 1 ora e mezza del nostro tempo, e vale davvero la pena di entrare nelle prigioni per poi risalire al paradiso dei saloni affrescati, e poi la visita alla Torre dalla quale vedi Ferrara dall’alto e ancora il nuovo percorso nelle sale dell’abitazione del Prefetto, oggi interamente visitabili.All’uscita si procede per la Cattedrale che si trova a pochi istanti dal Castello Estense.


La Cattedrale romanico-gotica si profila all’improvviso rubando solitamente un “oooh” di meraviglia al suo cospetto.
Si trova nel cuore di Ferrara, un cuore che batte nel 2011 così come lo faceva nel 1135 anno di inizio di questo straordinario monumento.
Una volta visitata la Cattedrale (per visitare l’interno bisogna arrivare entro mezzogiorno o dopo le 15.00) vale la pena dedicare un passaggio alla Piazza Municipale, un tempo la Corte Ducale, con lo stupendo Scalone Monumentale, dal quale ora si accede al nostro Municipio, costruito da Pietro Benvenuto degli Ordini, nel 1475 per volere di Ercole d’Este e di sua moglie Eleonora d’Aragona.
E poi la nostra Piazza Antica, ora Trento Trieste, una piazza magnifica, dove sostare alcuni minuti per godersi il taglio della Cattedrale a sud, la Loggia dei Merciai, il Campanile magnifico e “alieno” di Leon Battista Alberti e lo scorcio del Palazzo di S.Crispino.
È proprio da lì che inizia la visita al Ghetto Ebraico, una volta ospitato nelle tre strade centralissime di via Mazzini, via Vignatagliata e Via Vittoria, e ancora oggi perfettamente leggibile.
Si arriva poi alla strada più antica di Ferrara, la Via delle Volte, camminando sul ciottolato originale, l’angusta strada brutta e bellissima si spiega nella sua unicità e nella logica commerciale della sua origine affascinante, con i magazzini aperti sul fiume e le abitazioni dei mercanti unite dai famosi passaggi che crearono le volte lungo i due chilometri della sua lunghezza.
Per il pranzo c’è davvero l’imbarazzo della scelta.
Menù turistici gustosissimi, li trovi in tutti i piccoli ristoranti del centro. Sono pensati proprio per fare gustare al visitatore i piatti tipici di Ferrara, come i Cappellacci di zucca, il Risotto di radicchio, la Salama da Sugo, il Pasticcio di maccheroni in crosta e per finire, la Tenerina o il Pampapato. Il tutto annaffiato dai vini delle Valli, vini leggeri e unici della zona sabbiosa del Delta del Po.
Il pomeriggio vale davvero la pena affittare una bicicletta nei numerosi rentabike della città e partire alla scoperta della Città Nuova, ovvero il progetto urbanistico cinquecentesco che ci ha regalato il nome di prima città moderna di Europa.
Scendendo lungo la stupenda via Ercole I d’Este, arriviamo al Palazzo dei Diamanti, uno degli esempi di bugnato più belli di Italia, e poi la Piazza Ariostea, la piazza giardino che ospita il Palio di Ferrara l’ultima domenica di maggio, e che durante l’arco dell’anno è frequentata dai ferraresi di tutte le età, per incontrarsi, giocare, correre in bici, con i pattini o anche solo sedersi al fresco per gustare uno dei gelati più buoni della città.




Consiglio davvero poi di non perdere la poco conosciuta Certosa Monumentale, il nostro cimitero, ma che davvero di triste ha ben poco.
Un apertura ariosa e monumentale alla fine della via Borso d’Este, dove si trovava un tempo il convento dei frati Certosini, e dove nei primi 30 anni dell’’800 sono stati costruiti questi due emicicli a forma di braccia spalancate, che si aprono dalla cinquecentesca Chiesa di S. Cristoforo.
I minuti sono appena un paio che poi ci separano dalle stupende Mura rinascimentali.


Si sale sul terrapieno in bicicletta e si percorrono diversi chilometri alla scoperta delle fasi di costruzione di questa struttura difensiva che circonda Ferrara lungo nove chilometri. L’indice di gradimento di questo percorso è 5 stelline su 5









Se i giorni di visita sono almeno un paio, ecco che io consiglio di finire la serata con un aperitivo in centro, dove a partire dalle diciannove e trenta, un vero e proprio esercito di ferraresi di tutte le età, si reca per bersi uno spritz, una birra, uno “sguazzone”, un chupito, insomma quello che la giornata trascorsa ha reso più “urgente”.
Per la notte ci sono Hotel, B&B, e Agriturismo in centro e a pochi chilometri, che offrono un servizio impeccabile a prezzi direi proprio simpatici.
La seconda giornata la dedicherei alla scoperta dei musei che parlano della storia degli Estensi, prima e durante l’epoca del Castello Estense.
Io comincerei proprio dal Palazzo Schifanoia, nome che allude allo “schivar la noia”, il palazzo ospita un ciclo di affreschi a carattere profano che è oggetto di ammirazione, e di studi da decine e decine di anni, per la sua straordinaria unicità e mistero. Si tratta di una rappresentazione dei 12 mesi dell’anno, ogni mese è diviso a sua volta in tre parti, in basso vengono rappresentati lavori nei campi e la vita di corte, impersonata dal protagonista assoluto dell’epoca, Borso d’Este, nel mediano, i segni zodiacali, mentre in alto i Trionfi degli dei, uno per ogni mese.
All’uscita non mi perderei poi a pochi passi anche la Palazzina di Marfisa d’Este, un museo bello e discreto, che ci rimanda alla grandezza estense della metà del ‘500 e accanto alla quale possiamo ammirare il famoso circolo di Tennis Marfisa.
Un biglietto cumulativo permette poi di accedere oltre ai due musei appena citati anche allo splendido museo del Duomo, accanto alla Cattedrale, e io vi consiglio di non perdere l’occasione di vederlo, rimarrete stregati per un tempo senza tempo davanti alla Ante d’Organo di Cosimo Tura.
Nel pomeriggio poi, se siete un po’ stanchi lo potete passare nello storico Palazzo di S.Crispino, all’interno del quale si trova la splendida Libreria MelBookStore, la cui sala appena aperta all’ultimo piano, vi offre la possibilità di rimanere quanto volete, seduti su comodi divani a sfogliare libri o giornali. E poi magari passeggiare lunga la via Saraceno, una vera perla del centro storico, dove tra librerie e negozi di artigianato vi potete perdere ad acquistare o solo a fare domande a cui i negozianti risponderanno molto volentieri.
Se vi rimane un po’ di energia invece, informandovi prima sulle mostre in corso in quel momento, vi consiglio di fare un tour delle piccole gallerie nel centro storico di Ferrara che tutto l’anno offrono in esposizione dei veri talenti.
Nel caso in cui invece veniate entro l’8 di gennaio del 2012, non potete perdervi la mostra a Palazzo dei Diamanti, “Gli anni folli” con tele splendide e un percorso espositivo davvero all’avanguardia.
Siete stanchi?, vi è piaciuta la mia città?
Io credo di si, anzi ne sono sicura, perché davvero Ferrara, per qualsiasi ragione decidiate di vederla, non delude mai!

giovedì 29 settembre 2011

LONDRA: the houses of parliament

Durante l'estate è possibile visitare le camere del parlamento inglese. La visita dura circa un'ora e si possono fare solo visite guidate che ci sono in diverse lingue, tra cui anche l'italiano. Arrivate circa 15 minuti prima dell'orario che vi viene comunicato alla biglietteria per passare tutti i controlli di sorta.
Quando la vostra guida sarà pronta per cominciare, verrete fatti mettere in fila vicino ad essa e la visita avrà inizio. Vi verrà spiegato tutto in maniera molto dettagliata e, guardando i vari dipinti, affreschi, altorilievi e la statue lungo tutti i corridoi potrete anche ripercorrere tutta la storia inglese e la nascita del parlamento stesso. visiterete anche le due stanze del parlamento, la camera dove la regina "si veste" per la giornata di inaugurazione dell'anno parlamentare (cioè la camera dove si mette la corona e il mantello rosso) e la guida, molto preparata, vi spiegherà tutto molto bene e nei dettagli. Dentro non si possono fare foto, ma nella sala dove inizia e finisce la visita potete prendere delle spiegazioni (anche in italiano) dove potete ritrovare tutte le informazioni e anche alcune foto.

Parliamo un pò della sua storia. il Palazzo di Westminister (quello occupato dal parlamento) è ancora oggi designato come palazzo reale. L'edificio che vedete adesso è stato costruito dopo l'incendio del 1834 che distrusse la maggior parte degli edifici antichi. La Camera dei Comuni venne ricostruita tra il 1945 e il 1950 dopo la devastazione dovuta alla seconda guerra mondiale.
Per quanto riguarda la camera dei Lord, essa esiste come camera separata del parlamento dal XIV secolo.

 Il biglietto costa 15 sterline. Ci sono tutti gli sconti di sorta per anziani, bambini sotto una certa età, per gli studenti e per le famiglie.

Houses of Parliament: ingresso

Houses of parliament: interno

Houses of parliament: interno

Houses of parliament: soffitto

Houses of parliament: vetrate
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