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martedì 7 luglio 2015

#Instapost: giugno su instagram

Sono ancora nelle Fiandre e stasera torno a Bruxelles per tornare a Roma domani, ma comunque il primo martedì del mese vuol dire comunque "#instapost"! Vi racconto il mese scorso con le foto che preferisco tra quelle che ho caricato sul mio account instagram. I viaggi sono stati solo due, la settimana tra Stromboli e Salina e quello a Pistoia per il blogtour #ipinocchietti, ma di foto che "preferisco" ce ne sono tantissime!! Anzi, mi piacciono tutte talmente tanto che le avrei condivise tutte, ma sarebbero state tantissime da mettere tutte in un post "breve ed intenso".

Stromboli, Isole Eolie
In arrivo a Stromboli


Gatto di Stromboli


Grecia?? No, finestra di Stromboli


Vecchie insegne, Stromboli


Strombolicchio: la carrucola per i rifornimenti
Aggiungi didascalia

Salina, Isole Eolie
Santa Marina di Salina


Pollara, Isola di Salina



Tramonto nel Tirreno


Parco di Pinocchio, Collodi
Parco di Pinocchio, Collodi


Parco di Pinocchio, Collodi

Giardino zoologico, Pistoia
Lemure. Giardino zoologico di Pistoia


Suricato. Giardino zoologico di Pistoia


Il Teatro anatomico più piccolo del mondo. Ospedale del Ceppo, Pistoia
Teatro anatomico. Ospedale del ceppo, Pistoia

Giardino di Villa Garzoni, Collodi
Cigno di Villa Garzoni, Collodi

mercoledì 24 giugno 2015

Salina: il racconto del soggiorno

Santa Marina: la strada dei negoziChe Salina mi fosse piaciuta meno di Stromboli ve lo avevo già raccontato, nel post su informazioni ed idee riguardo l'isola, quindi ora voglio raccontarvi qualcosa del mio soggiorno, di come ho passato i 3 giorni (anzi 2 e mezzo) sull'isola prima di ritornare a casa.
Da Stromboli, col battello veloce, siamo arrivati a Santa Marina in un'ora circa di navigazione ed abbiamo iniziato il nostro giro "di ambientamento" passeggiando lungo la strada principale. Qui ci sono diversi negozietti più o meno grandi, più o meno interessanti (se come me avete la necessità di trovare qualcosina da riportare a casa come regalino per la famiglia potete provare a dare un'occhiata lungo questa strada. Personalmente non vi ho trovato nulla di davvero interessante e che attirasse la mia attenzione al punto da prenderlo come pensierino). Il primo giro dell'isola lo abbiamo fatto intorno alle 3 del pomeriggio e, forse a causa dei molti negozi (di qualsiasi genere) chiusi,  Santa Marina li per li non ci ha appassionati più di tanto (recuperando comunque un minimo nei giorni successivi). Oltre alla chiesetta che "chiude" la piazza principale e qualche angolo suggestivo che si apre sul panorama non c'è molto altro da vedere per quanto riguarda monumenti e musei. A parte questo, la cosa che si nota è la quantità di gatti molto socievoli che girano per le strade di questa frazione: ammetto di essermi divertita in particolare con un micio che, per qualche minuto, ha anche deciso di diventare la mia ombra.
Santa Marina: Noto subito la differenza con le spiagge di Stromboli, la quasi totale assenza di sabbia a favore dei sassi (ve ne avevo parlato nel post che vi ricordavo all'inizio di questo).  La lunga passeggiata pedonale del lungomare mi ha sicuramente aiutata ad apprezzare almeno un po' queste spiagge (preferisco quelle di sabbia, almeno non mi faccio male ai piedi ad ogni passo che faccio). Comunque amando io il mare, non ho ovviamente resistito a farmi almeno un mini bagno al ("quasi") tramonto del primo giorno che abbiamo passato qui a Salina. L'isola è composta da varie frazioni raggiungibili tutte grazie ad un servizio di autobus. Noi iniziamo a scoprirle (quasi) tutte l'unico giorno intero che passiamo sull'isola e iniziamo con il paesino di Malfa, dove dobbiamo fermarci per aspettare l'autobus per proseguire il nostro giro di "conoscenza dell'isola".
Malfa: vista sul porticciolo Questa paesino dell'isola si trova in collina, circa 100 metri sopra il livello del mare (quindi se volete farvi vacanza di mare non prendete alloggio qui) ed occupa circa un terzo dell'isola. Giriamo sulla piazza principale, dove fermano anche gli autobus e si trova anche la chiesa, facciamo una passeggiata per le sue stradine e poi ci fermiamo al bar in piazza, molto vivo e vissuto sia dagli abitanti che dai turisti che passano di qua prima di andare altrove, proprio come noi che siamo passati da qua per prendere l'autobus che ci ha poi portati (in circa 20 minuti di viaggio) fino alla piccola, anzi piccolissima, frazione di Pollara. Questa frazione di Salina è famosa per due motivi: il primo è che qui si trova la villa usata come set per il film "il postino" di Troisi e il secondo è
Pollara: il panorama andando verso il mare la sua bellissima spiaggia (che però, attualmente, non è raggiungibile a causa di una frana che ha reso inagibile la strada che vi arriva). Qui troverete ancora meno che a Malfa e Santa Marina e l'unica attività commerciale è il bar L'Oasi che il proprietario Alessandro cura con molta passione per quattro mesi l'anno (quelli della stagione estiva). La sua storia ci ha colpiti molto: ci ha raccontato di quanto si impegni e di come (e quanto) si sia ingegnato perché il suo lavoro funzioni, anche vendendo le foto che lui stesso scatta (sempre al bar, esposte in uno stand apposito); ci ha raccontato che si occupa lui stesso di pulire il tratto di strada antistante il bar (motivo per cui, ci ha detto Alessandro, il comune non manda più gli spazzini a pulire la strada);
Pollara: riflessi sul mare ci ha spiegato che non è detto che riesca a guadagnare abbastanza, in quei quattro mesi, per riuscire a vivere tutto l'anno e il fatto di lavorare così poco non gli permette di riuscire ad avere una sua casa (per lui e la fidanzata); ci ha colpiti, tutto questo, vedendo la passione che, nonostante tutto, mette nel suo lavoro. Ammetto che la sua storia mi ha colpito molto, forse perché abbiamo pochi anni di differenza e la sua situazione di difficoltà per certe cose assomiglia molto alla mia. A parte tutto, comunque, se pensavate di venire fino qua per farvi un bagno non disperate a causa della frana: potete comunque andare a farvi il bagno, seguendo le indicazioni (i cartelli li ha fatti sempre Alessandro) si arriva ad una "spiaggia" formata da una discesa per barche che si unisce ad una zona di scogli. Potete anche affittare dei materassini e farvi portare dei panini sempre grazie ad Alessandro (c'è un ragazzo del suo bar sempre li, potete chiedere a lui). Ricordatevi, quando siete qui, gli orari degli autobus per evitare che passi anche l'ultimo e non riusciate quindi a tornare indietro.
L'ultimo giorno, quello del rientro, cogliamo l'occasione della nostra partenza dal porto di Rinella per visitare anche questa minuscola frazione dell'isola di Salina.
Rinella: panorama dalla spiaggiaAnche qui non ci sono monumenti da visitare, ma piccoli vicoli che ricordano la Grecia (anche se meno del resto dell'isola), tantissimi gatti che guardano curiosi i turisti ed un mare semplicemente splendido in cui farsi il bagno, o quantomeno bagnarsi i piedi in attesa del traghetto (come abbiamo fatto noi). La spiaggia del porto è tutta sotto il sole, quindi vi consiglio vivamente di avere a portata di mano la protezione solare, gli occhiali da sole ed una cappellino. Noi siamo arrivati qui la mattina poco prima di pranzo (ah, il bus ferma proprio al porto, accanto la biglietteria) e non posso che ringraziare ancora il ragazzo della biglietteria del porto che ci ha fatto la gentilezza di tenere i nostri bagagli per il tempo di cui abbiamo avuto bisogno di lasciarli: non ci sono depositi e, ovviamente, loro non sono tenuti a fare da deposito! Valutate quindi molto bene come organizzarvi, a che ora prendere il pullman per arrivare qui, non solo in base all'orario di partenza del traghetto, ma anche in base a questo aspetto organizzativo!
Vi lascio con qualche altra foto dell'isola.

Rinella: villa nella natura


Rinella: aliscafo in arrivo


Gatti di Rinella


Tramonto dal traghetto

lunedì 15 giugno 2015

Stromboli e la sua magia

Devo ammettere che questo post non è stato semplice scriverlo. Le informazioni utili ve le ho già scritte durante la vacanza, quindi oggi vorrei raccontarvi l'isola, la mia esperienza, come l'ho vissuta io. Perché è stato difficile scrivere questo post? Perché non volevo fosse solo puramente descrittivo, del tipo "fai questo, questo e quest'altro ancora" e basta, ma vorrei trasmettere anche (e forse soprattutto) le mie sensazioni. Comunque bando alle chiacchiere e via al racconto (sperando di non annoiarvi troppo). Stromboli è un'isola piccol(issim)a e decisamente molto particolare. Come tutte le Eolie è di origine vulcanica, origine che ci viene ricordata dal suo vulcano sempre attivo: c'è sempre un pennacchio di fumo che esce dal cratere e c'è sempre un perenne borbottio di fondo che, in certi momenti, mette anche un po' d'ansia.
AtteseIl porto, nella zona di Scari dove noi arriviamo alle 6:30 del mattino, è un unico molo solitario adatto, però, a "tutti i tipi di navi passeggeri" (navi da crociera escluse, ovviamente). All'arrivo dei primi traghetti, l'isola si sta ancora svegliando, in giro vediamo tanti turisti decisamente assonnati, appena arrivati o in attesa di tornare a casa e queste prime ore del mattino sono probabilmente le migliori per fare amicizia con l'isola (e si, anche per fare colazione! Per nostra fortuna l'unico bar "nei dintorni più vicini al porto" è gestito dal proprietario dell'hotel dove abbiamo soggiornato e, quindi, abbiamo fatto colazione anche se il bar non era ancora ufficialmente aperto al pubblico). La "spiaggia" si allunga vicino al molo, sia da un lato che dall'altro, e la cosa bella è che nonostante questo, nonostante la marea di barche dalle più disparate dimensioni che girano qua, l'acqua è sempre cristallina e trasparente e non si vedono, o almeno non in maniera lampante, segni di inquinamento. Ricordate che comunque l'acqua del mare di Stromboli è abbastanza freddina, almeno per i più freddolosi come la sottoscritta! Se siete appassionati di abbronzatura ricordate che dal lato di Ficogrande c'è l'alba ed a seconda di quanto vi allontanate dal molo (andando verso destra voltandogli le spalle) avrete il sole per maggior tempo.
Chiesa in piazza L'esplorazione dell'isola, per quanto riguarda le parti raggiungibili a piedi (la frazione di Ginostra è raggiungibile solo via mare) non richiede molto tempo, bisogna dirlo, ma le cose da scoprire, i piccoli scorci in cui "inciampare" e di cui innamorarsi sono sempre e comunque tanti. Incamminatevi per le sue stradine, dal porto fino alla piazza "centrale", allungatevi fino a Piscità e lasciatevi incantare dai colori dei tramonti spettacolari che potete godervi da quella zona dell'isola (da Ficogrande si vede l'alba). Una delle prime cose che ho notato, e che mi ha colpita molto, è che le case sono (quasi tutte) degli stessi colori di quelle di isole greche come Santorini e Mykonos e quindi Stromboli, da questo punto di vista (e solo questo!) me le ha ricordate molto (in senso positivo).
La sciara di fuoco C'è la possibilità di fare trekking per arrivare fino al cratere del vulcano (diverse compagnie organizzano escursioni e alcune prevedono la notte passata fuori), ma per farlo dovete essere attrezzati (dei negozi affittano l'attrezzatura, ma personalmente mi fido poco di scarpe usate da altre persone); noi abbiamo scelto di arrivare, da soli, fino all'osservatorio proprio per mancanza di attrezzatura (non avevamo pensato di fare l'escursione, volevamo una vacanza rilassante): si tratta di un punto d'osservazione che si trova a circa 190 metri d'altitudine, poco distante dal ristorante "l'osservatorio" e raggiungibile percorrendo un sentiero lungo cui dovete stare attenti a dove mettete i piedi perché rischiate di scivolare e farvi male! Va da se che ciabattine e sandali sono sconsigliati, ma per arrivare qui non avrete bisogno di grandi attrezzature. Si vede, anche se solo lateralmente, la Sciara di fuoco, lo "scivolo" che la lava si è creata per scendere lungo il versante del vulcano fino ad arrivare al mare. Vi consiglio molto di fare questa passeggiata, nonostante il caldo e la fatica, perché ne sarete ripagati, sono sicura che la vista finale piacerà davvero tanto anche a voi (o almeno spero), come è piaciuta moltissimo a me.
Edera strombolana Scoprite i panorami di Stromboli e prendeteci confidenza durante le prime ore per poi andare a scoprire l'isola ed i suoi angoli con molta calma. Gli angoli nascosti sono tanti nonostante l'isola sia decisamente piccola, non abbiate fretta di scoprirli tutti insieme "per togliervi il pensiero"!! I "monumenti" sono solo due chiese, piccoline, aperte la mattina e le raggiungete facilmente a piedi. Prendete il ritmo lento dell'isola, non andate mai di corsa, (ho sentito una ragazza dire che anche gli strombolani, alle volte, sembrano essere sempre in vacanza) e prendete confidenza anche con gli animali che sono un po' i padroni dell'isola: tra cani curiosoni e dolcissimi ed i gatti che trovate a sonnecchiare in giro per Stromboli vi assicuro che la popolazione animale è decisamente ben nutrita (o almeno più nutrita di quanto io immaginassi). Vivetela sulla spiaggia, conoscendo il suo splendido mare ed anche la sua tranquillità.  Come vedete non ci sono moltissime cose da vedere oltre la natura ed il mare e le escursioni via terra e via mare (vi parlerò, prossimamente, della nostra mattinata in barca), ma non pensate di arrivare qua ed annoiarvi.
Un posto che mi dispiace non aver visitato è "la libreria sull'isola": si tratta di una piccola libreria che non è solo libreria, ovviamente incentrata su Stromboli, ma anche luogo di incontri ed eventi, dive vengono anche organizzate proiezioni cinematografiche ed ha anche il suo piccolo "internet point".
Vi lascio qualche foto in più, sperando che possano affascinare anche voi e facciano venire anche a voi la voglia di scoprire questo luogo fantastico e fuori dal caos.
Luna rossa


Il cane "del paese"


Osservatorio vulcanologico


Vespa!

Gatto di paese


Posta e telegrafo


martedì 3 marzo 2015

#instapost: febbraio visto da Instagram

Anche a Febbraio non ho girato molto (e mi dispiace un sacco). Ma anche se ho fatto solo un viaggio "vero" (nel senso di "fisicamente"), ho viaggiato decisamente molto con la fantasia ripensando agli scorsi viaggi e mi preparavo ai prossimi: a marzo vi riporterò alle terme di Chianciano e poi, a fine mese, volerò a New York. E questi sono solo quelli decisi da qualche mese, le sorprese non finiscono mai.

"Particolare" della Via Francigena, Toscana, andando verso Radicofani. L'ho percorsa per la prima volta lo scorso dicembre ed ho capito subito che ci dovrò tornare!
Tratti di via Francigena

Regent's Park: mamma e figlia danno da mangiare agli animali. I parchi londinesi li trovo sempre bellissimi, in tutte le stagioni: sono sempre molti vivi, vitali e vissuti... E pieni di animali
Regent's Park

Porto Ercole, in Maremma, mi ricorda sempre quando andavo in Toscana (a Capalbio scalo) a passare il mese di vacanze estive "che spettava" a mamma.
Mare a Porto Ercole

Roma è spettacolare anche per quanto riguarda i murales che si trovano in giro per la città! (ho già in cantiere una gita a Tor Marancia e San Basilio per andare a vedere tutti i nuovi murale realizzati negli ultimi mesi)
Graffiti romani


Bagnoli, periferia di Napoli. L'ex stabilimento ITALSIDER è uno di quei luoghi che lascia il segno, anche a distanza di mesi.
Bagnoli, periferia di Napoli


Lo scorso novembre, a Londra, ho fatto anche una passeggiata per il quartiere olimpico nella zona di Stratford... Nonostante la nebbia si è rivelata una bella zona. Ah, indovinate un po' dove tornerò dal 5 al 10 di maggio (per l'ennesima volta)?
Vista di Stratford, Londra


Credo che Londra, di sera, sia ancora più bella e particolare che di giorno. L'illuminazione la rende quasi un'altra città da (ri)scoprire e visitare in ogni angolo, da osservare in ogni finestra illuminata per carpire il segreto di questa sua bellezza e particolarità.
Luci di Londra

Ho ritrovato qualche foto di Lisbona ancora sul tablet
Praça do Comércio

Parco dei Mostri di Bomarzo. Ritornarci è stato divertente: mi aveva portato qui mia mamma, quando ero piccola, e mi ricordavo davvero poco di questo posto. [Ve ne parlerò meglio tra qualche giorno, in un post dedicato proprio al parco].
Parco dei mostri, Bomarzo

Ultima tappa di febbraio, nel vero senso della parola "ultima" visto che ci sono andata sabato 28, è stato il piccolo borgo di Città della Pieve in Umbria.
Panorama da Città della Pieve

venerdì 27 febbraio 2015

Libri di viaggio: "I segreti di New York" di Corrado Augias

Da quest'anno voglio far diventare un appuntamento mensile i post in cui vi parlo di libri di viaggio: ogni ultimo venerdì del mese vi parlerò di un libro nuovo che ho letto e comincio, oggi, con il libro di Augias "i segreti di New York".
I segreti di New York
Non posso nascondere che, anche se il libro mi è piaciuto perché mi ha dato davvero molti spunti su cosa andare a cercare durante un viaggio a New York, ogni tanto ho fatto fatica a tenere il filo del racconto (magari riprendeva personaggi storici trattati due capitoli prima) e ad andare avanti nella lettura.
Nonostante questo, però, non posso nascondere che gli spunti su cosa vedere e cosa cercare tra i palazzi di NYC sono davvero molti (ho preso ben 6 pagine di appunti!) e nel complesso, comunque, il libro si legge abbastanza velocemente.
Lo consiglio? Direi di si, nonostante i punti in cui ho fatto fatica a tirare le fila del racconto per andare indietro a ricordarmi di chi e cosa si parlava e del luogo in questione (che, comunque, sono un paio, forse 3, in più di 300 pagine!). Sono sicura che gli spunti interessanti ci possano essere per tutti :)
Se lo leggerete fatemi sapere che ne pensate.. E se volete che vi condivida gli "appunti" fatemi sapere e vedrò di organizzare la messa on line di un pdf con gli appunti presi da questo libro ed alcuni altri che sto leggendo (che sono, però, più guide turistiche su itinerari da fare).

mercoledì 28 gennaio 2015

I documenti per un viaggio in America

Copertina passaportoTornare a New York era un desiderio che avevo da anni e, finalmente, riuscirò a tornarci. Le regole per entrare negli Stati Uniti sono cambiate e sono diventate sempre più rigide, dopo l'11 settembre 2001. Per essere sicura di non dimenticarmi nulla e di partire "preparata", ho cominciato a sistemare tutti i documenti necessari con largo anticipo ed ho pensato di condividere con voi tutte le informazioni raccolte al riguardo e tutti i vari (ed eventuali) passaggi e documenti necessari.
Da alcuni anni è entrato in vigore il Visa Waiver Program, un programma a cui aderiscono diversi paesi e che permette di recarsi negli Stati Uniti senza dover richiedere il visto. Per poterne usufruire vanno rispettate alcune regole, in particolare per quanto riguarda il passaporto.  Cominciamo proprio da qui: quali sono i passaporti validi per questo programma? Con quali passaporti potete non chiedere il visto?
1) passaporto con microchip elettronico inserito nella copertina. Questo è l'unico tipo di passaporto rilasciato in Italia dal 26 ottobre 2006, quindi se lo avete (ri)fatto dopo questa data non avete problemi;
2) passaporto a lettura ottica rilasciato prima del 26 ottobre 2005 e se, qualora rinnovato dopo i 5 anni, il rinnovo è avvenuto prima di tale data;
3)passaporto con foto digitale rilasciato fra il 26 ottobre 2005 e il 26 ottobre 2006.
Se avete un passaporto rilasciato, quindi, fino al 25 ottobre 2005 dovete rifarlo prima di fare qualsiasi altra pratica o richiedere il visto (vi consiglio la prima, richiedere il visto è sempre una procedura abbastanza lunga e rognosa).
Per qualsiasi dubbio potete sempre recarvi al commissariato di polizia più vicino a casa vostra e chiedere se avete un passaporto che va bene. Ricordatevi, se dovete rifarlo, che può volerci anche un mese per avere il nuovo passaporto! (ma di questo, magari, ve ne parlo in un altro post. Che ne dite?)
Ricordatevi che il passaporto deve essere, ovviamente, in corso di validità e deve valere per almeno altri 6 mesi dopo il vostro rientro dagli Stati Uniti!

Avere un passaporto valido per il programma in questione, però, non basta! Ci sono altre condizioni che il vostro viaggio deve rispettare:
- Viaggiare esclusivamente per affari e/o per turismo (no, non pensate nemmeno per un attimo di poter barare!);
- Rimanere negli Stati Uniti non più di 90 giorni (se non rispettate questo termine non potrete più usufruire di questo programma);
- Possedere un biglietto di ritorno.
In mancanza anche di uno dei requisiti elencati, o di tipo diverso di passaporto, è necessario richiedere il visto.
Se viaggiate con adolescenti, bambini, o persone comunque ancora minorenni, tenete ben presente che necessitano di passaporto individuale per poter beneficiare del Visa Waiver Program! Muovetevi, quindi, di conseguenza per avere anche il loro passaporto per tempo per poter richiedere l'esta! (Anche di questo parleremo in un altro post, dedicato alle nuove regole per quanto riguarda i passaporti).
ESTA_logo

Nell'ambito del programma "Visa Waiver Program" (quindi il viaggio senza visto di cui stiamo parlando) è obbligatorio, dal 12 gennaio 2009, ottenere un'autorizzazione ESTA (Electronic System for Travel Authorization). Si tratta di un modulo da riempire on line per richiedere, appunto, l'autorizzazione ad entrare negli Stati Uniti. Ad oggi costa 14 dollari, di cui 4 sono per l'elaborazione della domanda, è necessario richiederla con un buon anticipo (on line suggeriscono di muoversi con almeno un mese d'anticipo) e non è detto che poi non ci si veda rifiutare l'ingresso al controllo passaporti dell'aeroporto d'arrivo (si, anche se l'ESTA ha avuto un esito positivo).
Ci sono diversi siti per fare richiesta per l'ESTA, tutti (così dicono) autorizzati, ma suggerisco di compilare il modulo che si trova sul sito ufficiale (potete anche selezionare la lingua italiana se avete difficoltà con l'inglese)
In poche parole questo modulo va riempito con i vostri dati (nome, cognome, sesso, nazionalità, numero di passaporto, ...) e poi dovete rispondere a domande del tipo "sei un terrorista?", "hai mai commesso reati penali?" e così via. Riempitelo con accuratezza prima di inviarlo, per non vedere rifiutata l'autorizzazione per un errore banale come un errore di battitura!
Se ricevete risposta positiva, quindi siete autorizzati ad entrare negli USA, l’autorizzazione ha validità per un periodo di due anni (o fino alla scadenza del passaporto). Se nel periodo di validità dell'ESTA fate più viaggi dovete aggiornare i dati, non chiedere una seconda autorizzazione :)
[Fonte immagine: wikimedia. org]

Se per qualsiasi motivo il vostro viaggio richiede il visto (retate per più di 90 giorni, andate per studio, e/o altri motivi) dovete andare in ambasciata e farne richiesta! L'ambasciata si trova a Roma, in via Vittorio Veneto 121. Ci sono, poi, i consolati a Firenze, Milano e Napoli.
Per qualsiasi informazione potete sempre consultare il sito ufficiale dell'ambasciata americana in Italia.
Alcune informazioni sull'esta: http://italian.italy.usembassy.gov/visti/esta/autorizzazione-esta.html
Per richiedere l'ESTA si va sul sito ufficiale

giovedì 22 gennaio 2015

Libri di viaggio: “I sotterranei di Londra” di Peter Ackroyd

Finalmente torno a parlarvi di libri e viaggi e come avrete capito dal titolo del post parliamo ancora di Londra. Stavolta, però, non della città in superficie: Peter Ackroyd ci porta a scoprire i sotterranei della città e la loro evoluzione.
I sotterranei di Londra Devo ammettere che, inizialmente, lo stile dell'autore non mi intrigava molto, non mi faceva venire voglia di continuare il libro. Le prime pagine sono state piuttosto noiose, ma da amante della capitale inglese sono andata avanti nella lettura e, col senno di poi (grandissima scienza esatta), mi sono dovuta ricredere: ho scoperto diverse cose abbastanza interessanti che vorrei vedere/conoscere/testare al prossimo viaggio a Londra (spero per la fine del 2015, magari per il mio compleanno).
Che ci si credo meno, anche i sotterranei hanno una loro storia: si comincia parlando dei torrenti che, nei secoli, sono stati interrati (ed hanno fatto molti danni), fino alla costruzione dei tunnel della metropolitana. Il tutto passando attraverso i primi tunnel "per il trasporto", dove passavano carrozze o barche (si, ce n'erano anche sotto i fiumi e/o torrenti) ed anche per i tunnel creati per i cavi del telefono/elettricità ed i tunnel che venivano usati per trasportare i morti ai cimiteri :)
Se consiglio questo libro? Direi ni: le cose che Ackroyd racconta sono sicuramente interessanti, ma la difficoltà di lettura delle prime pagine è sicuramente un aspetto di cui tenere conto

venerdì 14 novembre 2014

Letteratura di Viaggio: "America perduta" di Bill Bryson

Anche oggi parliamo di libri e viaggi! Stavolta ci immergiamo nella "letteratura di viaggio vera e propria" con il libro "America perduta" di Bill Bryson.
"America Perduta" di Bill BrysonL'autore, americano che ha vissuto per 10 anni in Inghilterra ha fatto un viaggio di 22.500 chilometri, attraverso 38 stati, percorrendo spesso e volentieri strade secondarie e passando per i luoghi di quand'era bambino (e andava in vacanza con la famiglia). Passa per piccole città che sembrano quasi essersi fermate a metà del secolo scorso e racconta come ciò che vede, sia lungo le strade che nei piccoli paesi, sia cambiato rispetto a come se lo ricordava (forse "per colpa" del fatto che, in effetti, quando siamo bambini quasi tutto ci sembra bellissimo!). Le deviazioni, che tutti ogni tant facciamo durante un viaggio on the road, lo hanno poi portato a scoprire paesini piccoli ma degni di nota.
Ammetto di aver letto più che volentieri tutte le 301 pagine, senza mai perdere la voglia di scoprire cosa l'autore ha visto durante il suo viaggio. E ho riflettuto molto su come il mondo cambia, non solo nel suo aspetto esteriore, ma anche semplicemente nel modo in cui lo guardiamo noi una volta diventati adulti: vi è mai capitato di tornare in un luogo che da bambini vi piaceva moltissimo, vi sembrava il più bello del mondo, guardarlo e pensare "chissà cosa c'era di così tanto bello"? A me si ed anche per questo, probabilmente, mi sono ritrovata in questo racconto.
Devo ammettere che in alcuni punti il libro risulta, forse, un po' lento, ma non per questo non l'ho finito e nonostante questo continuo a consigliare questo libro per gli appassionati di viaggio e di letteratura di viaggio.
Lo avete letto? Lo leggereste?
Avete libri di viaggio che consigliereste assolutamente?
Fatemi sapere!

mercoledì 5 novembre 2014

Libri di viaggio: 3 libri per scoprire qualcosa di Londra

Finalmente torno a parlarvi di libri e viaggi :D E lo faccio con ben due libri che parlano di Londra! Ovviamente li ho comprati in vista del viaggio a Londra di novembre (dal 20 al 27, quindi preparatevi), per scoprire qualche storia e qualche luogo da andare a vedere.
3 libri su Londra
Cominciamo da "Misteri, segreti e storie insolite di Londra".
L'autore, Mattia Bernardo Bagnoli, è un giornalista italiano expat a Londra e corrispondente Ansa. In questo libro racconta storie (segrete o meno) e leggende di Londramolto interessanti. Sapevate che c'è stata una mummia al British museum che ha dato non pochi problemi? Leggenda vuole che la sua maledizione abbia portato alla morte diverse persone che hanno avuto a che fare con essa. Racconta alcuni misteri finanziari della City, alcuni luoghi oscuri ed osteggiati come il cimitero delle prostitute di Cross Bones (Lo conoscevate? Io mai avrei pensato che esistesse un cimitero "delle prostitute") e, ovviamente, non si dimentica di Jack lo Squartatore, parlando delle indagini e su cui, a quanto pare, ci sono ancora molte cose da dire e scoprire! Parla anche di ufo, 007 e luoghi sotterranei (vorrei, prima o poi, anche andare alla scoperta dei sotterranei londinesi).
Devo ammettere di averlo comprato sperando di trovarvi luoghi che ancora non conoscevo e da poter visitare, restando un po' delusa perché molte delle storie che non conoscevo riguardavano non un luogo specifico di Londra, ma magari la regina o l'Inghilterra. Però, perché c'è (quasi) sempre un però, ho scoperto comunque aspetti ed aneddoti che non conoscevo, ho imparato comunque cose nuove di questa grande città che amo... Volete sapere se lo consiglio o meno? Ni.. Magari, se esiste, comprate la versione in ebook.

Passiamo oltre, al libro "Pellegrinaggio nel cuore dell'impero" di Robert Byron. Questo libro parla di luoghi e storie legati all'impero britannico e, sicuramente, qui vi sono diversi spunti interessanti da appuntarsi prima di partire. Economico come il precedente (8 euro), questo è sicuramente più comodo da infilare in valigia se non siete matti come me che appunto le cose da ricordarmi su quaderni, quadernini o fogli volanti che poi infilo in valigia. L'unica cosa a cui dovete fare attenzione sono gli orari ed i prezzi segnalati: la versione italiana è del 2012 ed è stata realizzata sull'edizione originale di qualche anno prima (non mi chiedete quale, c'è scritto questo, ma non l'anno di pubblicazione dell'edizione originale). Lo consiglierei? Sicuramente più del precedente. In più è piccolo ed occupa poco spazio, quindi se volete infilarlo in valigia non avreste problemi.

"Pazza per lo shopping a Londra" di Carlotta Cacciari è l'ultimo libro di cui volevo parlarvi oggi. Libro piccolo, che entra senza problemi in valigia, in cui l'autrice, dopo aver parlato di fashion blogger (i più seguiti a Londra) ed aver intervistato una personal shopper, parla di negozi e mercatini: 50 negozi low cost, 100 "di lusso" e poi negozi vintage e mercatini. Alcuni negozi low cost già li conoscevo (ed alcuni di questi li adoro) e anche alcuni dei mercatini. Alcuni altri negozi e mercatini non li conoscevo e spero di riuscire a passarci. Ma magari dei negozi dove fare shopping ne riparliamo quando torno, in un post dedicato. Che ne dite?
Consigliato? Se siete amanti dello shopping, sia nei negozi che nei mercatini, conoscete già i negozi ("soliti") di Londra e volete nuove idee direi di si, che questi libro ve lo consiglio :) Poi, ovviamente, una volta che lo avrò "testato sul campo" vi saprò dire meglio se davvero ne vale la pena o meno!
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