Stromboli, Isole Eolie
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Salina, Isole Eolie
Parco di Pinocchio, Collodi
Giardino zoologico, Pistoia
Il Teatro anatomico più piccolo del mondo. Ospedale del Ceppo, Pistoia
Giardino di Villa Garzoni, Collodi
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Che Salina mi fosse piaciuta meno di Stromboli ve lo avevo già raccontato, nel post su informazioni ed idee riguardo l'isola, quindi ora voglio raccontarvi qualcosa del mio soggiorno, di come ho passato i 3 giorni (anzi 2 e mezzo) sull'isola prima di ritornare a casa.
Noto subito la differenza con le spiagge di Stromboli, la quasi totale assenza di sabbia a favore dei sassi (ve ne avevo parlato nel post che vi ricordavo all'inizio di questo). La lunga passeggiata pedonale del lungomare mi ha sicuramente aiutata ad apprezzare almeno un po' queste spiagge (preferisco quelle di sabbia, almeno non mi faccio male ai piedi ad ogni passo che faccio). Comunque amando io il mare, non ho ovviamente resistito a farmi almeno un mini bagno al ("quasi") tramonto del primo giorno che abbiamo passato qui a Salina. L'isola è composta da varie frazioni raggiungibili tutte grazie ad un servizio di autobus. Noi iniziamo a scoprirle (quasi) tutte l'unico giorno intero che passiamo sull'isola e iniziamo con il paesino di Malfa, dove dobbiamo fermarci per aspettare l'autobus per proseguire il nostro giro di "conoscenza dell'isola".
Questa paesino dell'isola si trova in collina, circa 100 metri sopra il livello del mare (quindi se volete farvi vacanza di mare non prendete alloggio qui) ed occupa circa un terzo dell'isola. Giriamo sulla piazza principale, dove fermano anche gli autobus e si trova anche la chiesa, facciamo una passeggiata per le sue stradine e poi ci fermiamo al bar in piazza, molto vivo e vissuto sia dagli abitanti che dai turisti che passano di qua prima di andare altrove, proprio come noi che siamo passati da qua per prendere l'autobus che ci ha poi portati (in circa 20 minuti di viaggio) fino alla piccola, anzi piccolissima, frazione di Pollara. Questa frazione di Salina è famosa per due motivi: il primo è che qui si trova la villa usata come set per il film "il postino" di Troisi e il secondo è
la sua bellissima spiaggia (che però, attualmente, non è raggiungibile a causa di una frana che ha reso inagibile la strada che vi arriva). Qui troverete ancora meno che a Malfa e Santa Marina e l'unica attività commerciale è il bar L'Oasi che il proprietario Alessandro cura con molta passione per quattro mesi l'anno (quelli della stagione estiva). La sua storia ci ha colpiti molto: ci ha raccontato di quanto si impegni e di come (e quanto) si sia ingegnato perché il suo lavoro funzioni, anche vendendo le foto che lui stesso scatta (sempre al bar, esposte in uno stand apposito); ci ha raccontato che si occupa lui stesso di pulire il tratto di strada antistante il bar (motivo per cui, ci ha detto Alessandro, il comune non manda più gli spazzini a pulire la strada);
ci ha spiegato che non è detto che riesca a guadagnare abbastanza, in quei quattro mesi, per riuscire a vivere tutto l'anno e il fatto di lavorare così poco non gli permette di riuscire ad avere una sua casa (per lui e la fidanzata); ci ha colpiti, tutto questo, vedendo la passione che, nonostante tutto, mette nel suo lavoro. Ammetto che la sua storia mi ha colpito molto, forse perché abbiamo pochi anni di differenza e la sua situazione di difficoltà per certe cose assomiglia molto alla mia. A parte tutto, comunque, se pensavate di venire fino qua per farvi un bagno non disperate a causa della frana: potete comunque andare a farvi il bagno, seguendo le indicazioni (i cartelli li ha fatti sempre Alessandro) si arriva ad una "spiaggia" formata da una discesa per barche che si unisce ad una zona di scogli. Potete anche affittare dei materassini e farvi portare dei panini sempre grazie ad Alessandro (c'è un ragazzo del suo bar sempre li, potete chiedere a lui). Ricordatevi, quando siete qui, gli orari degli autobus per evitare che passi anche l'ultimo e non riusciate quindi a tornare indietro.
Anche qui non ci sono monumenti da visitare, ma piccoli vicoli che ricordano la Grecia (anche se meno del resto dell'isola), tantissimi gatti che guardano curiosi i turisti ed un mare semplicemente splendido in cui farsi il bagno, o quantomeno bagnarsi i piedi in attesa del traghetto (come abbiamo fatto noi). La spiaggia del porto è tutta sotto il sole, quindi vi consiglio vivamente di avere a portata di mano la protezione solare, gli occhiali da sole ed una cappellino. Noi siamo arrivati qui la mattina poco prima di pranzo (ah, il bus ferma proprio al porto, accanto la biglietteria) e non posso che ringraziare ancora il ragazzo della biglietteria del porto che ci ha fatto la gentilezza di tenere i nostri bagagli per il tempo di cui abbiamo avuto bisogno di lasciarli: non ci sono depositi e, ovviamente, loro non sono tenuti a fare da deposito! Valutate quindi molto bene come organizzarvi, a che ora prendere il pullman per arrivare qui, non solo in base all'orario di partenza del traghetto, ma anche in base a questo aspetto organizzativo!
Il porto, nella zona di Scari dove noi arriviamo alle 6:30 del mattino, è un unico molo solitario adatto, però, a "tutti i tipi di navi passeggeri" (navi da crociera escluse, ovviamente). All'arrivo dei primi traghetti, l'isola si sta ancora svegliando, in giro vediamo tanti turisti decisamente assonnati, appena arrivati o in attesa di tornare a casa e queste prime ore del mattino sono probabilmente le migliori per fare amicizia con l'isola (e si, anche per fare colazione! Per nostra fortuna l'unico bar "nei dintorni più vicini al porto" è gestito dal proprietario dell'hotel dove abbiamo soggiornato e, quindi, abbiamo fatto colazione anche se il bar non era ancora ufficialmente aperto al pubblico). La "spiaggia" si allunga vicino al molo, sia da un lato che dall'altro, e la cosa bella è che nonostante questo, nonostante la marea di barche dalle più disparate dimensioni che girano qua, l'acqua è sempre cristallina e trasparente e non si vedono, o almeno non in maniera lampante, segni di inquinamento. Ricordate che comunque l'acqua del mare di Stromboli è abbastanza freddina, almeno per i più freddolosi come la sottoscritta! Se siete appassionati di abbronzatura ricordate che dal lato di Ficogrande c'è l'alba ed a seconda di quanto vi allontanate dal molo (andando verso destra voltandogli le spalle) avrete il sole per maggior tempo.
L'esplorazione dell'isola, per quanto riguarda le parti raggiungibili a piedi (la frazione di Ginostra è raggiungibile solo via mare) non richiede molto tempo, bisogna dirlo, ma le cose da scoprire, i piccoli scorci in cui "inciampare" e di cui innamorarsi sono sempre e comunque tanti. Incamminatevi per le sue stradine, dal porto fino alla piazza "centrale", allungatevi fino a Piscità e lasciatevi incantare dai colori dei tramonti spettacolari che potete godervi da quella zona dell'isola (da Ficogrande si vede l'alba). Una delle prime cose che ho notato, e che mi ha colpita molto, è che le case sono (quasi tutte) degli stessi colori di quelle di isole greche come Santorini e Mykonos e quindi Stromboli, da questo punto di vista (e solo questo!) me le ha ricordate molto (in senso positivo).
C'è la possibilità di fare trekking per arrivare fino al cratere del vulcano (diverse compagnie organizzano escursioni e alcune prevedono la notte passata fuori), ma per farlo dovete essere attrezzati (dei negozi affittano l'attrezzatura, ma personalmente mi fido poco di scarpe usate da altre persone); noi abbiamo scelto di arrivare, da soli, fino all'osservatorio proprio per mancanza di attrezzatura (non avevamo pensato di fare l'escursione, volevamo una vacanza rilassante): si tratta di un punto d'osservazione che si trova a circa 190 metri d'altitudine, poco distante dal ristorante "l'osservatorio" e raggiungibile percorrendo un sentiero lungo cui dovete stare attenti a dove mettete i piedi perché rischiate di scivolare e farvi male! Va da se che ciabattine e sandali sono sconsigliati, ma per arrivare qui non avrete bisogno di grandi attrezzature. Si vede, anche se solo lateralmente, la Sciara di fuoco, lo "scivolo" che la lava si è creata per scendere lungo il versante del vulcano fino ad arrivare al mare. Vi consiglio molto di fare questa passeggiata, nonostante il caldo e la fatica, perché ne sarete ripagati, sono sicura che la vista finale piacerà davvero tanto anche a voi (o almeno spero), come è piaciuta moltissimo a me.
Scoprite i panorami di Stromboli e prendeteci confidenza durante le prime ore per poi andare a scoprire l'isola ed i suoi angoli con molta calma. Gli angoli nascosti sono tanti nonostante l'isola sia decisamente piccola, non abbiate fretta di scoprirli tutti insieme "per togliervi il pensiero"!! I "monumenti" sono solo due chiese, piccoline, aperte la mattina e le raggiungete facilmente a piedi. Prendete il ritmo lento dell'isola, non andate mai di corsa, (ho sentito una ragazza dire che anche gli strombolani, alle volte, sembrano essere sempre in vacanza) e prendete confidenza anche con gli animali che sono un po' i padroni dell'isola: tra cani curiosoni e dolcissimi ed i gatti che trovate a sonnecchiare in giro per Stromboli vi assicuro che la popolazione animale è decisamente ben nutrita (o almeno più nutrita di quanto io immaginassi). Vivetela sulla spiaggia, conoscendo il suo splendido mare ed anche la sua tranquillità. Come vedete non ci sono moltissime cose da vedere oltre la natura ed il mare e le escursioni via terra e via mare (vi parlerò, prossimamente, della nostra mattinata in barca), ma non pensate di arrivare qua ed annoiarvi.
Tornare a New York era un desiderio che avevo da anni e, finalmente, riuscirò a tornarci. Le regole per entrare negli Stati Uniti sono cambiate e sono diventate sempre più rigide, dopo l'11 settembre 2001. Per essere sicura di non dimenticarmi nulla e di partire "preparata", ho cominciato a sistemare tutti i documenti necessari con largo anticipo ed ho pensato di condividere con voi tutte le informazioni raccolte al riguardo e tutti i vari (ed eventuali) passaggi e documenti necessari.
Devo ammettere che, inizialmente, lo stile dell'autore non mi intrigava molto, non mi faceva venire voglia di continuare il libro. Le prime pagine sono state piuttosto noiose, ma da amante della capitale inglese sono andata avanti nella lettura e, col senno di poi (grandissima scienza esatta), mi sono dovuta ricredere: ho scoperto diverse cose abbastanza interessanti che vorrei vedere/conoscere/testare al prossimo viaggio a Londra (spero per la fine del 2015, magari per il mio compleanno).
L'autore, americano che ha vissuto per 10 anni in Inghilterra ha fatto un viaggio di 22.500 chilometri, attraverso 38 stati, percorrendo spesso e volentieri strade secondarie e passando per i luoghi di quand'era bambino (e andava in vacanza con la famiglia). Passa per piccole città che sembrano quasi essersi fermate a metà del secolo scorso e racconta come ciò che vede, sia lungo le strade che nei piccoli paesi, sia cambiato rispetto a come se lo ricordava (forse "per colpa" del fatto che, in effetti, quando siamo bambini quasi tutto ci sembra bellissimo!). Le deviazioni, che tutti ogni tant facciamo durante un viaggio on the road, lo hanno poi portato a scoprire paesini piccoli ma degni di nota.