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martedì 11 agosto 2015

(Disavventure e) racconti da Aeroporto (parte seconda)

Pront...Partenza... Via
Il primo capitolo di "storie e disavventure" da aeroporto risale ormai a due anni fa. Ho pensato che fosse quindi ora di aggiornarlo un pochino, con altre 4 storielle da aeroporto.

---> Questa prima storia di oggi non l'ho mai raccontata, se non a pochissime persone (quasi tutti familiari). Dicembre 2011: faccio scalo all'aeroporto di Vienna, durante il viaggio di ritorno dalla Thailandia (dove rimasi per 3 settimane non per vacanza, ma per motivi di famiglia). Come all'andata dovevo cambiare aereo per l'ultima parte del viaggio, da Vienna a Roma.
Arrivo vicino al gate da cui dovevo partire, guardo (ma evidentemente male) e vedo una fila a cui mi accodo. Al momento di passare il controllo del metal detector, dopo aver messo la valigia sul nastro, (a Vienna fanno doppi controlli di sicurezza), la donna della sicurezza guarda la carta d'imbarco e, gentilmente, mi fa notare che ero nella fila sbagliata e quello che partiva da li non era il mio volo.

---> Diversi anni fa, ancora prima della storia che vi ho appena raccontato, me ne capitò un'altro. Andavo a Venezia ancora abbastanza spesso e, quel giorno, stavo andando proprio a trovare mio papà e la famiglia. Ricordo che pensai qualcosa come "ho troppe cose in mano" e, per questo, infilai documento e carta d'imbarco nella tasca posteriore dei pantaloni. Indovinate un po' cosa non trovavo più pochi minuti dopo? La carta d'imbarco, ovviamente!! Mi ricordo che ritornai sui miei passi alla velocità della luce per cercare di trovarla, mi feci il percorso avanti ed indietro per non so quante volte finché non arrivò il lampo di genio: chiediamo al banco informazioni Alitalia (o forse era quello delle liste d'attesa, non ricordo). Per fortuna qualcuno aveva visto la mia carta d'imbarco per terra e, invece di buttarla od ignorarla, l'ha portata al banco Alitalia.
(distrazione "da gioventù"? Chissà, fatto sta che quella volta mi sarebbe costata cara, forse).

--->Marzo 2013, aeroporto Leonardo da Vinci. Dovevo partire per andare a Berlino dove si tiene ogni anno, a marzo, l'ITB (fiera del turismo). Dopo circa 15 minuti di ritardo per un motivo a noi (ancora) sconosciuto, ci fanno passare le porte del gate a Fiumicino. Ci lasciano in attesa altri 10 minuti e ci domandiamo tutti perché, visto che siamo ad un passo dall'aereo e, quindi, dalla partenza.
Uno dei passeggeri all'inizio della fila, ad un certo punto, si gira e dice, ad alta voce: "indietro, dobbiamo tornare tutti indietro. Per ora non imbarcano". Lo ammetto, per i primi 2 minuti circa ho pensato ad uno scherzo, che questa persona (insieme magari a qualche amico) volesse fare una sorta di scherzo per arrivare "per primo" a sedersi e invece no: dopo pochi secondi, in cui nessuno si è mosso, ma gli sguardi perplessi sono stati tanti, esce uno stewart che ci dice che si, dobbiamo tornare tutti indietro! In sostanza: c'era da sostituire una ruota dell'aereo e ci dicono che avremmo accumulato circa 40 minuti di ritardo! Poco male, per certi problemi meglio aspettare 40 minuti di più in aeroporto.

---> 29 luglio 2015, ritorno da Catania (dopo il tour Milano - Catania in Ape calessino). Incendio (la mattina) della pineta vicino l'aeroporto di Fiumicino, partenza del nostro aereo da Catania alle 20:05. Arriviamo in aeroporto alle 19 circa ed il volo è stato già spostato alle 21:20 (a causa dell'incendio a Fiumicino, da dove non decollavano aerei). Passiamo i controlli di sicurezza, ci prendiamo una cosa da mangiare e ci mettiamo in fila. Tempo 20 minuti, volo spostato alle 23:20!
Bene, ok.. Respira, calma e sangue freddo.... Un corno! Il volo viene spostato ancora, a mezzanotte! Ancora: calma e sangue freddo, alla fine alle 2 sarei a casa, a letto.. E invece no! Volo spostato di un'altra mezz'ora, alle 00:30. Alla fine, dopo 5 ore di aeroporto, un amaro al bar, essermi quasi addormentata sul prato esterno dell'aeroporto di Catania e altri (quasi) 10 minuti d'attesa sulle scale, per l'arrivo dell'autobus per arrivare all'aereo, riusciamo a partire. Da che dovevo arrivare a casa alle 22:30 del 29 luglio, sono arrivata a casa quasi alle 3 del mattino del 30.

mercoledì 24 giugno 2015

Salina: il racconto del soggiorno

Santa Marina: la strada dei negoziChe Salina mi fosse piaciuta meno di Stromboli ve lo avevo già raccontato, nel post su informazioni ed idee riguardo l'isola, quindi ora voglio raccontarvi qualcosa del mio soggiorno, di come ho passato i 3 giorni (anzi 2 e mezzo) sull'isola prima di ritornare a casa.
Da Stromboli, col battello veloce, siamo arrivati a Santa Marina in un'ora circa di navigazione ed abbiamo iniziato il nostro giro "di ambientamento" passeggiando lungo la strada principale. Qui ci sono diversi negozietti più o meno grandi, più o meno interessanti (se come me avete la necessità di trovare qualcosina da riportare a casa come regalino per la famiglia potete provare a dare un'occhiata lungo questa strada. Personalmente non vi ho trovato nulla di davvero interessante e che attirasse la mia attenzione al punto da prenderlo come pensierino). Il primo giro dell'isola lo abbiamo fatto intorno alle 3 del pomeriggio e, forse a causa dei molti negozi (di qualsiasi genere) chiusi,  Santa Marina li per li non ci ha appassionati più di tanto (recuperando comunque un minimo nei giorni successivi). Oltre alla chiesetta che "chiude" la piazza principale e qualche angolo suggestivo che si apre sul panorama non c'è molto altro da vedere per quanto riguarda monumenti e musei. A parte questo, la cosa che si nota è la quantità di gatti molto socievoli che girano per le strade di questa frazione: ammetto di essermi divertita in particolare con un micio che, per qualche minuto, ha anche deciso di diventare la mia ombra.
Santa Marina: Noto subito la differenza con le spiagge di Stromboli, la quasi totale assenza di sabbia a favore dei sassi (ve ne avevo parlato nel post che vi ricordavo all'inizio di questo).  La lunga passeggiata pedonale del lungomare mi ha sicuramente aiutata ad apprezzare almeno un po' queste spiagge (preferisco quelle di sabbia, almeno non mi faccio male ai piedi ad ogni passo che faccio). Comunque amando io il mare, non ho ovviamente resistito a farmi almeno un mini bagno al ("quasi") tramonto del primo giorno che abbiamo passato qui a Salina. L'isola è composta da varie frazioni raggiungibili tutte grazie ad un servizio di autobus. Noi iniziamo a scoprirle (quasi) tutte l'unico giorno intero che passiamo sull'isola e iniziamo con il paesino di Malfa, dove dobbiamo fermarci per aspettare l'autobus per proseguire il nostro giro di "conoscenza dell'isola".
Malfa: vista sul porticciolo Questa paesino dell'isola si trova in collina, circa 100 metri sopra il livello del mare (quindi se volete farvi vacanza di mare non prendete alloggio qui) ed occupa circa un terzo dell'isola. Giriamo sulla piazza principale, dove fermano anche gli autobus e si trova anche la chiesa, facciamo una passeggiata per le sue stradine e poi ci fermiamo al bar in piazza, molto vivo e vissuto sia dagli abitanti che dai turisti che passano di qua prima di andare altrove, proprio come noi che siamo passati da qua per prendere l'autobus che ci ha poi portati (in circa 20 minuti di viaggio) fino alla piccola, anzi piccolissima, frazione di Pollara. Questa frazione di Salina è famosa per due motivi: il primo è che qui si trova la villa usata come set per il film "il postino" di Troisi e il secondo è
Pollara: il panorama andando verso il mare la sua bellissima spiaggia (che però, attualmente, non è raggiungibile a causa di una frana che ha reso inagibile la strada che vi arriva). Qui troverete ancora meno che a Malfa e Santa Marina e l'unica attività commerciale è il bar L'Oasi che il proprietario Alessandro cura con molta passione per quattro mesi l'anno (quelli della stagione estiva). La sua storia ci ha colpiti molto: ci ha raccontato di quanto si impegni e di come (e quanto) si sia ingegnato perché il suo lavoro funzioni, anche vendendo le foto che lui stesso scatta (sempre al bar, esposte in uno stand apposito); ci ha raccontato che si occupa lui stesso di pulire il tratto di strada antistante il bar (motivo per cui, ci ha detto Alessandro, il comune non manda più gli spazzini a pulire la strada);
Pollara: riflessi sul mare ci ha spiegato che non è detto che riesca a guadagnare abbastanza, in quei quattro mesi, per riuscire a vivere tutto l'anno e il fatto di lavorare così poco non gli permette di riuscire ad avere una sua casa (per lui e la fidanzata); ci ha colpiti, tutto questo, vedendo la passione che, nonostante tutto, mette nel suo lavoro. Ammetto che la sua storia mi ha colpito molto, forse perché abbiamo pochi anni di differenza e la sua situazione di difficoltà per certe cose assomiglia molto alla mia. A parte tutto, comunque, se pensavate di venire fino qua per farvi un bagno non disperate a causa della frana: potete comunque andare a farvi il bagno, seguendo le indicazioni (i cartelli li ha fatti sempre Alessandro) si arriva ad una "spiaggia" formata da una discesa per barche che si unisce ad una zona di scogli. Potete anche affittare dei materassini e farvi portare dei panini sempre grazie ad Alessandro (c'è un ragazzo del suo bar sempre li, potete chiedere a lui). Ricordatevi, quando siete qui, gli orari degli autobus per evitare che passi anche l'ultimo e non riusciate quindi a tornare indietro.
L'ultimo giorno, quello del rientro, cogliamo l'occasione della nostra partenza dal porto di Rinella per visitare anche questa minuscola frazione dell'isola di Salina.
Rinella: panorama dalla spiaggiaAnche qui non ci sono monumenti da visitare, ma piccoli vicoli che ricordano la Grecia (anche se meno del resto dell'isola), tantissimi gatti che guardano curiosi i turisti ed un mare semplicemente splendido in cui farsi il bagno, o quantomeno bagnarsi i piedi in attesa del traghetto (come abbiamo fatto noi). La spiaggia del porto è tutta sotto il sole, quindi vi consiglio vivamente di avere a portata di mano la protezione solare, gli occhiali da sole ed una cappellino. Noi siamo arrivati qui la mattina poco prima di pranzo (ah, il bus ferma proprio al porto, accanto la biglietteria) e non posso che ringraziare ancora il ragazzo della biglietteria del porto che ci ha fatto la gentilezza di tenere i nostri bagagli per il tempo di cui abbiamo avuto bisogno di lasciarli: non ci sono depositi e, ovviamente, loro non sono tenuti a fare da deposito! Valutate quindi molto bene come organizzarvi, a che ora prendere il pullman per arrivare qui, non solo in base all'orario di partenza del traghetto, ma anche in base a questo aspetto organizzativo!
Vi lascio con qualche altra foto dell'isola.

Rinella: villa nella natura


Rinella: aliscafo in arrivo


Gatti di Rinella


Tramonto dal traghetto

martedì 5 maggio 2015

Aprile visto da instagram

Nuovo mese, tante nuove foto da condividere con voi su instagram. Intanto, però, vi "racconto" il mio aprile con le foto che ho condiviso proprio sul mio account instagram (aspettando con ansia di partire, dopodomani, per Londra!!).
PS: che ne dite di una rubrica, sempre mensile, di consigli sulla mobile photography in cui esperti ci spiegano come migliorarci? Fatemi sapere!

NEW YORK
New York: Grand Central Station


New York: grattacieli e cornici


ROMA, Palazzo Braschi
Palazzo Braschi: prospettive interne


LISBONA, resti romani nel chiostro della Cattedrale
Bifora romana, cattedrale di Lisbona


PERUGIA, architettura
Scorci di Perugia


MONTEPULCIANO, panorama
Panorama umbro


Passeggiata a LONDRA (foto scattata da uno dei mezzi anfibi di "London Duck Tours")
"A walk in London"


INVASIONI DIGITALI: sala della realtà aumentata, VIGAMUS (Museo del videogioco, Roma)
VIGAMUS: la realtà aumentata


INVASIONI DIGITALI: Museo storico dell'aeronautica militare, Vigna di Valle
#invasionidigitali: museo storico dell'aeronautica


#invasionidigitali: museo storico dell'aeronautica


TREVIGNANO, lungolago: una piccola fila di cigni che si riposano in riva al lago di Bracciano
CIgni a Trevignano


ROMA: un tramonto di fine primavera - inizio estate
Tramonto romano

venerdì 27 febbraio 2015

Libri di viaggio: "I segreti di New York" di Corrado Augias

Da quest'anno voglio far diventare un appuntamento mensile i post in cui vi parlo di libri di viaggio: ogni ultimo venerdì del mese vi parlerò di un libro nuovo che ho letto e comincio, oggi, con il libro di Augias "i segreti di New York".
I segreti di New York
Non posso nascondere che, anche se il libro mi è piaciuto perché mi ha dato davvero molti spunti su cosa andare a cercare durante un viaggio a New York, ogni tanto ho fatto fatica a tenere il filo del racconto (magari riprendeva personaggi storici trattati due capitoli prima) e ad andare avanti nella lettura.
Nonostante questo, però, non posso nascondere che gli spunti su cosa vedere e cosa cercare tra i palazzi di NYC sono davvero molti (ho preso ben 6 pagine di appunti!) e nel complesso, comunque, il libro si legge abbastanza velocemente.
Lo consiglio? Direi di si, nonostante i punti in cui ho fatto fatica a tirare le fila del racconto per andare indietro a ricordarmi di chi e cosa si parlava e del luogo in questione (che, comunque, sono un paio, forse 3, in più di 300 pagine!). Sono sicura che gli spunti interessanti ci possano essere per tutti :)
Se lo leggerete fatemi sapere che ne pensate.. E se volete che vi condivida gli "appunti" fatemi sapere e vedrò di organizzare la messa on line di un pdf con gli appunti presi da questo libro ed alcuni altri che sto leggendo (che sono, però, più guide turistiche su itinerari da fare).

mercoledì 26 novembre 2014

Roma: qualche (altra) foto dell'EUR

Lo scorso anno vi avevo raccontato il quartiere dell'EUR visto di notte, attraverso alcuni primi esperimenti di fotografia notturna. Ecco, oggi vi ci voglio riportare, di giorno, attraverso alcune foto che, in realtà, ho scattato diversi mesi fa quando ho cambiato macchina fotografica. In poche parole, queste foto sono state una sorta di prova su strada. Vorrei evitare di fare un post dicendo infinite volte sempre le stesse cose, quindi cercherò di essere breve e lasciare spazio alle foto che ho scattato.
EUR: il "colosseo quadrato"
Questo quartiere di Roma, nella zona dei grandi edifici e palazzi d'uffici (e non quella delle villette nascoste da siepi o dei negozi e palazzi), riesce sempre ad affascinarmi e non mi stanco mai di girarci col naso all'insù per cercare di osservare gli edifici nella loro interezza (e difficilmente ci riesco).
I "giochi - disegni dell'architettura", come le finestre di quello che viene chiamato il "colosseo quadrato" hanno, su di me, un'attrazione particolare (anche se si tratta, ad esempio, solo di "semplici finestre"). Come promesso evito di dilungarmi troppo a raccontarvi idee e sensazioni, vi lascio alle foto di questo quartiere di Roma.
EUR: il palazzo dei congressi


EUR: il palazzo dei congressi


EUR: il "colosseo quadrato"

EUR: il palazzo dei congressi

EUR: il palazzo dei congressi

Sono ancora a Londra, rientrerò domani, e se volete potete seguire il viaggio tramite i social: cliccando "mi piace" sulla Pagina Fan, seguendo i miei cinguettii suTwitter e le mie foto suInstagrame, in ultimo, potete seguirmi anche su Google+

venerdì 14 novembre 2014

Letteratura di Viaggio: "America perduta" di Bill Bryson

Anche oggi parliamo di libri e viaggi! Stavolta ci immergiamo nella "letteratura di viaggio vera e propria" con il libro "America perduta" di Bill Bryson.
"America Perduta" di Bill BrysonL'autore, americano che ha vissuto per 10 anni in Inghilterra ha fatto un viaggio di 22.500 chilometri, attraverso 38 stati, percorrendo spesso e volentieri strade secondarie e passando per i luoghi di quand'era bambino (e andava in vacanza con la famiglia). Passa per piccole città che sembrano quasi essersi fermate a metà del secolo scorso e racconta come ciò che vede, sia lungo le strade che nei piccoli paesi, sia cambiato rispetto a come se lo ricordava (forse "per colpa" del fatto che, in effetti, quando siamo bambini quasi tutto ci sembra bellissimo!). Le deviazioni, che tutti ogni tant facciamo durante un viaggio on the road, lo hanno poi portato a scoprire paesini piccoli ma degni di nota.
Ammetto di aver letto più che volentieri tutte le 301 pagine, senza mai perdere la voglia di scoprire cosa l'autore ha visto durante il suo viaggio. E ho riflettuto molto su come il mondo cambia, non solo nel suo aspetto esteriore, ma anche semplicemente nel modo in cui lo guardiamo noi una volta diventati adulti: vi è mai capitato di tornare in un luogo che da bambini vi piaceva moltissimo, vi sembrava il più bello del mondo, guardarlo e pensare "chissà cosa c'era di così tanto bello"? A me si ed anche per questo, probabilmente, mi sono ritrovata in questo racconto.
Devo ammettere che in alcuni punti il libro risulta, forse, un po' lento, ma non per questo non l'ho finito e nonostante questo continuo a consigliare questo libro per gli appassionati di viaggio e di letteratura di viaggio.
Lo avete letto? Lo leggereste?
Avete libri di viaggio che consigliereste assolutamente?
Fatemi sapere!

mercoledì 29 ottobre 2014

#InstaSicilia: il viaggio in Sicilia visto dal mio account instagram

Si lo so che tra pochi giorni sarà ora del post su "ottobre visto dal mio account instagram", ma al viaggio in Sicilia volevo dedicare un post a parte. Erano molti anni che non andavo in Sicilia ed è stato anche per questo un bel viaggio che oggi vorrei "riassumere" con queste foto ripercorrendolo in ordine cronologico.
Sicilia On the road: Duomo di Ortigia
Partiamo quindi da Ortigia, l'antica Siracusa. Non la conoscevo ed è stata davvero una gran bella scoperta, peccato che a metà del nostro giro sia venuto giù il diluvio e quindi, ci siamo dovuti rintanare in un bar e poi scappare a riprendere la macchina. Mi sarebbe piaciuto girarla di più e, quindi, non la cancello ancora dalla mia "lista desideri". La cosa che più mi ha colpita, di quel poco che ho visto, è stata la Piazza del Duomo e, soprattutto, il Duomo stesso. Peccato che, in effetti, degli antichi greci sia rimasto veramente poco, anzi pochissimo. Se passate in zona fermatevi a visitarla, secondo me ne resterete colpiti anche voi...E fermatevi a mangiare un bel piatto di pesce (magari un bel primo) con vista sul mare (noi abbiamo scelto un ristorante "vista porto").

Sicilia On the road: tramonto a Portopalo di Capo Passero

Una cosa che mi ha stupita ed affascinata sono i tramonti.. Tutti (o quasi) di un rosso fuoco "intenso", tramonti che ti lasciano sul bordo della strada a bocca aperta mentre li fissi, come un bambino fissa gli scaffali del negozio di giocattoli...! Come si fa a non restare incantati di fronte ad una vista così??  Questo è il tramonto che ci ha accolti a Portopalo di Capo Passero quando siamo usciti dal B&B per andare a cena in paese, dopo un intero pomeriggio di diluvio universale. Ma sono stati fantastici in tutta l'isola :)

Sicilia On the road: Valle dei Templi di Agrigento







La Valle dei templi desideravo vederla da anni e finalmente ci sono riuscita!!Sito UNESCO, è un luogo che mi affascinava per la sua grandezza ed imponenza e perché è stata evidentemente costruita così bene da farla arrivare fino ai giorni nostri (altro che gli edifici che vengono costruiti ai giorni nostri... Edifici che al primo piccolissimo problema creano grandissimi problemi a chi ci vive!!)

Sicilia On the road: area archeologica di Selinunte









L'area archeologica di Selinunte, come sapete già se avete letto il post sulla "Sicilia Greca", è stata una grandissima delusione (nonostante sia un'area archeologica abbastanza piccola). Non sto qui a ripetervi perché e come questo sito mi ha delusa, mi limito a sperare che, prima o poi, vengano almeno messi dei piccoli pannelli esplicativi in tutta l'area e non solo  vicino ai templi dell'acropoli e la mappa all'ingresso!
Sicilia On the road: le saline di Trapani viste da Erice
Di Erice, paesino che mantiene intatta la sua forma medievale,  ancora più che il paesino (splendidamente splendido, perdonatemi il gioco di parole) mi sono piaciuti i panorami.. Anzi, IL panorama che si può ammirare affacciandosi verso Trapani dalla villa comunale di Erice (vicino al castelletto di Venere Ericina). Alzi la mano chi non si fermerebbe almeno a guardare per qualche secondo un panorama del genere!

Sicilia On the road: area archeologica di Segesta
Di Segesta, devo ammetterlo, ho odiato l'infinita salita per arrivare al teatro... Ma poi, arrivata lì, ho pensato a quanto potesse essere bello quello che stavo guardando (ok, è vero: ho pensato anche a quanto fossero furbi 'sti greci, a quanto fossero stati davvero bravi a scegliere i posti dove costruire templi e teatri, soprattutto i teatri!).




Sicilia On the road: Piazza Armerina







Anche la villa romana di Piazza Armerina è stata, per certi versi, una delusione.. Cioè, intendiamoci, la villa è bellissima eh.. Però ci sono un po' di cose che forse dovrebbero cambiare e migliorare (ne avevo parlato la scorsa settimana nel post dedicato proprio alla villa, non sto qui a ripetervi tutto)

sabato 17 maggio 2014

Umbria: la casa di Cecco il mercante a Bevagna

Dopo avervi portato a fare un giro a Bevagna ed avervi accennato a questa "casa di Cecco il mercante", oggi ve ne parlo un po' meglio. Prima, però, vi faccio un paio di domande: Avete mai provato a pensare cosa ci ha lasciato il passato delle sue usanze ed abitudini? Avete mai pensato al nostro linguaggio, ad espressioni che usiamo spesso, e ad un eventuale legame con il linguaggio stesso, le abitudini e gli oggetti del passato? Mi domando ancora se i legami che mi sono stati spiegati durante la visita siano reali "veramente" o meno, ma sicuramente questo giro mi ha spinta a rifletterci davvero.
Ci siamo affacciati per caso ad un cancello per sbirciare e cercare di capire cosa ci fosse al di là del cancello stesso e ci si è avvicinata la guida, spiegandoci che da lì partiva una visita guidata tra l'anfiteatro romano da 10000 posti di Bevagna e le antiche case dei mercanti. Lo so, la domanda sorge spontanea soprattutto da chi Bevagna l'ha vista solo di sfuggita: un anfiteatro romano, da 10000 posti, a Bevagna? Si, esatto! Parliamo di un anfiteatro romano della grandezza del Colosseo, per intenderci. Ad oggi, girando per le strade, questo anfiteatro è invisibile, ma è esistito davvero. Nel tempo, è stato abbattuto, chiuso, soppalcato. Vi sono state costruite case e botteghe dei mercanti ed oggi lo si nota solo per l'andamento a semicerchio di strade e delle case che seguono questo andamento. Un po' come l'anfiteatro Marcello a Roma: vedete l'andamento dei muri e vi notate anche le case che vi sono state costruite.
Quando abbiamo capito che la cosa poteva essere decisamente intrigante ed interessante e che il biglietto costa solo 3 euro a persona (poco, no?) abbiamo deciso di partecipare alla visita.
All'inizio della galleria che visitiamo (una parte rimasta di una galleria dell'anfiteatro) vi sono alcune piantine ed illustrazioni che aiutano la spiegazione e la comprensione di ciò che è successo e alla fine della stessa galleria troviamo il marchingegno ad acqua che serviva per il cambio di scena durante una rappresentazione
marchingegno ad acqua per cambi di scena
Come vi dicevo all'inizio, al posto dell'anfiteatro vennero costruite, in epoca medievale, le case e le botteghe dei mercanti e, quindi, la visita prosegue proprio all'interno di una (fantomatica e ricostruita) casa di un mercante.
Partiamo con i ragionamenti di cui vi parlavo all'inizio del post, cominciando a parlare dei letti di quei tempi. Sappiamo tutti che i letti, nell'antichità, erano veramente piccolissimi, così piccoli da domandarsi come facessero a dormirci. Ecco, durante questa visita la guida ci ha spiegato una cosa: quelle case erano freddissime, perché ovviamente non esistevano i riscaldamenti, e per mantenere delle temperature adeguate si usava mettere dei panni incerati sulle finestre. Questo, però, faceva si che non "girasse l'aria" per la casa e, quindi, le persone dormivano sedute perché quella era la posizione che permetteva di consumare meno ossigeno. E, in effetti, c'è una parte del eltto che chiamiamo "testata" o "spalliera"... Il ragionamento, in effetti, fila.. Secondo voi?
il letto
Girando per questa casa si trovano tanti di quelli che erano gli oggetti che si potevano trovare nelle case medievali, tra candele, cibi, pentoloni e caminetti (che però scaldavano poco)
Oggetti di casa
Vi era, poi, la sala con la tavola imbandita e altri oggetti da tavola. Se notate, i bicchieri hanno una strana "protuberanza": la guida ci ha spiegato che serviva per non farli scivolare dalle mani (unte, sporche e scivolose) dei commensali, visto che erano, per l'epoca medievale, oggetti costosi. Proprio per il prezzo elevato che vetro e sale avevano in epoca medievale, oggi se ci cade del sale o si rompe uno specchio (fatto in vetro) si dice che avremo sfortuna.
Oggetti di casa
Vicino ad una finestra vi era un telaio, un oggetto "povero" in una casa di mercanti. Serviva, in caso di figlia in età da matrimonio, a far vedere che si "poteva offrire" una figlia con un'ottima dote ed anche con tanta pazienza: alle donne veniva insegnato a lavorare al telaio fin da piccole e dovevano avere molta pazienza per terminare il lavoro ed ascoltare le storie che venivano loro raccontate da zie, madri e nonne mentre lavoravano. Da quì il "non perdere il filo" di un discorso (se ci pensate, in effetti, una connessione c'è)
Il telaio
Una cosa che mi è piaciuta è stata la cura dei particolari, sia della casa stessa che del racconto e delle spiegazioni per i visitatori, con i tanti oggetti inseriti nel "loro" ambiente casalingo per rendere più realistico il racconto
Scarpe accanto al letto
Faccio i complimenti alla "Compagnia delle Arti", società che si occupa delle visite guidate e di mantenere la casa in buono stato. Sono riusciti, secondo me, con le persone e le parole giuste, a rendere il giro e la storia molto interessanti! Non ho trovato un loro sito web, peccato, però vi posso dire che si trovano, a Bevagna, in "via anfiteatro 9" e se volete informazioni potete mandare una mail a "compagnia.dellearti[at]libero.it"
Per concludere questo lunghissimo post vi chiedo: Voi che ne pensate di tutte queste spiegazioni e connessioni tra Medioevo e giorni nostri? Io, dopotutto, non sono così diffidente: i ragionamenti, in fondo, mi tornano tutti :)
Giochi da tavola

domenica 10 novembre 2013

Le mie disavventure in aereo

Lo so lo so: sono appena tornata da Londra, ho una marea di foto da mostrarvi, cose da scrivere e raccontarvi e video da realizzare e, nonostante questo, vi parlo di tutt'altra cosa.
In (ormai) 26 anni che viaggio soprattutto in aereo (da quando avevo 10 mesi), non mi son successe molte disavventure (chiamiamole così), ma qualcuna, piano piano, la sto accumulando. Principalmente, per fortuna, sono cose "piccole" e che non hanno avuto gravi conseguenze; vediamo da dove posso cominciare....

Cominciamo con una storiella che sia io che mia madre ancora ci ricordiamo e ancora ci ridiamo su.
Torniamo indietro fino al lontano 2005. O era il 2006?? Per intenderci, l'anno in cui gli aerei della Tunisair cadevano come mosche. Indovinate un po' dove dovevamo andare io e mia mamma in vacanza? In Tunisia. E con quale compagnia? La TunisAir! Quindi un po' d'ansia c'era, devo ammetterlo. Dal gate all'aereo ci portano con l'autobus e, arrivati sotto l'aereo, sentiamo un forte scoppio: l'autobus ha bucato una gomma!! La cosa non prometteva bene, ma comunque il volo procede bene, arriviamo a destinazione e ci godiamo la vacanza.
Anche il volo di ritorno non promette bene: l'aereo cigolava in maniera preoccupante, ma le hostess dicevano (dietro domanda dei passeggeri) che non c'era da preoccuparsi. Una volta atterrati,poi, il comandante prende il "microfono" e, tramite l'altoparlante, dice: "ce l'abbiamo fatta!!!"Vi lascio immaginare le facce sconcertate dei passeggeri dopo un'affermazione del genere! Per fortuna dopo poco siamo potuti scendere (ci siamo fiondati giù come se non ci fosse un domani!)

Sempre qualche anno fa, stavo partendo per Venezia con Alitalia (mio padre era un comandante, quindi io avevo i biglietti destinati ai parenti di dipendenti, quindi ci volavo spesso). L'aereo doveva partire alle 13:20.
Hanno iniziato l'imbarco con un po' di ritardo. Una volta saliti sull'aereo ci fanno attendere li al parcheggio per ancora diverso tempo: alla fine avevamo accumulato, in tutto, già quasi un'ora di ritardo! Ci fanno poi sapere, finalmente, che quel ritardo era dovuto ad un problema tecnico dell'aereo (un pezzo del motore che non funzionava) e che stavano aspettando i tecnici per vedere di sistemare il tutto (sempre se possibile ovviamente!). Il danno non era riparabile in breve tempo e, quindi, ci fanno scendere: dovevamo aspettare che arrivasse un altro aeromobile che ci avrebbe poi portato fino a Venezia! Morale della favola? Siamo partiti alle 17!

Natale, 23 dicembre di non ricordo quale anno (forse 2008/9). Parto, come tutti gli anni, per Venezia. Il volo va bene, arriviamo tranquilli a Venezia. Peccato che non arrivino i bagagli! In quel momento, lo ammetto (mea culpa) ho amato il fatto che mio padre lavorasse in Alitalia e che, quindi, conoscesse un sacco di persone. Risolto il problema della pratica di valigia non arrivata, vado a casa di papà. La valigia, poi, è arrivata il 25 dicembre (direi un bel regalo di natale :P)

Passiamo al 2009 e ad una storia/anedotto legata ai miei famosi biglietti da parente di dipendente alitalia. Ero in Sicilia con mio padre e la moglie. Dovevo ritornare a Roma (da Catania) in aereo e mio papà mi aveva avvertito che all'aeroporto mi avrebbero messa in lista d'attesa anche se c'erano posti vuoti sul volo. E così accadde. Ritorno, quindi, al banco del check in, spedisco il bagaglio e prendo il biglietto. Nel frattempo mi stavano già chiamando al gate (che stava per chiudere) :P
Arrivo a Roma, vado al nastro a ritirare il mio bagaglio e questo non arriva.... Per fortuna al lost&found non c'era nessuno e sbrigo la pratica velocemente. Due ore dopo, alle 19:30, mi chiamano dall'aeroporto: "signorina, il suo bagaglio è arrivato da Catania col volo dopo. Viene a prenderlo lei qui in aeroporto o vuole che glielo portiamo noi a casa domani???".

Arriviamo, quindi, all'estate 2013. Vacanza a Budapest. Volo di ritorno. Decolliamo e l'aereo non prende quota (vi lascio immaginare le turbolenze!). Dopo circa 20 minuti di volo, il comandante ci dice che c'è un problema tecnico all'aereo; niente di grave, ma preferisce riportarci a Budapest (ci credo poco a questa cosa, devo dirlo). Dopo altri (circa) 50 minuti passati a sorvolare la zona di Budapest e dell'aeroporto (non era un atterraggio di emergenza e dovevano consumare carburante, non si sa mai) atterriamo. Da che dovevamo arrivare alle 14 a Roma, siamo partiti alle 17 e siamo arrivati qui alle 19 circa.
Questa è stata la prima volta (e unica, finora) in cui ho avuto un minimo di paura: non mi era mai capitata una cosa del genere; diciamo una novità poco tranquilla.

Arriviamo al mio ultimo viaggio a Londra. Partenza alle 13:25. Volavo con Alitalia, anche se avevo prenotato tramite la KLM (compagnie partner). Per eccesso di zelo ho seguito il consiglio della klm e sono arrivata all'aeroporto a Roma (Lenoardo da vinci, Fiumicino) alle 10:25 e sono stata praticamente la prima a fare il check in (mi piace molto l'attesa pre partenza. Mi sento come una bimba in un negozio di giocattoli). Arrivo a Londra, passo la dogana ed arrivo al nastro ritiro bagagli (avevo spedito un bagaglio). Aspetto fino all'ultimo senza veder uscire la mia valigia (avendolo spedito molto presto non sarebbe uscito tra i primi, ma tra gli ultimi). Vado, quindi, al servizio assistenza insieme ad un altro ragazzo a cui non era arrivato un bagaglio. Riempio il modulo, "disperata" perchè avevo alcuni vestiti che mi servivano: non potevo mica andare al WTM ("fiera del turismo", per chi non sapesse cos'è) in jeans ed all star!! Ad un certo punto una signorina chiede il mio cognome, va a controllare alcune valigie, mi guarda e mi fa: "signorina... Il suo bagaglio è qui!!". Per una volta non si tratta di bagagli andati persi o arrivato con chissà quale volo successivo, ma di un bagaglio arrivato addirittura in anticipo!!!

mercoledì 7 agosto 2013

Budapest: ve la racconto così!

Ho deciso di raccontarvi Budapest con le immagini, raggruppando in questo post i video e alcune delle foto migliori che ho fatto durante la settimana passata nella capitale ungherese.













Dal Danubio: il parlamento

il parlamento ungherese: interni

Quartiere ebraico: grande sinagoga

Le terme Gellert

domenica 16 giugno 2013

"I segreti di Parigi" & "Metronomo: la storia di Parigi a ritmo del metrò"

Prima di cominciare i prossimi racconti di viaggi (e vi assicuro che ne stanno per arrivare molti), volevo parlarvi di due libri. Entrambi parlano di Parigi, la ville lumière, ma non mi sono piaciuti entrambi allo stesso modo.
Si tratta di due libri che ho comprato in vista del mio (ormai prossimo) viaggio a Parigi: l'ho vista per la prima ed unica volta circa 15 anni fa e volevo cercare spunti e consigli su cosa vedere al di fuori delle solite cose come la Tour Eiffel ed il Louvre.

Cominciamo con "Metronomo: la storia di Parigi a ritmo del metrò" di Lorànt Deutsch. Seguendo la metro di Parigi, il libro ripercorre la storia della città partendo (addirittura) dall'epoca di Galli e Romani e condisce il tutto con notizie su dove trovare ciò che resta di quella Parigi che è ormai scomparsa . Per quanto sia, per certi versi, utile come libro, con i suoi consigli e curiosità, è incentrato molto sull'evoluzione storica:

"I segreti di Parigi" di Corrado Augias, invece, mi è piaciuto molto di più. Anche questo parla della storia di Parigi, ma in maniera più discorsiva: passato, presente e ricordi/resti del passato vengono intrecciati in misura maggiore, rendendo il tutto più scorrevole e meno pesante (almeno per me, ovviamente).

Quindi, per quanto sotto certi aspetti li consiglierei entrambi, mi trovo a promuovere soprattutto il secondo, il libro di Augias insomma: mi ha piacevolmente sorpresa, lo devo ammettere, perchè partivo abbastanza prevenuta, lo reputavo (sbagliandomi) abbastanza noioso e poco scorrevole.

Voi li avete mai letti? Che ne pensate?

Libri su Parigi

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