Il mio agosto è stato abbastanza statico e stanziale, l'ho passato a Roma facendo giusto qualche gita e spostandomi in città (che bella Roma vuota, con molte meno macchine in giro!!). Ho cercato comunque di raccontarvi un po' dei miei spostamenti via instagram (mi seguite? no?? E cosa aspettate?) ed oggi ve li racconto anche qui, come ogni primo martedì del mese, con le foto che preferisco tra quelle caricate sul mio profilo instagram.
FIANDRE (ancora)
ROMA [Roma ad agosto mi piace sempre molto: si svuota e diventa molto più tranquilla e vivibile rispetto al resto dell'anno]
NEW YORK [Questo è stato, per me,il viaggio dell'anno. Sono tornata nella grande mela con mia madre, esattamente a 20 anni di distanza dal nostro primo viaggio qui]
ISOLE EOLIE [Mare, tranquillità, scoperta di posti a dir poco splendidi. L'Italia è bella tutta, ma ci sono certi luoghi che ti colpiscono più di altri e ti restano nel cuore]
CAMPO IMPERATORE, Abruzzo [2 ore e mezza di macchina non sono proprio una passeggiata, soprattutto se non si è abituati, ma questo è uno di quei posti per cui il viaggio vale assolutamente la pena]
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martedì 1 settembre 2015
#instapost: il mio agosto stanziale su Instagram
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martedì 7 luglio 2015
#Instapost: giugno su instagram
Sono ancora nelle Fiandre e stasera torno a Bruxelles per tornare a Roma domani, ma comunque il primo martedì del mese vuol dire comunque "#instapost"! Vi racconto il mese scorso con le foto che preferisco tra quelle che ho caricato sul mio account instagram. I viaggi sono stati solo due, la settimana tra Stromboli e Salina e quello a Pistoia per il blogtour #ipinocchietti, ma di foto che "preferisco" ce ne sono tantissime!! Anzi, mi piacciono tutte talmente tanto che le avrei condivise tutte, ma sarebbero state tantissime da mettere tutte in un post "breve ed intenso".
Stromboli, Isole Eolie
Salina, Isole Eolie
Parco di Pinocchio, Collodi
Giardino zoologico, Pistoia
Il Teatro anatomico più piccolo del mondo. Ospedale del Ceppo, Pistoia
Giardino di Villa Garzoni, Collodi
Stromboli, Isole Eolie
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Salina, Isole Eolie
Parco di Pinocchio, Collodi
Giardino zoologico, Pistoia
Il Teatro anatomico più piccolo del mondo. Ospedale del Ceppo, Pistoia
Giardino di Villa Garzoni, Collodi
mercoledì 24 giugno 2015
Salina: il racconto del soggiorno
Che Salina mi fosse piaciuta meno di Stromboli ve lo avevo già raccontato, nel post su informazioni ed idee riguardo l'isola, quindi ora voglio raccontarvi qualcosa del mio soggiorno, di come ho passato i 3 giorni (anzi 2 e mezzo) sull'isola prima di ritornare a casa.Da Stromboli, col battello veloce, siamo arrivati a Santa Marina in un'ora circa di navigazione ed abbiamo iniziato il nostro giro "di ambientamento" passeggiando lungo la strada principale. Qui ci sono diversi negozietti più o meno grandi, più o meno interessanti (se come me avete la necessità di trovare qualcosina da riportare a casa come regalino per la famiglia potete provare a dare un'occhiata lungo questa strada. Personalmente non vi ho trovato nulla di davvero interessante e che attirasse la mia attenzione al punto da prenderlo come pensierino). Il primo giro dell'isola lo abbiamo fatto intorno alle 3 del pomeriggio e, forse a causa dei molti negozi (di qualsiasi genere) chiusi, Santa Marina li per li non ci ha appassionati più di tanto (recuperando comunque un minimo nei giorni successivi). Oltre alla chiesetta che "chiude" la piazza principale e qualche angolo suggestivo che si apre sul panorama non c'è molto altro da vedere per quanto riguarda monumenti e musei. A parte questo, la cosa che si nota è la quantità di gatti molto socievoli che girano per le strade di questa frazione: ammetto di essermi divertita in particolare con un micio che, per qualche minuto, ha anche deciso di diventare la mia ombra.
Noto subito la differenza con le spiagge di Stromboli, la quasi totale assenza di sabbia a favore dei sassi (ve ne avevo parlato nel post che vi ricordavo all'inizio di questo). La lunga passeggiata pedonale del lungomare mi ha sicuramente aiutata ad apprezzare almeno un po' queste spiagge (preferisco quelle di sabbia, almeno non mi faccio male ai piedi ad ogni passo che faccio). Comunque amando io il mare, non ho ovviamente resistito a farmi almeno un mini bagno al ("quasi") tramonto del primo giorno che abbiamo passato qui a Salina. L'isola è composta da varie frazioni raggiungibili tutte grazie ad un servizio di autobus. Noi iniziamo a scoprirle (quasi) tutte l'unico giorno intero che passiamo sull'isola e iniziamo con il paesino di Malfa, dove dobbiamo fermarci per aspettare l'autobus per proseguire il nostro giro di "conoscenza dell'isola".
Questa paesino dell'isola si trova in collina, circa 100 metri sopra il livello del mare (quindi se volete farvi vacanza di mare non prendete alloggio qui) ed occupa circa un terzo dell'isola. Giriamo sulla piazza principale, dove fermano anche gli autobus e si trova anche la chiesa, facciamo una passeggiata per le sue stradine e poi ci fermiamo al bar in piazza, molto vivo e vissuto sia dagli abitanti che dai turisti che passano di qua prima di andare altrove, proprio come noi che siamo passati da qua per prendere l'autobus che ci ha poi portati (in circa 20 minuti di viaggio) fino alla piccola, anzi piccolissima, frazione di Pollara. Questa frazione di Salina è famosa per due motivi: il primo è che qui si trova la villa usata come set per il film "il postino" di Troisi e il secondo è
la sua bellissima spiaggia (che però, attualmente, non è raggiungibile a causa di una frana che ha reso inagibile la strada che vi arriva). Qui troverete ancora meno che a Malfa e Santa Marina e l'unica attività commerciale è il bar L'Oasi che il proprietario Alessandro cura con molta passione per quattro mesi l'anno (quelli della stagione estiva). La sua storia ci ha colpiti molto: ci ha raccontato di quanto si impegni e di come (e quanto) si sia ingegnato perché il suo lavoro funzioni, anche vendendo le foto che lui stesso scatta (sempre al bar, esposte in uno stand apposito); ci ha raccontato che si occupa lui stesso di pulire il tratto di strada antistante il bar (motivo per cui, ci ha detto Alessandro, il comune non manda più gli spazzini a pulire la strada);
ci ha spiegato che non è detto che riesca a guadagnare abbastanza, in quei quattro mesi, per riuscire a vivere tutto l'anno e il fatto di lavorare così poco non gli permette di riuscire ad avere una sua casa (per lui e la fidanzata); ci ha colpiti, tutto questo, vedendo la passione che, nonostante tutto, mette nel suo lavoro. Ammetto che la sua storia mi ha colpito molto, forse perché abbiamo pochi anni di differenza e la sua situazione di difficoltà per certe cose assomiglia molto alla mia. A parte tutto, comunque, se pensavate di venire fino qua per farvi un bagno non disperate a causa della frana: potete comunque andare a farvi il bagno, seguendo le indicazioni (i cartelli li ha fatti sempre Alessandro) si arriva ad una "spiaggia" formata da una discesa per barche che si unisce ad una zona di scogli. Potete anche affittare dei materassini e farvi portare dei panini sempre grazie ad Alessandro (c'è un ragazzo del suo bar sempre li, potete chiedere a lui). Ricordatevi, quando siete qui, gli orari degli autobus per evitare che passi anche l'ultimo e non riusciate quindi a tornare indietro.L'ultimo giorno, quello del rientro, cogliamo l'occasione della nostra partenza dal porto di Rinella per visitare anche questa minuscola frazione dell'isola di Salina.
Anche qui non ci sono monumenti da visitare, ma piccoli vicoli che ricordano la Grecia (anche se meno del resto dell'isola), tantissimi gatti che guardano curiosi i turisti ed un mare semplicemente splendido in cui farsi il bagno, o quantomeno bagnarsi i piedi in attesa del traghetto (come abbiamo fatto noi). La spiaggia del porto è tutta sotto il sole, quindi vi consiglio vivamente di avere a portata di mano la protezione solare, gli occhiali da sole ed una cappellino. Noi siamo arrivati qui la mattina poco prima di pranzo (ah, il bus ferma proprio al porto, accanto la biglietteria) e non posso che ringraziare ancora il ragazzo della biglietteria del porto che ci ha fatto la gentilezza di tenere i nostri bagagli per il tempo di cui abbiamo avuto bisogno di lasciarli: non ci sono depositi e, ovviamente, loro non sono tenuti a fare da deposito! Valutate quindi molto bene come organizzarvi, a che ora prendere il pullman per arrivare qui, non solo in base all'orario di partenza del traghetto, ma anche in base a questo aspetto organizzativo!Vi lascio con qualche altra foto dell'isola.
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domenica 21 giugno 2015
Stromboli: una mattinata passata in barca
Uno dei modi per scoprire Stromboli è fare un'escursione in barca intorno all'isola. Ci sono varie compagnie (tutte molto piccole e in effetti "compagnie" forse è un parolone) che portano in giro i turisti: il prezzo, almeno per il giro dell'isola, è sempre di 25 euro per tutte le compagnie mentre cambia il tipo di barca che utilizzano (gommone o barche più o meno grandi).
Noi, dalle 10:30 alle 13:00 circa, il nostro giro lo abbiamo fatto con Antonio, un simpaticissimo signore strombazzano che ci ha anche raccontato tante cose sull'isola. [Se, in caso di visita con guida, siete quel tipo di persone che cercano solo le informazioni strettamente indispensabili e niente di più allora non andate con lui (anche se è davvero un peccato!) e non credete a chi vi dirà che quella barca non va bene per le foto solo per attirarvi così che scegliate loro per l'escursione]. Partiti dal piccolo molo passiamo davanti "l'uomo che dorme", una "bomba di lava" che si è raffreddata al contatto con l'acqua del Tirreno chiamata così perché assomiglia ad un uomo sdraiato ("che dorme"). Poco più avanti troviamo l'antica sciara lungo cui, una volta, scendeva la lava che usciva dal vulcano durante le sue eruzioni. Più l'escursione va avanti più sono rimasta stupita dal colore dell'acqua cristallina intorno all'isola, colore che raramente ho visto viaggiando per il mondo negli anni.
Arriviamo quindi a Ginostra, una piccola frazione dell'isola che è possibile raggiungere solo ed esclusivamente via mare. Qui gli abitanti sono pochissimi, cosa che si nota girando per le sue stradine e Antonio ci ha raccontato che qui ci sono solo 29 residenti ed una sola bambina [ho provato ad immedesimarmi in quest'unica bimba e non sono riuscita ad immaginarmi come possa essere vivere al posto suo]. Troviamo un piccolo bar (l'unico che abbiamo visto nei dintorni) e ci fermiamo, insieme anche agli altri in escursione con noi, a prendere una granita... Serve dire quanto fosse buona??? Mentre eravamo la, a goderci l'ombra e la granita, mi (/ci) è capitato di ascoltare la conversazione di alcuni abitanti di Ginostra e, in particolare, una signora che parlava di turisti e spazzatura, turisti che sporcano buttando le sigarette per strada anziché nei cestini... Posso dirvi che, mentre tornavamo alla barca, ho visto un solo cestino, al piccolo porto di Ginostra? Do perfettamente ragione alla signora, ma sarei voluta tornare a chiederle dove pensava che si potesse buttare la spazzatura e come un turista poteva fare (a meno che non siano degli stolti maleducati, se gli dai i mezzi vedi che la spazzatura non la lasciano per strada... O almeno, questo è il mio pensiero). Risaliti in barca continuiamo il giro dell'isola, che vista dal mare mi è sembrata molto diversa, e ormai siamo quasi a metà del giro (e non abbiamo rimesso piede a terra fino alla fine del giro).
Passiamo davanti la Sciara di fuoco: vi ricordate l'ultimo post su Stromboli in cui vi raccontavo e consigliavo di arrivare fino all'osservatorio ed osservarla da lì perché era bellissima? Ecco, vista dal mare è anche meglio! Le uniche due differenze sono che dal mare non sentite il suo borbottio (vederla in entrambe le situazioni sarebbe il massimo, se potete) e, se possibile, si nota ancora di più il fumo che, costantemente, esce dal cratere del vulcano. Vedere come il vulcano è vivo e segnala sempre e costantemente questa sua presenza e vitalità è impressionante (o almeno lo è stato per me nei 4 giorni che passati sull'isola). Nella zona di mare che si trova proprio davanti la sciara si ampre un profondo canyon sottomarino.
La "tappa finale" è stato lo Strombolicchio, il grosso scoglio che si trova davanti l'isola. Visto da vicino è ancora più grande, imponente ed impressionante che visto comodamente seduti sulla spiaggia. Sapevate che, in realtà, lo Strombolicchio è più antico dell'isola di Stromboli? Antonio ci ha raccontato che lo Strombolicchio è nato i milione di anni fa, mentre l'isola "solo" 100mila! In cima si trova un faro dove ha vissuto un guardiano, se non ricordo male, fino a metà degli anni '60 e veniva rifornito di viveri e beni di varia necessità con l'uso una carrucola che andava a gas. Il faro lo si vede da lontano (e dal traghetto) e questa carrucola è visibile avvicinandosi con le barche (non so se tutti vi portano a vederla, ma dubito che la saltino perché è sicuramente un pezzo interessante della storia dell'isola e di ciò che la circonda).
Arrivati qua Antonio ha fermato la barca dandoci la possibilità di farci un bel bagno rinfrescante prima di ritornare a terra.
Vorrei concludere il post con una riflessione su un fatto di cui ho sentito parlare Antonio con uno dei nostri compagni di gita (mi sa che alla fine lo odierete per quante volte l'ho nominato): Antonio raccontava che a Stromboli, negli ultimi anni, chi si occupa di turismo (ristoranti, alberghi, chi fa escursioni) punta più ai turisti singoli che spendono, ma poi probabilmente non tornano, piuttosto che ai turisti "normali" che con prezzi più bassi ed accessibili potrebbero decidere di ritornare più volte a fare le vacanze a Stromboli. Non sta a me, ovviamente, decidere la strategia turistica migliore per Stromboli e gli strombolani, ma credo che Stromboli sia uno di quei posti che dovrebbero essere accessibili a quanto più persone possibili (e sarebbe capace di invogliarli a tornare già solo con la sua bellezza naturale).
Noi, dalle 10:30 alle 13:00 circa, il nostro giro lo abbiamo fatto con Antonio, un simpaticissimo signore strombazzano che ci ha anche raccontato tante cose sull'isola. [Se, in caso di visita con guida, siete quel tipo di persone che cercano solo le informazioni strettamente indispensabili e niente di più allora non andate con lui (anche se è davvero un peccato!) e non credete a chi vi dirà che quella barca non va bene per le foto solo per attirarvi così che scegliate loro per l'escursione]. Partiti dal piccolo molo passiamo davanti "l'uomo che dorme", una "bomba di lava" che si è raffreddata al contatto con l'acqua del Tirreno chiamata così perché assomiglia ad un uomo sdraiato ("che dorme"). Poco più avanti troviamo l'antica sciara lungo cui, una volta, scendeva la lava che usciva dal vulcano durante le sue eruzioni. Più l'escursione va avanti più sono rimasta stupita dal colore dell'acqua cristallina intorno all'isola, colore che raramente ho visto viaggiando per il mondo negli anni.
Arriviamo quindi a Ginostra, una piccola frazione dell'isola che è possibile raggiungere solo ed esclusivamente via mare. Qui gli abitanti sono pochissimi, cosa che si nota girando per le sue stradine e Antonio ci ha raccontato che qui ci sono solo 29 residenti ed una sola bambina [ho provato ad immedesimarmi in quest'unica bimba e non sono riuscita ad immaginarmi come possa essere vivere al posto suo]. Troviamo un piccolo bar (l'unico che abbiamo visto nei dintorni) e ci fermiamo, insieme anche agli altri in escursione con noi, a prendere una granita... Serve dire quanto fosse buona??? Mentre eravamo la, a goderci l'ombra e la granita, mi (/ci) è capitato di ascoltare la conversazione di alcuni abitanti di Ginostra e, in particolare, una signora che parlava di turisti e spazzatura, turisti che sporcano buttando le sigarette per strada anziché nei cestini... Posso dirvi che, mentre tornavamo alla barca, ho visto un solo cestino, al piccolo porto di Ginostra? Do perfettamente ragione alla signora, ma sarei voluta tornare a chiederle dove pensava che si potesse buttare la spazzatura e come un turista poteva fare (a meno che non siano degli stolti maleducati, se gli dai i mezzi vedi che la spazzatura non la lasciano per strada... O almeno, questo è il mio pensiero). Risaliti in barca continuiamo il giro dell'isola, che vista dal mare mi è sembrata molto diversa, e ormai siamo quasi a metà del giro (e non abbiamo rimesso piede a terra fino alla fine del giro).
Passiamo davanti la Sciara di fuoco: vi ricordate l'ultimo post su Stromboli in cui vi raccontavo e consigliavo di arrivare fino all'osservatorio ed osservarla da lì perché era bellissima? Ecco, vista dal mare è anche meglio! Le uniche due differenze sono che dal mare non sentite il suo borbottio (vederla in entrambe le situazioni sarebbe il massimo, se potete) e, se possibile, si nota ancora di più il fumo che, costantemente, esce dal cratere del vulcano. Vedere come il vulcano è vivo e segnala sempre e costantemente questa sua presenza e vitalità è impressionante (o almeno lo è stato per me nei 4 giorni che passati sull'isola). Nella zona di mare che si trova proprio davanti la sciara si ampre un profondo canyon sottomarino.
La "tappa finale" è stato lo Strombolicchio, il grosso scoglio che si trova davanti l'isola. Visto da vicino è ancora più grande, imponente ed impressionante che visto comodamente seduti sulla spiaggia. Sapevate che, in realtà, lo Strombolicchio è più antico dell'isola di Stromboli? Antonio ci ha raccontato che lo Strombolicchio è nato i milione di anni fa, mentre l'isola "solo" 100mila! In cima si trova un faro dove ha vissuto un guardiano, se non ricordo male, fino a metà degli anni '60 e veniva rifornito di viveri e beni di varia necessità con l'uso una carrucola che andava a gas. Il faro lo si vede da lontano (e dal traghetto) e questa carrucola è visibile avvicinandosi con le barche (non so se tutti vi portano a vederla, ma dubito che la saltino perché è sicuramente un pezzo interessante della storia dell'isola e di ciò che la circonda).Arrivati qua Antonio ha fermato la barca dandoci la possibilità di farci un bel bagno rinfrescante prima di ritornare a terra.
Vorrei concludere il post con una riflessione su un fatto di cui ho sentito parlare Antonio con uno dei nostri compagni di gita (mi sa che alla fine lo odierete per quante volte l'ho nominato): Antonio raccontava che a Stromboli, negli ultimi anni, chi si occupa di turismo (ristoranti, alberghi, chi fa escursioni) punta più ai turisti singoli che spendono, ma poi probabilmente non tornano, piuttosto che ai turisti "normali" che con prezzi più bassi ed accessibili potrebbero decidere di ritornare più volte a fare le vacanze a Stromboli. Non sta a me, ovviamente, decidere la strategia turistica migliore per Stromboli e gli strombolani, ma credo che Stromboli sia uno di quei posti che dovrebbero essere accessibili a quanto più persone possibili (e sarebbe capace di invogliarli a tornare già solo con la sua bellezza naturale).
lunedì 15 giugno 2015
Stromboli e la sua magia
Devo ammettere che questo post non è stato semplice scriverlo. Le informazioni utili ve le ho già scritte durante la vacanza, quindi oggi vorrei raccontarvi l'isola, la mia esperienza, come l'ho vissuta io. Perché è stato difficile scrivere questo post? Perché non volevo fosse solo puramente descrittivo, del tipo "fai questo, questo e quest'altro ancora" e basta, ma vorrei trasmettere anche (e forse soprattutto) le mie sensazioni. Comunque bando alle chiacchiere e via al racconto (sperando di non annoiarvi troppo). Stromboli è un'isola piccol(issim)a e decisamente molto particolare. Come tutte le Eolie è di origine vulcanica, origine che ci viene ricordata dal suo vulcano sempre attivo: c'è sempre un pennacchio di fumo che esce dal cratere e c'è sempre un perenne borbottio di fondo che, in certi momenti, mette anche un po' d'ansia.
Il porto, nella zona di Scari dove noi arriviamo alle 6:30 del mattino, è un unico molo solitario adatto, però, a "tutti i tipi di navi passeggeri" (navi da crociera escluse, ovviamente). All'arrivo dei primi traghetti, l'isola si sta ancora svegliando, in giro vediamo tanti turisti decisamente assonnati, appena arrivati o in attesa di tornare a casa e queste prime ore del mattino sono probabilmente le migliori per fare amicizia con l'isola (e si, anche per fare colazione! Per nostra fortuna l'unico bar "nei dintorni più vicini al porto" è gestito dal proprietario dell'hotel dove abbiamo soggiornato e, quindi, abbiamo fatto colazione anche se il bar non era ancora ufficialmente aperto al pubblico). La "spiaggia" si allunga vicino al molo, sia da un lato che dall'altro, e la cosa bella è che nonostante questo, nonostante la marea di barche dalle più disparate dimensioni che girano qua, l'acqua è sempre cristallina e trasparente e non si vedono, o almeno non in maniera lampante, segni di inquinamento. Ricordate che comunque l'acqua del mare di Stromboli è abbastanza freddina, almeno per i più freddolosi come la sottoscritta! Se siete appassionati di abbronzatura ricordate che dal lato di Ficogrande c'è l'alba ed a seconda di quanto vi allontanate dal molo (andando verso destra voltandogli le spalle) avrete il sole per maggior tempo.
L'esplorazione dell'isola, per quanto riguarda le parti raggiungibili a piedi (la frazione di Ginostra è raggiungibile solo via mare) non richiede molto tempo, bisogna dirlo, ma le cose da scoprire, i piccoli scorci in cui "inciampare" e di cui innamorarsi sono sempre e comunque tanti. Incamminatevi per le sue stradine, dal porto fino alla piazza "centrale", allungatevi fino a Piscità e lasciatevi incantare dai colori dei tramonti spettacolari che potete godervi da quella zona dell'isola (da Ficogrande si vede l'alba). Una delle prime cose che ho notato, e che mi ha colpita molto, è che le case sono (quasi tutte) degli stessi colori di quelle di isole greche come Santorini e Mykonos e quindi Stromboli, da questo punto di vista (e solo questo!) me le ha ricordate molto (in senso positivo).
C'è la possibilità di fare trekking per arrivare fino al cratere del vulcano (diverse compagnie organizzano escursioni e alcune prevedono la notte passata fuori), ma per farlo dovete essere attrezzati (dei negozi affittano l'attrezzatura, ma personalmente mi fido poco di scarpe usate da altre persone); noi abbiamo scelto di arrivare, da soli, fino all'osservatorio proprio per mancanza di attrezzatura (non avevamo pensato di fare l'escursione, volevamo una vacanza rilassante): si tratta di un punto d'osservazione che si trova a circa 190 metri d'altitudine, poco distante dal ristorante "l'osservatorio" e raggiungibile percorrendo un sentiero lungo cui dovete stare attenti a dove mettete i piedi perché rischiate di scivolare e farvi male! Va da se che ciabattine e sandali sono sconsigliati, ma per arrivare qui non avrete bisogno di grandi attrezzature. Si vede, anche se solo lateralmente, la Sciara di fuoco, lo "scivolo" che la lava si è creata per scendere lungo il versante del vulcano fino ad arrivare al mare. Vi consiglio molto di fare questa passeggiata, nonostante il caldo e la fatica, perché ne sarete ripagati, sono sicura che la vista finale piacerà davvero tanto anche a voi (o almeno spero), come è piaciuta moltissimo a me.
Scoprite i panorami di Stromboli e prendeteci confidenza durante le prime ore per poi andare a scoprire l'isola ed i suoi angoli con molta calma. Gli angoli nascosti sono tanti nonostante l'isola sia decisamente piccola, non abbiate fretta di scoprirli tutti insieme "per togliervi il pensiero"!! I "monumenti" sono solo due chiese, piccoline, aperte la mattina e le raggiungete facilmente a piedi. Prendete il ritmo lento dell'isola, non andate mai di corsa, (ho sentito una ragazza dire che anche gli strombolani, alle volte, sembrano essere sempre in vacanza) e prendete confidenza anche con gli animali che sono un po' i padroni dell'isola: tra cani curiosoni e dolcissimi ed i gatti che trovate a sonnecchiare in giro per Stromboli vi assicuro che la popolazione animale è decisamente ben nutrita (o almeno più nutrita di quanto io immaginassi). Vivetela sulla spiaggia, conoscendo il suo splendido mare ed anche la sua tranquillità. Come vedete non ci sono moltissime cose da vedere oltre la natura ed il mare e le escursioni via terra e via mare (vi parlerò, prossimamente, della nostra mattinata in barca), ma non pensate di arrivare qua ed annoiarvi.
Un posto che mi dispiace non aver visitato è "la libreria sull'isola": si tratta di una piccola libreria che non è solo libreria, ovviamente incentrata su Stromboli, ma anche luogo di incontri ed eventi, dive vengono anche organizzate proiezioni cinematografiche ed ha anche il suo piccolo "internet point".
Vi lascio qualche foto in più, sperando che possano affascinare anche voi e facciano venire anche a voi la voglia di scoprire questo luogo fantastico e fuori dal caos.
Il porto, nella zona di Scari dove noi arriviamo alle 6:30 del mattino, è un unico molo solitario adatto, però, a "tutti i tipi di navi passeggeri" (navi da crociera escluse, ovviamente). All'arrivo dei primi traghetti, l'isola si sta ancora svegliando, in giro vediamo tanti turisti decisamente assonnati, appena arrivati o in attesa di tornare a casa e queste prime ore del mattino sono probabilmente le migliori per fare amicizia con l'isola (e si, anche per fare colazione! Per nostra fortuna l'unico bar "nei dintorni più vicini al porto" è gestito dal proprietario dell'hotel dove abbiamo soggiornato e, quindi, abbiamo fatto colazione anche se il bar non era ancora ufficialmente aperto al pubblico). La "spiaggia" si allunga vicino al molo, sia da un lato che dall'altro, e la cosa bella è che nonostante questo, nonostante la marea di barche dalle più disparate dimensioni che girano qua, l'acqua è sempre cristallina e trasparente e non si vedono, o almeno non in maniera lampante, segni di inquinamento. Ricordate che comunque l'acqua del mare di Stromboli è abbastanza freddina, almeno per i più freddolosi come la sottoscritta! Se siete appassionati di abbronzatura ricordate che dal lato di Ficogrande c'è l'alba ed a seconda di quanto vi allontanate dal molo (andando verso destra voltandogli le spalle) avrete il sole per maggior tempo.
L'esplorazione dell'isola, per quanto riguarda le parti raggiungibili a piedi (la frazione di Ginostra è raggiungibile solo via mare) non richiede molto tempo, bisogna dirlo, ma le cose da scoprire, i piccoli scorci in cui "inciampare" e di cui innamorarsi sono sempre e comunque tanti. Incamminatevi per le sue stradine, dal porto fino alla piazza "centrale", allungatevi fino a Piscità e lasciatevi incantare dai colori dei tramonti spettacolari che potete godervi da quella zona dell'isola (da Ficogrande si vede l'alba). Una delle prime cose che ho notato, e che mi ha colpita molto, è che le case sono (quasi tutte) degli stessi colori di quelle di isole greche come Santorini e Mykonos e quindi Stromboli, da questo punto di vista (e solo questo!) me le ha ricordate molto (in senso positivo).
C'è la possibilità di fare trekking per arrivare fino al cratere del vulcano (diverse compagnie organizzano escursioni e alcune prevedono la notte passata fuori), ma per farlo dovete essere attrezzati (dei negozi affittano l'attrezzatura, ma personalmente mi fido poco di scarpe usate da altre persone); noi abbiamo scelto di arrivare, da soli, fino all'osservatorio proprio per mancanza di attrezzatura (non avevamo pensato di fare l'escursione, volevamo una vacanza rilassante): si tratta di un punto d'osservazione che si trova a circa 190 metri d'altitudine, poco distante dal ristorante "l'osservatorio" e raggiungibile percorrendo un sentiero lungo cui dovete stare attenti a dove mettete i piedi perché rischiate di scivolare e farvi male! Va da se che ciabattine e sandali sono sconsigliati, ma per arrivare qui non avrete bisogno di grandi attrezzature. Si vede, anche se solo lateralmente, la Sciara di fuoco, lo "scivolo" che la lava si è creata per scendere lungo il versante del vulcano fino ad arrivare al mare. Vi consiglio molto di fare questa passeggiata, nonostante il caldo e la fatica, perché ne sarete ripagati, sono sicura che la vista finale piacerà davvero tanto anche a voi (o almeno spero), come è piaciuta moltissimo a me.
Scoprite i panorami di Stromboli e prendeteci confidenza durante le prime ore per poi andare a scoprire l'isola ed i suoi angoli con molta calma. Gli angoli nascosti sono tanti nonostante l'isola sia decisamente piccola, non abbiate fretta di scoprirli tutti insieme "per togliervi il pensiero"!! I "monumenti" sono solo due chiese, piccoline, aperte la mattina e le raggiungete facilmente a piedi. Prendete il ritmo lento dell'isola, non andate mai di corsa, (ho sentito una ragazza dire che anche gli strombolani, alle volte, sembrano essere sempre in vacanza) e prendete confidenza anche con gli animali che sono un po' i padroni dell'isola: tra cani curiosoni e dolcissimi ed i gatti che trovate a sonnecchiare in giro per Stromboli vi assicuro che la popolazione animale è decisamente ben nutrita (o almeno più nutrita di quanto io immaginassi). Vivetela sulla spiaggia, conoscendo il suo splendido mare ed anche la sua tranquillità. Come vedete non ci sono moltissime cose da vedere oltre la natura ed il mare e le escursioni via terra e via mare (vi parlerò, prossimamente, della nostra mattinata in barca), ma non pensate di arrivare qua ed annoiarvi.Un posto che mi dispiace non aver visitato è "la libreria sull'isola": si tratta di una piccola libreria che non è solo libreria, ovviamente incentrata su Stromboli, ma anche luogo di incontri ed eventi, dive vengono anche organizzate proiezioni cinematografiche ed ha anche il suo piccolo "internet point".
Vi lascio qualche foto in più, sperando che possano affascinare anche voi e facciano venire anche a voi la voglia di scoprire questo luogo fantastico e fuori dal caos.
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