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venerdì 14 agosto 2015

Abruzzo: una giornata a Campo Imperatore

Non so se questo post (vi) sarà utile o meno, ma ci provo lo stesso a farlo diventare tale... Anche se il week end di ferragosto un po' di spensieratezza ci vuole. Provo a raccontarvi qualcosa delle ore passate a Campo Imperatore, in Abruzzo.
Chi mi conosce sa che non sono una grande amante della montagna e che le preferisco sicuramente il mare, ma nonostante questo non disdegno assolutamente gite in montagna e quindi, quando si è presentata l'occasione, sono stata ben felice di questa veloce gita in montagna. Da Roma ci arriviamo in poco più di 2 ore di macchina (andando con moltissima calma) e parcheggiamo vicino la funivia (abbiamo pagato 11 euro a testa il biglietto a/r) Ci sono corse ogni mezz'ora (tranne quella delle 14:30) e ci vogliono circa 7 minuti per arrivare su (o giù, ovviamente).
Campo Imperatore: panorama
Ci accoglie un panorama "da paura" ed un fresco altrettanto fantastico (forse solo perché venivamo dai 36 gradi di Roma... O forse no). Molta era la gente arrivata fino qua per un po' di (sano) trekking e la cosa bella è stata che ce ne si accorgeva solo osservando la quantità di macchine e moto al parcheggio, perché per il resto gli spazi non erano così affollati. Ci avventuriamo un po' lungo il sentiero, verso il rifugio, anche se non eravamo molto attrezzate (senza, almeno, le scarpe adatte è decisamente difficile). Notiamo che, lungo il sentiero, non siamo le uniche due "matte" senza scarpe da trekking e decidiamo, al contrario di molti altri, di fermarci all'altezza di una piccola mandria di cavalli,tra cui anche due puledri che ancora prendevano (/prendono) il latte dalle madri: la scena era di una dolcezza unica!
Campo Imperatore: cavalli in libertà
La nostra gita non è stata lunghissima: pranziamo ad un camion bar che cucinava a tutto andare arrosticini e salsicce e ci ordiniamo due panini con salsiccia di una bontà unica anche se un po' pesanti per il caldo, alla modica cifra di 11 euro (totali per due panini e due bottigliette d'acqua) e poi torniamo giù con la prima corsa della funivia disponibile, quella delle 15. Una gita velocissima, come vi dicevo, che però ci ha fatto rifiatare e riprendere un attimo dal caldo torrido di queste giornate di agosto.
Vi lascio con qualche altra foto scattata in quelle poche ore di fresco a Campo Imperatore.
Campo Imperatore: panorama

Campo Imperatore: "solitudine"

Campo Imperatore: cavalli in libertà

Campo Imperatore: in mezzo la nebbia

Campo Imperatore: la valle intorno

Campo Imperatore: la valle intorno

domenica 21 giugno 2015

Stromboli: una mattinata passata in barca

Uno dei modi per scoprire Stromboli è fare un'escursione in barca intorno all'isola. Ci sono varie compagnie (tutte molto piccole e in effetti "compagnie" forse è un parolone) che portano in giro i turisti: il prezzo, almeno per il giro dell'isola, è sempre di 25 euro per tutte le compagnie mentre cambia il tipo di barca che utilizzano (gommone o barche più o meno grandi).
"L'uomo che dorme"Noi, dalle 10:30 alle 13:00 circa, il nostro giro lo abbiamo fatto con Antonio, un simpaticissimo signore strombazzano che ci ha anche raccontato tante cose sull'isola. [Se, in caso di visita con guida, siete quel tipo di persone che cercano solo le informazioni strettamente indispensabili e niente di più allora non andate con lui (anche se è davvero un peccato!) e non credete a chi vi dirà che quella barca non va bene per le foto solo per attirarvi così che scegliate loro per l'escursione]. Partiti dal piccolo molo passiamo davanti "l'uomo che dorme", una "bomba di lava" che si è raffreddata al contatto con l'acqua del Tirreno chiamata così perché assomiglia ad un uomo sdraiato ("che dorme"). Poco più avanti troviamo l'antica sciara lungo cui, una volta, scendeva la lava che usciva dal vulcano durante le sue eruzioni.  Più l'escursione va avanti più sono rimasta stupita dal colore dell'acqua cristallina intorno all'isola, colore che raramente ho visto viaggiando per il mondo negli anni.
Ginostra: il paesino Arriviamo quindi a Ginostra, una piccola frazione dell'isola che è possibile raggiungere solo ed esclusivamente via mare. Qui gli abitanti sono pochissimi, cosa che si nota girando per le sue stradine e Antonio ci ha raccontato che qui ci sono solo 29 residenti ed una sola bambina [ho provato ad immedesimarmi in quest'unica bimba e non sono riuscita ad immaginarmi come possa essere vivere al posto suo]. Troviamo un piccolo bar (l'unico che abbiamo visto nei dintorni) e ci fermiamo, insieme anche agli altri in escursione con noi, a prendere una granita... Serve dire quanto fosse buona??? Mentre eravamo la, a goderci l'ombra e la granita, mi (/ci) è capitato di ascoltare la conversazione di alcuni abitanti di Ginostra e, in particolare, una signora che parlava di turisti e spazzatura, turisti che sporcano buttando le sigarette per strada anziché nei cestini... Posso dirvi che, mentre tornavamo alla barca, ho visto un solo cestino, al piccolo porto di Ginostra? Do perfettamente ragione alla signora, ma sarei voluta tornare a chiederle dove pensava che si potesse buttare la spazzatura e come un turista poteva fare (a meno che non siano degli stolti maleducati, se gli dai i mezzi vedi che la spazzatura non la lasciano per strada... O almeno, questo è il mio pensiero). Risaliti in barca continuiamo il giro dell'isola, che vista dal mare mi è sembrata molto diversa, e ormai siamo quasi a metà del giro (e non abbiamo rimesso piede a terra fino alla fine del giro).
Sciara di fuoco vista dal mare Passiamo davanti la Sciara di fuoco: vi ricordate l'ultimo post su Stromboli in cui vi raccontavo e consigliavo di arrivare fino all'osservatorio ed osservarla da lì perché era bellissima? Ecco, vista dal mare è anche meglio! Le uniche due differenze sono che dal mare non sentite il suo borbottio (vederla in entrambe le situazioni sarebbe il massimo, se potete) e, se possibile, si nota ancora di più il fumo che, costantemente, esce dal cratere del vulcano. Vedere come il vulcano è vivo e segnala sempre e costantemente questa sua presenza e vitalità è impressionante (o almeno lo è stato per me nei 4 giorni che passati sull'isola). Nella zona di mare che si trova proprio davanti la sciara si ampre un profondo canyon sottomarino.
Strombolicchio visto dal mare La "tappa finale" è stato lo Strombolicchio, il grosso scoglio che si trova davanti l'isola. Visto da vicino è ancora più grande, imponente ed impressionante che visto comodamente seduti sulla spiaggia. Sapevate che, in realtà, lo Strombolicchio è più antico dell'isola di Stromboli? Antonio ci ha raccontato che lo Strombolicchio è nato i milione di anni fa, mentre l'isola "solo" 100mila! In cima si trova un faro dove ha vissuto  un guardiano, se non ricordo male, fino a metà degli anni '60 e veniva rifornito di viveri e beni di varia necessità con l'uso una carrucola che andava a gas. Il faro lo si vede da lontano (e dal traghetto) e questa carrucola è visibile avvicinandosi con le barche (non so se tutti vi portano a vederla, ma dubito che la saltino perché è sicuramente un pezzo interessante della storia dell'isola e di ciò che la circonda).
Arrivati qua Antonio ha fermato la barca dandoci la possibilità di farci un bel bagno rinfrescante prima di ritornare a terra.
Vorrei concludere il post con una riflessione su un fatto di cui ho sentito parlare Antonio con uno dei nostri compagni di gita (mi sa che alla fine lo odierete per quante volte l'ho nominato): Antonio raccontava che a Stromboli, negli ultimi anni, chi si occupa di turismo (ristoranti, alberghi, chi fa escursioni) punta più ai turisti singoli che spendono, ma poi probabilmente non tornano, piuttosto che ai turisti "normali" che con prezzi più bassi ed accessibili potrebbero decidere di ritornare più volte a fare le vacanze a Stromboli. Non sta a me, ovviamente, decidere la strategia turistica migliore per Stromboli e gli strombolani, ma credo che Stromboli sia uno di quei posti che dovrebbero essere accessibili a quanto più persone possibili (e sarebbe capace di invogliarli a tornare già solo con la sua bellezza naturale).

martedì 31 marzo 2015

Una gita a Città della Pieve

Quella a Città della Pieve, città umbra insignita di bandiera arancione del Touring Club, è stata una tappa decisa all'ultimo minuto, per una sosta per il pranzo dopo la visita al Parco di Bomarzo. Dopo aver pranzato (la scelta del dove non è stata proprio tra le migliori), decidiamo di andare a fare una passeggiata per le stradine di questo borgo umbro che non avevamo ancora mai visto e dove ci siamo allungati proprio per questo motivo.
Città della Pieve: ChiesaInizialmente il borgo non ci appassiona molto, già dai primi passi per i suoi vicoli, ci ricorda "tanti altri paesi della zona", ma non ci scoraggiamo e andiamo comunque avanti: perché sprecare l'occasione di vedere un posto per noi nuovo? :)
Una cosa che abbiamo notato in tutto il centro storico è la grande quantità di indicazioni turistiche riferite a luoghi d'interesse, "belvedere" ed anche per quanto riguarda i ristoranti! Questo aspetto l'ho apprezzato molto perché ci ha permesso di orientarci per le strade del centro senza problemi.
Ci godiamo il sole, le "piccole chiese" e le stradine di questo piccolo borgo, insieme alle vallate che lo circondano. Le cose da vedere sarebbero state molte di più di quelle che abbiamo visto noi (ad esempio c'è anche un castello), ma iniziava a farsi tardi, l'aria stava rinfrescando e noi iniziavamo ad essere un po' stanchi (cominciava ad essere tardo pomeriggio, ormai)... In più, il fatto che inizialmente il borgo non ci fosse apparso come probabilmente ce lo aspettavamo sicuramente ha fatto venire meno, almeno in parte, la nostra voglia di girare.  Quindi abbiamo deciso di tornare alla macchina per tornare verso Roma con l'intenzione, prima o poi, di tornare a girare meglio per Città della Pieve, sperando di riuscire ad apprezzarla di più. Un post corto, lo so, con nessuna informazione davvero utile e me ne dispiace. Vediamo se, in qualche modo, riesco a recuperare e farmi perdonare:
Città della Pieve: chiesetta

- Una visita a Città della Pieve, se siete in zona, ve la consiglio sicuramente. I piccoli borghi sono sempre belli da visitare :)

- Parcheggio per la macchina se ne trova fuori dalle mura senza problemi;

- All'inizio del centro, dentro la Rocca, si trova un punto informazioni turistiche. Sicuramente averlo trovato chiuso (pausa pranzo, se non ricordo male nel pomeriggio riapre alle 15:30 o alle 16) ha influito sul fatto che non siamo riusciti ad apprezzare più di tanto il paese.

- Se dovete ancora mangiare, on fermatevi ai primi ristoranti come abbiamo fatto noi! In centro ce ne sono molti e sicuramente più carini (e magari con porzioni normali ed adatte ai prezzi). Perdete un po' di tempo a girare e guardarne diversi per trovare quello che più vi ispira.

- Secondo me il periodo migliore per visitare Città della Pieve è la primavera: le temperature si alzano, ma non si patisce il caldo, e le giornate iniziano ad essere abbastanza lunghe da poter arrivare qui nel (primo) pomeriggio senza dover poi correre per vedere tutto prima che scenda il buio;

Vi lascio qualche altra foto, insieme al breve video realizzato con le immagini girate durante questo brevissima gita a Città della Pieve (e si, qui è stata girata la serie TV italiana "Carabinieri")

Città della Pieve: vicoli del paese


Città della Pieve: vicoli del paese

Città della Pieve: casa  paterna dei Vannucci



giovedì 5 marzo 2015

Una gita al parco dei mostri di Bomarzo

Il Parco dei Mostri (o Sacro Bosco di Bomarzo) si trova in provincia di Viterbo, nella zona della Tuscia viterbese (se vi serve, l'indirizzo è Località Giardino, 01020 Bomarzo VT). Non ci sono problemi a trovarlo perché la segnaletica è buona, anche se qualche cartello in più potrebbero metterlo, e c'è un ampio parcheggio per le macchine.
Parco dei Mostri: porta d'entrata
Immerso nel verde, si incontrano tante famiglie (anche con bambini piccoli) che vengono a fare una gita fuori porta il fine settimana.
Il biglietto costa 10 euro e alla cassa viene data anche una mappa con un percorso consigliato: personalmente, però, non mi sono trovata bene a seguirlo, in quanto in alcuni momenti ero convinta di essere arrivata in un certo punto del giro quando, invece, ero arrivata in un altro punto, davanti ad un altro "mostro" del parco! io stessa ho visitato la prima volta questo posto da piccola, insieme a mia mamma :)
Sono sicura, comunque, che anche chi non lo ha mai visitato conosce alcune di queste "sculture di pietra" perché sono tantissime le immagini che girano sul web.
Parco dei Mostri: Proteo Glauco
Non è possibile, all'interno,  scattare foto e girare video a scopo di lucro: so che molti, come me, vanno a Bomarzo non per scattare foto da rivendere, ma sempre meglio specificare :)
[Nota di colore: poco dopo aver passato l'edificio della biglietteria, mentre ci dirigevamo verso i "mostri", ci siamo imbattuti in tre asinelli molto simpatici e socievoli: si sono lasciati accarezzare come se ci conoscessero da sempre. Se vi capita di intravederli dal sentiero avvicinatevi anche voi: sono sicura che li lascerete con un sorriso stampato sul viso].
Se si arriva presto, diciamo entro le 10 come abbiamo fatto noi, si trovano ancora pochi visitatori e l'unico rumore che si sente è quello della natura, unito a quello delle cascate che si trovano all'interno del parco stesso.
Cominciamo la passeggiata da alcune sculture che si trovano lontano dal nucleo centrale (e più conosciuto) del parco: sono sicuramente tra le meno conosciute ed alcune sono piccole rispetto a quelle famose (forse è proprio la loro dimensione "piccola" a non averle portate alla ribalta).
Tra un mostro, un tempio, ed una "fontana" arriviamo anche a "la casa pendente" (se entrate dentro attenzione al mal di testa post visita) ed al "mostro simbolo", il mitico faccione dalla bocca spalancata che secondo me già conoscete!
Parco dei Mostri: "mostro simbolo" del parco
Da un lato guardavo divertita i bambini che, girato l'angolo, rimanevano incantati davanti a quello che, ora che sono adulta, mi sembra un "masso usato per scolpire la faccia di un mostro" che non mette nemmeno un po' di paura,  dall'altro lato sono rimasta, io per prima, stupita davanti al mostro: del sano stupore di fronte a come, crescendo, cambi tutto e non ci si stupisca (quasi) più di fronte a quelle cose che, prima, ci lasciavano a bocca aperta.
Credo sia quasi inutile spiegarvi passo per passo ogni singolo "mostro" che potete trovare nel parco perché diventerebbe un post infinito e finirei solo per annoiarvi. Sul sito del parco trovate molte spiegazioni sulla storia ed alcuni ebook. Provate a dare un'occhiata.
Vi lascio qualche altra foto, sperando di farvi venire voglia di passare qui un po' di tempo, soprattutto se non lo avete mai visto :)
[PS: Vi siete già iscritti alla newsletter? Potete farlo sia attraverso i form sul blog, uno nella barra laterale sinistra e l'altro "sotto" il post, sia dalla tab della pagina fan!
PS 2: in questo momento sono a Chianciano Terme e, con il percorso sensoriale, sto iniziando una due giorni di relax alle terme. Se volete seguirmi potete farlo sulla pagina fan, su twitter, instagram e google+].
Parco dei Mostri: tempio del Vignola


Parco dei Mostri: la fontana dei delfini


Parco dei Mostri: tartaruga


Parco dei Mostri:


Parco dei Mostri: cascata


Parco dei Mostri: asinelli

domenica 23 novembre 2014

Portogallo: qualche ora a Braga

Devo ammettere che, inizialmente, avevo pensato di non scrivere niente riguardo a Braga. Ecco perché ve ne parlo solo ora, a metà novembre.
Siamo partite dalla Stazione di São Bento, a Porto, appena prima di pranzo ed abbiamo pagato i biglietti 3,10 euro a persona a tratta (6,20 euro per andare e tornare). La stazione di Braga non è molto distante dal centro città, vi potete arrivare senza problemi con una camminata di 5 minuti.
Visitiamo, per prima cosa, la Cattedrale: bella, piena d'oro e con un immenso tesoro custodito al suo interno. Per visitare tesoro e cappella si paga un biglietto di 5 euro a testa per una visita guidata (unico modo per vederli). A noi ci ha accompagnate un ragazzo abbastanza giovane e che stava facendo un tirocinio. Ha fatto un po' di fatica a spiegarci le cose, perché non parlava benissimo inglese, però abbiamo apprezzato lo sforzo (soprattutto visto che, a quanto pare, in Portogallo la conoscenza dell'inglese è abbastanza scarsa anche tra chi lavora a contatto col pubblico. Ve ne avevo parlato anche in un post dedicato alle mie impressioni post viaggio).La cattedrale di BragaPurtroppo all'interno non era possibile fare foto. A dir la verità nemmeno facendo "i furbi" e fotografando restando fuori: era tutto coperto in modo tale che per vedere dentro si dovesse entrare. La particolarità di questa cattedrale è che dall'esterno non si direbbe che è un edificio religioso. Noi avevamo pensato forse una specie di fortezza, anche se ci sembrava strano che si trovasse praticamente nel centro del paese! Abbiamo scoperto che la cattedrale era questa andando all'ufficio turistico che si trova in Praça da República, in un edificio dalla forma arrotondata che fa angolo con Avenida da Liberdade (utile passarci per prendere una cartina del centro città). L'avenida, molto bella, è in parte pedonale ed è qui che, da quello che ho notato, la gente viene a fare shopping (si trovano qui i negozi delle maggiori catene internazionali).Mosteiro do Bom JesusPrendiamo, proprio dall'avenida, l'autobus numero 2 (se non erro) che, per 1,65 euro a persona (a tratta) ci porta fino al Mosteiro do Bom Jesus do Monte. Il santuario potete raggiungerlo percorrendo una lunga e spettacolare scalinata lungo cui si trovano delle cappelle che ricordano la via crucis, fontane e decorazioni simboliche. Se non volete farvi la scalinata, abbastanza faticosa da fare in salita, c'è a disposizione una funicolare che per 2 euro vi porta fin su alla fine della scalinata che vi consiglio di fare almeno al ritorno: in discesa è meno ostica e merita di essere vista!
Mosteiro do Bom JesusArrivati in cima, devo ammettere che il monastero mi è sembrato come tanti altri edifici religiosi, ma alla fine, comunque, non era per niente male e mi sono pentita di non aver fatto foto, ma solo riprese! Mi ha colpito molto perché da fuori è davvero come tanti altri edifici religiosi (voi non trovate?) e soprattutto perché mi aspettavo che fosse (stra)pieno d'oro come tutti gli altri edifici religiosi portoghesi, ma così non è stato. Non che non ce ne sia eh, intendiamoci, però me ne aspettavo molto di più.
Mosteiro do Bom JesusComunque, la parte che ho trovato davvero molto bella è il giardino, rovinato solo dai chioschi e il ristorante che vi hanno costruito e dalla trasformazione in hotel (di lusso) dei palazzi adiacenti al monastero (da quello che ho capito si trattava di edifici dove alloggiavano i monaci). Vi sono molti anziani che vengono qua, con i mezzi, durante le ore più calde della giornata per farsi una passeggiata in un luogo fresco, così da non patire troppo l'arsura estiva. Li vedrete girare per il parco, magari con qualche amico, stare seduti sulle panchine a godersi un po' d'ombra e poi, verso le 16/17 si incamminano per scendere la scalinata (o prendere la funicolare) ed andarsi a mettere in fila alla fermata dell'autobus per ritornare così a casa.
Mi piace sempre molto osservare le persone del luogo e questo è un luogo dove farlo mi è piaciuto ancora più del solito.
Finito il giro percorriamo la scalinata, riprendiamo l'autobus (ferma proprio lì davanti) e arrivate in stazione prendiamo il treno per tornare ad Oporto.
Braga è sicuramente una cittadina molto carina ed è stato un peccato averci passato solo poco tempo, ma volevamo fare tante cose e così il tempo per ogni cosa era davvero minimo. Consiglio assolutamente una visita a questa piccola città! Preparatevi, per la visita alla cattedrale, ad essere seguiti come se foste dei ladri, dagli addetti "alla sicurezza" che tengono d'occhio tutti perché il divieto di fare foto è ferreo!
Se volete vedere l'interno del monastero, vi lascio il video di questa mezza giornata

Vi ricordo, visto che sono ancora a Londra, che se volete seguire il mio viaggio potete seguirmi cliccando "mi piace" sulla Pagina Fan, seguendo i miei cinguettii suTwitter e le mie foto suInstagrame, in ultimo, potete seguirmi anche su Google+

sabato 16 agosto 2014

Portogallo: una gita a Sintra

Sintra é il "paese dei castelli delle favole", paese oggi patrimonio UNESCO. Sintra è un piccolo paese vicino Lisbona, per il quale ritagliarsi almeno una giornata per visitare i suoi castelli (o almeno una parte)! Visitare tutti i suoi castelli in una sola giornata è davvero stancante perché non c'é un attimo di pausa, però ne vale assolutamente la pena.
Arrivare qui durante una vacanza a Lisbona è molto semplice: dalla stazione di "Lisbona - Rossio" partono ogni 15 minuti treni "intercidades" che in 40 minuti arrivano a Sintra. I biglietti costano 2,15 euro a persona a tratta (4,30 euro per andata e ritorno, più 0,50 euro per la tessera elettronica su cui vengono caricati).
A Sintra, per girare e spostarsi da un castello all'altro, vi sono alcuni autobus "hop on - Hop off" che permettono di raggiungere i castelli: c'è un minibus che costa 2,50 euro a persona, ma non porta a tutti i castelli e l'autobus 434 che fa tutte le fermate e costa 5 euro a persona.

Il paese si presenta subito come piccolo, carino e molto silenzioso. Ci sono tanti piccoli particolari che lo rendono un posto che sembra fuori dal tempo e dal mondo.
Finestre del paese

Iniziamo col Palacio de Monserrate. In realtà volevamo vedere altro e questo lasciarlo in caso avessimo avuto ancora tempo per girare, ma la fila per l'autobus 434 era infinita e abbiamo preso il minibus che faceva altre fermate (quello di cui vi parlavo ad inizio post). Il biglietto d'ingresso costa 7,50 euro a persona (ci sono vari sconti, leggete bene i cartelli alla biglietteria).
Passiamo per il giardino ed arriviamo al palazzo in stile moresco
Palacio de Monserrate
Non è grandissimo, ma è comunque molto bello nel suo stile (soprattutto per quanto riguarda gli interni)
Palacio de Monserrate
Passiamo al palazzo successivo, chiamato "Quinta da Regaleira", molto più grande ed imponente del precedente. Il biglietto intero costa 6 euro, 4 euro il biglietto scontato (ne ha usufruito mia madre come professoressa).
Quinta da Regaleira
Questo palazzo ha anche un giardino molto più grande con tantissime cose da vedere (impossibile vederle tutte se si vogliono girare tutti i castelli in un solo giorno!)
Tra le tante cose da vedere nel grande parco vi sono una cascata (anche se un po' miserella secondo me)
Quinta da Regaleira: cascata
e anche un pozzo iniziatico (così viene definito nella cartina/spiegazione che viene data alla cassa)
Quinta da Regaleira
Passiamo al Palacio de Pena. Tra tutti è il più caro per quanto riguarda il biglietto d'ingresso: 14 euro a persona!
L'esterno di questo palazzo colpisce subito per i suoi colori decisamente accesi.
Palacio de Pena
Colpiscono i suoi interni imponenti come il palazzo, ma soprattutto alcune suppellettili un po' particolari
Palacio de Pena
La tappa successiva è il Castello dos Mouros, dove conviene andare a piedi perché la strada è a senso unico e con l'autobus si deve fare tutto il giro passando dal paese (ci vuole troppo tempo). Il biglietto costa 7,50 euro a persona.
Questo è il castello che più mi ha impressionata con le mura e i torrioni altissime ed imponenti.
Castello dos Mouros
Interessante è stato scoprire che, in realtà, gli insediamenti nell'area del castello sono (di molto) antecedenti all'epoca moresca: tra la cassa e le mura si trovano diversi sepolcri di epoca preistorica (anche se per scoprirlo ho dovuto leggere le spiegazioni lungo la strada).
Castello dos Mouros
L'ultima tappa della giornata è il Palacio National de Sintra che si trova nel bel mezzo del paese ed è molto più semplice e sontuoso dei precedenti. Il biglietto costa 9,50 euro a persona.
La cosa che colpisce e si nota da diversi punti del paese sono i due comignoli particolari che caratterizzano il palazzo: ricordano molto quelli delle fabbriche. A voi no??
Palacio National de Sintra
Le cucine di questo palazzo mi hanno ricordato molto quelle del castello di Hampton Court a Londra
Cucina del Palacio National de Sintra
Passare una giornata a Sintra è un po' come passare una giornata nei castelli delle favole restando affascinati dagli edifici come dai panorami che essi offrono...
Castello dos Mouros
Peccato solo per il cielo grigio che ha ingrigito tutta la giornata che vi ho passato io :(

martedì 15 aprile 2014

A zonzo per il Lazio: Mentana

Il Lazio, come tutta l'Italia, nasconde tanti piccoli posti da visitare anche se solo per poco tempo.
Vi ho già parlato di posti come il Lago del Salto, Rieti (la parte sotterranea) ed Ischia di Castro e oggi aggiungo un altro piccolo borgo laziale che merita una breve sosta. Non vi ci vorrà molto per girare il paese, di base non avete monumenti o musei da vedere se non la biblioteca e il museo garibaldino.

Oggi voglio parlarvi di Mentana. Viene chiamata "città garibaldina" perché il 3 novembre del 1867 fu teatro della battaglia di Mentana, a conclusione della Campagna risorgimentale dell'Agro Romano per la liberazione di Roma. Immagino che sappiate che non sono qui, però, per parlarvi di storia...
All'inizio, passati i cartelli che segnalano l'ingresso in città, vi sembrerà di essere in un qualsiasi paesino "Moderno". ma non scoraggiatevi pensando che chissà dove vi ho mandati: arrivate fino al centro città, dove troverete la porta d'ingresso per il centro storico della città. Lungo la strada si trovano parcheggi gratuiti, dovete solo esporre il disco orario
Centro di Mentana: torre dell'orologio

Le strade sono piccole e ogni edificio si incastra alla perfezione con quelli che lo circondano, creando giochi di incastri e di linee
Centro di Mentana

Anche qui si respira quella che io chiamo "aria di paese", con le signore anziane che camminano chiaccherando con toni di voce sostenuti e i panni stesi per le strade, cosa che nelle grandi città non siamo abituati a vedere! E come sia normale stendere fuori dalla porta di casa per chi vive in un paese è una cosa che amo di questi posti
Centro di Mentana

E questo vivere ancora pienamente il centro storico del paese è una cosa che mi ha stupita davvero molto.
Centro di Mentana

venerdì 6 dicembre 2013

Pozzuoli: il lago d'Averno

L'ultimo giorno della mia gita di due giorni a Napoli sono stata a pranzo sul lago di Averno. Si tratta di un lago di origine vulcanica e si trova nella provincia di Pozzuoli. Virgilio, nel IV libro dell'Eneide, colloca qui l'ingresso all'inferno.
C'è un ristorante molto piccolo, in una verandina che si trova proprio sulla riva del lago: cibo buono e abbastanza economico. Ci sono tante anatre che popolano il lago e tendono a stare vicino al ristorante: ovviamente aspettano qualche briciola! Quando qualcuno tira dalla finestra del ristorante una briciola di cibo, le anatre si lanciano per accaparrarsela (sembrava, ogni volta, che ci fosse un terremoto/maremoto!).
il lago e i suoi abitanti

C'è una stradina che costeggia il lago, però non è percorribile fino alla fine perché chiusa con una sbarra (ma comunque molta gente prosegue comunque). In lontananza si vedono anche alcuni resti archeologici, peccato non poterci arrivare!
Merita di essere visto e fotografato, anche dalla strada che porta verso la domiziana: se vi capitate durante una giornata di sole, il panorama saprà ripagarvi.. In lontananza si vedono anche le isole di Procida ed Ischia.

Un posto perfetto, nella zona di Pozzuoli, per una pausa pranzo prima di proseguire il viaggio!

[tutte le foto che ho fatto prima di ripartire, le trovate su flickr!]

I resti archeologici

vista del lago

In lontananza, le isole del golfo

Vista dall'alto
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