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martedì 31 marzo 2015

Una gita a Città della Pieve

Quella a Città della Pieve, città umbra insignita di bandiera arancione del Touring Club, è stata una tappa decisa all'ultimo minuto, per una sosta per il pranzo dopo la visita al Parco di Bomarzo. Dopo aver pranzato (la scelta del dove non è stata proprio tra le migliori), decidiamo di andare a fare una passeggiata per le stradine di questo borgo umbro che non avevamo ancora mai visto e dove ci siamo allungati proprio per questo motivo.
Città della Pieve: ChiesaInizialmente il borgo non ci appassiona molto, già dai primi passi per i suoi vicoli, ci ricorda "tanti altri paesi della zona", ma non ci scoraggiamo e andiamo comunque avanti: perché sprecare l'occasione di vedere un posto per noi nuovo? :)
Una cosa che abbiamo notato in tutto il centro storico è la grande quantità di indicazioni turistiche riferite a luoghi d'interesse, "belvedere" ed anche per quanto riguarda i ristoranti! Questo aspetto l'ho apprezzato molto perché ci ha permesso di orientarci per le strade del centro senza problemi.
Ci godiamo il sole, le "piccole chiese" e le stradine di questo piccolo borgo, insieme alle vallate che lo circondano. Le cose da vedere sarebbero state molte di più di quelle che abbiamo visto noi (ad esempio c'è anche un castello), ma iniziava a farsi tardi, l'aria stava rinfrescando e noi iniziavamo ad essere un po' stanchi (cominciava ad essere tardo pomeriggio, ormai)... In più, il fatto che inizialmente il borgo non ci fosse apparso come probabilmente ce lo aspettavamo sicuramente ha fatto venire meno, almeno in parte, la nostra voglia di girare.  Quindi abbiamo deciso di tornare alla macchina per tornare verso Roma con l'intenzione, prima o poi, di tornare a girare meglio per Città della Pieve, sperando di riuscire ad apprezzarla di più. Un post corto, lo so, con nessuna informazione davvero utile e me ne dispiace. Vediamo se, in qualche modo, riesco a recuperare e farmi perdonare:
Città della Pieve: chiesetta

- Una visita a Città della Pieve, se siete in zona, ve la consiglio sicuramente. I piccoli borghi sono sempre belli da visitare :)

- Parcheggio per la macchina se ne trova fuori dalle mura senza problemi;

- All'inizio del centro, dentro la Rocca, si trova un punto informazioni turistiche. Sicuramente averlo trovato chiuso (pausa pranzo, se non ricordo male nel pomeriggio riapre alle 15:30 o alle 16) ha influito sul fatto che non siamo riusciti ad apprezzare più di tanto il paese.

- Se dovete ancora mangiare, on fermatevi ai primi ristoranti come abbiamo fatto noi! In centro ce ne sono molti e sicuramente più carini (e magari con porzioni normali ed adatte ai prezzi). Perdete un po' di tempo a girare e guardarne diversi per trovare quello che più vi ispira.

- Secondo me il periodo migliore per visitare Città della Pieve è la primavera: le temperature si alzano, ma non si patisce il caldo, e le giornate iniziano ad essere abbastanza lunghe da poter arrivare qui nel (primo) pomeriggio senza dover poi correre per vedere tutto prima che scenda il buio;

Vi lascio qualche altra foto, insieme al breve video realizzato con le immagini girate durante questo brevissima gita a Città della Pieve (e si, qui è stata girata la serie TV italiana "Carabinieri")

Città della Pieve: vicoli del paese


Città della Pieve: vicoli del paese

Città della Pieve: casa  paterna dei Vannucci



lunedì 5 gennaio 2015

Terre di Siena: alla scoperta di Radicofani

Radicofani, in Val D'Orcia, è uno di quei piccoli borghi che ti rubano un pezzetto di cuore quando li visiti e ti restano impressi a lungo nella memoria al ritorno a casa.
Radicofani: vie del paese Siamo arrivato intorno alle 11, forse anche un po' dopo, in questo borgo Bandiera Arancione. La nebbia e l'umidità, la mattina presto, avevano fatto da padrone lasciando le strade inumidite e l'aria abbastanza fresca. Le stradine strette hanno un'aura quasi magica, data dai palazzi in pietra ai lati delle stesse, e conducono il visitatore alla scoperta del borgo, dei suoi monumenti e della sua storia.
Certo, il paese è piccolo e le cose da vedere non sono poi tantissime, ma non per questo Radicofani "stanca" i suoi visitatori: ci sono anche storie interessanti che arrivano dal suo passato e vale la pena scoprirle e ricordarle.
Radicofani: Chiesa di Santo Stefano Il nostro giro lo cominciamo dalla Chiesa di San Pietro. Non è grandissima, ovvio per un piccolo paesino, semi nascosta nel centro storico del paese.
Al suo interno sono molto interessanti i vari dossali in terracotta policroma invetriata, tecnica adoperata dalla famiglia dei Della Robbia. Due si trovano nelle navate laterali e l'atro si trova sull'altare maggiore ed è stato attribuito a Benedetto e Santi Buglioni discepoli di Andrea Della Robbia.
Da quello che ho potuto capire, questa tecnica è molto importante nell'arte (religiosa) ed è un tratto distintivo della Toscana e credo, quindi, che sia decisamente importante fare una tappa ad ammirare questi gioielli dell'arte. Vi ci vorrà poco tempo per girarla tutta ed ancora meno per rimanerne estasiati ed entusiasti!
Radicofani: chiesa di Sant'Agata Proprio "di fronte" la Chiesa di Santo Stefano si trova un'altra piccola chiesa del paese, la Chiesa di Sant'Agata. Se possibile, questa è più piccola della chiesa precedente, ad unica navata, ma ugualmente bella (anzi, forse anche di più!). Seppur piccola, questa chiesa racconta davvero tanto della storia del paese, della Val d'Orcia e della Toscana e questo è l'aspetto che più mi ha colpita perché questi posti che racchiudono la storia di un luogo mi hanno sempre colpita: quello che racconta credo sia l'aspetto più importante di un luogo d'interesse turistico e culturale! Ad ornare l'altare maggiore troviamo una "Robbiana", raffigurante la madonna col bambino e i Santi Francesco, Elisabetta d'Ungheria, Cristina di Bolsena (o Orsola) e Lorenzo, realizzata da Andrea Della Robbia all'incirca nel '500. Si, devo ammetterlo: non mi ricordavo tutti i rappresentati in quest'opera e sono dovuta ricorrere all'"aiuto da casa", ovvero wikipedia.
 Sant'Agata, già patrona di Catania (se non erro), è patrona (anche) di Radicofani ed è la santa protettrice dai terremoti: proprio per questo motivo gli abitanti della zona (soggetta a terremoti) si rivolsero a Sant'Agata chiedendo protezione contro questi eventi.
Radicofani: Ghino di Tacco Come vi dicevo all'inizio, Radicofani ha tanto da raccontare e (anche) da qui passa la storia di Ghino di Tacco, esponente di una famiglia nobile senese che, insieme al padre al fratello ed allo zio, si dava al brigantaggio ("autorizzato")nei dintorni di Siena.  Ghino fece l'errore di occupare il castello di Torrita di Siena, e dopo qualche problema (incendio al castello e ferimento di un esponente della nobiltà), la famiglia venne condannata e padre e zio vennero impiccati. Si diede nuovamente al brigantaggio qualche anno dopo, dopo aver occupato la rocca di Radicofani. Ghino faceva il brigante lungo la via francigena, derubando i viaggiatori più ricchi, senza portar loro via tutti gli averi ed offrendo loro un banchetto, mentre lasciava passare senza infastidirli i poveri e gli studenti. Da questo suo comportamento nacque la sua nomea di "Roobin Hood italiano". Dante lo cita nella Divina Commedia, tra i personaggi del sesto canto del Purgatorio: lo cita quando parla del giurista Benincasa da Laterina (l'Aretin), giureconsulto a Bologna, poi giudice del podestà di Siena, ucciso da un fiero Ghino di Tacco.
« Quiv'era l'Aretin che da le braccia
fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte »
(Dante, Purgatorio VI, vv. 13-14).
Trovate la statua di Ghino di Tacco in piazza Ghino di Tacco, da cui c'è  anche una bellissima vista sulla valle circostante (sapete no che io sono una grande amante dei panorami toscani!).
Radicofani: la posta Concludo segnalandovi questo edificio all'ingresso del paese: si tratta dell'edificio della Posta, fatto costruire dalla famiglia De' Medici all'incirca nella seconda metà del XVI secolo. Si trova lungo l'antica via francigena e vi venivano ospitati i pellegrini che necessitavano di fermarsi (per la notte). Qui si fermarono personaggi illustri del passato, come Dikens e Montaigne.

Mi fermo qua, come promesso, con il racconto di questo paesino. Se volete gustarvi tutte le foto scattate in questo fine settimana toscano, le trovate nell'album dedicato al blogtour in Terre di Siena. Se preferite, potete sempre guardarvi il video, un po' più lungo rispetto al mio solito, ma volevo essere il più esaustiva possibile nel raccontarvi questo weekend!

domenica 15 giugno 2014

La mia esperienza col cofanetto RegalOne "Borghi Accoglienti"

Oggi vi volevo parlare della mia esperienza con il cofanetto RegalONE "Borghi Accoglienti". Vi dico subito che mi è stato inviato dal Touring Club stesso. Si tratta di un cofanetto per soggiornare in una delle strutture selezionate e funziona esattamente come quelli "Smartbox" o "Emozione3": scegliete la struttura dove volete soggiornare, prenotate ed all'arrivo consegnate l'assegno regalo compilato nei vari campi che voi dovete compilare.
Cofanetto Borghi Accoglienti
Sapete che a me l'iniziativa che riguarda le Bandiere Arancioni mi piace molto (e ho visitato tanti posti insigniti di questa bandiera), quindi quando mi si è presentata l'occasione di poter sfruttare questo cofanetto, l'ho colta al volo! Ho deciso di sfruttarlo per soggiornare nelle Marche, prenotando un agriturismo vicino San Ginesio (della struttura ve ne parlerò in un post a parte tra qualche giorno: non è stata un'esperienza positiva e vorrei quindi scriverne con più calma).

Cominciamo a parlare del cofanetto.
Il cofanetto costa 99,90 euro e potete scegliere tra due modalità di soggiorno:
- un soggiorno di una notte con cena
- un soggiorno di due notti

Nel caso del soggiorno di due notti, non è compresa la colazione. Se la mattina non volete andare a cercare un bar per fare colazione, scegliete di soggiornare in un agriturismo che mette a disposizione per gli ospiti degli alloggi con angolo cottura: così, procurandovi qualcosa da mangiare e bere, avrete risolto il "problema" colazione. Cercate, ovviamente, di non esagerare: dovete preoccuparvi di due mattine, quindi comprare un litro di latte e chili e chili di caffè non ha senso: piuttosto prendetevi un litro di succo di frutta da potervi portare anche via con voi quando lascerete la struttura, vi tornerà utile anche come bibita rinfrescante durante il viaggio.

-- N.B.: La struttura dove ho soggiornato io metteva a disposizione un "kit colazione": Nel frigo della casa dove abbiamo dormito abbiamo trovato latte, caffè, zucchero, marmellate varie, fette biscottate e dolcetti da poter utilizzare. Controllate che la struttura scelta non offra qualcosa di simile --

Se decidete di orientarvi verso l'opzione delle due notti di soggiorno e volete, quindi, andare verso zone che conoscete poco e sono lontane da dove vivete, controllate che le strutture della zona offrano la possibilità di soggiornare per due notti: la maggior parte offrono solo l'opzione notte con cena: ogni struttura specifica quale modalità di soggiorno offre, se una sola od entrambe, e credo che nessuno voglia ritrovarsi a discutere con i proprietari della struttura solo perché non ha letto attentamente la descrizione.

Ricordatevi ovviamente di prenotare per tempo, soprattutto in alta stagione: se volete partire il 15 di agosto e cercate di prenotare il 12, è abbastanza ovvio che rischiate di non trovare uno straccio di posto libero!

In definitiva, tra alti e bassi, nonostante i problemi riscontrati durante il soggiorno, l'idea di questo cofanetto mi piace.
Qualcuno di voi ha avuto modo di usare il cofanetto in questione? Come vi siete trovati?

mercoledì 4 giugno 2014

Tra Umbria e Marche: Torgiano, Matelica e San Ginesio

Oggi, con questo post, concludo il racconto della mia settimana passata tra l'Umbria e le Marche. Vi racconto di tre paesi diversi: Torgiano, in Umbria, Matelica e San Ginesio nelle Marche; tutti e tre nella lista dei Borghi più Belli d'Italia e San Ginesio è anche Bandiera Arancione.
Perché tre borghi, in due regioni diverse (anche se vicine), raccontati nello stesso posto? Per un motivo molto semplice, lo ammetto: tutti e tre non sono riusciti a colpirmi... In nessuno dei tre ho trovato quel qualcosa che mi lasciasse dentro qualcosa, un "segno" nel cuore.

Cominciamo da Torgiano, in Umbria. L'ho visitato il primo giorno, prima di arrivare a Perugia. Prima di entrare nel paese antico, siamo andati dalla parte opposta, verso un torrione "di guardia" al paese stesso. I torrioni hanno un fascino particolare, si prestano a tante foto da diverse angolature.
Torgiano: torrione di controllo
V'era, poco dopo, una piccola chiesetta che, però, non abbiamo visitato. Torniamo indietro, verso il paese. Passiamo la piazza dove abbiamo lasciato la macchina, davanti il campanile di una piccola chiesetta che si vede una volta passate le mura.
Torgiano: il campanile
Il centro del paese è veramente piccolo, almeno la parte che sembra essere di stampo medievale. Le strade erano deserte. Una cosa che mi ha colpita sono stati gli affreschi trovati sui muri esterni degli edifici.
Torgiano: mura con affresco
Prima di tornare, delussissimi, alla macchina, siamo entrati a dare un'occhiata ad una piccolissima chiesetta del paese. Carina, devo ammetterlo, nella sua estrema semplicità
Torgiano: interno di cheisetta
Come vi dicevo, non ci ha colpiti molto come posto e, quindi, la nostra visita è durata davvero pochissimo!
Passiamo, quindi, a Matelica, piccolo borgo marchigiano. Sicuramente è più carina di Torgiano e i piccoli scorci da osservare sono un po' di più. Si trova posto, con un po' di fatica, nei vicoletti del centro storico. Noi lo abbiamo trovato vicino la chiesa di San Francesco ed alla Loggia degli Ottoni.
Matelica: Loggetta Ottoni
Arriviamo alla piazza principale del paese, dove si trova una fontana con alcune statue simpatiche e particolari
Matelica: la fontana della piazza principale
Continuando la passeggiata passeggiando lungo le bancarelle del mercato di paese. Notiamo, tra le bancarelle, una teca messa a protezione di un mosaico che si trova al di sotto del livello stradale: molto interessante, anche se non abbiamo trovato informazioni riguardanti questo mosaico (come, ad esempio, l'epoca in cui è stato realizzato).
Matelica:
Interessante è la Basilica, per un particolare specifico: la base del campanile si trova dentro la chiesa ed è visibile quando lo si visita. Questa cosa mi ha colpita, visto che non è un fatto usuale e "normale" (almeno per me)
Matelica: il campanile visto dall'interno
L'ultimo borgo di cui vi parlo, per concludere il racconto della settimana, è San Ginesio. Anche questo è un borgo che, per quanto bello, alla fine non mi è piaciuto: come gli altri due non è riuscito ad emozionarmi, a lasciarmi "un segno" addosso.
Come gli altri borghi, anche San Ginesio è circondato da mura di cinta. A quanto pare, in certi punti di queste difese ancora possenti, i rampicanti fanno da padroni :)
San Ginesio: edera lungo le mura
Certo, anche San Ginesio offre qualche scorcio particolare e carino, forse grazie ai suoi palazzi costruiti tutti in mattoni dalla sfumatura particolare. Offre anche scorci dietro cui si nascondono i panorami marchigiani, quei panorami che tanto mi hanno colpita durante la permanenza in questa regione che conosco davvero (molto) poco.
San Ginesio: mura e porta d'ingresso al paese
Sarà stato complice il tempo sempre grigio ed uggioso, pronto ad esplodere con un temporale da fine del mondo, ma il paese era praticamente vuoto... A parte noi non girava nessuno :( Però, devo ammettere che la piazza principale del paese è riuscita, a modo suo, a lasciarmi una buona impressione (macchine parcheggiate in mezzo a parte, ma a quanto pare questo è un vizio dei borghi e dei paesini). Mi ha colpita la "doppia" facciata della chiesa, costruita per metà in un modo e per l'altra metà in un altro
San Ginesio: la chiesa in piazza principale

Vi lascio un altro paio di foto, senza esagerare.. In questo post ne ho già messe molte :)
San Ginesio
San Ginesio: il panorama marchigiano

Matelica
Matelica: riflessi

Torgiano
Torgiano: chiesetta

lunedì 26 maggio 2014

Marche: una passeggiata a Camerino

Torno a raccontarvi della mia settimana passata tra l'Umbria e le Marche raccontandovi della "sosta pranzo" a Camerino. Ci siamo fermati qui più che altro per il pranzo. Se girate in macchina come noi, vi è un parcheggio meccanizzato (custodito, con ascensori e scale mobili che vi portano fino in città), accanto a dove partono gli autobus che riportano a casa gli studenti. Il parcheggio è a pagamento, ma costa solo 1 euro l'ora: uno sforzo ancora abbordabile, vista la difficoltà di trovare parcheggio dentro il paese stesso, no?
Questo piccolo borgo marchigiano è sia nella lista delle Bandiere Arancioni del Touring Club che tra i Borghi più Belli d'Italia e ammetto che, dopo averlo visitato, ho capito perché è stato inserito in entrambe le liste.
Camerino, oltre ad essere un borgo universitario, cosa che lo rende sicuramente molto vivace in termini di presenza di persone lungo le sue stradine, ha un centro storico a pianta medievale rimasto invariato nel tempo. Su piazza Cavour affacciano alcuni degli edifici più importanti del paese, come il palazzo Arciveescovile, la statua di Sisto V e la Chiesa Cattedrale
Camerino: la piazza principale
Sempre a Piazza Cavour si trova il Palazzo Ducale, sede del polo giuridico dell'Università di Camerino: come non approfittare della terrazza che affaccia sulla vallata per ritrovarsi di fronte ad un panorama così?
Camerino: dalla terrazza della facoltà di Giurisprudenza
Girando per le strade di questo paese, come in alcuni altri piccoli borghi, si trovano piccoli particolari che diventano anche simpatici
Camerino: faccia(ta) simpatica di tufo
Una cosa che ho notato anche a Camerino, oltre che negli altri borghi marchigiani che ho visitato, è l'altissima presenza di fiori. Vasi fuori dalle porte delle case, lungo le strade fuori dai ristoranti e, comunque, lungo le strade anche se non ci sono case e/o negozi da "abbellire". Questa è una cosa che mi piace molto: sicuramente i fiori colorati aiutano ad abbellire ancora di più
Camerino: finestra fiorita
L'ultima tappa prima di mangiare e poi rimetterci in viaggio è stata la Chiesa di San Filippo.
Camerino: chiesa e sole
Mentre facevamo foto e riprese all'esterno, una signora gentilissima ci ha detto che all'interno di questa chiesa si trova la "Madonna e San Filippo" di Giambattista Tiepolo. Ho scoperto che questa è l'unica opera del pittore veneto presente nel Centro-Italia
Camerino: chiesa

Ovviamente non ci vuole chissà quanto per girare tutto il paese... Se avessimo avuto più tempo avremmo visto sicuramente più cose: sarà sicuramente un buon motivo per ritornarci non appena sarà possibile, ovviamente! Vi lascio altre foto scattate a Camerino

Camerino: la piazza principale

Camerino: facoltà di Giurisprudenza

Camerino: vicolo della città

Camerino: fontanella

Camerino: chiesa

martedì 20 maggio 2014

Umbria: una gita a Corciano

Corciano è uno di quei piccoli borghi che ti lasciano senza parole, di cui ti "innamori" e che difficilmente ti dimenticherai. Il punto informazioni si trova fuori dalle mura del paese, in un piazzale vicino (o forse dovrei dire "sotto") ad un piccolo parcheggio per le macchine, è ben fornito di mappe ed informazioni e vi si trova un plastico che rende bene l'idea di come il paese è costruito e strutturato
IMG_7469
Le mura di questo piccolo borgo Bandiera Arancione (e nella lista dei Borghi più Belli d'Italia), costruite in mattoni dalla leggera sfumatura rosata e spezzate dalle porte d'entrata, rendono già l'idea di cosa ci aspetta dall'altra parte delle mura stesse.
Una delle entrate del paese
I panorami umbri (come, anche, quelli toscani), con me, hanno vittoria facile soprattutto quando "spuntano" da dietro un angolo del paese e sono da questo in un qualche modo "incorniciati". I panorami umbri hanno, di bello, il loro verde di varie sfumature che si estende all'infinito, puntellato di alberi ed uliveti.
Angolo di panorama
Una costante di Corciano, come di alcuni altri borghi, è la presenza di fiori di vario genere. Tanti fiori, lungo diversi dei vicoli del paese. Fiori che "fanno allegria" colorando le strade ed il paese
Alcuni dei tanti fiori del paese
Le case del paese, come accade sempre (o quasi) in questi piccoli borghi, creano dei piccoli angoli che non hanno grandi attrazioni: la vera attrazione sono proprio questi piccoli angoli che sopravvivono nel tempo e vengono ancora vissuti dagli abitanti del paese
Angolo di Corciano
In questi piccoli paesi non vi sono grandi attrazioni, grandi musei da visitare. La grande "mostra" è la vita del luogo, contornata da chiese, chiesette e campanili che si stagliano verso il cielo e risultano imponenti, nonostante siano delle "semplici chiese e campanili di paese".
La chiesa ed il suo campanile
Il passato del paese, la sua nascita ed evoluzione, è, poi, proprio lì, in bella vista: ad esempio, nell'alto Medioevo a Corciano c'erano solo un castello, una chiesa e questa torre che si intravede tra i rami di questa vite. L'ho scoperto grazie ad una delle tante piccole targhe esplicative che si trovano in tutto il paese: poche parole per spiegare tanto.
Viti e torrioni
Non credo ci siano molte parole per descrivere Corciano e la sua bellezza. Vi lascio, quindi, qualche altra foto ed il link al set su flickr: le foto, spesso, rendono meglio di migliaia di parole.
(P.S. se volete seguirmi durante i miei viaggi, e anche oggi e domani a Firenze,potete seguirmi su instagram, la pagina fan, twitter e google+)
Vicolo "a scalinata"

Casetta di Corciano

Piccolo scorcio di corciano

mercoledì 14 maggio 2014

Umbria: una passeggiata a Bevagna

Sono arrivata lunedì in Umbria e oggi, prima di spostarmi nelle Marche (nel tardo pomeriggio/serata), vi parlo di Bevagna, un piccolo borgo medievale (ri)costruito su una città romana del I secolo d.C., inserito tra i Borghi più Belli d'Italia e tra le Bandiere Arancioni del Touring Club. Vi anticipo già che vi racconterò in un post a parte della mia visita alla "Casa di Cecco il Mercante": istruttiva, con una guida molto preparata e che mi ha insegnato davvero tante cose interessanti e che già mi sono appuntata per non dimenticarle!
Finalmente, girando per le strade e stradine di questo borgo, ho capito come sono i vicoli "veri"... Stretti, strettissimi.. Anzi, più che strettissimi: ci si passa solo se si cammina di profilo!
Bevagna: un vicolo vero!
Più passeggiavo, più notavo una quantità incredibile di fiori che ornavano le strade ed i balconi delle case
Bevagna: i fiori del paese
Come tanti sono i fiori, tanti sono anche i rampicanti che salgono lungo le mura esterne dei palazzi di questo borgo. I palazzi sono spettacolari, con la loro struttura di mattoni, i rampicanti sono quel "di più", quel qualcosa di speciale che li rende ancora più unici
Bevagna: palazzi in fiore
Archi che "tengono a distanza" i palazzi e si stagliano contro il cielo: in una giornata che mostra un cielo azzurro, il loro profilo è ancora più netto
Bevagna: archi da distanza
I piccoli borghi medievali mi piacciono proprio per come si mostrano, con i loro palazzi in mattoni rossi e/o pietra che restano impassibili al passare del tempo
Bevagna: paesaggio urbano medievali
Ho scoperto, durante questa mattinata, che Bevagna era, anticamente, un importante porto fluviale: da qui passa il Clitunno e portare le merci via fiume fino a Roma era più economico e veloce del portarle via terra. Mi ha colpito molto questo punto in cui, una volta, sorgevano dei mulini ed era stata creata una zona per le lavandaie che avevano panni da lavare.
Bevagna: dove sorgevano i mulini

Se volete seguirmi in questi altri giorni di viaggio, vi ricordo la pagina fan, l'account instagram e l'account google+. Su flickr trovate già il set con tutte le foto della città e per chiudere il post ve ne lascio alcune di quelle che preferisco

Bevagna: la torre

Bevagna: palazzo diroccato

Bevagna: antico carretto

Bevagna: scorcio di piazza

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