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giovedì 8 gennaio 2015

Terre di Siena: La via francigena

Passeggiata lungo la via Franicgena Oggi, con questo nuovo post, vi porto ancora in Val D'Orcia. Vi porto lungo la via Francigena, percorsa dai pellegrini per arrivare a Roma. Inizialmente il programma prevedeva un percorso di (soli) 2 chilometri da Località Casa al Cotica verso Radicofani, lungo il tracciato che costeggia la strada provinciale e che è stato messo in sicurezza ultimamente. Alla fine, però, di chilometri ne abbiamo percorsi 4 arrivando a piedi (e non col pulmino) fino a Radicofani e credo sia stata la scelta migliore, addentrandoci così anche per le verdi colline. Ma andiamo con ordine, che è meglio.
Passeggiata lungo la via FranicgenaPartiamo intorno alle 9:30 del mattino, immersi nella nebbia.. Cominciamo, quindi, il tratto messo in sicurezza, costeggiando la statale, e lavoriamo di fantasia per immaginarci il panorama che ci circondava in quel momento (certo, non è la stessa cosa, ma dovevamo aspettare che la nebbia si alzasse per poter vedere le campagne toscane).
Probabilmente qualcuno si starà chiedendo, ora: ma se costeggia una strada provinciale, lungo cui le macchine passano a velocità sostenuta, come fa ad essere "in sicurezza"? La spiegazione è breve: prima della messa in sicurezza, per percorrere la francigena i pellegrini dovevano camminare direttamente sulla strada provinciale, con un maggiore pericolo di incidenti, mentre ora si può camminare lungo un tracciato che passa accanto la provinciale, con maggiore sicurezza per i pellegrini (se poi proprio avete paura, basta prendere anche un po' di precauzioni, come per esempio una giacca catarifrangente perché sia più facile per gli automobilisti vedervi).
Passeggiata lungo la via Francigena Comunque... Ci inoltriamo per  i boschi toscani seguendo sempre il percorso dei pellegrini. Il monte Amiata inizia a fare capolino tra la nebbia che, col passare della mattinata, si stava diradando ed anche l'aria si riscalda, così la nostra camminata diventa ancora più piacevole! Non parlo di trekking, ma di passeggiata, per un motivo molto semplice: è un percorso molto facile da seguire, quasi una semplice passeggiata in collina ed è, quindi, un percorso adatto davvero a tutti! Se vi piace camminare, volete provare con un "trekking facilissimo", allora andate! Ricordatevi magari le scarpe da trekking però, o scarpe adatte a lunghe camminate (da ginnastica vanno bene uguale, tenete solo conto che, se ha piovuto prima della vostra passeggiata, potrebbero riempirsi di fango). Non ci vuole molto tempo per coprire questo tratto di strada, circa un'ora e mezza (minuto più minuto meno), anche se ovviamente molto dipende anche dal la velocità vostro passo.
Come ho fatto altre volte, non mi dilungo troppo a raccontarvi a parole la strada, il panorama e gli incontri con cavalli, greggi e cani pastore: vi lascio poche altre foto scattate durante la passeggiata, sperando che questi luoghi possano incantare anche voi come hanno incantato me.
Se avete (meno di) 5 minuti, trovate su youtube il video del blogtour :)
Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

lunedì 5 gennaio 2015

Terre di Siena: alla scoperta di Radicofani

Radicofani, in Val D'Orcia, è uno di quei piccoli borghi che ti rubano un pezzetto di cuore quando li visiti e ti restano impressi a lungo nella memoria al ritorno a casa.
Radicofani: vie del paese Siamo arrivato intorno alle 11, forse anche un po' dopo, in questo borgo Bandiera Arancione. La nebbia e l'umidità, la mattina presto, avevano fatto da padrone lasciando le strade inumidite e l'aria abbastanza fresca. Le stradine strette hanno un'aura quasi magica, data dai palazzi in pietra ai lati delle stesse, e conducono il visitatore alla scoperta del borgo, dei suoi monumenti e della sua storia.
Certo, il paese è piccolo e le cose da vedere non sono poi tantissime, ma non per questo Radicofani "stanca" i suoi visitatori: ci sono anche storie interessanti che arrivano dal suo passato e vale la pena scoprirle e ricordarle.
Radicofani: Chiesa di Santo Stefano Il nostro giro lo cominciamo dalla Chiesa di San Pietro. Non è grandissima, ovvio per un piccolo paesino, semi nascosta nel centro storico del paese.
Al suo interno sono molto interessanti i vari dossali in terracotta policroma invetriata, tecnica adoperata dalla famiglia dei Della Robbia. Due si trovano nelle navate laterali e l'atro si trova sull'altare maggiore ed è stato attribuito a Benedetto e Santi Buglioni discepoli di Andrea Della Robbia.
Da quello che ho potuto capire, questa tecnica è molto importante nell'arte (religiosa) ed è un tratto distintivo della Toscana e credo, quindi, che sia decisamente importante fare una tappa ad ammirare questi gioielli dell'arte. Vi ci vorrà poco tempo per girarla tutta ed ancora meno per rimanerne estasiati ed entusiasti!
Radicofani: chiesa di Sant'Agata Proprio "di fronte" la Chiesa di Santo Stefano si trova un'altra piccola chiesa del paese, la Chiesa di Sant'Agata. Se possibile, questa è più piccola della chiesa precedente, ad unica navata, ma ugualmente bella (anzi, forse anche di più!). Seppur piccola, questa chiesa racconta davvero tanto della storia del paese, della Val d'Orcia e della Toscana e questo è l'aspetto che più mi ha colpita perché questi posti che racchiudono la storia di un luogo mi hanno sempre colpita: quello che racconta credo sia l'aspetto più importante di un luogo d'interesse turistico e culturale! Ad ornare l'altare maggiore troviamo una "Robbiana", raffigurante la madonna col bambino e i Santi Francesco, Elisabetta d'Ungheria, Cristina di Bolsena (o Orsola) e Lorenzo, realizzata da Andrea Della Robbia all'incirca nel '500. Si, devo ammetterlo: non mi ricordavo tutti i rappresentati in quest'opera e sono dovuta ricorrere all'"aiuto da casa", ovvero wikipedia.
 Sant'Agata, già patrona di Catania (se non erro), è patrona (anche) di Radicofani ed è la santa protettrice dai terremoti: proprio per questo motivo gli abitanti della zona (soggetta a terremoti) si rivolsero a Sant'Agata chiedendo protezione contro questi eventi.
Radicofani: Ghino di Tacco Come vi dicevo all'inizio, Radicofani ha tanto da raccontare e (anche) da qui passa la storia di Ghino di Tacco, esponente di una famiglia nobile senese che, insieme al padre al fratello ed allo zio, si dava al brigantaggio ("autorizzato")nei dintorni di Siena.  Ghino fece l'errore di occupare il castello di Torrita di Siena, e dopo qualche problema (incendio al castello e ferimento di un esponente della nobiltà), la famiglia venne condannata e padre e zio vennero impiccati. Si diede nuovamente al brigantaggio qualche anno dopo, dopo aver occupato la rocca di Radicofani. Ghino faceva il brigante lungo la via francigena, derubando i viaggiatori più ricchi, senza portar loro via tutti gli averi ed offrendo loro un banchetto, mentre lasciava passare senza infastidirli i poveri e gli studenti. Da questo suo comportamento nacque la sua nomea di "Roobin Hood italiano". Dante lo cita nella Divina Commedia, tra i personaggi del sesto canto del Purgatorio: lo cita quando parla del giurista Benincasa da Laterina (l'Aretin), giureconsulto a Bologna, poi giudice del podestà di Siena, ucciso da un fiero Ghino di Tacco.
« Quiv'era l'Aretin che da le braccia
fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte »
(Dante, Purgatorio VI, vv. 13-14).
Trovate la statua di Ghino di Tacco in piazza Ghino di Tacco, da cui c'è  anche una bellissima vista sulla valle circostante (sapete no che io sono una grande amante dei panorami toscani!).
Radicofani: la posta Concludo segnalandovi questo edificio all'ingresso del paese: si tratta dell'edificio della Posta, fatto costruire dalla famiglia De' Medici all'incirca nella seconda metà del XVI secolo. Si trova lungo l'antica via francigena e vi venivano ospitati i pellegrini che necessitavano di fermarsi (per la notte). Qui si fermarono personaggi illustri del passato, come Dikens e Montaigne.

Mi fermo qua, come promesso, con il racconto di questo paesino. Se volete gustarvi tutte le foto scattate in questo fine settimana toscano, le trovate nell'album dedicato al blogtour in Terre di Siena. Se preferite, potete sempre guardarvi il video, un po' più lungo rispetto al mio solito, ma volevo essere il più esaustiva possibile nel raccontarvi questo weekend!

martedì 30 dicembre 2014

Una sera a Bagno Vignoni

Oggi voglio raccontarvi della visita a Bagno Vignoni fatta durante il blogtour #terredisiena il Val d'Orcia. Si tratta di un famosissimo centro termale toscano dove, secondo il censimento del 2001, durante l'anno vivono solo 30 persone. Ovviamente, terme a parte, c'è pochissimo altro per vivere questo luogo e proprio per questo credo sia un posto dall'atmosfera decisamente rilassante (mi piacerebbe tornarci per testare questo aspetto).
Bagno Vignoni: la famosa vasca termale
Siamo arrivati a Bagno Vignoni quando il sole era già calato, quindi l'area degli antichi mulini, purtroppo, non siamo riusciti ad ammirarla "come si deve" (questo vuol dire che ho un ulteriore motivo per tornare qui a Bagno Vignoni).
L'immagine simbolo che tutti conosciamo ed abbiamo visto almeno una volta girando su internet è la vasca centrale avvolta dal vapore che nasce dall'incontro tra l'acqua calda della vasca (sgorga alla temperatura di 49°!!!) e l'aria fresca: l'atmosfera è quasi magica e viene voglia di buttarsi nella vasca e rilassarsi (peccato che ci sia il divieto di balneazione e, quindi, non si possa fare). Intorno alle terme c'è quello che definirei un "piccolo borgo" davvero carino e che è possibile scoprire in pochi minuti di passeggiata.
Scorcio di Bagno Vignoni
Nel borgo si trovano davvero poche cose: una libreria, un'erboristeria, l'hotel le terme, un bar ed un ristorante. Gli edifici del borgo sono tutti in pietra fanno da padroni e, se possibile, rendono l'atmosfera ancora più particolare.  Ci vuole poco a girare tutto "il borgo" e scoprire i suoi angoli più nascosti, quindi prendetevela con tranquillità perché è proprio il posto dove non c'è necessità di affannarsi per paura di dimenticare qualcosa che, invece, andava assolutamente visto prima di andare via per tornare a casa o di andare da qualche altra parte per concludere la giornata in giro per la Toscana. Dopo il nostro giro per il paese andiamo a visitare l'impianto termale dell'hotel le terme.  L'edificio nacque come casa vacanze estiva di Papa Pio II Piccolomini e si affaccia sulla Vasca d’acqua termale  simbolo di Bagno Vignoni.
Bagno Vignoni: la vista dalla terrazza dell'hotelL'edificio, dal 1977, è della famiglia Banchetti che ci ha accolto con molto calore per portarci in giro per l'area termale e della SPA.
-- Ho ovviamente evitato di fare foto nella zona delle vasche dove la gente si stava rilassando, quindi non ho foto da mostrarvi di piscine e sale massaggi --
L'ambiente è bello e rilassante, dovrei provarlo per averne la conferma (ovviamente). Ci affacciamo dalla terrazza superiore, nonostante il buio, prima di tornare giù per andare a mangiare al ristorante La Terrazza che fa sempre parte dell'hotel e offre prodotti molto buoni (le marmellate fatte da loro sono uno spettacolo! Ho avuto modo di provare quella d'arancia perché ce ne hanno regalato un barattolo).
Vi lascio con qualche altra foto scattata durante questa passeggiata, a cominciare da quella del salotto dell'hotel, l'unica stanza rimasta uguale dopo la ristrutturazione dell'edificio!
Bagno Vignoni: Salottino dell' hotel le terme

Bagno Vignoni: la famosa vasca termale


Bagno Vignoni: hotel Le Terme


Scorcio di Bagno Vignoni

Scorcio di Bagno Vignoni


sabato 27 dicembre 2014

Un fine settimana in #terredisiena

Oggi, con questo "video-post" voglio introdurvi e raccontarvi il fine settimana passato in Val d'Orcia, per prender parte al blogtour in #terredisiena. Proprio perché vuole essere un post introduttivo, cercherò di essere breve, così che possiate subito godervi il video (e poi, in questi prossimi giorni, arriveranno i dettagli ed i racconti dei luoghi visitati) .
Arriviamo a Chianciano Terme venerdì 19 e ci trasferiamo subito all'agriturismo "La Selvella" dove abbiamo cenato e dormito. Sabato 20 partiamo alle 9:30 del mattino per percorrere 4 km della Via Francigena fino ad arrivare a Radicofani, un paesino davvero molto carino. Qui abbiamo visitato la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di Sant'Agata ed abbiamo potuto scoprire la storia di Ghino di Tacco (prima brigante "autorizzato" dei dintorni di Siena, poi "fuggitivo" proprio a Radicofani). Dopo pranzo andiamo a San Quirico d'Orcia, passiamo davanti la Chiesa di Santa Maria Assunta e l'Ospedale della Scala prima di visitare gli Horti Leonini, la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta e, dopo esserci goduti il tramonto, anche Palazzo Chigi. Ci "trasferiamo" quindi a Bagno Vignoni dove, secondo il censimento del 2001, vivono solo 30 persone. Qui visitiamo lo stabilimento termale Hotel Le Terme e ceniamo al Ristorante la Terrazza (fa parte sempre dell'Hotel Le Terme). Domenica 21 passiamo la mattinata alle terme Theia e concludiamo il blogtour pranzando al ristorante l'Assassino di Chianciano.

[Se volete sapere qualcosa in più sulla mattinata di domenica passata alle terme, potete scoprirlo leggendo questo post sulle terme Theia che ho scritto per il blog di Simonetta, che ancora ringrazio per avermi dato la possibilità di vivere questi luoghi al suo posto. Nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti]

venerdì 23 maggio 2014

A Firenze per Freeppie

Come sapete se mi seguite sui social (facebook, twitter ed instagram), martedì e mercoledì (20 e 21 maggio) sono stata a Firenze. Ci sono stata per partecipare ad un evento/blogtour organizzato dai ragazzi che hanno realizzato un'app che a me, lo ammetto, ha intrigato da subito: freeppie; il blogtour serviva proprio per presentare l'applicazione.
Kit per i blogger
Freeppie è un'idea nuova,direi molto interessante: si tratta di un network che vuole "mettere d’accordo viaggiatori e albergatori". Ma come? L'idea è quella di permettere agli utenti di viaggiare gratis condividendo la loro esperienza in tempo reale ed agli albergatori ed ai proprietari di strutture come bar e ristoranti di inserire camere e tavoli invenduti sulla piattaforma così che gli utenti le possano prenotare e poi recensire live.
Riprendendo proprio quello che dicono i ragazzi per descrivere l'app, Freeppie permette ai proprietari delle strutture di "rigenerare una produzione invenduta in pubblicità social" (tutti sappiamo quanto il social/web 2.0 incida, ad oggi, sulla nostra attenzione verso determinate strutture meglio recensite, piuttosto che verso delle altre), mentre i viaggiatori guadagnano punti condividendo la loro esperienza. Gli utenti, quindi, vengono remunerati quando condividono la loro esperienza: più condividi, più accumuli punti, più offerte potrai prenotare, tra quelle caricate sulla piattaforma.
Una volta scaricata l'app, gli utenti dovranno fare il login attraverso facebook e avranno un tempo limitato per completare la loro review istantanea. Il login con facebook permette la sicurezza della "reale esistenza" della persona e la recensione è istantane in quanto si ha un tempo limitato per poterla completare. E, inoltre, la geolocalizzazione permette di esser sicuri che l'utente non faccia una recensione senza mai esseri mosso da casa sua a migliaia di chilometri dalla struttura che vuole recensire (al contrario di altri siti): per fare il check in devi essere in un raggio di 300 metri dal luogo scelto.

Torniamo al blogtour a Firenze. Io sono arrivata abbastanza presto, alle 15:30, con inizio ufficiale della due giorni alle 20:30 con la cena di presentazione. Quindi avevo decisamente diverso tempo per potermi godere la stanza (fantastica) e Firenze. Essendo vicina a Roma, Firenze l'ho vista già varie volte (l'ultima volta a febbraio 2012, quando sono andata a visitare il corridoio vasariano) e, comunque, la città continua sempre a stupirmi con i suoi angoli, scorci e diverse prospettive
la camera d'hotel
Giri per Firenze a parte, alle 20:30 ci ritroviamo tutti davanti al tavolo della cena e i ragazzi di freeppie ci danno il benvenuto e ci raccontano un po' la storia dell'app.
Alla cena di presentazione

Per farla breve, dopo andiamo a brindare e fare baldoria. Ora inizio a farla breve ed arrivo al momento clou del blogtour: mercoledì mattina alle 9:30 appuntamento nella hall dell'albergo dove alloggiavamo (Plaza Hotel Lucchesi) per le ultime istruzioni, per dividerci in gruppi e per iniziare, quindi, la parte fondamentale: la caccia al tesoro, utilizzando proprio freeppie! Divisi in tre gruppi dovevamo seguire gli indizi sparpagliati per la città. Ho scoperto tante piccole cose e posti, come l'Amblè: un piccolo bar-bistrot che vende anche arredamento.
Amblè: una tappa della caccia al tesoro
La fine della caccia al tesoro? ore 12:30 davanti al ristorante, in piazza Santo Spirito (sempre se arrivavi a trovare tutti gli indizi). Dopo il pranzo è ora di proclamare i vincitori, ma i premi ci sono per tutti.. In punti da poter utilizzare su freeppie ovviamente!
"premio di consolazione"
Finito il pranzo e consegnati i premi, ci salutiamo perchè ci si divide tra chi ha il treno tardi e chi va via subito. Prima di chiudere il post condivido con voi la foto fatta la sera di martedì, prima di spostarci dal tavolo della cena quello del locale in centro a Firenze per continuare la serata (presa dalla pagina fan ufficiale di freeppie)
Tutti insieme per la foto di gruppo

Se sono riuscita a farvi incuriosire e volete scaricare l'app (è gratuita), la potete trovare sull'itunes store per i dispositivi IOS e su Google Play per i dispositivi android

Vi lascio, a conclusione, questa intervista a Federica Frau, Product Manger di Freeppie, fatta a BTO 2013 (condivisa su Booking blog)


---AGGIORNAMENTO DELLE 12:30---
Nell'ultimo scambio di mail, di poco fa, Benedetta (project manager di freeppie) mi ha inviato altri due link interessanti per chi vuole saperne di più:
questo è un video uscito su Repubblica.it ed è una presentazione fatta circa un mese fa a Matera

E questa è un'intervista fatta da Urbano Brini, uno dei tre fondatori di freeppie, proprio ieri durante una conferenza stampa di presentazione dell'app

mercoledì 28 agosto 2013

#scopricourmayeur: tre giorni tra le montagne

Sono rientrata lunedì 26 agosto dal blogtour a Courmayeur (ve lo avevo presentato in questo post, prima di partire) e oggi ve ne parlo in maniera più approfondita e vi mostro, finalmente, qualche foto in più rispetto a quelle caricate nei giorni scorsi sui social. Era la mia prima volta in Valle d'Aosta e ne sono rimasta affascinata: come mi giravo, vedevo intorno a me le montagne e sembrava quasi di poterle toccare con un dito! Da Roma ci ho messo all'incirca 8 ore, tra treno e pullman, per arrivare a Courmayeur.

Era anche la prima volta che facevo trekking e probabilmente io stessa non pensavo di arrivare fino alla fine... Invece ci sono riuscita, anche se poi le gambe mi han fatto male per 3 giorni :)

Iniziamo la serata con Sara, Alessandra e Silvia (anzi, tardo pomeriggio: erano circa le 18) con una degustazione di vino al festival delle nuove vie (al Jardin de l'Ange). Quindi ceniamo e andiamo nuovamente al festival per il concerto di Paola Turci, dove si riunisce tutto il gruppo di blogger. Rapida "riunione - presentazione" al Caffè della posta e poi tutti a nanna: ci attende una lunga camminata!

Appuntamento, la mattina dopo, alle 9. Conosciamo Hélène, la nostra guida, e col pulmino arriviamo al punto di inizio del nostro trekking: in 1h e 40' arriviamo al Rifugio Bertone. Prima di dedicarci al pranzo, esploriamo i dintorni del rifugio, ascoltiamo un po' di storia del Monte Bianco e facciamo amicizia con un asinello che aveva voglia di carezze!
Ci dedichiamo, quindi, ad un pranzo da favola, non credo ci siano parole per descrivere la bontà di quello che ci hanno servito!!!

Inizia a piovere, ma noi non ci scoraggiamo e aspettiamo fino al momento giusto per ripartire. Ci immergiamo di nuovo nella natura, nel verde tra le montagne valdostane anche se il tempo è un po' ingrato e le nuvole ci nascondono i monti. Arriviamo, dopo circa due ore di cammino, al Rifugio Bonatti, ci cambiamo e ci fermiamo distrutti dalla camminata. La serata prevede cena e pernottamento qui, perciò, dopo una bella doccia ci sistemiamo nella "sala da pranzo/sala comune" finchè non viene servita la cena. Anche stavolta, decisamente un pasto meritevole di menzione!
Il coprifuoco è alle 22, quindi tutti in dormitorio a dormire: ce lo meritiamo visto il lungo cammino che abbiamo portato a termine!

La mattina dopo, nonostante le facce un po' addormentate facciamo colazione e ci rimettiamo in marcia ammirando come si deve il paesaggio che ci circonda (grazie al tempo che stavolta è stato migliore): dopo la doccia al centro sportivo, ci aspetta il pranzo al Rifugio Maison Vieille con sindaco, vicesindaco e un folto gruppo di personalità di Courmayeur. Dopo l'aperitivo facciamo amicizia con un pony e dopo aver mangiato ascoltiamo suonare gli Orange, con intervento di due oche che, con molta tranquillità, stavano in mezzo alla gente.
Purtroppo arriva l'ora di tornare a Courmayeur perchè il blogtour è giunto alla fine... Certi panorami, però, non li dimentichi solo perché il tour è finito: te li porti indietro, con la promessa, prima o poi, di ritornare in quei luoghi!

nebbia e neve sui monti

una finestra sui monti

il verde dei boschi alpini

un nuovo amico

e poi lui, ditro l'angolo, ci sbarra la strada

La forza della natura: torrente tra le montagne

E, infine, la foto di gruppo presa da twitter: mi ricordate con quale cellulare è stata scattata? Quello di Silvia? Comunque grazie a chi l'ha postata!!!

Una foto di gruppo ("rubata su twitter")

martedì 20 agosto 2013

#scopriCourmayeur: blog tour di fine agosto




Dal 23 al 25 agosto sarò a Courmayeur per un blogtour dedicato alla scoperta di Courmayeur ed al trekking (con tappe in alcuni rifugi). La prima sera ci sarà il concerto di Paola Turci e i due giorni successivi li passeremo all'insegna del trekking. Ci fermeremo in tre Rifugi diversi: il Rifugio Bertone, il Rifugio Bonatti e il Rifugio Maison Vieille. Ma non voglio anticiparvi assolutamente niente di più!
Vi ricordo che potete seguirmi su Facebook, twitter e instagram (@consigli_per_viaggiare).
L'hashtag ufficiale sarà #scopriCourmayeur.


domenica 30 giugno 2013

Pisa: l'orto botanico

Quando sono andata a Pisa per il Pisa[insta]blogtour, sono arrivata in città con un giorno d'anticipo e ho deciso di passare il tempo andando all'orto botanico (biglietto intero 2,5 euro, ridotto 1,5 euro). Ovviamente non è grandissimo e lo si può girare in un'oretta e con le sue zone d'ombra mi ha riparata dal caldo che c'era a Pisa.. una mano santa!
Visto anche il prezzo decisamente accessibile, il fatto che, appunto, può essere un riparo dal sole e dal caldo, e vista anche la sua vicinanza a Piazza dei miracoli, direi che è un posto da tenere in considerazione durante un viaggio a Pisa.
Io, con questo post, ve lo racconto con qualche foto ed un arcobaleno!

Orto botanico: tra le foglie, il sole

Orto botanico: fiori

Orto botanico: fiori

Orto botanico: scorci

Orto botanico: fiori

Orto botanico:

Orto botanico:

Se ancora non mi seguite sui vari Social, vi ricordo che mi trovate su instagram (@consigli_per_viaggiare),su facebook & twitter

sabato 29 giugno 2013

Pisa [insta]blogtour: il racconto

Dopo essere partita dalla fine ed avervi parlato dell'#instawalk, oggi vi parlo del resto del blogtour a Pisa, cercando di essere il più breve e precisa possibile :)

Io sono arrivata il giovedi ed il blogtour è iniziato ufficialmente il venerdi mattina: sono andata insieme ad alcuni componenti del gruppo ed Andrea Romanelli alla conferenza stampa di presentazione della 58esima regata storica delle repubbliche marinare (in comune) e il pomeriggio siamo andati a fare una bella gita in battello sull'Arno ammirando tutti i palazzi di Pisa importanti e che si affacciano sul fiume, fino ad arrivare a Bocca d'Arno dove abbiamo fotografato fino allo sfinimento i retoni.
La sera a cena abbiamo mangiato tante cose buone (alla fine di questo tour ero strapiena per quanto ho mangiato... Però che buone le cose che ci anno fatto assaggiare!!!).
Il sabato ci ritroviamo alle 9:30 davanti al palazzo del comune per andare, da li, al museo degli Strumenti del Calcolo e poi al museo di Palazzo Reale. Si fa ora di pranzo e andiamo a mangiare (pranzo di pesce: non avete idea di che bontà ci hanno dato!).
Inizia quindi il pomeriggio di tour per la città: uno a piedi, uno in bicicletta (utilizzando il servizio di bike sharing "CicloPI") e uno gastronomico; divisi in tre gruppi diversi, con altrettante guide, ci siamo addentrati per la città per scoprirne tante cose: il palazzo blu, le Logge di Banchi, la Chiesa del Santo Sepolcro (a pianta ottagonale), il giardino scotto con le sue mura e l'area giochi (dove anche noi ci siamo divertiti), passando per i cibi tipici(ad esempio la cecìna), il vino, il cioccolato e una degustazione di gelato alla gelateria "De' Coltelli" (una bontà unica!). La sera, l'ultima di questo blogtour, l'abbiamo passata alla serata di beneficenza "Pisa[4]children" al centro SMS (Centro espositivo San Michele degli Scalzi): il ricavato della serata è stato devoluto alla Fondazione Stella Maris.

Il pomeriggio della domenica (giorno dell'instawalk, per intenderci) c'erano, poi, la sfilata in costume e la Regata storica delle Repubbliche marinare, peccato non essere potuta rimanere... Il treno di ritorno a Roma mi aspettava...

Ovviamente concludo ringraziando Nicola ed Andrea che ci hanno accompagnati in questi giorni, insieme a tutte le altre persone che, insieme a loro due, hanno reso possibili questi giorni pisani e tutte queste attività di scoperta di questa città!

Le foto di questi miei giorni pisani le trovate su flickr, nel set dedicato.


La torre guelfa

i retoni a Bocca d'Arno

Al museo degli strumenti per calcolo

particolare di un vicolo

bagni pubblici

Affresco di Keith Haring

la cattedrale di Pisa

Serata di Beneficenza: fiaccola

Serata di Beneficenza: la seconda torre pendente


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