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martedì 7 aprile 2015

#Instapost: marzo visto da instagram

Arrivato Aprile ecco il nostro appuntamento con i (miei) viaggi visti da instagram (cosa aspettate a seguirmi? Vi lascio il link al mio account).  Parliamo del mese di marzo, iniziato con un bel fine settimana rilassante alle terme! Grazie all'ente del turismo della Provincia di Siena abbiamo passato una giornata alle terme sensoriali ed alle Terme Theia.
Le terme sensoriali: vasca interna


Terme Theia: vasca esterna

Abbiamo fatto anche una breve gita a Montepulciano: si è rivelato un paesino davvero molto carino, raggiungibile facilmente in pullman da Chianciano e girabile facilmente a piedi senza problemi.
Montepulciano: una cantina vinicola


Vicoli di Montepulciano

Mi è capitato di girare molto per Roma, scoprendone zone che ancora non conoscevo o che conoscevo solo di sfuggita. [Torre Eurosky, quartiere EUR, Roma]
Altezze

[Obelisco di piazzale Marconi, EUR, Roma]
Pioggia ed obelisco

Marzo è stato anche il mese del "viaggio dell'anno": sono tornata, con  mia madre, a  New York! La prima volta che vi andai, sempre con mia mamma, avevo 7 anni (sono passati praticamente 20 anni precisi) e tornarci è stata un'esperienza splendida. [Vi ho già parlato della mia esperienza con la New York City pass. Nelle prossime settimane vi parlerò anche di alcuni luoghi della grande mela]
New York


New York


New York


New York


New York

New York

New York

giovedì 8 gennaio 2015

Terre di Siena: La via francigena

Passeggiata lungo la via Franicgena Oggi, con questo nuovo post, vi porto ancora in Val D'Orcia. Vi porto lungo la via Francigena, percorsa dai pellegrini per arrivare a Roma. Inizialmente il programma prevedeva un percorso di (soli) 2 chilometri da Località Casa al Cotica verso Radicofani, lungo il tracciato che costeggia la strada provinciale e che è stato messo in sicurezza ultimamente. Alla fine, però, di chilometri ne abbiamo percorsi 4 arrivando a piedi (e non col pulmino) fino a Radicofani e credo sia stata la scelta migliore, addentrandoci così anche per le verdi colline. Ma andiamo con ordine, che è meglio.
Passeggiata lungo la via FranicgenaPartiamo intorno alle 9:30 del mattino, immersi nella nebbia.. Cominciamo, quindi, il tratto messo in sicurezza, costeggiando la statale, e lavoriamo di fantasia per immaginarci il panorama che ci circondava in quel momento (certo, non è la stessa cosa, ma dovevamo aspettare che la nebbia si alzasse per poter vedere le campagne toscane).
Probabilmente qualcuno si starà chiedendo, ora: ma se costeggia una strada provinciale, lungo cui le macchine passano a velocità sostenuta, come fa ad essere "in sicurezza"? La spiegazione è breve: prima della messa in sicurezza, per percorrere la francigena i pellegrini dovevano camminare direttamente sulla strada provinciale, con un maggiore pericolo di incidenti, mentre ora si può camminare lungo un tracciato che passa accanto la provinciale, con maggiore sicurezza per i pellegrini (se poi proprio avete paura, basta prendere anche un po' di precauzioni, come per esempio una giacca catarifrangente perché sia più facile per gli automobilisti vedervi).
Passeggiata lungo la via Francigena Comunque... Ci inoltriamo per  i boschi toscani seguendo sempre il percorso dei pellegrini. Il monte Amiata inizia a fare capolino tra la nebbia che, col passare della mattinata, si stava diradando ed anche l'aria si riscalda, così la nostra camminata diventa ancora più piacevole! Non parlo di trekking, ma di passeggiata, per un motivo molto semplice: è un percorso molto facile da seguire, quasi una semplice passeggiata in collina ed è, quindi, un percorso adatto davvero a tutti! Se vi piace camminare, volete provare con un "trekking facilissimo", allora andate! Ricordatevi magari le scarpe da trekking però, o scarpe adatte a lunghe camminate (da ginnastica vanno bene uguale, tenete solo conto che, se ha piovuto prima della vostra passeggiata, potrebbero riempirsi di fango). Non ci vuole molto tempo per coprire questo tratto di strada, circa un'ora e mezza (minuto più minuto meno), anche se ovviamente molto dipende anche dal la velocità vostro passo.
Come ho fatto altre volte, non mi dilungo troppo a raccontarvi a parole la strada, il panorama e gli incontri con cavalli, greggi e cani pastore: vi lascio poche altre foto scattate durante la passeggiata, sperando che questi luoghi possano incantare anche voi come hanno incantato me.
Se avete (meno di) 5 minuti, trovate su youtube il video del blogtour :)
Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

lunedì 5 gennaio 2015

Terre di Siena: alla scoperta di Radicofani

Radicofani, in Val D'Orcia, è uno di quei piccoli borghi che ti rubano un pezzetto di cuore quando li visiti e ti restano impressi a lungo nella memoria al ritorno a casa.
Radicofani: vie del paese Siamo arrivato intorno alle 11, forse anche un po' dopo, in questo borgo Bandiera Arancione. La nebbia e l'umidità, la mattina presto, avevano fatto da padrone lasciando le strade inumidite e l'aria abbastanza fresca. Le stradine strette hanno un'aura quasi magica, data dai palazzi in pietra ai lati delle stesse, e conducono il visitatore alla scoperta del borgo, dei suoi monumenti e della sua storia.
Certo, il paese è piccolo e le cose da vedere non sono poi tantissime, ma non per questo Radicofani "stanca" i suoi visitatori: ci sono anche storie interessanti che arrivano dal suo passato e vale la pena scoprirle e ricordarle.
Radicofani: Chiesa di Santo Stefano Il nostro giro lo cominciamo dalla Chiesa di San Pietro. Non è grandissima, ovvio per un piccolo paesino, semi nascosta nel centro storico del paese.
Al suo interno sono molto interessanti i vari dossali in terracotta policroma invetriata, tecnica adoperata dalla famiglia dei Della Robbia. Due si trovano nelle navate laterali e l'atro si trova sull'altare maggiore ed è stato attribuito a Benedetto e Santi Buglioni discepoli di Andrea Della Robbia.
Da quello che ho potuto capire, questa tecnica è molto importante nell'arte (religiosa) ed è un tratto distintivo della Toscana e credo, quindi, che sia decisamente importante fare una tappa ad ammirare questi gioielli dell'arte. Vi ci vorrà poco tempo per girarla tutta ed ancora meno per rimanerne estasiati ed entusiasti!
Radicofani: chiesa di Sant'Agata Proprio "di fronte" la Chiesa di Santo Stefano si trova un'altra piccola chiesa del paese, la Chiesa di Sant'Agata. Se possibile, questa è più piccola della chiesa precedente, ad unica navata, ma ugualmente bella (anzi, forse anche di più!). Seppur piccola, questa chiesa racconta davvero tanto della storia del paese, della Val d'Orcia e della Toscana e questo è l'aspetto che più mi ha colpita perché questi posti che racchiudono la storia di un luogo mi hanno sempre colpita: quello che racconta credo sia l'aspetto più importante di un luogo d'interesse turistico e culturale! Ad ornare l'altare maggiore troviamo una "Robbiana", raffigurante la madonna col bambino e i Santi Francesco, Elisabetta d'Ungheria, Cristina di Bolsena (o Orsola) e Lorenzo, realizzata da Andrea Della Robbia all'incirca nel '500. Si, devo ammetterlo: non mi ricordavo tutti i rappresentati in quest'opera e sono dovuta ricorrere all'"aiuto da casa", ovvero wikipedia.
 Sant'Agata, già patrona di Catania (se non erro), è patrona (anche) di Radicofani ed è la santa protettrice dai terremoti: proprio per questo motivo gli abitanti della zona (soggetta a terremoti) si rivolsero a Sant'Agata chiedendo protezione contro questi eventi.
Radicofani: Ghino di Tacco Come vi dicevo all'inizio, Radicofani ha tanto da raccontare e (anche) da qui passa la storia di Ghino di Tacco, esponente di una famiglia nobile senese che, insieme al padre al fratello ed allo zio, si dava al brigantaggio ("autorizzato")nei dintorni di Siena.  Ghino fece l'errore di occupare il castello di Torrita di Siena, e dopo qualche problema (incendio al castello e ferimento di un esponente della nobiltà), la famiglia venne condannata e padre e zio vennero impiccati. Si diede nuovamente al brigantaggio qualche anno dopo, dopo aver occupato la rocca di Radicofani. Ghino faceva il brigante lungo la via francigena, derubando i viaggiatori più ricchi, senza portar loro via tutti gli averi ed offrendo loro un banchetto, mentre lasciava passare senza infastidirli i poveri e gli studenti. Da questo suo comportamento nacque la sua nomea di "Roobin Hood italiano". Dante lo cita nella Divina Commedia, tra i personaggi del sesto canto del Purgatorio: lo cita quando parla del giurista Benincasa da Laterina (l'Aretin), giureconsulto a Bologna, poi giudice del podestà di Siena, ucciso da un fiero Ghino di Tacco.
« Quiv'era l'Aretin che da le braccia
fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte »
(Dante, Purgatorio VI, vv. 13-14).
Trovate la statua di Ghino di Tacco in piazza Ghino di Tacco, da cui c'è  anche una bellissima vista sulla valle circostante (sapete no che io sono una grande amante dei panorami toscani!).
Radicofani: la posta Concludo segnalandovi questo edificio all'ingresso del paese: si tratta dell'edificio della Posta, fatto costruire dalla famiglia De' Medici all'incirca nella seconda metà del XVI secolo. Si trova lungo l'antica via francigena e vi venivano ospitati i pellegrini che necessitavano di fermarsi (per la notte). Qui si fermarono personaggi illustri del passato, come Dikens e Montaigne.

Mi fermo qua, come promesso, con il racconto di questo paesino. Se volete gustarvi tutte le foto scattate in questo fine settimana toscano, le trovate nell'album dedicato al blogtour in Terre di Siena. Se preferite, potete sempre guardarvi il video, un po' più lungo rispetto al mio solito, ma volevo essere il più esaustiva possibile nel raccontarvi questo weekend!

martedì 30 dicembre 2014

Una sera a Bagno Vignoni

Oggi voglio raccontarvi della visita a Bagno Vignoni fatta durante il blogtour #terredisiena il Val d'Orcia. Si tratta di un famosissimo centro termale toscano dove, secondo il censimento del 2001, durante l'anno vivono solo 30 persone. Ovviamente, terme a parte, c'è pochissimo altro per vivere questo luogo e proprio per questo credo sia un posto dall'atmosfera decisamente rilassante (mi piacerebbe tornarci per testare questo aspetto).
Bagno Vignoni: la famosa vasca termale
Siamo arrivati a Bagno Vignoni quando il sole era già calato, quindi l'area degli antichi mulini, purtroppo, non siamo riusciti ad ammirarla "come si deve" (questo vuol dire che ho un ulteriore motivo per tornare qui a Bagno Vignoni).
L'immagine simbolo che tutti conosciamo ed abbiamo visto almeno una volta girando su internet è la vasca centrale avvolta dal vapore che nasce dall'incontro tra l'acqua calda della vasca (sgorga alla temperatura di 49°!!!) e l'aria fresca: l'atmosfera è quasi magica e viene voglia di buttarsi nella vasca e rilassarsi (peccato che ci sia il divieto di balneazione e, quindi, non si possa fare). Intorno alle terme c'è quello che definirei un "piccolo borgo" davvero carino e che è possibile scoprire in pochi minuti di passeggiata.
Scorcio di Bagno Vignoni
Nel borgo si trovano davvero poche cose: una libreria, un'erboristeria, l'hotel le terme, un bar ed un ristorante. Gli edifici del borgo sono tutti in pietra fanno da padroni e, se possibile, rendono l'atmosfera ancora più particolare.  Ci vuole poco a girare tutto "il borgo" e scoprire i suoi angoli più nascosti, quindi prendetevela con tranquillità perché è proprio il posto dove non c'è necessità di affannarsi per paura di dimenticare qualcosa che, invece, andava assolutamente visto prima di andare via per tornare a casa o di andare da qualche altra parte per concludere la giornata in giro per la Toscana. Dopo il nostro giro per il paese andiamo a visitare l'impianto termale dell'hotel le terme.  L'edificio nacque come casa vacanze estiva di Papa Pio II Piccolomini e si affaccia sulla Vasca d’acqua termale  simbolo di Bagno Vignoni.
Bagno Vignoni: la vista dalla terrazza dell'hotelL'edificio, dal 1977, è della famiglia Banchetti che ci ha accolto con molto calore per portarci in giro per l'area termale e della SPA.
-- Ho ovviamente evitato di fare foto nella zona delle vasche dove la gente si stava rilassando, quindi non ho foto da mostrarvi di piscine e sale massaggi --
L'ambiente è bello e rilassante, dovrei provarlo per averne la conferma (ovviamente). Ci affacciamo dalla terrazza superiore, nonostante il buio, prima di tornare giù per andare a mangiare al ristorante La Terrazza che fa sempre parte dell'hotel e offre prodotti molto buoni (le marmellate fatte da loro sono uno spettacolo! Ho avuto modo di provare quella d'arancia perché ce ne hanno regalato un barattolo).
Vi lascio con qualche altra foto scattata durante questa passeggiata, a cominciare da quella del salotto dell'hotel, l'unica stanza rimasta uguale dopo la ristrutturazione dell'edificio!
Bagno Vignoni: Salottino dell' hotel le terme

Bagno Vignoni: la famosa vasca termale


Bagno Vignoni: hotel Le Terme


Scorcio di Bagno Vignoni

Scorcio di Bagno Vignoni


sabato 27 dicembre 2014

Un fine settimana in #terredisiena

Oggi, con questo "video-post" voglio introdurvi e raccontarvi il fine settimana passato in Val d'Orcia, per prender parte al blogtour in #terredisiena. Proprio perché vuole essere un post introduttivo, cercherò di essere breve, così che possiate subito godervi il video (e poi, in questi prossimi giorni, arriveranno i dettagli ed i racconti dei luoghi visitati) .
Arriviamo a Chianciano Terme venerdì 19 e ci trasferiamo subito all'agriturismo "La Selvella" dove abbiamo cenato e dormito. Sabato 20 partiamo alle 9:30 del mattino per percorrere 4 km della Via Francigena fino ad arrivare a Radicofani, un paesino davvero molto carino. Qui abbiamo visitato la Chiesa di San Pietro e la Chiesa di Sant'Agata ed abbiamo potuto scoprire la storia di Ghino di Tacco (prima brigante "autorizzato" dei dintorni di Siena, poi "fuggitivo" proprio a Radicofani). Dopo pranzo andiamo a San Quirico d'Orcia, passiamo davanti la Chiesa di Santa Maria Assunta e l'Ospedale della Scala prima di visitare gli Horti Leonini, la Collegiata dei Santi Quirico e Giulitta e, dopo esserci goduti il tramonto, anche Palazzo Chigi. Ci "trasferiamo" quindi a Bagno Vignoni dove, secondo il censimento del 2001, vivono solo 30 persone. Qui visitiamo lo stabilimento termale Hotel Le Terme e ceniamo al Ristorante la Terrazza (fa parte sempre dell'Hotel Le Terme). Domenica 21 passiamo la mattinata alle terme Theia e concludiamo il blogtour pranzando al ristorante l'Assassino di Chianciano.

[Se volete sapere qualcosa in più sulla mattinata di domenica passata alle terme, potete scoprirlo leggendo questo post sulle terme Theia che ho scritto per il blog di Simonetta, che ancora ringrazio per avermi dato la possibilità di vivere questi luoghi al suo posto. Nei prossimi giorni nuovi aggiornamenti]

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