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venerdì 20 marzo 2015

Una giornata a Montepulciano

Dopo tanto relax alle terme, oggi vi porto a Montepulciano. Borgo toscano famoso più che altro per il vino, lo abbiamo raggiunto comodamente in 20 minuti di pullman da Chianciano (costo: 2,5 euro a tratta; è il pullman che parte dalla stazione di Chiusi). Il paese è tutto in salita e, quindi, quando
Montepulciano: chiesasiamo arrivate alla stazione l'autista ci ha segnalato due possibilità: la prima era quella di prendere l'ascensore dall'altro lato della strada, che ci avrebbe evitato la prima parte della salita, e la seconda era un piccolo autobus che ci avrebbe portato direttamente in centro. Noi abbiamo optato per andare a piedi sia all'andata che al ritorno per 3 motivi: le distanze sono più brevi di quanto sembrano, non volevamo perderci assolutamente nulla e siamo "camminatrici seriali"!
Il centro storico è piccolino, lungo la strada incrociamo molti negozietti che vendono cibi tipici toscani e "cantine" dove non ci fermiamo seguendo il consiglio dell'autista del pullman (ci ha suggerito di evitare le prime perché sono "per turisti" e di andare in qualcuna di quelle più centrali).
Si iniziava ad avvicinare l'ora del tramonto, la luce del sole cominciava a prendere il tipico colore "rosso tramonto toscano", l'atmosfera era resa ancora più particolare, e noi ci siamo sbrigate ad arrivare "nel punto più centrale del centro" per godercelo con questa luce.
Influisce molto sulla bellezza del borgo anche l'uso della pietra per costruire i palazzi, come accade in moltissimi borghi del centro Italia (questo uso della pietra a vista mi è sempre piaciuto e mi ha sempre colpita ogni volta che sono capitata in uno di questi piccoli borghi).  Chiese e vicoli si susseguono accompagnando la nostra passeggiata per questo paesino sconosciuto (vino a parte) ad entrambe.
Montepulciano: la Cattedrale Arriviamo così fino alla piazza principale dove si trova la Cattedrale di Montepulciano: come mi era già accaduto in altri borghi italiani, anche in questo caso sono rimasta colpita dalla grandezza della cattedrale... Per essere il paese così piccolo, la cattedrale è davvero molto grande (e la piazza, che già non è grandissima, sembra ancora più piccola al suo cospetto).
Dopo qualche foto sul pozzo dall'altro lato della piazza (ne trovate una foto su flickr, io intanto vado avanti col racconto), con la luce del tramonto che diventa sempre più forte e il sole che si abbassa sempre più, continuiamo il nostro giro prima che diventi buio e, quindi, non si riesca a vedere più nulla del paese e del panorama che lo circonda:
Montepulciano: paese e valle
infatti non resistiamo ad allungarci appena fuori le mura, proprio per affacciarci sulla vallata che circonda il paese e ci troviamo davanti ad un panorama che, personalmente,  mi ha colpita (si lo so... Lo dico sempre, per tutti i panorami di cui vi parlo qui sul blog).
Panorami a parte, continuiamo il nostro giro per evitare di ritrovarci a concluderlo col buio e riuscire, quindi a goderci ancora qualcosa di questo borgo che per entrambe era una novità tra le mete italiane da visitare.
Montepulciano: cantina De' Redi
Cominciamo anche a guardarci intorno per trovare qualche cantina da visitare: l'autista del pullman, lo stesso che ci aveva consigliato di visitare una di quelle più centrali e meno turistiche, ci aveva detto che, le cantine possono scendere fino a 80 metri sotto il livello della strada! Questo aspetto ci aveva incuriosite ancora di più al riguardo. Arriviamo all'entrata della cantina "Del Redi" (in via Ricci) e abbiamo sceso tante di quelle scale che pensavamo di essere finite chissà dove :D  La struttura mi ha colpita molto per la sua grandezza nonostante la profondità (provando ad immaginarla prima di vederla ero andata molto lontana dalla realtà); le botti che conservano il vino colpiscono per la loro grandezza, soprattutto se ai visitatori non è mai capitato di visitare una cantina.
Se volete fare foto armatevi di santa pazienza e molta stabilità: anche se i visitatori sono pochi, tutti vogliono scattare una foto e gli spazi sono non molto illuminati (se avete con voi un cavalletto ricordate sempre che potrebbe non essere gradito il suo utilizzo). A visitare tutta la struttura ci abbiamo messo circa 20 minuti, un po' rallentate dal fare le foto e un gruppetto di amici che, anche loro, volevano fare qualche foto (ed erano anche un po' lenti nel farle).  Alla fine della visita c'è anche la possibilità, da quello che abbiamo visto, di assaggiare i loro prodotti! Però, avendo noi intenzione di fare un aperitivo in attesa del pullman per tornare a Chianciano (abbiamo preso quello delle 19:40, l'ultimo disponibile), non abbiamo preso nulla e non so quindi dirvi, sinceramente, se valga la pena anche assaggiare qualcosa oltre a visitare la cantina (e questo ve lo straconsiglio! perché è una cosa molto particolare da vedere).
Montepulciano: camino fumante

martedì 3 febbraio 2015

#Instapost: il mio gennaio visto da instagram

A gennaio non ho fatto viaggi, ho passato solo una notte a Bologna, quindi su instagram ho semplicemente ripercorso i viaggi dei mesi passati aggiungendo qualche foto scattata in giro per Roma (città che offre sempre qualcosa di bello e particolare da fotografare). Ammetto che non è stato semplice sceglierle, ciascuna foto condivisa mi ricordava qualcosa (di positivo) di quel viaggio.
Lo spettacolo del Tower bridge di sera
Ripartiamo da Londra, ovviamente! Città che mi piace molto, dove c'è sempre qualcosa da scoprire anche se già la si è visitata mille volte.

Greenwich, Londra: i mappamondi del National marittime museum

"panorama" dall'Orbit, Londra

Chianciano Terme, auguri di nataleChianciano Terme, vista per pochi minuti prima di andare alle terme, si è rivelata un posto carino e pieno di storia. magari da rivisitare in una giornata senza nebbia. Intanto mi accontento di questi auguri di gioioso natale :)

Porto Ercole: vista del porto
La maremma toscana mi è sempre piaciuta tanto. Erano anni che non mettevo piede a Porto Ercole e mi dispiace aver fatto passare così tanto tempo prima di ritornarci: è sempre un posto incantevole e che merita una visita (anche se breve).

Luci di natale, Roma
Roma è sempre Roma. Ci sono sempre tantissime cose da visitare e da apprezzare. Anche un semplice tramonto o le decorazioni di natale di un centro commerciale diventano qualcosa che ti colpisce e ti fa anche sorridere.

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Lungo il raccordo, verso l'aeroporto di Ciampino


"disegni d'architettura" a Roma


Le torri di Bologna
Bologna l'ho visitata spesso, ma ho capito solo quest'anno quante cose ancora mi mancano da visitare. Pensavo, ormai, di conoscerla (quasi) bene, ma non è così. Devo tornarci ancora e scoprire cose nuove della "città dei portici"!

Lisbona: street art per il 25 aprile
Lisbona è una città che mi ha colpita sotto diversi aspetti. Tra questi c'è anche la sua street art. in particolare sono sorprendentemente toccanti e bella i disegni dedicati al 25 aprile, giorno della liberazione dalla dittatura.

mercoledì 14 gennaio 2015

Toscana: una giornata tra Porto Ercole e l'Argentario

La zona della maremma toscana mi è sempre piaciuta, fin da quando passavo una parte delle mie vacanze a Capalbio. Il 26 dicembre ho deciso di passare la mattinata e di pranzare in buona compagnia a Porto Ercole, inserito proprio nel 2014 tra i borghi più belli d'Italia (cosa che ho scoperto quasi per caso).
Scorci del porto
Porto Ercole è uno dei due maggiori abitati che costituiscono il comune di Monte Argentario (si, fa comune! l'altro abitato è Porto Santo Stefano). Da Roma ci vogliono circa due ore (forse poco di più) per arrivare fino qui, ma io le ho sempre fatte volentieri, forse con la complicità dei ricordi di quando, questo viaggio, lo facevo da piccola per andare in vacanza! Aspettavo sempre di vedere il mare sbucare da dietro una curva perché per me era il segno che, ormai, eravamo a metà del viaggio circa e, da piccola più che mai, adoravo il mare e passare le mie vacanza a mollo!(certo, da piccola sopportavo anche meglio due ore e passa seduta in macchina).
Angoli del portoLa gente in giro è poca, in fondo era pur sempre il 26 dicembre ed erano ancora tutti impegnati con pranzi vari per le feste di natale. La giornata era decisamente bella, la giornata perfetta per fare foto e provare i nuovi filtri per la macchina fotografica, che sono stati il regalo principale che ho ricevuto questo natale.
Arriviamo al piccolissimo porto, dove il tempo scorre lento tra chi si ferma al bar, chi passeggia con i bambini ed il cane e chi siede su una panchina per godersi il sole prima di andare a pranzo. In certi momenti l'atmosfera era quasi surreale per quanto era tutto tranquillo e lento nello scorrere! Fosse stato per me, probabilmente, sarei rimasta lì.
Il porto ed il paese Il paese vero e proprio si sviluppa all'interno e lungo i promontori che, intorno al monte argentario, si allungano in mare. Noi ci siamo tenuti nella parte del porto: l'intenzione era quella di fare una passeggiata in tranquillità senza strafare per vedere di tutto e di più, godendoci il mare ed il paese che incornicia il piccolo porto.
So che in periodo natalizio c'è un presepe vivente che si snoda per le strade del centro storico e, da quello che dicono, è molto bello da vedere.. Questa volta non sono riuscita a vederlo, ma la prossima volta che ricapiterò in zona in periodo natalizio voglio assolutamente riuscire a vedere anche questo.
Presepe marinaro
Molto carino è il presepe che abbiamo trovato al porto: molto semplice, realizzato (anche) con reti da pesca e "nascosto" dalle barche ancorate in attesa dei loro proprietari. Ci ha incuriositi tutti, tutti i passanti si fermavano sorridenti ad osservarlo. Io ne sono rimasta piacevolmente colpita (non me lo aspettavo un presepe così). A pranzo ci siamo fermati alla trattoria La Sirena (Via Caravaggio, 87) dove abbiamo fatto il pieno di pesce! All'inizio ero un po' scettica, era l'unico ristorante, nei dintorni del porto, che abbiamo visto aperto e la cosa non mi ha fatto pensare benissimo (devo ammetterlo). Però, in fin dei conti, con 25 euro a testa abbiamo mangiato decisamente bene (abbiamo preso due antipasti, un primo ed un secondo di pesce).
Sosta a Porto Santo Stefano Se siete in zona non potete saltare una passeggiata (anche in macchina se non volete azzardarvi a farlo a piedi) per le strade del Monte Argentario! Da una parte il verde, le case (bellissime) nascoste dalla natura e dall'altra il mare. Ogni volta che passavo (e passo ancora) di qua mi soffermo a guardare le case che incrociamo e provo ad immaginare come saranno all'interno e chissà chi ci vive (certe volte mi vengono dei film quasi da oscar, lo ammetto). Quando si avvicina l'ora del tramonto la vista è sempre più bella, i tramonti toscani sono sempre particolari e di un rosso vivo che non si dimentica, ve lo assicuro!
Dal Monte Argentario Ci soffermiamo ad osservare l'Isola del Giglio da una piazzola lungo la strada, facciamo qualche foto (per fortuna la zona si presta molto alle fotografie) e poi ci rimettiamo in moto per tornare verso casa.
Lungo la strada del ritorno ci tiene compagnia un tramonto bellissimo (l'ho detto no che i tramonti toscani non si dimenticano!!?) ed io mi sono ripromessa di tornare in maremma un po' più spesso, che sia per vacanza o per una semplice giornata di festa passata fuori città!
Tramonto lungo l'autostrada

giovedì 8 gennaio 2015

Terre di Siena: La via francigena

Passeggiata lungo la via Franicgena Oggi, con questo nuovo post, vi porto ancora in Val D'Orcia. Vi porto lungo la via Francigena, percorsa dai pellegrini per arrivare a Roma. Inizialmente il programma prevedeva un percorso di (soli) 2 chilometri da Località Casa al Cotica verso Radicofani, lungo il tracciato che costeggia la strada provinciale e che è stato messo in sicurezza ultimamente. Alla fine, però, di chilometri ne abbiamo percorsi 4 arrivando a piedi (e non col pulmino) fino a Radicofani e credo sia stata la scelta migliore, addentrandoci così anche per le verdi colline. Ma andiamo con ordine, che è meglio.
Passeggiata lungo la via FranicgenaPartiamo intorno alle 9:30 del mattino, immersi nella nebbia.. Cominciamo, quindi, il tratto messo in sicurezza, costeggiando la statale, e lavoriamo di fantasia per immaginarci il panorama che ci circondava in quel momento (certo, non è la stessa cosa, ma dovevamo aspettare che la nebbia si alzasse per poter vedere le campagne toscane).
Probabilmente qualcuno si starà chiedendo, ora: ma se costeggia una strada provinciale, lungo cui le macchine passano a velocità sostenuta, come fa ad essere "in sicurezza"? La spiegazione è breve: prima della messa in sicurezza, per percorrere la francigena i pellegrini dovevano camminare direttamente sulla strada provinciale, con un maggiore pericolo di incidenti, mentre ora si può camminare lungo un tracciato che passa accanto la provinciale, con maggiore sicurezza per i pellegrini (se poi proprio avete paura, basta prendere anche un po' di precauzioni, come per esempio una giacca catarifrangente perché sia più facile per gli automobilisti vedervi).
Passeggiata lungo la via Francigena Comunque... Ci inoltriamo per  i boschi toscani seguendo sempre il percorso dei pellegrini. Il monte Amiata inizia a fare capolino tra la nebbia che, col passare della mattinata, si stava diradando ed anche l'aria si riscalda, così la nostra camminata diventa ancora più piacevole! Non parlo di trekking, ma di passeggiata, per un motivo molto semplice: è un percorso molto facile da seguire, quasi una semplice passeggiata in collina ed è, quindi, un percorso adatto davvero a tutti! Se vi piace camminare, volete provare con un "trekking facilissimo", allora andate! Ricordatevi magari le scarpe da trekking però, o scarpe adatte a lunghe camminate (da ginnastica vanno bene uguale, tenete solo conto che, se ha piovuto prima della vostra passeggiata, potrebbero riempirsi di fango). Non ci vuole molto tempo per coprire questo tratto di strada, circa un'ora e mezza (minuto più minuto meno), anche se ovviamente molto dipende anche dal la velocità vostro passo.
Come ho fatto altre volte, non mi dilungo troppo a raccontarvi a parole la strada, il panorama e gli incontri con cavalli, greggi e cani pastore: vi lascio poche altre foto scattate durante la passeggiata, sperando che questi luoghi possano incantare anche voi come hanno incantato me.
Se avete (meno di) 5 minuti, trovate su youtube il video del blogtour :)
Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

Passeggiata lungo la via Franicgena

lunedì 5 gennaio 2015

Terre di Siena: alla scoperta di Radicofani

Radicofani, in Val D'Orcia, è uno di quei piccoli borghi che ti rubano un pezzetto di cuore quando li visiti e ti restano impressi a lungo nella memoria al ritorno a casa.
Radicofani: vie del paese Siamo arrivato intorno alle 11, forse anche un po' dopo, in questo borgo Bandiera Arancione. La nebbia e l'umidità, la mattina presto, avevano fatto da padrone lasciando le strade inumidite e l'aria abbastanza fresca. Le stradine strette hanno un'aura quasi magica, data dai palazzi in pietra ai lati delle stesse, e conducono il visitatore alla scoperta del borgo, dei suoi monumenti e della sua storia.
Certo, il paese è piccolo e le cose da vedere non sono poi tantissime, ma non per questo Radicofani "stanca" i suoi visitatori: ci sono anche storie interessanti che arrivano dal suo passato e vale la pena scoprirle e ricordarle.
Radicofani: Chiesa di Santo Stefano Il nostro giro lo cominciamo dalla Chiesa di San Pietro. Non è grandissima, ovvio per un piccolo paesino, semi nascosta nel centro storico del paese.
Al suo interno sono molto interessanti i vari dossali in terracotta policroma invetriata, tecnica adoperata dalla famiglia dei Della Robbia. Due si trovano nelle navate laterali e l'atro si trova sull'altare maggiore ed è stato attribuito a Benedetto e Santi Buglioni discepoli di Andrea Della Robbia.
Da quello che ho potuto capire, questa tecnica è molto importante nell'arte (religiosa) ed è un tratto distintivo della Toscana e credo, quindi, che sia decisamente importante fare una tappa ad ammirare questi gioielli dell'arte. Vi ci vorrà poco tempo per girarla tutta ed ancora meno per rimanerne estasiati ed entusiasti!
Radicofani: chiesa di Sant'Agata Proprio "di fronte" la Chiesa di Santo Stefano si trova un'altra piccola chiesa del paese, la Chiesa di Sant'Agata. Se possibile, questa è più piccola della chiesa precedente, ad unica navata, ma ugualmente bella (anzi, forse anche di più!). Seppur piccola, questa chiesa racconta davvero tanto della storia del paese, della Val d'Orcia e della Toscana e questo è l'aspetto che più mi ha colpita perché questi posti che racchiudono la storia di un luogo mi hanno sempre colpita: quello che racconta credo sia l'aspetto più importante di un luogo d'interesse turistico e culturale! Ad ornare l'altare maggiore troviamo una "Robbiana", raffigurante la madonna col bambino e i Santi Francesco, Elisabetta d'Ungheria, Cristina di Bolsena (o Orsola) e Lorenzo, realizzata da Andrea Della Robbia all'incirca nel '500. Si, devo ammetterlo: non mi ricordavo tutti i rappresentati in quest'opera e sono dovuta ricorrere all'"aiuto da casa", ovvero wikipedia.
 Sant'Agata, già patrona di Catania (se non erro), è patrona (anche) di Radicofani ed è la santa protettrice dai terremoti: proprio per questo motivo gli abitanti della zona (soggetta a terremoti) si rivolsero a Sant'Agata chiedendo protezione contro questi eventi.
Radicofani: Ghino di Tacco Come vi dicevo all'inizio, Radicofani ha tanto da raccontare e (anche) da qui passa la storia di Ghino di Tacco, esponente di una famiglia nobile senese che, insieme al padre al fratello ed allo zio, si dava al brigantaggio ("autorizzato")nei dintorni di Siena.  Ghino fece l'errore di occupare il castello di Torrita di Siena, e dopo qualche problema (incendio al castello e ferimento di un esponente della nobiltà), la famiglia venne condannata e padre e zio vennero impiccati. Si diede nuovamente al brigantaggio qualche anno dopo, dopo aver occupato la rocca di Radicofani. Ghino faceva il brigante lungo la via francigena, derubando i viaggiatori più ricchi, senza portar loro via tutti gli averi ed offrendo loro un banchetto, mentre lasciava passare senza infastidirli i poveri e gli studenti. Da questo suo comportamento nacque la sua nomea di "Roobin Hood italiano". Dante lo cita nella Divina Commedia, tra i personaggi del sesto canto del Purgatorio: lo cita quando parla del giurista Benincasa da Laterina (l'Aretin), giureconsulto a Bologna, poi giudice del podestà di Siena, ucciso da un fiero Ghino di Tacco.
« Quiv'era l'Aretin che da le braccia
fiere di Ghin di Tacco ebbe la morte »
(Dante, Purgatorio VI, vv. 13-14).
Trovate la statua di Ghino di Tacco in piazza Ghino di Tacco, da cui c'è  anche una bellissima vista sulla valle circostante (sapete no che io sono una grande amante dei panorami toscani!).
Radicofani: la posta Concludo segnalandovi questo edificio all'ingresso del paese: si tratta dell'edificio della Posta, fatto costruire dalla famiglia De' Medici all'incirca nella seconda metà del XVI secolo. Si trova lungo l'antica via francigena e vi venivano ospitati i pellegrini che necessitavano di fermarsi (per la notte). Qui si fermarono personaggi illustri del passato, come Dikens e Montaigne.

Mi fermo qua, come promesso, con il racconto di questo paesino. Se volete gustarvi tutte le foto scattate in questo fine settimana toscano, le trovate nell'album dedicato al blogtour in Terre di Siena. Se preferite, potete sempre guardarvi il video, un po' più lungo rispetto al mio solito, ma volevo essere il più esaustiva possibile nel raccontarvi questo weekend!

martedì 30 dicembre 2014

Una sera a Bagno Vignoni

Oggi voglio raccontarvi della visita a Bagno Vignoni fatta durante il blogtour #terredisiena il Val d'Orcia. Si tratta di un famosissimo centro termale toscano dove, secondo il censimento del 2001, durante l'anno vivono solo 30 persone. Ovviamente, terme a parte, c'è pochissimo altro per vivere questo luogo e proprio per questo credo sia un posto dall'atmosfera decisamente rilassante (mi piacerebbe tornarci per testare questo aspetto).
Bagno Vignoni: la famosa vasca termale
Siamo arrivati a Bagno Vignoni quando il sole era già calato, quindi l'area degli antichi mulini, purtroppo, non siamo riusciti ad ammirarla "come si deve" (questo vuol dire che ho un ulteriore motivo per tornare qui a Bagno Vignoni).
L'immagine simbolo che tutti conosciamo ed abbiamo visto almeno una volta girando su internet è la vasca centrale avvolta dal vapore che nasce dall'incontro tra l'acqua calda della vasca (sgorga alla temperatura di 49°!!!) e l'aria fresca: l'atmosfera è quasi magica e viene voglia di buttarsi nella vasca e rilassarsi (peccato che ci sia il divieto di balneazione e, quindi, non si possa fare). Intorno alle terme c'è quello che definirei un "piccolo borgo" davvero carino e che è possibile scoprire in pochi minuti di passeggiata.
Scorcio di Bagno Vignoni
Nel borgo si trovano davvero poche cose: una libreria, un'erboristeria, l'hotel le terme, un bar ed un ristorante. Gli edifici del borgo sono tutti in pietra fanno da padroni e, se possibile, rendono l'atmosfera ancora più particolare.  Ci vuole poco a girare tutto "il borgo" e scoprire i suoi angoli più nascosti, quindi prendetevela con tranquillità perché è proprio il posto dove non c'è necessità di affannarsi per paura di dimenticare qualcosa che, invece, andava assolutamente visto prima di andare via per tornare a casa o di andare da qualche altra parte per concludere la giornata in giro per la Toscana. Dopo il nostro giro per il paese andiamo a visitare l'impianto termale dell'hotel le terme.  L'edificio nacque come casa vacanze estiva di Papa Pio II Piccolomini e si affaccia sulla Vasca d’acqua termale  simbolo di Bagno Vignoni.
Bagno Vignoni: la vista dalla terrazza dell'hotelL'edificio, dal 1977, è della famiglia Banchetti che ci ha accolto con molto calore per portarci in giro per l'area termale e della SPA.
-- Ho ovviamente evitato di fare foto nella zona delle vasche dove la gente si stava rilassando, quindi non ho foto da mostrarvi di piscine e sale massaggi --
L'ambiente è bello e rilassante, dovrei provarlo per averne la conferma (ovviamente). Ci affacciamo dalla terrazza superiore, nonostante il buio, prima di tornare giù per andare a mangiare al ristorante La Terrazza che fa sempre parte dell'hotel e offre prodotti molto buoni (le marmellate fatte da loro sono uno spettacolo! Ho avuto modo di provare quella d'arancia perché ce ne hanno regalato un barattolo).
Vi lascio con qualche altra foto scattata durante questa passeggiata, a cominciare da quella del salotto dell'hotel, l'unica stanza rimasta uguale dopo la ristrutturazione dell'edificio!
Bagno Vignoni: Salottino dell' hotel le terme

Bagno Vignoni: la famosa vasca termale


Bagno Vignoni: hotel Le Terme


Scorcio di Bagno Vignoni

Scorcio di Bagno Vignoni


giovedì 23 gennaio 2014

San Gimignano, terra fuori dal tempo

Eccoci qui con un altro post scritto da Valeria del blog "Italia in valigia". Oggi Valeria ci porta a San Gimignano, in Toscana: un posto che io devo ancora riuscire a visitare e spero di visitarla (molto) presto!

La Toscana, si sa, è una delle regioni più belle e antiche della nostra Penisola. E’ qui, tra i letterati del ‘300, che nasce la lingua italiana. La sua paternità si fa risalire a Dante, proprio per il fatto che il sommo poeta scrisse La Divina Commedia non in latino, la lingua corrente, bensì in dialetto toscano.
Ma chiudiamo questa piccola parentesi letteraria, per tornare al nostro viaggio. Oggi vi condurrò in un luogo fuori dal tempo, ricco di mistero e di fascino: San Gimignano, a circa 50 km da Siena.
Stiamo parlando di una città dichiarata Patrimonio Mondiale Unesco, un capolavoro architettonico circondato da mura fortificate e tagliato in due da quella che un tempo fu la Via Francigena, una tra le strade più importanti della Cristianità.
Vi consiglio di lasciare l’auto in uno dei 4 parcheggi fuori le mura, dislocati a nord e a sud del borgo e di percorrere le piccole vie rigorosamente a piedi, per non perdervi ogni dettaglio di questo incredibile scrigno d’arte e di storia.
Guest post: San Gimignano

Innanzi tutto, la cultura toscana è un tutt’uno con la cultura del buon cibo e a San Gimignano fate presto a scoprirlo. Alle botteghe storiche si alternano caratteristici ristoranti, spesso nascosti in strette viuzze. Qui, in attesa di un buon piatto di pappardelle al ragù e pìci al tartufo, potete gustare la classica bruschetta toscana chiamata “fettunta”, cioè una fetta di pane toscano impregnata (unta quindi) di olio extravergine e insaporita con aglio, sale e pomodorini, oltre a salumi toscani come la finocchiona di maiale e il salame di cinghiale.
Se siete “carnivori”, non c’è niente di meglio di una chianina o una fiorentina alla brace.
Gli amanti del buon vino apprezzeranno senza ombra di dubbio il Chianti DOC, dal colore rosso intenso e dal profumo corposo, che ben si sposa con le carni insaporite da funghi e tartufo e il Vernaccia, uno dei bianchi italiani più pregiati ed apprezzati in tutto il mondo.
Guest post: San Gimignano

Una curiosità che forse sanno in pochi: su queste colline si coltiva lo zafferano DOP, che rientra fra i prodotti tipici di San Gimignano.

Al di là della tradizione gastronomica, quello che colpisce entrando in questo antico borgo (oltre al tipico accento toscano che è sempre un piacere ascoltare) è il fatto che San Gimignano, incurante del tempo che passa, cerchi comunque di fare convivere il suo lato antico con gli aspetti inevitabili della modernità.

E infatti sorprende che un così piccolo borgo sia un vero e proprio concentrato di ricchezza e vivacità artistica. Le sue splendide torri, le chiese medievali e i palazzi oggi Patrimonio UNESCO convivono con gallerie d’arte moderna e contemporanea, musei sempre aperti, una stagione teatrale in inverno e una musicale estiva. La Stessa Università di Siena ha scelto San Gimignano come sede di un Master Universitario!

Visitate, dunque, questo borgo medievale unico al mondo e lasciatevi del tempo per raggiungere altre mete importanti ma vicine come Siena e Firenze, entrambe a circa 50 chilometri da San Gimignano o Volterra, distante meno di 30 km.
Guest post: San Gimignano

Se avete voglia, spostatevi fino a Pisa e Montalcino, che distano circa 80 km dal borgo antico.
L’accoglienza dei toscani non vi deluderà anche nella scelta dell’alloggio: potete soggiornare in ville e casali disseminati sulle colline, in caratteristici B&B in perfetto stile toscano oppure nelle raffinate dimore racchiuse nel centro storico di San Gimignano.

Guest post: San Gimignano

sabato 30 novembre 2013

Toscana: una visita a Cortona

La sosta a Cortona, dopo aver visitato Città di Castello, era un piccolo fuori programma pensato per mangiare qualcosa per pranzo.
Queste visite fuori programma sono quelle che preferisco perché sono quelle che mi stupiscono sempre più di tutte le altre (che, sicuramente, non sono da meno).
Abbiamo trovato parcheggio appena fuori dalle mura, dove si trova un parcheggio a pagamento (noi però siamo stati molto fortunati e ne abbiamo trovato uno non a pagamento), ed entriamo in città. Si tratta sempre di una città piccola che si può girare in poco tempo.
Ci incamminiamo per le strade, passiamo davanti al teatro Signorelli ed arriviamo, quindi, in piazza. Ci incantiamo davanti a tanti particolari lungo i muri e loggiati dei palazzi. Come in tutti le città grandi quanto Cortona, i vicoli che attirano l'attenzione dei visitatori sono davvero tanti e, personalmente, li trovo la cosa più bella di questi posti.
Vicoli di Cortona

Una volta arrivati al belvedere sono rimasta colpita dal fatto che, in lontananza, si vedesse il lago Trasimeno! Non dico che mi sembrava di poterlo toccare con un dito, ma non avevo realizzato di quanto Cortona fosse vicina al lago :)
in lontananza, il lago Trasimeno

La chiesa di San Domenico è piccolina e il Duomo è più piccolo di quanto mi aspettassi, anche se, ovviamente, è "di giusta grandezza" per una città grande quanto Cortona. Per pranzo ci siamo fermati ad una pizzeria a taglio vicino piazza Signorelli per poi ripartire e tornare verso casa. Se siete vicini e siete in cerca di un posto da vedere prima di rientrare a casa, Cortona è un posto che fa per voi :)
Vi lascio a qualche altra foto della città, non dimenticando di linkarvi anche il set completo su flickr.


Il Teatro Signorelli di Cortona

piazza di cortona

Stemmi

Vista del panorama
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