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mercoledì 4 giugno 2014

Tra Umbria e Marche: Torgiano, Matelica e San Ginesio

Oggi, con questo post, concludo il racconto della mia settimana passata tra l'Umbria e le Marche. Vi racconto di tre paesi diversi: Torgiano, in Umbria, Matelica e San Ginesio nelle Marche; tutti e tre nella lista dei Borghi più Belli d'Italia e San Ginesio è anche Bandiera Arancione.
Perché tre borghi, in due regioni diverse (anche se vicine), raccontati nello stesso posto? Per un motivo molto semplice, lo ammetto: tutti e tre non sono riusciti a colpirmi... In nessuno dei tre ho trovato quel qualcosa che mi lasciasse dentro qualcosa, un "segno" nel cuore.

Cominciamo da Torgiano, in Umbria. L'ho visitato il primo giorno, prima di arrivare a Perugia. Prima di entrare nel paese antico, siamo andati dalla parte opposta, verso un torrione "di guardia" al paese stesso. I torrioni hanno un fascino particolare, si prestano a tante foto da diverse angolature.
Torgiano: torrione di controllo
V'era, poco dopo, una piccola chiesetta che, però, non abbiamo visitato. Torniamo indietro, verso il paese. Passiamo la piazza dove abbiamo lasciato la macchina, davanti il campanile di una piccola chiesetta che si vede una volta passate le mura.
Torgiano: il campanile
Il centro del paese è veramente piccolo, almeno la parte che sembra essere di stampo medievale. Le strade erano deserte. Una cosa che mi ha colpita sono stati gli affreschi trovati sui muri esterni degli edifici.
Torgiano: mura con affresco
Prima di tornare, delussissimi, alla macchina, siamo entrati a dare un'occhiata ad una piccolissima chiesetta del paese. Carina, devo ammetterlo, nella sua estrema semplicità
Torgiano: interno di cheisetta
Come vi dicevo, non ci ha colpiti molto come posto e, quindi, la nostra visita è durata davvero pochissimo!
Passiamo, quindi, a Matelica, piccolo borgo marchigiano. Sicuramente è più carina di Torgiano e i piccoli scorci da osservare sono un po' di più. Si trova posto, con un po' di fatica, nei vicoletti del centro storico. Noi lo abbiamo trovato vicino la chiesa di San Francesco ed alla Loggia degli Ottoni.
Matelica: Loggetta Ottoni
Arriviamo alla piazza principale del paese, dove si trova una fontana con alcune statue simpatiche e particolari
Matelica: la fontana della piazza principale
Continuando la passeggiata passeggiando lungo le bancarelle del mercato di paese. Notiamo, tra le bancarelle, una teca messa a protezione di un mosaico che si trova al di sotto del livello stradale: molto interessante, anche se non abbiamo trovato informazioni riguardanti questo mosaico (come, ad esempio, l'epoca in cui è stato realizzato).
Matelica:
Interessante è la Basilica, per un particolare specifico: la base del campanile si trova dentro la chiesa ed è visibile quando lo si visita. Questa cosa mi ha colpita, visto che non è un fatto usuale e "normale" (almeno per me)
Matelica: il campanile visto dall'interno
L'ultimo borgo di cui vi parlo, per concludere il racconto della settimana, è San Ginesio. Anche questo è un borgo che, per quanto bello, alla fine non mi è piaciuto: come gli altri due non è riuscito ad emozionarmi, a lasciarmi "un segno" addosso.
Come gli altri borghi, anche San Ginesio è circondato da mura di cinta. A quanto pare, in certi punti di queste difese ancora possenti, i rampicanti fanno da padroni :)
San Ginesio: edera lungo le mura
Certo, anche San Ginesio offre qualche scorcio particolare e carino, forse grazie ai suoi palazzi costruiti tutti in mattoni dalla sfumatura particolare. Offre anche scorci dietro cui si nascondono i panorami marchigiani, quei panorami che tanto mi hanno colpita durante la permanenza in questa regione che conosco davvero (molto) poco.
San Ginesio: mura e porta d'ingresso al paese
Sarà stato complice il tempo sempre grigio ed uggioso, pronto ad esplodere con un temporale da fine del mondo, ma il paese era praticamente vuoto... A parte noi non girava nessuno :( Però, devo ammettere che la piazza principale del paese è riuscita, a modo suo, a lasciarmi una buona impressione (macchine parcheggiate in mezzo a parte, ma a quanto pare questo è un vizio dei borghi e dei paesini). Mi ha colpita la "doppia" facciata della chiesa, costruita per metà in un modo e per l'altra metà in un altro
San Ginesio: la chiesa in piazza principale

Vi lascio un altro paio di foto, senza esagerare.. In questo post ne ho già messe molte :)
San Ginesio
San Ginesio: il panorama marchigiano

Matelica
Matelica: riflessi

Torgiano
Torgiano: chiesetta

domenica 1 giugno 2014

#instapost: maggio visto da instagram

prima di condividere con voi l'ultimo racconto della mia settimana tra Umbria e Marche (si, manca solo l'ultimo post), volevo condividere in questo post le foto che preferisco tra quelle che ho caricato su instagram. A Maggio non ho fatto molti viaggi, anche se comunque non sono stat proprio "calma e ferma dentro casa".
Durante la mia permanenza a Mestre, per motivi di famiglia, tra fine aprile ed inizio maggio, ho scoperto una parte della riviera del Brenta, con le sue ville e villette (ed anche villoni) ed in particolare ho scoperto Dolo, piccolo paesino lungo il Brenta.
Dolo e il Brenta
Dal 24 aprile al 4 maggio si è tenuta la seconda edizione delle Invasioni Digitali. Il 4 maggio ho partecipato all'invasione al Parco degli Acquedotti: questo parco è stato, per me, una grande, grandissima, scoperta. Ci sono passata davanti per anni, svariate volte, senza considerarlo mai troppo per una eventuale visita o per un pic-nic vicino a millenni di storia.
Roma, parco degli acquedotti
Andando in giro per Roma non è difficile trovare qualcosa che riesce a colpire e ad attirare l'attenzione della gente.
Roma dal foro di Traiano
Il piccolo borgo di Bevagna, nelle Marche, è stato una grandissima scoperta... Per me questi sono quei piccoli borghi che rendono l'Italia così bella, unica e da scoprire..
Scorci di Bevagna
Come è da scoprire anche il borgo di Corciano: questa torre era uno degli unici 3 edifici che componevano il paese nell'alto Medioevo. Oggi non è chissà quanto grande, ma è proprio per questo che è un borgo unico....
Angoli di Corciano
Girando per le marche, ho scoperto che i verdi panorami di questa regione mi piacciono ancora di più di quelli umbri e toscani: verdi fino all'orizzonte, di un verde che non può non colpire gli spettatori di questo spettacolo
Panorama dall'università di Camerino
Il 20 e 21 maggio sono stata a Firenze per scoprire l'app Freeppie e mi sono divertita molto a scoprire e fotografare le opere di Clet in giro per la città
Clet in giro per Firenze
Per completare in bellezza questo maggio, anche se devo ancora inaugurare la stagione dei bagni al mare, finalmente ho quantomeno messo piede in spiaggia. Non sono andata in chissà quale posto dalle atmosfere esotiche e rilassanti, sono arrivata fino ad Ostia, ma il mare è sempre il mare, con il suo profumo di salsedine e le onde che si infrangono sugli scogli...
Ostia, il primo mare 2014
Per oggi il percorso dell'ultimo mese visto da instagram è finito e ci rivediamo ad inizio luglio per ripercorrere il mese di giugno... Però, già che ci siamo, vi ricordo i link ai vari social: Instagram (appunto), la pagina fan Facebook, Twitter e Google+

giovedì 29 maggio 2014

Marche: passeggiando per Sarnano

Sarnano è un piccolo borgo marchigiano, Bandiera Arancione e nella lista dei borghi più belli d'Italia. Questo piccolo borgo è stato l'ultima tappa della settimana passata tra Umbria e Marche, ma questo non sarà l'ultimo post (mancano 3 borghi toccati durante la settimana, ma li raggrupperò in un unico post,semplicemente perché sono tre borghi su cui non ho tantissimo da dire poiché non mi sono piaciuti molto).
Il tempo non è stato d'aiuto, le nuvole grigie ci hanno tenuto compagnia per tutta la mattina.
Sembra un paese vissuto e carino fin da subito, fin da fuori le mura che lo circondano
Sarnano: una porta delle mura
Come accade in molti borghi, non vi si trovano grandi palazzi vistosi e sfarzosi. Tutto è costruito in modo omogeneo e molto semplice ed è proprio questa semplicità che, devo ammetterlo, mi ha colpita più di tutto. Ad esempio: questo è il palazzo del comune di Sarnano... Un semplice palazzo in mattoni, identico a tutti gli altri, non si confonde solo per la "piazzetta" che si trova davanti...Il fatto che non dia nell'occhio mi piace molto.
Sarnano: palazzo del Comune
Molti vicoli sono in salita, fatti a "scaloni", con case che sembrano quasi facce sorridenti. Se non si fosse ancora capito, queste case mi piacciono tantissimo perché mi mettono tanta allegria
Sarnano:faccia(ta) di casa
Anche qui a Sarnano ci sono tantissimi fiori, di tantissimi colori, tipi e profumi, che ornano le strade e le case. Sarà che io non ho assolutamente il pollice verde, non riesco a far resistere più di un paio di mesi le piante, ma vedere questi vasi fioriti mi piace sempre tantissimo e torno sempre a casa con tantissime foto di fiori vari :)
Sarnano: i fiori che ornano il paese
In Piazza Alta si trovano gli antichi palazzi del potere (civile e religioso). Piccola e particolare, rende perfettamente l'idea di paese...
Sarnano: Piazza Alta
Sempre in Piazza Alta si trova la duecentesca Chiesa di S. Maria Assunta che ha anche una cripta che si è rivelata molto interessante.
Sarnano: Chiesa d Santa Maria in Piazza Alta
Il panorama che si vede da Sarnano? uno spettacolo molto bello. In questo viaggio ho scoperto le campagne marchigiane, dal verde particolare che ti colpisce al cuore. Certo, anche in Umbria e Toscana è pieno di panorami verdi e particolari, ma per me quelli marchigiani sono stati una vera e propria scoperta!
Sarnano: attesa con panorama
Vi lascio, come sempre, qualche altra foto scattata durante la visita al paese. Le trovate tutte, come sempre, racchiuse in un set dedicato su flickr. Vi ricordo anche, che potete seguirmi sempre su facebook, twitter ed Instagram!

Sarnano: cortili nascosti

Sarnano: vicolo del paese

Sarnano: i fiori che ornano il paese

Sarnano: una delle torri

Sarnano: vicolo del paese

lunedì 26 maggio 2014

Marche: una passeggiata a Camerino

Torno a raccontarvi della mia settimana passata tra l'Umbria e le Marche raccontandovi della "sosta pranzo" a Camerino. Ci siamo fermati qui più che altro per il pranzo. Se girate in macchina come noi, vi è un parcheggio meccanizzato (custodito, con ascensori e scale mobili che vi portano fino in città), accanto a dove partono gli autobus che riportano a casa gli studenti. Il parcheggio è a pagamento, ma costa solo 1 euro l'ora: uno sforzo ancora abbordabile, vista la difficoltà di trovare parcheggio dentro il paese stesso, no?
Questo piccolo borgo marchigiano è sia nella lista delle Bandiere Arancioni del Touring Club che tra i Borghi più Belli d'Italia e ammetto che, dopo averlo visitato, ho capito perché è stato inserito in entrambe le liste.
Camerino, oltre ad essere un borgo universitario, cosa che lo rende sicuramente molto vivace in termini di presenza di persone lungo le sue stradine, ha un centro storico a pianta medievale rimasto invariato nel tempo. Su piazza Cavour affacciano alcuni degli edifici più importanti del paese, come il palazzo Arciveescovile, la statua di Sisto V e la Chiesa Cattedrale
Camerino: la piazza principale
Sempre a Piazza Cavour si trova il Palazzo Ducale, sede del polo giuridico dell'Università di Camerino: come non approfittare della terrazza che affaccia sulla vallata per ritrovarsi di fronte ad un panorama così?
Camerino: dalla terrazza della facoltà di Giurisprudenza
Girando per le strade di questo paese, come in alcuni altri piccoli borghi, si trovano piccoli particolari che diventano anche simpatici
Camerino: faccia(ta) simpatica di tufo
Una cosa che ho notato anche a Camerino, oltre che negli altri borghi marchigiani che ho visitato, è l'altissima presenza di fiori. Vasi fuori dalle porte delle case, lungo le strade fuori dai ristoranti e, comunque, lungo le strade anche se non ci sono case e/o negozi da "abbellire". Questa è una cosa che mi piace molto: sicuramente i fiori colorati aiutano ad abbellire ancora di più
Camerino: finestra fiorita
L'ultima tappa prima di mangiare e poi rimetterci in viaggio è stata la Chiesa di San Filippo.
Camerino: chiesa e sole
Mentre facevamo foto e riprese all'esterno, una signora gentilissima ci ha detto che all'interno di questa chiesa si trova la "Madonna e San Filippo" di Giambattista Tiepolo. Ho scoperto che questa è l'unica opera del pittore veneto presente nel Centro-Italia
Camerino: chiesa

Ovviamente non ci vuole chissà quanto per girare tutto il paese... Se avessimo avuto più tempo avremmo visto sicuramente più cose: sarà sicuramente un buon motivo per ritornarci non appena sarà possibile, ovviamente! Vi lascio altre foto scattate a Camerino

Camerino: la piazza principale

Camerino: facoltà di Giurisprudenza

Camerino: vicolo della città

Camerino: fontanella

Camerino: chiesa

sabato 17 maggio 2014

Umbria: la casa di Cecco il mercante a Bevagna

Dopo avervi portato a fare un giro a Bevagna ed avervi accennato a questa "casa di Cecco il mercante", oggi ve ne parlo un po' meglio. Prima, però, vi faccio un paio di domande: Avete mai provato a pensare cosa ci ha lasciato il passato delle sue usanze ed abitudini? Avete mai pensato al nostro linguaggio, ad espressioni che usiamo spesso, e ad un eventuale legame con il linguaggio stesso, le abitudini e gli oggetti del passato? Mi domando ancora se i legami che mi sono stati spiegati durante la visita siano reali "veramente" o meno, ma sicuramente questo giro mi ha spinta a rifletterci davvero.
Ci siamo affacciati per caso ad un cancello per sbirciare e cercare di capire cosa ci fosse al di là del cancello stesso e ci si è avvicinata la guida, spiegandoci che da lì partiva una visita guidata tra l'anfiteatro romano da 10000 posti di Bevagna e le antiche case dei mercanti. Lo so, la domanda sorge spontanea soprattutto da chi Bevagna l'ha vista solo di sfuggita: un anfiteatro romano, da 10000 posti, a Bevagna? Si, esatto! Parliamo di un anfiteatro romano della grandezza del Colosseo, per intenderci. Ad oggi, girando per le strade, questo anfiteatro è invisibile, ma è esistito davvero. Nel tempo, è stato abbattuto, chiuso, soppalcato. Vi sono state costruite case e botteghe dei mercanti ed oggi lo si nota solo per l'andamento a semicerchio di strade e delle case che seguono questo andamento. Un po' come l'anfiteatro Marcello a Roma: vedete l'andamento dei muri e vi notate anche le case che vi sono state costruite.
Quando abbiamo capito che la cosa poteva essere decisamente intrigante ed interessante e che il biglietto costa solo 3 euro a persona (poco, no?) abbiamo deciso di partecipare alla visita.
All'inizio della galleria che visitiamo (una parte rimasta di una galleria dell'anfiteatro) vi sono alcune piantine ed illustrazioni che aiutano la spiegazione e la comprensione di ciò che è successo e alla fine della stessa galleria troviamo il marchingegno ad acqua che serviva per il cambio di scena durante una rappresentazione
marchingegno ad acqua per cambi di scena
Come vi dicevo all'inizio, al posto dell'anfiteatro vennero costruite, in epoca medievale, le case e le botteghe dei mercanti e, quindi, la visita prosegue proprio all'interno di una (fantomatica e ricostruita) casa di un mercante.
Partiamo con i ragionamenti di cui vi parlavo all'inizio del post, cominciando a parlare dei letti di quei tempi. Sappiamo tutti che i letti, nell'antichità, erano veramente piccolissimi, così piccoli da domandarsi come facessero a dormirci. Ecco, durante questa visita la guida ci ha spiegato una cosa: quelle case erano freddissime, perché ovviamente non esistevano i riscaldamenti, e per mantenere delle temperature adeguate si usava mettere dei panni incerati sulle finestre. Questo, però, faceva si che non "girasse l'aria" per la casa e, quindi, le persone dormivano sedute perché quella era la posizione che permetteva di consumare meno ossigeno. E, in effetti, c'è una parte del eltto che chiamiamo "testata" o "spalliera"... Il ragionamento, in effetti, fila.. Secondo voi?
il letto
Girando per questa casa si trovano tanti di quelli che erano gli oggetti che si potevano trovare nelle case medievali, tra candele, cibi, pentoloni e caminetti (che però scaldavano poco)
Oggetti di casa
Vi era, poi, la sala con la tavola imbandita e altri oggetti da tavola. Se notate, i bicchieri hanno una strana "protuberanza": la guida ci ha spiegato che serviva per non farli scivolare dalle mani (unte, sporche e scivolose) dei commensali, visto che erano, per l'epoca medievale, oggetti costosi. Proprio per il prezzo elevato che vetro e sale avevano in epoca medievale, oggi se ci cade del sale o si rompe uno specchio (fatto in vetro) si dice che avremo sfortuna.
Oggetti di casa
Vicino ad una finestra vi era un telaio, un oggetto "povero" in una casa di mercanti. Serviva, in caso di figlia in età da matrimonio, a far vedere che si "poteva offrire" una figlia con un'ottima dote ed anche con tanta pazienza: alle donne veniva insegnato a lavorare al telaio fin da piccole e dovevano avere molta pazienza per terminare il lavoro ed ascoltare le storie che venivano loro raccontate da zie, madri e nonne mentre lavoravano. Da quì il "non perdere il filo" di un discorso (se ci pensate, in effetti, una connessione c'è)
Il telaio
Una cosa che mi è piaciuta è stata la cura dei particolari, sia della casa stessa che del racconto e delle spiegazioni per i visitatori, con i tanti oggetti inseriti nel "loro" ambiente casalingo per rendere più realistico il racconto
Scarpe accanto al letto
Faccio i complimenti alla "Compagnia delle Arti", società che si occupa delle visite guidate e di mantenere la casa in buono stato. Sono riusciti, secondo me, con le persone e le parole giuste, a rendere il giro e la storia molto interessanti! Non ho trovato un loro sito web, peccato, però vi posso dire che si trovano, a Bevagna, in "via anfiteatro 9" e se volete informazioni potete mandare una mail a "compagnia.dellearti[at]libero.it"
Per concludere questo lunghissimo post vi chiedo: Voi che ne pensate di tutte queste spiegazioni e connessioni tra Medioevo e giorni nostri? Io, dopotutto, non sono così diffidente: i ragionamenti, in fondo, mi tornano tutti :)
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