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giovedì 5 marzo 2015

Una gita al parco dei mostri di Bomarzo

Il Parco dei Mostri (o Sacro Bosco di Bomarzo) si trova in provincia di Viterbo, nella zona della Tuscia viterbese (se vi serve, l'indirizzo è Località Giardino, 01020 Bomarzo VT). Non ci sono problemi a trovarlo perché la segnaletica è buona, anche se qualche cartello in più potrebbero metterlo, e c'è un ampio parcheggio per le macchine.
Parco dei Mostri: porta d'entrata
Immerso nel verde, si incontrano tante famiglie (anche con bambini piccoli) che vengono a fare una gita fuori porta il fine settimana.
Il biglietto costa 10 euro e alla cassa viene data anche una mappa con un percorso consigliato: personalmente, però, non mi sono trovata bene a seguirlo, in quanto in alcuni momenti ero convinta di essere arrivata in un certo punto del giro quando, invece, ero arrivata in un altro punto, davanti ad un altro "mostro" del parco! io stessa ho visitato la prima volta questo posto da piccola, insieme a mia mamma :)
Sono sicura, comunque, che anche chi non lo ha mai visitato conosce alcune di queste "sculture di pietra" perché sono tantissime le immagini che girano sul web.
Parco dei Mostri: Proteo Glauco
Non è possibile, all'interno,  scattare foto e girare video a scopo di lucro: so che molti, come me, vanno a Bomarzo non per scattare foto da rivendere, ma sempre meglio specificare :)
[Nota di colore: poco dopo aver passato l'edificio della biglietteria, mentre ci dirigevamo verso i "mostri", ci siamo imbattuti in tre asinelli molto simpatici e socievoli: si sono lasciati accarezzare come se ci conoscessero da sempre. Se vi capita di intravederli dal sentiero avvicinatevi anche voi: sono sicura che li lascerete con un sorriso stampato sul viso].
Se si arriva presto, diciamo entro le 10 come abbiamo fatto noi, si trovano ancora pochi visitatori e l'unico rumore che si sente è quello della natura, unito a quello delle cascate che si trovano all'interno del parco stesso.
Cominciamo la passeggiata da alcune sculture che si trovano lontano dal nucleo centrale (e più conosciuto) del parco: sono sicuramente tra le meno conosciute ed alcune sono piccole rispetto a quelle famose (forse è proprio la loro dimensione "piccola" a non averle portate alla ribalta).
Tra un mostro, un tempio, ed una "fontana" arriviamo anche a "la casa pendente" (se entrate dentro attenzione al mal di testa post visita) ed al "mostro simbolo", il mitico faccione dalla bocca spalancata che secondo me già conoscete!
Parco dei Mostri: "mostro simbolo" del parco
Da un lato guardavo divertita i bambini che, girato l'angolo, rimanevano incantati davanti a quello che, ora che sono adulta, mi sembra un "masso usato per scolpire la faccia di un mostro" che non mette nemmeno un po' di paura,  dall'altro lato sono rimasta, io per prima, stupita davanti al mostro: del sano stupore di fronte a come, crescendo, cambi tutto e non ci si stupisca (quasi) più di fronte a quelle cose che, prima, ci lasciavano a bocca aperta.
Credo sia quasi inutile spiegarvi passo per passo ogni singolo "mostro" che potete trovare nel parco perché diventerebbe un post infinito e finirei solo per annoiarvi. Sul sito del parco trovate molte spiegazioni sulla storia ed alcuni ebook. Provate a dare un'occhiata.
Vi lascio qualche altra foto, sperando di farvi venire voglia di passare qui un po' di tempo, soprattutto se non lo avete mai visto :)
[PS: Vi siete già iscritti alla newsletter? Potete farlo sia attraverso i form sul blog, uno nella barra laterale sinistra e l'altro "sotto" il post, sia dalla tab della pagina fan!
PS 2: in questo momento sono a Chianciano Terme e, con il percorso sensoriale, sto iniziando una due giorni di relax alle terme. Se volete seguirmi potete farlo sulla pagina fan, su twitter, instagram e google+].
Parco dei Mostri: tempio del Vignola


Parco dei Mostri: la fontana dei delfini


Parco dei Mostri: tartaruga


Parco dei Mostri:


Parco dei Mostri: cascata


Parco dei Mostri: asinelli

sabato 5 ottobre 2013

Viaggiando attraverso gli scorci di città

Se mi seguite (anche) sui social network (facebook, twitter ed instagram), saprete ormai che gli scorci e gli angoli particolari di paesi e città sono una cosa che mi affascina e mi piace fotografare.
Di foto di questo genere ne ho fatte davvero tantissime e scegliere quelle che preferisco è estremamente difficile, se non addirittura impossibile: comunque ci ho voluto provare lo stesso e queste sono le foto che ho selezionato:

If you follow me (also) on social networks (facebook, twitter and instagram), you will know that the hidden views of towns and cities are one thing that fascinates me and I like to photograph.
I've done really a lot of photos of this kind and pick the ones I like best is extremely difficult, if not impossible: I wanted to try anyway to select some of them and this is the result

Spello
Particolari di paese

Viterbo
Viterbo: quartiere San Pellegrino

Gubbio
le vie del paese

Santo Stefano di Sessanio
scorci di paese

Trevignano di Roma
Scorci di paese

Civita di Bagnoregio
Case e natura: rampicanti lungo i muri

Nicosia
Lefkosia: scorci di città

Budapest
Collina del castello, Buda: per scendere verso Buda

Parigi
Galleria lungo la strada, quartiere latino

giovedì 16 maggio 2013

Una gita a Viterbo

[English version]
Spesso e volentieri Viterbo non viene presa molto in considerazione per una visita turistica. In realtà, di cose da vedere ce ne sono diverse ed anche molto belle (un po' come in tutta la zona della Tuscia). Io, martedì scorso (il 14 maggio) sono andata sono andata principalmente per due motivi: la Viterbo sotterranea e il quartiere medievale di San Pellegrino. Non era la mia prima volta in questa città, ma era la prima visita "per turismo".
Si può arrivare qui in treno: i treni da Roma partono dalla stazione Ostiense e fanno molte fermate all'interno della città di Roma (trastevere, quattro venti, valle aurelia, gemelli per fare alcuni esempi)e ci impiegano circa due ore.

Io sono arrivata alla stazione di Viterbo Porta Romana poco prima delle 10: volevo principalmente andare a vedere la Viterbo sotterranea, quindi, mi dirigo verso piazza della Morte. Strano nome per una piazza: è dovuto alla "compagnia della morte" che, un tempo, gestiva le sepolture!
Li sulla piazza si trova il negozio/biglietteria/accesso alla città sotterranea: le visite partono ogni mezz'ora e il biglietto costa solo 4 euro (ad Orvieto avevo pagato 6 euro). Si possono visitare circa 150 metri di cunicoli e la guida ci ha detto che loro come "ditta privata " (scusate le virgolette, ma non mi vengono le parole adatte) hanno in gestione questa parte di Viterbo da circa un anno e stanno provando a scavare anche altre parti che possono essere scavate: purtroppo i problemi sono molti e non sempre è semplice risolverli (in primis tutto ciò che riguarda la parte burocratica della storia). La parte sotterranea di Viterbo è in tufo, come quella di Orvieto e come Pitigliano e Civita di Bagnoregio. Se siete in zona fateci un salto (il prezzo è, in fondo, ancora abbordabile).
Una volta finita la visita, non si può non andare al quartiere San Pellegrino: si tratta del quartiere medievale di Viterbo e, girando per le sue strade sembra di fare davvero un salto nel passato. Perdeteci un pochino di tempo: offre anche tantissimi scorci molto, ma molto eh, belli (soprattutto per gli amanti della fotografia).
Arrivo a Piazza San Lorenzo dove sapevo di trovare diversi edifici importanti della storia di Viterbo: il palazzo dei Papi, la Cattedrale di San Lorenzo e la Dimora di Valentino della Pagnotta (dal nome del priore che nel 1458 acquistò l'edificio); belli anche gli edifici di fronte a quest'ultimo edificio: se non sbaglio vi è la sede della curia vescovile e, salendo la scalinata ci si trova in una specie di terrazzo su Viterbo (che però non ha una grande vista: si vedono si edifici importanti, ma soprattutto la Viterbo moderna).
Presa dalla stanchezza, l'ultima tappa della mia giornata è stata piazza del Plebiscito con il palazzo del governo, il palazzo dei Priori e il sarcofago della Bella Galliana.
Ci sono molte altre cose da vedere a Viterbo, come il Duomo e le molte altre chiese che vi si trovano. Magari un giorno tornerò a vedere anche quelle.

Fontana grande

Il verde nella città.

Viterbo sotterranea

Scorcio di paese

Viterbo: quartiere San Pellegrino

La Cattedrale di San Lorenzo

Viterbo: quartiere San Pellegrino

Sede della curia vescovile

piazza San Lorenzo da una visuale diversa


mercoledì 6 giugno 2012

Lo strano modo di gestire un sito turistico italiano

Qualche giorno fa mi era balenata l'idea di tornare al parco dei mostri di Bomarzo. Pensavo di fare, ovviamente anche qualche foto (magari anche un piccolo video, ma soprattutto delle foto) da inserire ovviamente all'interno del post che avrei pubblicato. Girovagando nel loro sito, però, ho letto questo:








Al che, non sapendo come avrebbero poi potuto interpretare le foto pubblicate all'interno dell'ipotetico post (se fatte a scopo commerciale oppure no, se foto professionali oppure no), ho deciso di scrivere una mail specificando che sono una blogger di viaggi, che avrei voluto fare delle foto e dei video che poi sarebbero stati inserite nel blog e chiedendo loro se, per fare ciò, avessi dovuto chiedere l'autorizzazione scritta e,se si, come dovevo fare per fare questa richiesta. Due giorni dopo l'invio della mail mi viene risposto in questo modo:



Ovviamente leggendo la risposta sono rimasta stupita: devo pagare per fare le foto?
Posso capire che non si possano fare foto per poi usare a scopo commerciale (e, solo in quel caso, potrei anche capire che vengano chiesti dei soldi in quanto si sfrutta l'immagine del parco per un proprio scopo commerciale). Posso anche capire che serva l'autorizzazione per fare foto professionali.
Però un'affermazione di questo genere vuol dire che anche un qualsiasi turista che va a visitare il parco deve pagare per poter fare delle "semplici" foto ricordo e, a mio modesto parere, credo che questo non sia giusto.

Io ho risposto insistendo a chiedere se necessito di autorizzazione per fare foto e riprese per il blog, ma credo che potrei non ottenere alcuna risposta. A parte questo, volevo fare solo una piccola considerazione: è una cosa che è capitata solo a me o anche ad altri, magari anche a turisti ignari che, una volta arrivati li, si sono trovati di fronte alla richiesta di pagamento per fare delle foto ricordo? nel secondo caso, sarebbe giusto chiedere soldi ai turisti che vogliono solo dei ricordi delle vacanze?
Ovviamente il mio blog l'ho aperto poco più di un anno fa, quindi sono ancora una signora nessuno nel mondo dei travel blogger (sempre se mai dovessi diventare qualcuno in questo mondo), ma molto candidamente, mi chiedo anche: un ipotetico post da me scritto ,non diventerebbe pubblicità per il parco (quindi, in un certo senso, non converrebbe anche a loro?)??
Un'altra domanda che mi viene da pormi/porre è: ma tutte le foto che si trovano su internet al di fuori del sito ufficiale, sono foto scattate dopo aver pagato per poterle fare? Se cosi non fosse, da dove deriva la loro richiesta?

Un'altra piccola (e forse un pò meno innocente) domanda che mi sorge è: non è un modo strano per promuovere un sito di interesse turistico del territorio italiano?

Voi cosa ne pensate?

****AGGIORNAMENTO*****
per una giornata di fotografie chiedono 1500 euro + iva, ovvero 1815 euro (ovviamente, per entrare al parco, c'è da fare il biglietto di ingresso che costa 10 euro)



sabato 18 febbraio 2012

A zonzo per la Tuscia

Per questo post devo ringraziare Daniela Stampatori, una ragazza che fa la guida turistica proprio nella zona della Tuscia e che ha gentilmente risposto a qualche mia domanda sulla zona.

1) Cominciamo con un pò di geografia: qual'è esattamente la zona denominata "Tuscia"? ("dove si trova" insomma)
Infatti è proprio questa la domanda che mi viene rivolta più spesso da chi ha intenzione di visitare questa splendida terra, ancora troppo poco conosciuta.
Tuscia era la denominazione attribuita all'Etruria dopo la fine del dominio etrusco, invalso a partire dalla Tarda Antichità e per tutto l'Alto Medioevo: i “Tusci” erano, cioè, gli Etruschi. Oggi si può parlare di Tuscia Romana e di Tuscia Viterbese.
Attualmente il territorio di quest’ultima coincide in gran parte con la provincia di Viterbo ed è ancora oggi attraversato dalla via Francigena.
La zona è caratterizzata da due sistemi montuosi di origine vulcanica: a nord i Volsini (con il lago di Bolsena) e al centro i Cimini (con il lago di Vico). Sul fronte occidentale si estende una vasta pianura (Maremma viterbese o Maremma laziale) a ridosso della costa tirrenica. Su quello orientale i terreni digradano verso la valle del Tevere.

2) Che città/paesi comprende? tra questi, ce ne sono alcuni maggiori?
Attualmente il capoluogo della Tuscia è, ovviamente, la città di Viterbo, anche se non possiamo non menzionare quelli che furono i centri più importanti nell’antichità e che ancora oggi sono le principali mete turistiche: Tarquinia, Tuscania, Vulci (oggi nel comune di Montalto di Castro), Civita di Bagnoregio, Bolsena, Caprarola, Sutri e Nepi.

4) quali sono i posti che non bisogna assolutamente perdere?
Chi viene a visitare la Tuscia non può assolutamente non visitare le celeberrime tombe etrusche di Tarquinia o il Parco Archeologico di Vulci. Se si è particolarmente interessati al Medioevo, tappe obbligate sono Tuscania, con il suo incantevole centro storico e il Colle S. Pietro, e Viterbo, con i quartieri medievali di S. Pellegrino e Pianoscarano, rimasti pressoché immutati dal XIII secolo ad oggi.
Per chi è sempre alla ricerca dello stupore e della meraviglia, il Parco dei Mostri di Bomarzo è sicuramente il luogo ideale per una passeggiata in un mondo misterioso: uno splendido giardino popolato da statue enigmatiche che solo una guida esperta potrà (in parte) aiutare a decifrare…
Gli appassionati di storia e di intrighi troveranno sicuramente interessante la visita al Palazzo Farnese di Caprarola: un luogo che racconta le vicissitudini di una tra le più potenti famiglie del Rinascimento italiano.
Per gli amanti della natura c’è solo l’imbarazzo della scelta: diverse Riserve Naturali, come, ad esempio, quella del Lago di Vico e di Monte Rufeno, o aree dal fascino surreale, come la Valle dei Calanchi nella zona di Bagnoregio, possono essere esplorate rivolgendosi a valide guide escursionistiche.
Ricordiamoci, però, che la vacanza è anche relax! Ed allora ecco che questo territorio ci offre anche degli efficientissimi stabilimenti termali, oltre che, ovviamente, delle zone “libere” in cui godere dei benefici delle acque minerali e dei bagni caldi (le famose “pozze”).
Ma la Tuscia non offre solo paesaggi splendidi, città incantevoli e monumenti importanti: la buona cucina è un altro vanto di questo territorio e diversi sono i piatti tradizionali, tutti realizzati con i prodotti tipici della nostra terra. Dalla cacciagione (non potete perdervi le pappardelle al cinghiale!), alle zuppe (quella di ceci e castagne o l’acquacotta alla viterbese), dal pesce di lago, ai dolci a base di castagne e nocciole, le ciambelline al vino.. e, a proposito di vino, come non citare il famoso “Est! Est!! Est!!!”, il cui nome deriva da una leggenda medievale, oppure il dolcissimo Aleatico di Gradoli…

5) se io avessi due giorni per girare nella zona, che giro mi faresti fare? e se ne avessi tre?
Gli itinerari di più giorni andrebbero pianificati in base alle esigenze e alle curiosità di ognuno, ma per chi ha solo voglia di conoscere un po’ di più questo territorio e viene a visitarlo per la prima volta, proporrei un tour di due giorni in quelli che sono i luoghi più celebri della Tuscia: Tarquinia e Vulci per gli appassionati di archeologia oppure Civita di Bagnoregio, Tuscania e Viterbo per chi vuole fare un tuffo nel Medioevo. Per chi ha un giorno in più potrebbe essere interessante visitare anche i gioielli del nostro Rinascimento: Villa Lante, Palazzo Farnese a Caprarola e il Parco dei Mostri a Bomarzo.

6) qual'è la stagione migliore per girare in questi posti?
I periodi migliori per visitare questi luoghi sono la primavera e l’autunno, ma per chi vuole fare una vacanza insolita, lontano dalla folla ed in pieno relax, consiglio anche il periodo invernale che, benché freddo, offre paesaggi ancora più suggestivi e la possibilità di godere a pieno della bellezza misteriosa di questa terra ancora troppo poco conosciuta.

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