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lunedì 13 luglio 2015

Fiandre: una giornata a Bruges

Questa vacanza in giro per le Fiandre inizio a raccontarvela dalla (quasi) fine, iniziando da uno degli ultimi posti che abbiamo visitato: Bruges! Ci siamo andate solo per una giornata, partendo da Gent
La colonia di cigni
(il biglietto del treno costa 7.40€; il viaggio dura circa 40 minuti). Presa la cartina al punto informazioni (vi ho spiegato dove potete trovarlo nel post di qualche giorno fa, non vi ripeto tutto per non annoiarvi), ci avviamo verso il centro passando per il parco che si trova di fronte alla stazione e dove troviamo anche una colonia di cigni (saranno forse una quindicina, che scorrazzano, mangiano e nuotano noncuranti di noi "matti" che stiamo lì a fargli foto come se non ci fosse un domani). Bruges mi ha colpita fin da subito, più di tutte le altre città ed anche più di Gent che, tra le città che abbiamo visitato, è sicuramente quella che più le assomiglia.
Cattedrale: interni Ci fermiamo a visitare la Cattedrale del Santo Salvatore (ingresso gratuito tranne che per l'altare sacro per cui si pagano 4 euro). Ammetto che pensavo fosse più grande, visto che si parla di cattedrale, ma in effetti non avevo pensato che Bruges è decisamente piccolina e, quindi, questa non poteva essere che così. Mi è piaciuto il fatto che gli interni fossero decisamente semplici rispetto all'idea che di solito abbiamo al riguardo: pareti spoglie (non solo qui ho notato che "hanno puntato" su altro rispetto agli affreschi sulle pareti delle chiese) e tutto il resto che compone gli interni (altare, statue, organo, eccetera) è elaborato rimanendo comunque molto semplice [mica lo so se sono riuscita a spiegarmi, ma spero di si!].
Bruges dai suoi canaliCi spostiamo per una visita veloce alla chieda si Nostra signora e poi ci dirigiamo verso il centro vero e proprio, verso il Burg dove prendiamo un battello per farci un giro lungo i canali di Bruges [Il biglietto lo abbiamo pagato 8 euro e il giro dura circa 40 minuti; ci sono varie compagnie e vari punti di partenza, la durata ed il costo sono sempre, o quasi, gli stessi]. Da quelle barche che vi mostrano la città da un punto di vista leggermente diverso (e sapete quanto mi piace cambiare") si respira tutta l'atmosfera di tranquillità che pervade questa cittadina invasa da turisti, tra le sue case "a scalini" che tengono d'occhio chi passa per i canali e le strade, le persone che salutano le barche mentre queste passano sotto i ponti e molti ricambiano il saluto (alle volte risulta anche divertente).
Casa di legno
Da lontano vediamo molte cose della città, tra cui una casa in legno (se non sbaglio una delle prime della città), la Chiesa del Santo Sangue e la colonia di cigni che, all'inizio della mattinata, avevamo osservato da terra. Tutti gli animali che popolano i canali, tra cigni anatre ed altri che non saprei definire, sembrano essere (ormai) abituati al flusso di barche che passa per i canali e non fanno una piega quando queste quasi li sfiorano.
Il municipio di Bruges In sottofondo, ogni tanto, si sentono sempre i cavalli che trascinano i turisti in carrozza per un giro al trotto [non sono una grande amante delle carrozze, solitamente cerco di "ignorare" la cosa il più possibile e al massimo mi avvicino a quelle ferme per una carezza al cavallo]. Già Bruges mi piaceva "a prima vista" e devo ammettere che dopo questo giro mi è piaciuta ancora di più e stavolta vi consiglio assolutamente di farvi questo giro (il giro è all'incirca lo stesso per tutte le compagnie che offrono il servizio, può essere più lungo o più corto ma la differenza è davvero minima). Se come noi arrivate alla fine del giro che è ora di pranzo, potete andare direttamente verso la Grote Markt, la piazza principale "accanto"al burg, dove si trova il municipio di Bruges e dove si trovano moltissimi ristoranti (c'è anche "quick", una sorta di mcdonald meno pesante; comunque magari vi parlerò del dove mangiare in un post dedicato).
Ora voglio raccontarvi di Historium, una "gita" nella Bruges del '500 attraverso la storia di un giovane assistente del pittore Van Eyck [biglietto d'ingresso: 10 euro. Durata circa un'ora e mezza. Si entra dalla Grote Markt, dando le spalle al municipio il palazzo si trova alla fine della piazza sulla destra].
Historium: una giornata del 1500 All'entrata ci viene data l'audioguida
(in italiano) che, in ogni sala, ci racconta con le voci dei protagonisti la storia di alcuni luoghi importanti della città.  Le porte si aprono automaticamente alla fine di ogni scena per farvi accedere alla successiva. Alla fine del racconto potrete accedere alle sale della mostra dove ci sono anche diverse bacheche interattive che vi permetteranno di cimentarvi in un gioco anche abbastanza simpatico, riguardante proprio la storia che vi è stata appena raccontata (e che io non vi svelerò in anticipo!). Finita la mostra affacciatevi dalla terrazza panoramica, che affaccia proprio sulla piazza: non ne resterete delusi, ne sono assolutamente sicura. Vi lascio qualche foto del giro per concludere il post.
Historium: una giornata del 1500

Historium: una giornata del 1500

Historium: una giornata del 1500

Historium: una giornata del 1500

Historium: una giornata del 1500

Historium: una giornata del 1500

Historium: dalla terrazza panoramica

venerdì 10 aprile 2015

New York: una passeggiata a Central Park

Quando viaggio mi piace molto anche scoprire i parchi cittadini, scoprire come li vive la gente del luogo. Durante il mio viaggio a New York, quindi, non poteva mancare una passeggiata per i viali del parco principale della città, ovvero Central Park! L'idea era quella di seguire un percorso consigliato da una guida che ci eravamo spulciate prima di partire, ma alla fine abbiamo deciso di rifarlo a modo nostro restando però quanto più vicine al "percorso base" (parliamo pur sempre di un parco enorme ed avere un percorso "consigliato" da cui prendere spunto ci è stato sicuramente d'aiuto per ottimizzare i tempi). I colori erano, purtroppo, ancora quelli autunnali, anche se questo parco, set di molti film (arriverà anche il post al riguardo) non perde mai la sua bellezza.
Jaqueline Kennedy Onassis Reservoir
Entriamo vicino al Guggenheim Museum (sapete che i musei principali si trovano lungo il museum mile, che costeggia il parco?) ed incrociamo subito il Jaqueline Kennedy Onassis Reservoir.
Una volta, questa, era la riserva d'acqua della città (!!) ed oggi è un "semplice" laghetto di questo gigantesco parco cittadino. In quei giorni era un'immensa distesa d'acqua ghiacciata, circondata (anche se in lontananza) dai palazzoni che si trovano ai limiti di Central Park. Mi aspettavo gli alberi ancora spogli, senza foglie (anche se speravo comunque nel contrario), ma non questo spettacolo ed è stata proprio una gran bella sorpresa. Continuiamo la nostra passeggiata verso sud e vicino al MET (Metropolitan Museum of Art) troviamo un Obelisco: lo chiamano “Ago di Cleopatra”. Alto quattro piani,  venne commissionato dal faraone Tuthmosis III, intorno al 1450 avanti Cristo, per il tempio del Sole a Heliopolis [fonte di queste informazioni dettagliate: wikipedia.. Io non me le sarei mai e poi mai ricordate a memoria, soprattutto visto che ho scoperto dell'obelisco solo grazie alle cartine che si trovano sparse per Central Park: sulle guide non vi era alcun cenno al riguardo e non ero preparata con informazioni al riguardo, devo ammetterlo].
Central Park: Belvedere Castle
Costringo mamma ad andare avanti velocemente perché io, in realtà, volevo arrivare a Belvedere Castle. Un piccolo (ma non troppo) edificio in stile gotico, che ricorda molto un piccolo castello. Si tratta, a quanto pare, del punto più alto di tutto il parco: l'ingresso è gratuito ed il panorama ha il suo perché. Già che siete qui fateci un salto per capire meglio ciò che vi circonda, anche se in alcuni momenti bisogna fare un po' a botte con gli altri turisti per affacciarsi. Il segreto, anche se non sempre riesco a rispettarlo, è quello di avere pazienza perché prima o poi un buco si libera e tutti riescono a guardare il panorama da lassù.
Central Park: Bethesta fountainProseguiamo con la nostra passeggiata pensando di andare verso gli Strawberry Fields, ma alla fine proseguiamo oltre ed arriviamo fino alla Bethesda Fountain.  Troviamo la fontana ancora vuota, per la stagione non ancora bellissima, ma nonostante questo l'atmosfera era particolare: tanta gente che girovagava qui intorno, turisti che si facevano le foto e cani e padrono che facevano una passeggiata. Inizialmente, lo ammetto, ci eravamo fermate ad un'altra fontana lungo il percorso, ma ci sembrava strano potesse essere quella, nonostante la quantità di turisti ferma lì a farsi foto e selfie (noi non ci siamo proprio fermate perché "qualcosa non ci tornava): era piccola, "semplice" e non ci sembrava potesse avere le caratteristiche di una fontana da segnalare come di interesse turistico! Per fortuna che abbiamo deciso di andare avanti (nella direzione giusta!) senza troppi indugi per proseguire la nostra passeggiata. Se anche a voi dovesse capitare, andate avanti tranquillamente!
Di fronte la fontana si trova la Bethesda Terrace di cui, oltre alla lodevole bellezza architettonica, si nota l'acustica notevole. Proprio per  suo pregio, qui, potreste incontrare dei gruppi, o cantanti solisti, intenti a mettere in mostra le loro capacità musicali. Appena avrò risistemato per bene i video che ho girato durante questo viaggio caricherò, se sono venuti decentemente, le brevi clip girate quando ci siamo passate noi: abbiamo avuto la fortuna di trovare un gruppo che, vista la quantità di pubblico, ha riscosso decisamente un bel po' di successo (e credo abbiano venduto anche qualche cd!!).  Un  piccolo avvertimento utile se girate per il parco in questo periodo: visto il freddo che ancora imperversa, neve e ghiaccio non sono ancora sciolti ovunque, quindi state molto attenti a non farvi male! (no tranquilli, non voglio allarmarvi come se fosse in arrivo la fine del mondo).
Central Park: Alice nel paese delle meraviglieProseguendo la nostra passeggiata, ci rimane poco altro da vedere prima di tornare nel caos della città. Passiamo la Statua di Hans Christian Andersen, che nessuna di noi due si ricordava, per arrivare alla Statua di Alice: questa è una sorta di must per le famiglie con bambini: è divertente vedere i bambini più grandi arrampicarsi per sedersi sul fungo insieme ad Alice e quelli più piccoli che, invece, si guardano intorno con faccia dubbiosa.
Ovviamente anche stavolta, come vent'anni fa, mi sono fatta una foto vicino la statua! Noi, visto che era ormai ora di pranzo, mangiamo al self service vicino al "model boat sailing", dove, quando c'è l'acqua, navigano delle barche (modellini e non).  Se volete mangiare qua, sappiate che potreste trovare fila, ma per fortuna scorre abbastanza velocemente! L'unico "problema" potrebbe essere trovare un tavolo, visto l'affollamento! Una volta che avete ordinato dovete aspettare che venga chiamato il vostro numero d'ordine per ritirare il pranzo, ma non vi scoraggiate perché funziona tutto (abbastanza) velocemente.
Ritornando indietro arriviamo di nuovo alla Bethesda Terrace e ci incamminiamo lungo il mall. Ci divertiamo a fare qualche foto su un gigantesco cumulo di neve, passeggiamo tra i newyorkesi che passeggiano qui, e ci fermiamo anche a fare qualche foto al Carosello, anche questo set di film.
Prima di darvi appuntamento al prossimo post vi lascio un altro piccolo avvertimento: occhio agli autisti di risciò! Non sono pericolosi, se non per le vostre tasche: le corse costano ben 3 dollari al minuto! (non li troverete solo a Central Park e, alle volte, sanno essere abbastanza estenuanti nel chiedervi se volete fare un giro!).
Central Park: laghetto


Central Park: scoiattoli

Central Park: piccolo uccellino


Central Park: uno dei ponti e dei laghetti


Central Park ancora con la neve

martedì 9 dicembre 2014

Londra: una (mezza) giornata a Greenwich

Greenwich è quasi sempre una tappa obbligatoria durante un viaggio a Londra, soprattutto se è il primo viaggio in quel della capitale inglese, perché proprio qui passa il "Meridiano zero", il meridiano "di Greenwich". Ma andiamo con ordine, ci sono diverse cose da vedere prima di arrivare fino all'osservatorio, dove si trova la linea che rappresenta il famigerato meridiano!
(old) Royal Naval CollegeArrivare a Greenwich è semplice, si può scegliere tra la DLR e le imbarcazioni che svolgono funzioni di servizio pubblico lungo il Tamigi e noi, come vi ho raccontato in questo post, abbiamo scelto di utilizzare il secondo modo, nello specifico usando quello offerto dalla MBNA Thames Clipper. Il primo vero "incontro" è con l'old Royal Naval College, un insieme di edifici che accolgono i turisti facendoli sentire davvero piccoli... Almeno su di me hanno, da sempre, questo effetto!!
All'interno di questi edifici, ci sono alcune stanze visitabili anche dai turisti: la Cappella (che stavolta non ho visto) e la "Camera dipinta".
Greenwich: la "stanza dipinta" Non è difficile, alle volte, trovare qui delle classi portate in gita ed intente ad ascoltare la guida o a fare qualche attività ovviamente legata alla gita. La stanza è gigantesca ed una breve sosta credo sia quasi obbligatoria :) Non potrete che restare stupiti sia dai dipinti che dalla grandezza di questa "stanza"... Da fuori non ci si rende assolutamente conto di che cosa ci si troverà di fronte una volta varcata la soglia. La visita è gratuita: come in tutti i musei gratuiti di Londra viene chiesta una donazione spontanea (suggeriscono di 3 sterline) che se siete di braccio corto potete anche non lasciare (secondo me, però, è un peccato non lasciare niente per sostenere questo luogo splendido). Come vi ho già detto, stavolta niente visita alla cappella: volevamo visitarla dopo aver fatto "tutto il giro", quindi dopo aver visto anche il parco, l'osservatorio ed il museo navale, ma alla fine del giro siamo tornate direttamente in centro città. Ma andiamo oltre...
Il parco di Greenwich
Il parco, dall'altro lato della strada rispetto agli edifici di cui ho appena finito di parlarvi, è immerso nei colori dell'autunno. Il freddo è pungente (siamo pur sempre a Londra!), ma il panorama che si ha davanti una volta arrivati sul versante della collina ve lo farà dimenticare almeno per il tempo di fare un paio di foto: da qui si vede tutta la parte più moderna di Londra, fatta (quasi) solo da grattacieli e canali dove si trovano molte houseboat. Si riconosce, anche da così lontano, la "O2 Arena" dove si svolgono la maggior parte dei grandi eventi in città (è anche vero che è quasi impossibile non riconoscerla, anche da lontano). No, non ve lo svelerò qui il panorama... Non voglio rovinarvi la sorpresa!
Greenwich: il meridiano zero
L'ingresso all'osservatorio è gratuito con la London Pass (che fortuna, è stato inserito tra le attrazioni poco prima di questo viaggio), il biglietto intero costa 7 sterline( ci sono anche sconti, biglietti cumulativi ed ingressi gratuiti per alcuni edifici dell'area. Trovate tutto, ovviamente, nel sito ufficiale). Ed è proprio qui, all'interno del cortile dell'osservatorio, che si trova "lui", il famigerato meridiano zero di cui parlavamo ad inizio post! In realtà, trattandosi di convenzioni, il meridiano zero è "solo una linea sul pavimento e su una parte di muro"...  Però è proprio per questa convenzione che, chi è a Londra, viene a visitare Greenwich:  al primo viaggio, soprattutto con bambini, farsi la foto sul meridiano zero ha il suo perché (forse anche da adulti :D). Non vi assillo con le foto ed il racconto dettagliato dell'esposizione che si trova all'interno degli edifici intorno al meridiano, vi dico solo che facendo un giro veloce vi ho scoperto alcune cose decisamente interessanti riguardo ai vari astronomi reali che qui hanno lavorato (e sono stati "responsabili del sito"). Fatevi un giro, anche se veloce, perché credo che la troverete interessante e qualcosa di interessante la scoprirete anche voi! Anche qui, come spesso accade a Londra, ci sono bacheche interattive e video spiegazioni di vari argomenti (in particolare, ovviamente, latitudine e longitudine). Prima di continuare a girare per la zona, decidiamo di andare a pranzo. Devo ammettere che non abbiamo trovato molti pub che ci ispirassero, alla fine siamo andati in quello che ci è sembrato "meno peggio" ed è andata abbastanza bene! Forse avremmo potuto girare di più per cercare dove mangiare, ma alla fine avevamo "fretta" di continuare il nostro giro senza perdere troppo tempo e senza infilarci in strade e stradine.
Museo navale di Greenwich
La tappa successiva, prima di ritornare in centro (anche se Londra non ne ha uno vero e proprio) è il Museo Navale. L'ingresso è gratuito. C'era una mostra temporanea sull'argomento mare (ovviamente), latitudine e longitudine: abbastanza noiosa, va detto, stanze molto buie (troppo, per i miei gusti) ed infatti, dopo aver cercato di visitare con un minimo di attenzione le prime due stanze, siamo praticamente scappate a gambe levate guardando alla bene e meglio le successive!
Il museo me lo ricordavo più interessante di quello che in realtà è stato. Non che sia brutto eh, capiamoci: però non c'è un racconto, un filo logico che racconti qualcosa ai visitatori del museo stesso. Probabilmente, però, per i bambini può essere divertente da visitare, soprattutto se sono piccoli (già gli adolescente, secondo me, avrebbero difficoltà a divertirsi ed a godersi l'esposizione proprio per quello che vi dicevo poco fa).
Museo navale di Greenwich
Abbandoniamo, un po' deluse, il museo e ritorniamo verso il pier per prendere la nave che ci riporterà poi verso il centro città ed una veloce sessione di shopping londinese (vi parlerò anche di alcuni negozi dove fare shopping). Ormai è buio (a Londra in questo periodo fa buio praticamente appena dopo pranzo) e si vede poco del panorama che ci circonda ed avevamo già potuto osservare all'andata, se non le luci che segnano le figure dei palazzi e grattacieli di Londra.  Non ho fatto molte foto, stranamente, ma recupererò col video: di riprese ne ho fatte un po' di più :)
A breve inizierò a condividere con voi anche i video di questo viaggio: il tempo di montarli e caricarli sul canale!
Panorama dal Tamigi

venerdì 12 settembre 2014

Lisbona vista dall'alto

Credo che una città vista dai suoi punti più alti cambi aspetto, almeno in parte. Vi avevo già raccontato di Roma vista dall'alto ed oggi vi racconto di Lisbona.
la capitale portoghese offre molti punti da cui osservare la città dall'alto, i suoi "miradouri" (non so se il plurale sia giusto, sono andata a naso visto che il portoghese non lo parlo).
Comincio dall'Elevador de Santa Justa (chiamato anche Elevador do Carmo) e il suo miradouro. Si trova in rua de Santa Giusta. Lo si riconosce per la lunga fila di turisti in attesa e bisogna armarsi di tanta pazienza, poiché si può restare in fila anche per un'ora e più (noi abbiamo atteso per "soli" quaranta minuti). La biglietteria dovrebbe trovarsi dietro la torre dell'elevador, ma, nel caso in cui non la si trovasse (così è capitato a noi), il biglietto è possibile farlo anche a bordo della cabina e costa 3,50 euro.
Il panorama è suggestivo, sia dalla piazzola dove arriva l'ascensore sia dal miradouro in cima alla torre, a cui si accede tramite una scala a chiocciola e il biglietto costa 1,50 euro (quando salite in ascensore potete prendere il biglietto unico per entrambe le cose). La vista che si ha da lì è notevole e spazia dal centro fino al porto (fluviale) di Lisbona e ci ha permesso di farci una prima idea della città e la sua conformazione.
Elevador de Santa Giusta: Panorama
Ammetto di essere rimasta affascinata soprattutto dalla vista che si ha guardando verso il porto, forse anche grazie alla luce del tramonto.
Elevador de Santa Giusta: Panorama
Il Miradouro de Santa Luzia è probabilmente uno dei più famosi e si trova lungo il percorso del tram numero 28, che tutte le guide consigliano di prendere almeno una volta, vicino al castello (la fermata per chi vuole andarlo a visitare è proprio qui, ma ve ne parlerò prossimamente così ora possiamo andare oltre).
Miradouro de Santa Luzia: la piazza
Sarà anche stra consigliato ed uno dei più famosi punti panoramici di Lisbona, ma a me il panorama che questo miradouro offre non è piaciuta per nulla: limitata rispetto a quasi tutti gli altri (anche troppo limitata, forse), l'unica cosa che si vede bene ed in tutte le salse da qui è una (piccola) parte del porto... :(
Miradouro de Santa Luzia: Il panorama
Il Teleferico si trova nella zona del Parque das Nações (ve ne ho parlato pochi giorni fa quando vi ho raccontato la "mia" Lisbona moderna, ricordate?). Il tragitto va dall'Oceanario alla torre di Calatrava e il biglietto costa 5,90 euro per andata e ritorno. Essendo la zona molto moderna il panorama che si può ammirare è pieno di questi palazzi del XX secolo e, quindi, risulta probabilmente un po' meno affascinante (anche se sicuramente ha inciso il tempo grigio)
Teleferico di Lisbona: edifici moderni
Però si notano perfettamente alcune installazioni un po' particolari... Non trovate? :)
Teleferico di Lisbona: donne in vasca
Al Miradouro de São Pedro de Alcântara ci siamo arrivate un po' per caso, la sera in cui abbiamo deciso di andare a cena al barrio alto. Questo miradouro è più "nascosto" e rientrato rispetto agli altri e, per questo, più limitato (se questo può essere un aggettivo per un punto panoramico)
Miradouro Dom Pedro de Alcantara: panorama
Questo belvedere non mi è piaciuto, ma va sempre dato a Cesare quel che è di Cesare: è sicuramente bello il giardino che fa da cornice a questo affaccio sulla città!
Miradouro Dom Pedro de Alcantara: panorama
E ora arriviamo al punto panoramico che preferisco, il Parque Eduardo VII. Si trova all'inizio dell'avenida da libertade, alle spalle di Praça Marquês de Pombal. Lo abbiamo attraversato in minima parte, dall'entrata vicino al centro commerciale El conte Ingles fino all'affaccio sulla città
Parque Edoardo VII: particolari del parco
Si tratta di un parco leggermente in collina che offre una vista su (quasi) tutta la città: complice forse anche la luce del tardo pomeriggio, sicuramente il panorama risultava ancora più bello.
Parque Edoardo VII: la vista su Lisbona
Osservare una città dall'alto cambia il modo in cui la vediamo, soprattutto se siamo in una città che non conosciamo, e ci aiuta a farci una prima idea della città stessa: "visitarla" osservandola prima dall'alto per poi scendere e girare per le sue strade conoscendola, forse, un pochino meglio.
Nel prossimo post vi racconterò la Lisbona reale. Intanto, mentre leggerete questo post, io sarò in procinto di partire per un blogtour in Molise: se volete seguirmi durante questo viaggio, mi trovate come sempre su Instagram, Twitter e Facebook
Elevador de Santa Giusta: Uomo in vedetta
Miradouro: vista sul fiume Tago


venerdì 11 luglio 2014

Amsterdam: una passeggiata al Vondelpark

Ho sempre pensato che i parchi dicano tanto di chi una città la vive tutti i giorni. Ad Amsterdam abbiamo deciso, ovviamente, di andare a fare una passeggiata al Vondelpark che è il parco più famoso della città.
CI siamo incamminati passando per il quartiere dei musei, dove si trova la famosa scritta "I AMsterdam" (uno dei simboli di Amsterdam)
IAMsterdam
e abbiamo fatto anche una sosta nel giardino del Rijksmuseum: piccolo, ben curato e con una fontana che rallegrava il piccolo giardino con qualche gioco d'acqua.
Il giardino del Rijkmuseum: fontana
La zona che si trova tra il quartiere dei musei ed il parco è molto bella e, con i suoi palazzi ottocenteschi, sembra essere una delle zone più signorili della città
Lungo i canali del quartiere dei musei
Arrivati al parco vi entriamo e ci attirano subito i versi delle anatre e dei loro cuccioli che popolano uno dei tanti laghetti del parco. Si è mostrato subito, specie animali a parte, un parco molto vivo e vissuto da chi Amsterdam la vive tutti i giorni.
Vondelpark: anatre ed anatroccoli
Abbiamo notato che sparse per il parco vi erano diverse installazioni artistiche, delle statue in gesso (o qualcosa di simile) che ornavano e rallegravano ancora di più il parco. Sono sicuramente installazioni che non spiccano per bellezza, però l'idea di metterle nel parco mi piace: fanno sicuramente ancora più allegria (e sicuramente si fanno anche notare molto)
Vondelpark: installazione artistica
Ci sono alcuni angoli del parco di cui mi sono "innamorata", che mi hanno lasciata davvero a bocca aperta... Soprattutto quando in questi scorci c'era di mezzo anche uno dei tanti laghetti del parco
Vondelpark: uno dei tanti laghetti
Insomma, il Vondelpark si è rivelato un posto tranquillo nonostante le numerosissime persone che lo popolano, anche solo passandoci per andare magari a lavoro, durante l'arco della giornata. Un parco veramente molto grande, adatto al relax con gli amici, il proprio fidanzato/a e con la famiglia. Poco più di due ore passate a passeggiare per i suoi viali, in una giornata abbastanza soleggiata e (soprattutto) calda, mi hanno messo allegria e di buonumore. Sarebbe stato carino, detto con senno di poi, organizzarsi per un picnic... Sarà per un eventuale prossimo viaggi ad Amsterdam :)
Vi lascio un altro po' di foto

Vondelpark: anatre in formazione

Vondelpark: anatra lungo le sponde di un laghetto

Vondelpark: ponticella

Vondelpark: palazzi e vegetazione

Vondelpark: torretta di controllo

Vondelpark: fontana di laghetto
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