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sabato 5 ottobre 2013

Viaggiando attraverso gli scorci di città

Se mi seguite (anche) sui social network (facebook, twitter ed instagram), saprete ormai che gli scorci e gli angoli particolari di paesi e città sono una cosa che mi affascina e mi piace fotografare.
Di foto di questo genere ne ho fatte davvero tantissime e scegliere quelle che preferisco è estremamente difficile, se non addirittura impossibile: comunque ci ho voluto provare lo stesso e queste sono le foto che ho selezionato:

If you follow me (also) on social networks (facebook, twitter and instagram), you will know that the hidden views of towns and cities are one thing that fascinates me and I like to photograph.
I've done really a lot of photos of this kind and pick the ones I like best is extremely difficult, if not impossible: I wanted to try anyway to select some of them and this is the result

Spello
Particolari di paese

Viterbo
Viterbo: quartiere San Pellegrino

Gubbio
le vie del paese

Santo Stefano di Sessanio
scorci di paese

Trevignano di Roma
Scorci di paese

Civita di Bagnoregio
Case e natura: rampicanti lungo i muri

Nicosia
Lefkosia: scorci di città

Budapest
Collina del castello, Buda: per scendere verso Buda

Parigi
Galleria lungo la strada, quartiere latino

mercoledì 12 settembre 2012

Altre foto da Civita di Bagnoregio

Dopo avervi raccontato qualcosa di questo splendido borgo laziale, costruito nel tufo e definito "la città che muore", e avervi mostrato alcune delle foto che ho scattato li, ora vi mostro altri scatti di Civita.

After I have told you something of this beautiful village in the hills of Lazio built in tuff and called "the dying city" and having shown some of the pictures I took them, here are other photos of Civita

macchinari di un tempo

i vecchi attrezzi di lavoro

Vicoli di Civita

Palazzi di Civita

L'unica via di accesso: il ponte!

Giochi di ombre e di luce

Civita di Bagnoregio

Dopo aver visitato Orvieto, ci siamo messi in moto verso Civita di Bagnoregio.
Questo paesino è arroccato su uno sperone di tufo che, lentamente, sta franando (nella valle potete osservare diversi speroni che mostrano come piano piano stanno scomparendo a forza di franare): il tufo usato per Civita, è meno compatto di quello, ad esempio, usato per Pitigliano e quindi sta cominciando a sparire.
Per accedere al paese esiste solo un ponte pedonale (con un dislivello finale da veri amanti delle sfide, oserei dire) e per le macchine c'è un parcheggio (a pagamento) in un piazzale sotto il ponte (c'è una stradina laterale sulla sinistra, scendete per quella e ci arrivate).
Già passata la porta d'entrata si capisce il fascino di questo borgo: non ha palazzi enormi, Chiese sfarzose e campanili che toccano il cielo, ma piccole chiese, balle di fieno nella piazza principale, edifici piccoli, separati da piccoli vicoletti e con i rampicanti che sembrano indicarti la strada.Quindi a Civita dimenticatevi le guide turistiche e gli appunti che avete preso da internet: girate per le strade e guardatevi intorno: è tutto quello che vi serve per vedere questo borgo, definito ormai "morente".
Il belvedere, che in realtà è un giardino privato, si apre poi sulla parte di vallata che, quando si è davanti al ponte, non si può vedere. Fermatevi li cinque minuti e guardatevi anche intorno nel giardino: ci sono alcuni degli strumenti agricoli di una volta (è sempre storia, no??).
Si è fatta ora di ritornare a Roma, quindi ritorniamo alla macchina.

Civita di Bagnoregio

la porta d'entrata al paese

Case e natura: rampicanti lungo i muri

I vicoli di Civita

I giardini del belvedere

Il panorama dal belvedere

la piazza principale

martedì 11 settembre 2012

Qualche ora ad Orvieto

Oggi sono andata ad Orvieto.
Si tratta di una cittadina umbra costruita nel tufo (come Pitigliano e Civita di Bagnoregio).
Arriviamo verso le 10 del mattino e parcheggiamo nel grande parcheggio coperto di Piazza Angelo da Orvieto (costa 1 euro la prima ora e 0,50 centesimi di euro le frazioni d'ora successive).
Da li abbiamo imboccato via delle pertiche e siamo arrivati a corso Cavour, la via principale di Orvieto. Dopo aver fatto alcune foto alla torre del Moro, abbiamo girato su via Duomo e siamo arrivati alla piazza del Duomo: un edificio imponente, con tanti piccoli particolari da ammirare su tutta la facciata. Il biglietto costa 6 euro (3 euro il ridotto) e dentro non si possono fare né video né foto. Noi non siamo entrati nel Duomo e siamo andati a prenotare la visita alla Orvieto sotterranea (ci sono visite in italiano alle 11, alle 12:14 alle 16 ed alle 17:15 e il biglietto intero costa 6 euro).
Aspettando le 12:15 per la visita, ci dirigiamo verso piazza della repubblica. Perdiamo un altro po' di tempo davanti alla chiesa di San Francesco e poi andiamo alla visita. Dovete sapere che questi cunicoli, pozzi, frantoi e piccionaie, sono stati costruiti per sopperire ai bisogni delle persone durante i periodi di assedio. Si possono anche vedere i segni dei picconi sul soffitto. Fate sempre attenzione alla testa: le persone che li hanno scavati non erano molto alte e quindi i soffitti sono bassi per l'altezza media dei giorni nostri. Uscendo da li ci siamo fermati un attimo al belvedere: le colline umbre offrono sempre dei paesaggi spettacolari.
Ammetto che la città è carina, anche se ormai è immersa nel pieno circuito turistico ed è affollata di negozi di cianfrusaglie varie.E anche i turisti sono tanti. L'idea di ritornarci in autunno inoltrato per vederla con meno persone in giro per monumenti è forte: chissà che non si realizzi.


Today I went to Orvieto.This is an Umbrian town built in tuff (as Pitigliano and Civita di Bagnoregio).
We arrived around 10 in the morning and we parked the car in the large car park in Piazza Angelo da Orvieto (the cost is 1 euro for the first hour and 0.50 euro cents for the other fractions).
From there we have taken via delle pertiche and we arrived at Corso Cavour, the main street of Orvieto. After some photos taken to the tower of the Moor, we turned on via Duomo and arrived at the Piazza del Duomo: a stately building, with many small details on the facade that you must absolutely admire. The ticket costs 6 euro (3 euro reduced) and inside you can not do either video or photos. We did not come in the Cathedral and we went to book a visit to Orvieto underground (there are tours in Italian at 11, at 16 and at 12:14 to 17:15 and the ticket costs 6 euro).
While we were waiting for the visit, we head to Piazza della Repubblica. We spent few minutes in front of the church of San Francesco and then we go to the appointment for the guided tour. You should know that these tunnels, wells, mills and pigeon houses were built to meet the needs of people during times of siege. You can also see the signs of the picks on the ceiling. Always pay attention to the head: the people who dug them were not very high and so the ceilings are low for the average height of today. Leaving these places, we stopped for a moment at the viewpoint: the Umbrian hills offers always a spectacular scenery.
I admit that the city is pretty, even if they is fully immersed in the tourist circuit and is full of junk shops. Tourists are also many.... The idea to return in the autumn to see it with less people around monuments is strong, who knows that does not materialize.








sabato 18 febbraio 2012

A zonzo per la Tuscia

Per questo post devo ringraziare Daniela Stampatori, una ragazza che fa la guida turistica proprio nella zona della Tuscia e che ha gentilmente risposto a qualche mia domanda sulla zona.

1) Cominciamo con un pò di geografia: qual'è esattamente la zona denominata "Tuscia"? ("dove si trova" insomma)
Infatti è proprio questa la domanda che mi viene rivolta più spesso da chi ha intenzione di visitare questa splendida terra, ancora troppo poco conosciuta.
Tuscia era la denominazione attribuita all'Etruria dopo la fine del dominio etrusco, invalso a partire dalla Tarda Antichità e per tutto l'Alto Medioevo: i “Tusci” erano, cioè, gli Etruschi. Oggi si può parlare di Tuscia Romana e di Tuscia Viterbese.
Attualmente il territorio di quest’ultima coincide in gran parte con la provincia di Viterbo ed è ancora oggi attraversato dalla via Francigena.
La zona è caratterizzata da due sistemi montuosi di origine vulcanica: a nord i Volsini (con il lago di Bolsena) e al centro i Cimini (con il lago di Vico). Sul fronte occidentale si estende una vasta pianura (Maremma viterbese o Maremma laziale) a ridosso della costa tirrenica. Su quello orientale i terreni digradano verso la valle del Tevere.

2) Che città/paesi comprende? tra questi, ce ne sono alcuni maggiori?
Attualmente il capoluogo della Tuscia è, ovviamente, la città di Viterbo, anche se non possiamo non menzionare quelli che furono i centri più importanti nell’antichità e che ancora oggi sono le principali mete turistiche: Tarquinia, Tuscania, Vulci (oggi nel comune di Montalto di Castro), Civita di Bagnoregio, Bolsena, Caprarola, Sutri e Nepi.

4) quali sono i posti che non bisogna assolutamente perdere?
Chi viene a visitare la Tuscia non può assolutamente non visitare le celeberrime tombe etrusche di Tarquinia o il Parco Archeologico di Vulci. Se si è particolarmente interessati al Medioevo, tappe obbligate sono Tuscania, con il suo incantevole centro storico e il Colle S. Pietro, e Viterbo, con i quartieri medievali di S. Pellegrino e Pianoscarano, rimasti pressoché immutati dal XIII secolo ad oggi.
Per chi è sempre alla ricerca dello stupore e della meraviglia, il Parco dei Mostri di Bomarzo è sicuramente il luogo ideale per una passeggiata in un mondo misterioso: uno splendido giardino popolato da statue enigmatiche che solo una guida esperta potrà (in parte) aiutare a decifrare…
Gli appassionati di storia e di intrighi troveranno sicuramente interessante la visita al Palazzo Farnese di Caprarola: un luogo che racconta le vicissitudini di una tra le più potenti famiglie del Rinascimento italiano.
Per gli amanti della natura c’è solo l’imbarazzo della scelta: diverse Riserve Naturali, come, ad esempio, quella del Lago di Vico e di Monte Rufeno, o aree dal fascino surreale, come la Valle dei Calanchi nella zona di Bagnoregio, possono essere esplorate rivolgendosi a valide guide escursionistiche.
Ricordiamoci, però, che la vacanza è anche relax! Ed allora ecco che questo territorio ci offre anche degli efficientissimi stabilimenti termali, oltre che, ovviamente, delle zone “libere” in cui godere dei benefici delle acque minerali e dei bagni caldi (le famose “pozze”).
Ma la Tuscia non offre solo paesaggi splendidi, città incantevoli e monumenti importanti: la buona cucina è un altro vanto di questo territorio e diversi sono i piatti tradizionali, tutti realizzati con i prodotti tipici della nostra terra. Dalla cacciagione (non potete perdervi le pappardelle al cinghiale!), alle zuppe (quella di ceci e castagne o l’acquacotta alla viterbese), dal pesce di lago, ai dolci a base di castagne e nocciole, le ciambelline al vino.. e, a proposito di vino, come non citare il famoso “Est! Est!! Est!!!”, il cui nome deriva da una leggenda medievale, oppure il dolcissimo Aleatico di Gradoli…

5) se io avessi due giorni per girare nella zona, che giro mi faresti fare? e se ne avessi tre?
Gli itinerari di più giorni andrebbero pianificati in base alle esigenze e alle curiosità di ognuno, ma per chi ha solo voglia di conoscere un po’ di più questo territorio e viene a visitarlo per la prima volta, proporrei un tour di due giorni in quelli che sono i luoghi più celebri della Tuscia: Tarquinia e Vulci per gli appassionati di archeologia oppure Civita di Bagnoregio, Tuscania e Viterbo per chi vuole fare un tuffo nel Medioevo. Per chi ha un giorno in più potrebbe essere interessante visitare anche i gioielli del nostro Rinascimento: Villa Lante, Palazzo Farnese a Caprarola e il Parco dei Mostri a Bomarzo.

6) qual'è la stagione migliore per girare in questi posti?
I periodi migliori per visitare questi luoghi sono la primavera e l’autunno, ma per chi vuole fare una vacanza insolita, lontano dalla folla ed in pieno relax, consiglio anche il periodo invernale che, benché freddo, offre paesaggi ancora più suggestivi e la possibilità di godere a pieno della bellezza misteriosa di questa terra ancora troppo poco conosciuta.

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