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venerdì 29 maggio 2015

Letteratura di Viaggio: "Atlante dei luoghi maledetti", Olivier Le Carrer

Se siete appassionati di luoghi maledetti, luoghi che per qualche motivo (conosciuto o meno) sarebbe meglio non visitare, questo libro fa sicuramente per voi.
"Atlante dei luoghi maledetti", Olivier le Carrer L'ho scoperto per caso durante un giro in libreria, l'ho ritrovato tra i regali di natale ricevuti (ci ho messo un po' per iniziare a leggerlo, ma avevo già a Natale diversi libri in arretrato) e ora devo ammettere di essere ancora più convinta che possa diventare una lettura interessante per molti. Lunghezza giusta, descrizioni coincise ed accurate, si legge abbastanza velocemente e senza intoppi di alcun tipo (almeno io non ne ho avuti)
Diviso il mondo in 8 zone, Le Carrer racconta 40 luoghi sparsi per tutto il globo: dalla riserva invasa dai pipistrelli alla foresta dei suicidi (si, quella in Giappone) passando per "l'arcipelago del massacro" i luoghi dalla storia macabra (o triste che dir si voglia) sono davvero tanti ed alcuni decisamente sconosciuti e(/o) insospettabili. Tutti i racconti dei singoli luoghi sono accompagnati da (almeno) una cartina su cui è indicato il punto in cui si trova il luogo di cui si parla (non sempre è semplice individuarlo nel cerchio usato per delimitare la zona, ma non disperate perché con un po' di tempo in più sicuramente lo troverete.
Consigliato? Assolutamente si!
"Atlante dei luoghi maledetti", Olivier le Carrer

mercoledì 5 novembre 2014

Libri di viaggio: 3 libri per scoprire qualcosa di Londra

Finalmente torno a parlarvi di libri e viaggi :D E lo faccio con ben due libri che parlano di Londra! Ovviamente li ho comprati in vista del viaggio a Londra di novembre (dal 20 al 27, quindi preparatevi), per scoprire qualche storia e qualche luogo da andare a vedere.
3 libri su Londra
Cominciamo da "Misteri, segreti e storie insolite di Londra".
L'autore, Mattia Bernardo Bagnoli, è un giornalista italiano expat a Londra e corrispondente Ansa. In questo libro racconta storie (segrete o meno) e leggende di Londramolto interessanti. Sapevate che c'è stata una mummia al British museum che ha dato non pochi problemi? Leggenda vuole che la sua maledizione abbia portato alla morte diverse persone che hanno avuto a che fare con essa. Racconta alcuni misteri finanziari della City, alcuni luoghi oscuri ed osteggiati come il cimitero delle prostitute di Cross Bones (Lo conoscevate? Io mai avrei pensato che esistesse un cimitero "delle prostitute") e, ovviamente, non si dimentica di Jack lo Squartatore, parlando delle indagini e su cui, a quanto pare, ci sono ancora molte cose da dire e scoprire! Parla anche di ufo, 007 e luoghi sotterranei (vorrei, prima o poi, anche andare alla scoperta dei sotterranei londinesi).
Devo ammettere di averlo comprato sperando di trovarvi luoghi che ancora non conoscevo e da poter visitare, restando un po' delusa perché molte delle storie che non conoscevo riguardavano non un luogo specifico di Londra, ma magari la regina o l'Inghilterra. Però, perché c'è (quasi) sempre un però, ho scoperto comunque aspetti ed aneddoti che non conoscevo, ho imparato comunque cose nuove di questa grande città che amo... Volete sapere se lo consiglio o meno? Ni.. Magari, se esiste, comprate la versione in ebook.

Passiamo oltre, al libro "Pellegrinaggio nel cuore dell'impero" di Robert Byron. Questo libro parla di luoghi e storie legati all'impero britannico e, sicuramente, qui vi sono diversi spunti interessanti da appuntarsi prima di partire. Economico come il precedente (8 euro), questo è sicuramente più comodo da infilare in valigia se non siete matti come me che appunto le cose da ricordarmi su quaderni, quadernini o fogli volanti che poi infilo in valigia. L'unica cosa a cui dovete fare attenzione sono gli orari ed i prezzi segnalati: la versione italiana è del 2012 ed è stata realizzata sull'edizione originale di qualche anno prima (non mi chiedete quale, c'è scritto questo, ma non l'anno di pubblicazione dell'edizione originale). Lo consiglierei? Sicuramente più del precedente. In più è piccolo ed occupa poco spazio, quindi se volete infilarlo in valigia non avreste problemi.

"Pazza per lo shopping a Londra" di Carlotta Cacciari è l'ultimo libro di cui volevo parlarvi oggi. Libro piccolo, che entra senza problemi in valigia, in cui l'autrice, dopo aver parlato di fashion blogger (i più seguiti a Londra) ed aver intervistato una personal shopper, parla di negozi e mercatini: 50 negozi low cost, 100 "di lusso" e poi negozi vintage e mercatini. Alcuni negozi low cost già li conoscevo (ed alcuni di questi li adoro) e anche alcuni dei mercatini. Alcuni altri negozi e mercatini non li conoscevo e spero di riuscire a passarci. Ma magari dei negozi dove fare shopping ne riparliamo quando torno, in un post dedicato. Che ne dite?
Consigliato? Se siete amanti dello shopping, sia nei negozi che nei mercatini, conoscete già i negozi ("soliti") di Londra e volete nuove idee direi di si, che questi libro ve lo consiglio :) Poi, ovviamente, una volta che lo avrò "testato sul campo" vi saprò dire meglio se davvero ne vale la pena o meno!

domenica 10 novembre 2013

Le mie disavventure in aereo

Lo so lo so: sono appena tornata da Londra, ho una marea di foto da mostrarvi, cose da scrivere e raccontarvi e video da realizzare e, nonostante questo, vi parlo di tutt'altra cosa.
In (ormai) 26 anni che viaggio soprattutto in aereo (da quando avevo 10 mesi), non mi son successe molte disavventure (chiamiamole così), ma qualcuna, piano piano, la sto accumulando. Principalmente, per fortuna, sono cose "piccole" e che non hanno avuto gravi conseguenze; vediamo da dove posso cominciare....

Cominciamo con una storiella che sia io che mia madre ancora ci ricordiamo e ancora ci ridiamo su.
Torniamo indietro fino al lontano 2005. O era il 2006?? Per intenderci, l'anno in cui gli aerei della Tunisair cadevano come mosche. Indovinate un po' dove dovevamo andare io e mia mamma in vacanza? In Tunisia. E con quale compagnia? La TunisAir! Quindi un po' d'ansia c'era, devo ammetterlo. Dal gate all'aereo ci portano con l'autobus e, arrivati sotto l'aereo, sentiamo un forte scoppio: l'autobus ha bucato una gomma!! La cosa non prometteva bene, ma comunque il volo procede bene, arriviamo a destinazione e ci godiamo la vacanza.
Anche il volo di ritorno non promette bene: l'aereo cigolava in maniera preoccupante, ma le hostess dicevano (dietro domanda dei passeggeri) che non c'era da preoccuparsi. Una volta atterrati,poi, il comandante prende il "microfono" e, tramite l'altoparlante, dice: "ce l'abbiamo fatta!!!"Vi lascio immaginare le facce sconcertate dei passeggeri dopo un'affermazione del genere! Per fortuna dopo poco siamo potuti scendere (ci siamo fiondati giù come se non ci fosse un domani!)

Sempre qualche anno fa, stavo partendo per Venezia con Alitalia (mio padre era un comandante, quindi io avevo i biglietti destinati ai parenti di dipendenti, quindi ci volavo spesso). L'aereo doveva partire alle 13:20.
Hanno iniziato l'imbarco con un po' di ritardo. Una volta saliti sull'aereo ci fanno attendere li al parcheggio per ancora diverso tempo: alla fine avevamo accumulato, in tutto, già quasi un'ora di ritardo! Ci fanno poi sapere, finalmente, che quel ritardo era dovuto ad un problema tecnico dell'aereo (un pezzo del motore che non funzionava) e che stavano aspettando i tecnici per vedere di sistemare il tutto (sempre se possibile ovviamente!). Il danno non era riparabile in breve tempo e, quindi, ci fanno scendere: dovevamo aspettare che arrivasse un altro aeromobile che ci avrebbe poi portato fino a Venezia! Morale della favola? Siamo partiti alle 17!

Natale, 23 dicembre di non ricordo quale anno (forse 2008/9). Parto, come tutti gli anni, per Venezia. Il volo va bene, arriviamo tranquilli a Venezia. Peccato che non arrivino i bagagli! In quel momento, lo ammetto (mea culpa) ho amato il fatto che mio padre lavorasse in Alitalia e che, quindi, conoscesse un sacco di persone. Risolto il problema della pratica di valigia non arrivata, vado a casa di papà. La valigia, poi, è arrivata il 25 dicembre (direi un bel regalo di natale :P)

Passiamo al 2009 e ad una storia/anedotto legata ai miei famosi biglietti da parente di dipendente alitalia. Ero in Sicilia con mio padre e la moglie. Dovevo ritornare a Roma (da Catania) in aereo e mio papà mi aveva avvertito che all'aeroporto mi avrebbero messa in lista d'attesa anche se c'erano posti vuoti sul volo. E così accadde. Ritorno, quindi, al banco del check in, spedisco il bagaglio e prendo il biglietto. Nel frattempo mi stavano già chiamando al gate (che stava per chiudere) :P
Arrivo a Roma, vado al nastro a ritirare il mio bagaglio e questo non arriva.... Per fortuna al lost&found non c'era nessuno e sbrigo la pratica velocemente. Due ore dopo, alle 19:30, mi chiamano dall'aeroporto: "signorina, il suo bagaglio è arrivato da Catania col volo dopo. Viene a prenderlo lei qui in aeroporto o vuole che glielo portiamo noi a casa domani???".

Arriviamo, quindi, all'estate 2013. Vacanza a Budapest. Volo di ritorno. Decolliamo e l'aereo non prende quota (vi lascio immaginare le turbolenze!). Dopo circa 20 minuti di volo, il comandante ci dice che c'è un problema tecnico all'aereo; niente di grave, ma preferisce riportarci a Budapest (ci credo poco a questa cosa, devo dirlo). Dopo altri (circa) 50 minuti passati a sorvolare la zona di Budapest e dell'aeroporto (non era un atterraggio di emergenza e dovevano consumare carburante, non si sa mai) atterriamo. Da che dovevamo arrivare alle 14 a Roma, siamo partiti alle 17 e siamo arrivati qui alle 19 circa.
Questa è stata la prima volta (e unica, finora) in cui ho avuto un minimo di paura: non mi era mai capitata una cosa del genere; diciamo una novità poco tranquilla.

Arriviamo al mio ultimo viaggio a Londra. Partenza alle 13:25. Volavo con Alitalia, anche se avevo prenotato tramite la KLM (compagnie partner). Per eccesso di zelo ho seguito il consiglio della klm e sono arrivata all'aeroporto a Roma (Lenoardo da vinci, Fiumicino) alle 10:25 e sono stata praticamente la prima a fare il check in (mi piace molto l'attesa pre partenza. Mi sento come una bimba in un negozio di giocattoli). Arrivo a Londra, passo la dogana ed arrivo al nastro ritiro bagagli (avevo spedito un bagaglio). Aspetto fino all'ultimo senza veder uscire la mia valigia (avendolo spedito molto presto non sarebbe uscito tra i primi, ma tra gli ultimi). Vado, quindi, al servizio assistenza insieme ad un altro ragazzo a cui non era arrivato un bagaglio. Riempio il modulo, "disperata" perchè avevo alcuni vestiti che mi servivano: non potevo mica andare al WTM ("fiera del turismo", per chi non sapesse cos'è) in jeans ed all star!! Ad un certo punto una signorina chiede il mio cognome, va a controllare alcune valigie, mi guarda e mi fa: "signorina... Il suo bagaglio è qui!!". Per una volta non si tratta di bagagli andati persi o arrivato con chissà quale volo successivo, ma di un bagaglio arrivato addirittura in anticipo!!!

giovedì 9 agosto 2012

Le attese per l'imbarco e i film sulla gente in attesa

Come sapete, durante queste vacanze estive 2012 sono stata 5 giorni a Vienna con un'amica.
Il giorno del rientro a Roma, mentre aspettavamo davanti al gate, abbiamo cominciato ad osservare la gente che, nonostante le operazioni d'imbarco non fossero ancora iniziate, stava già in piedi in fila.
In quel momento mi sono posta per l'ennesima volta questa domanda: che senso ha, visto che ci sono i posti a sedere proprio per l'attesa di quei momenti, mettersi in fila ed aspettare in piedi (anche per mezz'ora) che inizino ad imbarcare su l'aeromobile quando i posti sono numerati ed assegnati?? L'ho posta anche alla mia amica.
Da li in poi abbiamo riso come due sceme inventando le peggio storie e volevo renderne partecipi anche voi, i lettori del mio blog, cosi da far ridere anche voi e scoprire anche quale può essere l'ipotesi più realistica.

IPOTESI 1
Siccome faranno salire solo i primi 10 della fila e quindi bisogna mettersi in fila appena si arriva

IPOTESI 2
il biglietto che avete in mano si autodistruggerà nel giro di 10 minuti, a meno che non vi mettiate in fila subito.

IPOTESI 3
Vi hanno venduto il biglietto, ma in realtà ci sono i posti solo per le prime 15 persone della fila: quindi bisogna fiondarsi al gate per mettersi in fila per salire.

IPOTESI 4
la gente in fila è pronta a fiondarsi fuori per andare a prendere le valigie per prepararsi alla lotta con i bagagli per la conquista dei posti. Le regole di questa tipologia di scontro sono le seguenti: 1) si possono usare solo i bagagli piccoli, che sono anche più facili da maneggiare; 2) non si possono colpire le persone in faccia; 3) si possono però usare le rotelle dei trolley per "camminarci" sui piedi delle persone.
Tutto ciò è finalizzato a ridurre il numero dei passeggeri che poi potranno salire effettivamente sull'aereo. Quindi, per poter scegliere al meglio la propria arma, bisogna effettivamente essere tra i primi in fila al gate.

Ammetto di aver probabilmente rimosso qualche piccolo particolare, ma questi sono i ragionamenti che siamo andate a fare in attesa dell'imbarco (ovviamente iniziato con circa 20 minuti di ritardo. Tutto il mondo è paese... mica solo a Fiumicino accade questo!!).

e ora vi chiedo: secondo voi qual'è il motivo di questa spasmodica voglia di fiondarsi a fare la fila nonostante i posti assegnati e nonostante l'imbarco inizi molto dopo? Quale ipotesi è la più plausibile?? :)


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