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martedì 15 settembre 2015

Milano: si e "ni" dell'EXPO

Finalmente sono riuscita ad andare anche io a vedere EXPO ed oggi sono qui a scriverne (e questo sarà solo il primo post). Devo ammetterlo subito e molto sinceramente: non ne sono rimasta così affascinata ed entusiasta come invece è capitato ad alcune persone con cui ho parlato in questi mesi. All'inizio, questa è un’ammissione ancora più sincera, mi è sembrata solo una grande Disneyland... Una sorta di gigantesco parco divertimenti nemmeno riuscito molto bene. E la cosa mi ha un po' sconcertata. Per fortuna, poi, un minimo mi sono ricreduta, ma non saltiamo subito alle conclusioni ed andiamo con un po' di ordine. Noi (io e mia madre, giuro che non è un plurale maiestatis) siamo entrate dall'ingresso ovest, vicino il padiglione zero, ed entrambi i giorni abbiamo trovato poca fila (il giovedì mattina, alle 10:15, ne abbiamo trovata davvero pochissima).
Guerrieri

Il mio racconto, come vi ho già detto, lo spezzerò in due parti per non annoiarvi troppo ed oggi vorrei parlarvi un po’ di cosa mi è piaciuto e di cosa, secondo la mia opinione, poteva essere fatto meglio. Devo però specificare, prima di iniziare, che non abbiamo visto ne il padiglione italiano ne quello giapponese: entrambi i giorni vi erano file per noi improponibili (più di 3 ore e mezza, entrambi i giorni, tutto il giorno) ed abbiamo quindi scelto di vedere altro evitando queste file lunghissime. Cercherò di essere il meno noiosa possibile. Inizio con i padiglioni che mi sono piaciuti e che consiglierei di vedere.
Parto dal Brasile, che ha creato un padiglione articolato su due piani molto interessante per l'allestimento: hanno decorato il centro del padiglione con dei vasi bianchi, dalle forme particolari, sospesi tramite l'uso di cavi attaccati al soffitto.

Padiglione Brasile


Tra tutti quelli che abbiamo visto, quello della Cina è stato sicuramente il padiglione più bello. Ornamenti molto curati, esposizione direi ben fatta per come "racconta" la sua storia e giochi di luce che colpiscono i visitatori. C'è anche una sala dove, ogni mezz'ora, è possibile vedere un filmato (cartone animato)che dura circa 15 minuti e che racconta una "riunione di famiglia" per la festa di primavera (se non si è ad expo con bambini potrebbe risultare un video noioso).

Padiglione della Cina:interni


L'Argentina ha creato una struttura piccola, incentrata molto sul video e questa è una cosa che, lo ammetto, ho apprezzato molto. La fila scorre abbastanza velocemente (noi abbiamo aspettato circa 15 minuti)
Ci ho messo un po a capire cosa avevano creato i Paesi Bassi, quale fosse la struttura da loro creata... Per poi scoprire, guardando la cartina, che loro era l'area all'aperto piena di "food truck"!
La "Vanke" è un'azienda privata cinese che ha creato un suo padiglione all'interno di expo, un padiglione davvero molto bello! Da fuori ricorda molto i dragoni cinesi. L'interno è stato arredato/costruito molto bene, a mio parere: canne di bambù, a ricordare la Cina, e schermi, divisi in gruppi da 3/4 schermi ciascuno, che raccontano l'evoluzione del cibo in Cina (ciascun gruppo di schermi con immagini diverse, ma che si legano a quelle che si vedono sugli altri. C’è sempre un po’ di fila e si aspettano sempre tra i 20 ed i 30 minuti per entrare (se avete un cappellino è meglio, parte della coda è sotto il sole ed alle 2 del pomeriggio il sole è ancora abbastanza caldo e fastidioso).

Padiglione "Vanke"


Un’altra struttura degna di nota, secondo me, è quella creata dalla Turchia. Padiglione al 90% all’aperto e, solo in minima parte, “al chiuso” per ospitare due mostre. Qui si può anche mangiare e potete scegliere tra kebab ed un “ristorante – self service” dove c’è un po’ di coda e si spendono (minimo) 15/16 euro a persona (anche solo per una porzione di riso e 3 arrosticini).
Grande (molto) ed abbastanza interessante, anche se leggermente confusionario, è il padiglione della Federazione Russa. Su più piani, con anche una terrazza “panoramica”, fanno anche assaggiare qualcosa di tipico (a base di pesce) e ci sono, ad orari predefiniti, degli showcooking.

Padiglione della Russia


Uno tra i migliori che abbiamo visitato è il padiglione della Francia. La fila scorre in mezzo ad un orto (idea ripresa da molti padiglioni) e la struttura, vista dall’esterno è molto bella. L’interno credo sia strutturato bene e si visita abbastanza tranquillamente.
Israele mi ha fatta ricredere in corso di visita. La prima parte, “interattiva” con un dialogo tra un uomo sul palco e la registrazione di una ragazza molto famosa in Israele, ricorda molto un villaggio turistico (tant’è che noi stavamo pensando, addirittura, di uscire senza continuare), per poi passare per altre due stanze dove si vedono sempre dei video (stavolta più interessanti. La fila per entrare non era troppo lunga e scorreva abbastanza velocemente.
All’interno del cluster “Bio - Mediterraneo" si trova il padiglione dell’Egitto , uno degli unici due padiglioni che mi sono piaciuti tra quelli all’interno dei vari cluster. Anche in questo caso l’uso dei video è molto ampio (uno ve l’ho mostrato caricandolo sulla pagina fan) ed hanno osato inserendo anche la realtà aumentata in due registrazioni nella sala principale del padiglione (dove trovate anche cose “tipiche” in vendita).
Tra i lavori migliori, secondo me, è da annoverare anche quello fatto dall’Irlanda: hanno creato un ambiente piacevole e hanno raccontato bene il cibo, segno che, secondo me, hanno ben centrato il tema expo.
Il Padiglione Zero, visto per ultimo il secondo giorno, l’ho trovato semplicemente splendido! Racconta l’evoluzione del cibo dalla preistoria ai giorni nostri, con la conseguente evoluzione degli strumenti per la coltivazione.

Padiglione Zero


Fatto meglio degli altri, e soprattutto a tema cibo, è il padiglione del Venezuela (situato nel cluster "cereali e tuberi"): allestimento carino, si vede che ci hanno pensato almeno un pochino. Al contrario di molti altri padiglioni situati nei “cluster” qui parlano di cibo (e fanno anche assaggiare qualcosa di tipico venezuelano)

Padiglione del Venezuela


Ora vorrei parlare/raccontarvi i padiglioni “ni”: padiglioni che, per quanto mostrino (forse) un minimo di idea, non riesco a promuovere (o che potrebbero anche essere promossi, ma a malapena con la sufficienza).

Union Jack, padiglione del Regno Unito


Cominciamo dal Regno Unito. Lo abbiamo visitato di sera, intorno alle 21:15, perché siamo state attirate dalle luci che creano la Union Jack sulla struttura (sono sistemate ed organizzate in modo tale che questa bandiera “giri” sulla struttura). Ma a parte dei piccoli e brevi video lungo le pareti che delimitano la fila (e che sono scomodissimi da guardare) la struttura non offre altro che un bar/ristorante e questo gioco di luci serali. Potrebbe essere carino, ma forse così è troppo semplice.
In un momento di poca ressa, siamo entrate nel padiglione degli Stati Uniti che è decisamente molto affollato all’interno (si, anche quando la fila esterna è poca) e, proprio per questo grande affollamento, non si riesce a leggere niente dei pannelli esplicativi sulle pareti! Credo che, se solo si riuscisse a visitarlo meglio, potrebbe essere uno dei padiglioni migliori (non il più bello, però).
L'idea della Spagna è sicuramente carina, hanno messo (per fare un esempio) delle valigie che, con i nomi di cibi all'interno, rimandano all'export. Però è un'idea "velocemente rimovibile dai ricordi" e per questo non riesco a promuoverlo con più della sufficienza.
Ungheria: troviamo un gruppo che suona musica tipica (che si sente anche fuori dal padiglione, grazie ad altoparlanti). A parte questo, di interessante c'è poco.

Padiglione dell'ìIRAN


Per l'Iran l'idea è stravista ad EXPO (motivo per cui, alla fine, risulta anche banale): si passa semplicemente attraverso un orto, per arrivare ad una scala che porta ad una sala con un video (che spiega alcune cose riguardo l'Iran, l'acqua ed il cibo). L'idea è carina, ma un intero padiglione fatto così risulta molto povero e scarno
Anche il padiglione del Vietnam è un "ni": di cibo non ne ho visto nemmeno una piccola ombra...! Però interessante è l'esterno della struttura e carino il poter assistere al un concerto di musica locale

Padiglione del Vietnam

venerdì 29 maggio 2015

Letteratura di Viaggio: "Atlante dei luoghi maledetti", Olivier Le Carrer

Se siete appassionati di luoghi maledetti, luoghi che per qualche motivo (conosciuto o meno) sarebbe meglio non visitare, questo libro fa sicuramente per voi.
"Atlante dei luoghi maledetti", Olivier le Carrer L'ho scoperto per caso durante un giro in libreria, l'ho ritrovato tra i regali di natale ricevuti (ci ho messo un po' per iniziare a leggerlo, ma avevo già a Natale diversi libri in arretrato) e ora devo ammettere di essere ancora più convinta che possa diventare una lettura interessante per molti. Lunghezza giusta, descrizioni coincise ed accurate, si legge abbastanza velocemente e senza intoppi di alcun tipo (almeno io non ne ho avuti)
Diviso il mondo in 8 zone, Le Carrer racconta 40 luoghi sparsi per tutto il globo: dalla riserva invasa dai pipistrelli alla foresta dei suicidi (si, quella in Giappone) passando per "l'arcipelago del massacro" i luoghi dalla storia macabra (o triste che dir si voglia) sono davvero tanti ed alcuni decisamente sconosciuti e(/o) insospettabili. Tutti i racconti dei singoli luoghi sono accompagnati da (almeno) una cartina su cui è indicato il punto in cui si trova il luogo di cui si parla (non sempre è semplice individuarlo nel cerchio usato per delimitare la zona, ma non disperate perché con un po' di tempo in più sicuramente lo troverete.
Consigliato? Assolutamente si!
"Atlante dei luoghi maledetti", Olivier le Carrer

venerdì 24 aprile 2015

Libri di Viaggio: "Una città o l'altra. Viaggi in Europa" di Bill Bryson

Eccomi di nuovo, con questo post che sarà abbastanza breve, a parlarvi di letteratura di viaggio, di nuovo di un libro scritto da Bill Bryson. Nel suo "Una città o l'altra. Viaggi in Europa" racconta il suo viaggio in Europa in cui ha toccato varie città del vecchio continente, raccontando
"Una città o l'altra. Viaggi in Europa" di Bill Brysonai lettori  come le vede e le vive mentre le visita e cerca di ricordarsi qualcosa del suo primo viaggio, zaino in spalle, fatto in Europa con un suo amico di gioventù.
Mi piace come scrive, ho trovato il libro decisamente scorrevole ed è stato interessante paragonare le idee che io mi sono fatta su alcune città con le idee che Bryson espone nel libro. Rispetto ad "America perduta", letto lo scorso novembre e che comunque mi era piaciuto, questo l'ho trovato più scorrevole dell'altro e mi ha appassionata di più proprio perché mi sono potuta confrontare con idee diverse dalle mie rispetto ad alcune città che ho visitato anche io e sulle quali mi ero fatta delle idee quasi opposte alle sue. Non mancherò di leggere altri suoi libri. Voi questo lo avete letto? Che ne pensate?

domenica 5 aprile 2015

Recensione della New York city pass

Durante il mio viaggio a New York ho avuto la possibilità di provare la "New York City pass" grazie all'ente del turismo di New York che me ne ha data una e cercherò, oggi, di farvi una recensione il più oggettiva possibile. Andiamo comunque con ordine.
New York City pass Dove acquistarla.
Sul sito ufficiale: http://it.citypass.com/new-york
Durata: 9 giorni. Ricordate di scrivere la data sulla copertina!
Dove si ritira? Se non chiedete la spedizione a casa (costa 50 dollari), potete ritirarla in vari luoghi segnalati nella mail di ricevuta che riceverete una volta completato l'acquisto: si tratta delle attrazioni  comprese nel carnet e basta consegnare la vostra ricevuta (che vi arriva via mail appena completate l'acquisto) e vi basta controllare proprio la ricevuta per scoprire dove potete andare (noi, per il carnet di mia madre siamo andate al Rockfeller Center);
Si possono visitare 6 attrazioni di New York.
3 di queste sono "già decise": Empire State Building (86simo piano), Museo di Storia Naturale e Metropolitan Museum of Art
Le altre tre potete sceglierle voi tra: A)Top of the Rock O Guggenheim; B)Statua della Libertà (ed ellis island) o una crociera con la circle line; C) Memoriale dell'11/9 o Intrepid sea, air & space museum;
Per quelle che restano fuori dalle gratuità, vi sono comunque degli sconti da poter utilizzare;
- Vi sono anche degli sconti da utilizzare nei negozi (ad esempio da Macy's o Bloomingdales) a fronte di una spesa minima. Valutate al momento se vi conviene o meno e se ci sono delle cose che vi piacciono "davvero".

Utilizzarla è molto semplice. Una volta arrivati all'attrazione che volete visitare controllate (se c'è) dove si trova la fila dedicata e lì consegnate il carnet. Vi verrà staccato il foglio dedicato e riconsegnato il carnet insieme al biglietto d'ingresso.
La mia opinione?
Credo funzioni bene, le file prioritarie scorrono bene e aiutano ad abbassare i tempi di attesa (che in alcuni casi sono davvero lunghi) e le attrazioni comprese sono quelle principali.
Il fatto che per le 3 attrazioni "a scelta" ci siano degli sconti da utilizzare per la seconda attrazione credo sia un "punto a favore" di questo carnet.

Mi è stato già chiesto se è meglio la "New York city pass" o la "New York Pass". Non posso darvi una soluzione univoca in quanto ne ho provata una sola e sicuramente l'altra non la posso bocciare. Posso solo dire che con la City Pass mi sono trovata bene, durando comunque 9 giorni non ho dovuto fare troppi conti sulla sua durata (sono stata 8 giorni pieni) e che molto dipende anche da quanto state e quante cose volete vedere!

sabato 6 dicembre 2014

Londra vista dal Tamigi grazie alla Thames Clipper

La Thames Clipper, società che gestisce una rete di imbarcazioni che lavorano come mezzi pubblici lungo il Tamigi (ok, ovvio già dal nome), ci ha messo a disposizione due biglietti gratuiti validi tutta la giornata del 25 novembre per utilizzare le loro navi. Biglietti del tipo "hop On - hop off" che noi abbiamo sfruttato (solo) per andare e tornare da Greenwich e goderci gran parte della giornata in questo posto splendido.
Thames Clipper In questo post non vi parlerò di Greenwich (lo farò tra qualche giorno), ma del servizio della Thames Clipper, in particolare della mia opinione, e un po' anche di Londra vista dal suo fiume.
Cominciamo con alcune informazioni utili, il prezzo dei biglietti:
Sola andata: 6.8 pound
Andata e ritorno 12 sterline
Biglietto con oyster card: 1/3 off
Biglietto hop on - hop off valido una giornata: 14 sterline se acquistato on line. Sul sito è indicato che se il biglietto vi serve per il giorno stesso dovete recarvi alla biglietteria dell'attracco di partenza ("pier"). Sul sito ufficiale della compagnia, ovviamente, trovate tutte le informazioni utili per usufruire del loro servizio. Sempre sul sito trovate anche le mappe con le rotte seguite dalle navi.
Niente da (ri)dire sulle loro navi che sono spaziose, comode e vi è anche un "Punto bar" dove potete prendervi qualcosa da bere (in questo periodo consiglierei un caffè bollente). Il controllo dei biglietti viene fatto all'ingresso del pontile ed all'uscita dalla nave, la navigazione è tranquilla e ci si riesce a godere il panorama di Londra dal Tamigi senza problemi.
Tra i 45 minuti di navigazione lungo il Tamigi e la DLR (in funzione, a quanto pare, fino alle 12:30 durante la settimana e le 11:30 la domenica), entrami modi per arrivare fino a Greenwich, io preferisco sicuramente la navigazione lungo il fiume perché credo che il panorama di cui si gode sia più bello e c'è meno ansia di passare la fermata giusta senza accorgersene.
Londra vista navigando sul TamigiLondra vista navigando sul Tamigi Sedetevi, suggerisco la prima fila (indifferente se dei blocchi di sedie laterali o di quello centrale), e godetevi il tragitto con la macchina fotografica alla mano: sono sicura che alla fine scatterete decisamente molte foto! Il percorso seguito dalle navi che abbiamo preso noi (andata e ritorno, per questo ho parlato di più navi) prevedeva il passaggio vicino alle maggiori attrazioni della città, ma nel scattare le foto le ho "ignorate" quasi tutte, devo ammetterlo: essendo il nono viaggio a Londra ho tantissime foto di tutte le maggiori attrazioni e, stavolta, ho quindi deciso di concentrarmi su altro tranne qualche eccezione come lo Shakespeare's globe, ed il Tower Bridge che di notte, illuminato secondo me alla perfezione, è molto più bello che di giorno! Sia del Globe che del ponte vi parlerò in altri post, ora vi lascio a qualche altra foto scattata durante la navigazione.
Voi avete mai usufruito di questo servizio di navigazione? Che ne pensate, vi è piaciuto o no?
Londra vista navigando sul Tamigi


Londra vista navigando sul Tamigi


Londra vista navigando sul Tamigi


Londra vista navigando sul Tamigi


Londra vista navigando sul Tamigi


Panorama dal Tamigi

Una delle navi della MBNA Thames Clipper

domenica 30 novembre 2014

Londra: come mi sono trovata con le guide del Touring Club

Sono rientrata giovedì sera da Londra e con questo post inizio a parlarvi dei servizi di cui ho usufruito in questa settimana, i servizi che mi sono stati offerti da quelli che avevo definito, pochi giorni prima della partenza, gli "amici" di questo viaggio a Londra.
Guide touring
Oggi voglio parlarvi della mia esperienza con le guide del Touring Club. Comincio dalla guida più grande. Cercherò di darvi un giudizio considerando i fattori più oggettivi, visto che ovviamente, essendo un prodotto che ho ricevuto gratuitamente direttamente dal TCI e so che altrimenti potrei sembrare non totalmente sincera (potrei sembrarlo lo stesso, lo so, ma almeno ci provo).
Inizio, ovviamente, dagli aspetti che mi sono piaciuti:
- Guida molto discorsiva, dall'inizio alla fine, diversamente da (alcune) altre guide che ho provato e che, a parte nella parte iniziale in cui parlano della storia, tendenzialmente si limitano ad uno schema del tipo "nome-informazioni utili-informazioni storiche". Questo aspetto è sicuramente quello che più mi ha colpita e che più mi è piaciuto di questa guida;
- Molte foto le ho trovate molto belle
- Molti gli highlights inseriti nei vari capitoli;
- Argomenti divisi per quartieri, cosa che può aiutare a cercare più velocemente cosa vedere intorno ad un punto preciso;
- Interessante l'inserimento delle piantine dei palazzi da visitare, vedi Buckingham Palace o St Paul's Cathedral.

Gli aspetti "negativi":
- La guida che mi è stata inviata era in edizione vecchia, quindi alcune cose costruite recentemente non erano trattate (ad esempio l'Orbit ed il quartiere olimpico che abbiamo visitato l'ultimo giorno). Ovviamente in questo modo ho/abbiamo dovuto cercare informazioni in altro modo, ma poco male visto che ormai con internet si trova tutto abbastanza velocemente (avevo sim locale, quindi non avevo problemi di sorta a connettermi).

Ci sono, poi, alcuni aspetti migliorabili rispetto alla forma attuale:
- La guida è un po' grande e suggerirei di rimpicciolirla un po'
- Aggiungerei qualche informazione in più riguardo i singoli posti trattati
- Per quanto riguarda le cartine, suggerirei di segnalare attraverso una leggenda i luoghi degni di nota
- Anche per quanto riguarda i percorsi suggeriti consiglierei una leggenda che indichi sulle cartine i luoghi che si andranno a toccare con la passeggiata segnalata.
- Per la cartina alla fine della guida ne suggerirei una che scenda maggiormente nel particolare e non quella molto generica inserita attualmente, da cui non si possono vedere con precisione le strade della città

Passiamo alla guida "cartoville", basata su cartine e informazioni di base riguardo i posti segnati. Copre la parte centrale della città, suddivisa par zone: di ciascuna si ha una cartina e le informazioni di base (un paio di ristoranti, luoghi d'interesse). Questa la trovo una guida buona per chi, comunque, conosce già un minimo Londra o chi ci resta per poco tempo: in entrambi i casi fa sicuramente molto comodo una guida piccola, che entra in valigia senza occupare troppo spazio, e sintetica.

Suggerirei, comunque, di strutturarla in maniera più semplice: non è così immediato e facile da capire come destreggiarsi tra le varie cartine che non possono essere tenute aperte quando si passa dall'una all'altra e risulta difficile capire, dalle varie cartine, come arrivare da un punto ad un altro di Londra (difficile, ma non impossibile. Bisogna perderci un po' di tempo).

Nel complesso, comunque, l'idea che mi sono fatta non è negativa, ma di guide comunque migliorabili sotto diversi punti di vista.

mercoledì 3 settembre 2014

Andare al mare in Portogallo: la mia esperienza (un po' deludente) a Faro

Vi avevo accennato, nel post in cui vi parlavo di cosa ho visto (e non) a Faro, che questa tappa del viaggio in Portogallo era stata dettata dalla voglia di passare qualche giorno al mare. Vi avevo anche accennato che questa esperienza è stata un po' deludente ed oggi, quindi, vi volevo raccontare quali spiagge abbiamo visitato e perché ne siamo rimaste deluse (almeno in parte). Per scegliere le spiagge ci siamo basate sui consigli trovati in giro per il web e (soprattutto, lo ammetto) sui consigli trovati sulla guida che avevamo portato con noi (lonely planet, con cui ci siamo trovate sempre abbastanza bene). Per tutte le spiagge c'è un servizio di ferry boat che portano avanti ed indietro i turisti ed i locali che vogliono andare al mare. Il punto di partenza è sempre lo stesso per tutti, in Rua Comandante Francisco Manuel (vicino la città vecchia), cambia semplicemente il prezzo del biglietto e gli orari in cui è possibile prenderli (li trovate esposti davanti al baracchino dei biglietti). Fate attenzione al segnale acustico che segnala il passaggio dei treni: per raggiungere le imbarcazioni bisogna attraversare i binari! Comunque tutti controllavamo bene lo stesso, anche se non vi era alcun segnale acustico, in certe occasioni meglio essere estremamente sicuri!Vi parlerò delle tre spiagge che abbiamo visto non secondo l'ordine di visita, ma partendo da quella che ci è piaciuta di meno fino a quella che più ci è piaciuta.
Comincio, quindi, con la Praia de Faro. Il ferry ci ha portate fino alla spiaggia in 40 minuti di viaggi attraverso la laguna (oggi riserva naturale) di Faro, pagando un biglietto di 3 euro per andata e ritorno. Siamo rimaste sconcertate fin dall'arrivo al molo dall'altro lato della laguna: tante le barche ancorate in quel tratto di laguna dall'acqua alquanto sporca e poco invitate, tanto la schiuma che galleggiava indisturbata e altrettante le persone che si facevano il bagno in quest'acqua: magari non ci si prendono malattie, per carità, però sicuramente non era uno spettacolo invitante!!
Ci dirigiamo quindi verso la spiaggia "che affaccia sull'oceano" e restiamo comunque deluse: le strutture come bar e ristoranti sono tutte sulla strada (niente che, quantomeno, si affacci sulla spiaggia.. Ma nemmeno per sbaglio), non è una spiaggia attrezzata (poter affittare quantomeno un ombrellone potrebbe anche fare comodo, a meno che non siate "simil-lucertole" o ve ne vogliate comprare uno da buttare/lasciare in hotel quando ripartite), l'acqua non era proprio pulitissima (non parlo di alghe, ma di quella schiuma "da sporco" che spesso si trova anche in Italia) e c'era un vento tremendo...Abbiamo preso il primo ferry disponibile e siamo tornate indietro. Tempo di permanenza al sole: 15 minuti (poi ci siamo rivestite, perché il vento dava fastidio e poi ci siamo proprio spostate ad un bar! Mi è piaciuta così poco, sono rimasta così delusa, che non ho fatto nemmeno una foto della spiaggia. Ne ho giusto alcune della laguna fatte dal pontile mentre aspettavamo il ferry di ritorno.
Faro: la laguna da praya de Faro.
[Avevamo pensato di andare, durante questo soggiorno, anche alla "Praia da Ilha do Farol". Ma l'ufficio di informazioni turistiche ci ha detto che è molto simile alla "praya de fare" (parliamo di una zona naturalistica) e, quindi, abbiamo rinunciato e non siamo andate.]
Passiamo alla spiaggia dell'Ilha de Tavira, la spiaggia "NI". Per arrivarci, bisogna prima arrivare a Tavira e vi sono due possibilità per farlo: gli autobus (un'ora di viaggio per 4,30 euro di biglietto per singola tratta) o i treni (3,15 euro a tratta per 40 minuti di viaggio e il biglietto è possibile farlo a bordo). In entrambi i casi bisogna informarsi prima sugli orari (volevamo andare in treno, ma lo abbiamo "dovuto" prendere al ritorno perché il sabato alcuni treni non passano, come quello della mattina alle 10). Una volta arrivati a Tavira, bisogna raggiungere (a piedi) il molo di partenza delle barche e li potete scegliere tra taxi e ferry boat. Abbiamo scelto il secondo: 1,90 euro a persona per un biglietto di andata e ritorno (sempre circa 40 minuti di viaggio). Tra le tre spiagge viste questa è sicuramente la più attrezzata: arrivati col ferry, si attraversa una pineta passando davanti ad un campeggio e diversi ristoranti fino ad arrivare alla spiaggia lato oceano. Un ombrellone con due lettini costa 13 euro, ma quando prendete l'ombrellone ne pagate 14: l'euro in più serve da cauzione per la targhetta col numero dell'ombrellone che vi viene data e che dovete appendere al gancio dell'ombrellone destinato alla stessa. Quando poi la riportate indietro vi viene ridato l'euro che avete pagato in più.
Tavira: al mare all'Ilha de Tavira
La definisco "NI" perché, per quanto attrezzata con ombrelloni, lettini, bagnini, ristoranti, bar e baracchini (una favola rispetto all'altra, insomma) ha sempre un mare sporco (e non parlo ovviamente delle alghe) e c'era anche una nave cargo che, al largo, stava ripulendo le stive sversando l'acqua sporca in mare. Certo, era al largo ed è una operazione che viene fatta sempre quella di pulire le stive, ed è anche immaginabile che possano sversare acqua in mare. Ma quando lo vedi fare e anche "vicino" la costa con tante persone che lì si fanno il bagno ti "prende a male" e ti passa la voglia di buttarti in acqua.
Tavira: al mare all'Ilha de Tavira
Un altro punto a sfavore è il suo sovraffollamento: per darvi un'idea, avete presente le foto delle spiagge della riviera romagnola ad agosto? Ecco, non proprio così, ma quasi! Personalmente, allora resto in Italia e vado davvero in riviera o ad Ostia: affollato per affollato queste sono più vicine!
L'ultima spiaggia che abbiamo provato e di cui vi parlo è quella dell'Ilha deserta. Questa, tra le tre, è sicuramente la migliore (ovviamente secondo la nostra opinione) ed è quella che consiglierei. Prendiamo il ferry boat dallo stesso pontile da dove abbiamo preso quello per la praia di Faro: i biglietti costano 10 euro (andata e ritorno) e il viaggio dura sempre una quarantina di minuti. I biglietti noi li abbiamo acquistati non davanti all'imbarco, ma al piccolo porto della città: circa in Praça D. Francisco Gomes ci sono due strutture/prefabbricati di agenzie che organizzano tour per la laguna di Faro (e dintorni) e uno, che si occupa della spiaggia dell'Ilha deserta, vende anche i biglietti "semplici" per i ferry boat (li riconoscete, i ragazzi dello staff hanno maglietta gialla con scritto proprio Ilha deserta).
Anche questa spiaggia è molto ventosa, in fondo lungo l'oceano è una cosa comune, ma si presenta molto bella già al primo sguardo. Sembra veramente un'isola deserta, se non fosse per il solo ristorante che vi si trova (anche caro. Però alimentato con pannelli solari, punto a strafavore!). Qua è possibile affittare ombrellone e due lettini per 20 euro o solo ombrellone per 7 euro (forse anche solo lettini, ma avendo noi preferenza per "solo ombrellone, massimo ombrellone con lettino" devo ammettere di non essermi informata sulla possibilità di prendere solo il lettino. Si può scegliere da soli quale ombrellone scegliere, passerà poi il ragazzo a riscuotere i soldi. Sicuramente questa è la spiaggia migliore tra le tre che abbiamo visto.
Faro: Ilha deserta
Ho giusto due consigli che vorrei darvi:
Innanzi tutto procuratevi qualcosa per il pranzo (anche solo della frutta). Una volta arrivati a questa spiaggia, come vi dicevo all'inizio, troverete un solo ristorante (solo ristorante, niente bar) che a quanto pare è molto caro e rischiate, quindi, di venir spennati. C'è un supermercato molto economico davanti la Chiesa do Carmo: piccolo e decisamente molto economico!
Il secondo consiglio è di arrivare alla fine del molo una volta scesi dal ferry boat, prima di andare a passare qualche ora sulla spiaggia. La vista è interessante (la foto della spiaggia che vi ho mostrato poco più su l'ho fatta da lì) ed è uno spettacolo vedere la corrente che nasce quando si incontrano le acque dell'oceano e della laguna che, a quel punto, si "combattono" con le loro correnti opposte (su instagram ho caricato un brevissimo video)
Faro: Ilha deserta
Ah, ricordate che l'acqua dell'oceano è freddissima, gelida. Quel freddo a cui ci si abitua perdendo un po' di sensibilità. Questo freddo associato al vento è decisamente deleterio se siete freddolosi!

domenica 31 agosto 2014

Portogallo: angoli di Faro

La tappa di Faro è stata dettata dalla nostra voglia di passare qualche giorno al mare, esperienza che però ha lasciato un po' a desiderare (ma ve ne parlerò in un altro post). Come per Lisbona e Porto, il primo impatto con la città non è stato molto bello: tanti palazzi cadenti, altrettanti abbandonati, atmosfera triste e da "periferia decisamente cadente" (tralascio poi la parte dell'hotel: spaventoso!). Ma anche di questo vi parlerò più avanti, in un post proprio dedicato alle mie impressioni riguardo al Portogallo.
Non abbiamo visitato molte cose, un po' perché passavamo gran parte della giornata al maree un po' perché gli orari d'apertura dei vari posti hanno giocato a nostro sfavore. O meglio, non ce ne siamo preoccupate troppo e molti li abbiamo quindi trovati chiusi! Ma poco male, visto che in questo caso preferivamo il relax e che qualcosa l'abbiamo vista comunque. Prima di parlarvi delle spiagge, quindi, volevo condividere con voi qualche foto e considerazione sulla città e, in particolare, sulla città vecchia
Alzi la mano chi ha pensato anche solo per un attimo che stavolta non avrei parlato di chiese... O che, quantomeno, il primo luogo di cui vi avrei parlato non sarebbe stata una chiesa... E invece no! Comincio proprio dalla Chiesa do Carmo, che è fuori dalla città vecchia di Faro. Molto piccola e, come quasi tutte le chiese viste in Portogallo, anche questa è "ricoperta d'oro"
Faro: interno della Chiesa do Carmo
Ma non voglio parlarvi della chiesa in sé. Vi siamo andate, in attesa che partisse il ferry per andare alla spiaggia dell'Ilha deserta, perché sulla guida avevamo letto di una piccola cappella molto particolare, che fa appunto parte della chiesa do Carmo di Faro. Parlo della Cappella des Ossos. Per poterla visitare si paga 1 euro a persona.
Faro: Cappella des Ossos
Per visitarla si passa dal cortile interno della chiesa (che sembra ospitare anche una specie di piccolo cimitero) ed è certamente molto particolare: è stata costruita con le ossa di più di 1000 monaci! Luogo molto particolare, mette sicuramente un po' di soggezione. Se non siete facilmente impressionabili fateci un salto!
Faro: Cappella des Ossos
Poteva mancare la cattedrale di Faro? Ovvio che no! Anzi, in realtà si... Ci siamo passate davanti diverse volte ed abbiamo sempre rimandato la visita all'interno. Il sabato sera, trovandola aperta, abbiamo deciso di entrare: erano circa le 22, abbiamo visto che stava per cominciare la messa ed abbiamo rimandato alla domenica mattina, sicure di trovarla aperta... E così NON è stato :(
Faro: scorci di paese
Cosa mi ha colpita, anche se l'ho vista solo in parte? L'esterno di un bianco che mi ricorda quello delle case delle isole greche e il suo campanile, che sembra molto una sorta di torre difensiva mai stata troppo alta ed in parte distrutta (o così pare). Il campanile/torre funge anche da accesso alla cattedrale stessa.
Faro: la torre della cattedrale
Abbiamo scoperto che il Portogallo è un paese a quanto pare molto amato dalle cicogne, di cui abbiamo visto molti nidi durante i nostri spostamenti in treno... E Faro non è sicuramente da meno. Come li abbiamo riconosciuti come nidi di cicogne? Mettiamola così: se si fosse trattato di nidi di piccoli uccelli come i pettirossi o i piccioni sarebbero stati una sorta di villette plurifamiliari!
Faro: scorci di paese
la città vecchia, in fin dei conti, sembra essere molto carina. Probabilmente spendere qualche momento in più per conoscerla meglio sarebbe stata una scelta più azzeccata e forse saremmo riuscite ad apprezzare di più la città stessa. Però qualche foto "bella" (o che io almeno definisco tale) da portarmi a casa per ricordarmi questi giorni sono riuscita a farla. Ve ne lascio qualcuna anche in questo post. Voi siete mai stati a Faro? Vi è piaciuta?
Faro: scorci di paese

Fiori di Faro

Faro: scorci di paese

Faro: tramonto sulla laguna

Faro: passaggio del treno

domenica 29 giugno 2014

Amsterdam: recensione dell'appartamento

Come a Berlino, anche per il mio soggiorno ad Amsterdam ho deciso di prenotare un appartamento su Airbnb. Ed anche stavolta devo ammetterne di esserne rimasta più che soddisfatta! La scelta di questo appartamento si è rivelata essere proprio giusta.

L'appartamento che ho scelto è molto grande: composto da salotto, studio, cucina e bagno di servizio al primo piano (quello d'entrata) e camera da letto e bagno al piano di sopra. La casa si trova nel quartiere "Oosterparkbuurt", al di fuori delle varie cerchie di canali del centro città. La fermata della metro è quella di Wibautstraat, lungo le linee metro M51, M53 ed M54 (partono dalla stazione centrale e, passando per il centro, arrivano fino alla periferia più remota di Amsterdam): per fare queste 4 stazioni metro (dalla stazione si deve scendere alla quarta fermata) ci vogliono 10/12 minuti.

ma veniamo alla casa in se. Come vi dicevo vi sono diverse stanze che la compongono. Salone e studio sono comunicanti e questo rende il tutto molto più spazioso.
La casa ad Amsterdam: il salone

Davanti a divano e poltrona ci sono la televisione, un tavolino posizionato proprio sotto la finestra ed accanto alla portafinestra: il posto perfetto per mangiare: durante l'estate, ad Amsterdam fa notte tardi (dopo le 22) e quindi quel posto era molto luminoso.
La casa ad Amsterdam: il tavolo in salotto

Avevamo anche un piccolo balcone, dove si poteva fumare (in inverno si può fumare in cucina con la cappa accesa).
La casa ad Amsterdam: il balcone

La cucina, lunga e stretta, era carina e vi era tutto quello di cui avevamo bisogno: oltre alle cose di base come fornelli, frigo, forno e forno a microonde, vi erano anche moltissime cose utili come il tostapane, il bollitore e la macchina del caffè. C'erano anche sale, zucchero, spezie varie e bustine di tè.
La casa ad Amsterdam: la cucina

Al piano di sopra vi era la camera da letto ed il bagno (di cui non ho fatto la foto: non mi sembrava carino poi postarla). La camera da letto era sempre molto luminosa e, soprattutto, molto calda grazie alle sue finestre :)
La casa ad Amsterdam: la camera da letto

La casa ad Amsterdam: la camera da letto

Il proprietario è un amante della musica... Oltre ad una parete piena di cd, in casa vi è una libreria piena di vecchi lp ordinati per artista ed anno. Vi lascio qualche altra foto della casa (e vi chiedo scusa per la qualità: le ho fatte col tablet prima di partire)

La casa ad Amsterdam: gli LP del proprietario

La casa ad Amsterdam: lo studiolo

domenica 6 aprile 2014

Berlino: recensione dell'appartamento

Oggi concludo il racconto della mia settimana berlinese parlandovi dell'appartamento in cui ho soggiornato. La mia ricerca dell'alloggio è stata piuttosto travagliata, ho prenotato e cambiato diversi hotel prima di dirigere la mia attenzione su AirB&B. Ho usato questo sito per la prima volta e devo dire di esserne rimasta abbastanza soddisfatta (tenendo conto che era solo la prima volta che lo usavo).

L'appartamento si trova nel quartiere di Scheunenviertel, zona abbastanza centrale. Più precisamente, si trova in Schönholzer Straße (laterale di Bernauer Strasse) ed è collegato bene: a Bernauer Straße c'è l'omonima fermata della U-Bahn e a 15 minuti di cammino la fermata "Nordbahnhof" (con 2 fermate distinte potete prendere 3 diverse linee metro) e lungo la strada che vi porta a quest'ultima fermata passa anche un tram. L'appartamento è molto silenzioso e gli spazi sono stati strutturati bene.
Appena si apre la porta ci si trova in un piccolo ingresso dove si trovano il bagno (che non vi farò vedere perchè non l'ho fotografato), un piccolo sgabuzzino dove potete trovare aspirapolvere, stiro, stendino ed altre risorse utili e, sul muro, un piccolo attaccapanni per lasciare il cappotto. Già da li si vede quanto l'appartamento sia carino:
Berlino: Appartamento

L'appartamento è strutturato per due persone, senza risultare "troppo giusto". La cucina è piccola, ma accessoriata veramente molto bene: pentole e padelle per potersi sbizzarrire nel cucinare, forno a microonde per i più pigri (o per scaldarsi del caffè/latte), un tostapane, frigo piccolo ma comodo, bollitore per l'acqua e la macchina in stile "americano" per fare il caffè. Io vi ho trovato anche sale, zucchero (sia in zollette che in polvere), vari gusti di thè, camomilla e caffè sia in polvere sia di quelli tipo nescafè.
Berlino: Appartamento

Il tavolo per mangiare si trova sotto una delle grandi finestre che illuminano l'appartamento
Berlino: Appartamento

La zona soggiorno/notte è stata divisa ed ammobiliata in un modo che a me è piaciuto molto e abbastanza funzionale. Nell'angolo in basso a sinistra di questa foto spunta un angolo del tavolino della televisione (che io non ho praticamente mai acceso)
Berlino: Appartamento

Da notare lo specchi a parete decisamente gigante :)
Berlino: Appartamento

Trudy, la proprietaria di casa, è stat molto gentile e disponibile. Una volta che ho prenotato mi ha anche inviato un messaggio tramite AirB&B con tutte le indicazioni su come arrivare dagli aeroporti di Berlino fino all'appartamento più altre indicazioni utili.
L'unica cosa che mi ha creato un po' di difficoltà è il fatto che non è stato facilissimo trovare il supermercato: dalla via dell'appartamento bisogna prendere Brunnenstrasse (di fronte a voi all'incrocio dove si trova la fermata "Bernauer Straße") e ve lo troverete sulla sinistra. All'angolo tra Schönholzer Straße (la via dove si trova la casa) e Bernauer Straße si trova un piccolo caffè/pasticceria che non ho mai provato, ma da fuori è carino.

Poco distante, lungo la strada che vi porta alla fermata "nordbahnohf", si trova il Gedenkstätte Berliner Mauer.
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