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domenica 19 ottobre 2014

Sicilia on the road: Erice e la Sicilia medievale

Erice: tra i vicoli del paese In 5 giorni di viaggio in Sicilia abbiamo percorso circa 1000 km passando anche per Erice, vicino Trapani. I parcheggi appena fuori dalle mura sono tutti a pagamento: potete o pagare ad ore, o acquistare l'abbonamento di 4,6 euro per una settimana di parcheggio (che comunque conviene anche se si sta di meno) oppure parcheggiare a Trapani ed usufruire dell'ovovia che porta fino ad una delle porte del borgo (Porta Trapani, appunto). Occhio a non parcheggiare nelle strisce gialle, quelle sono per i residenti di Erice.
Una cosa che abbiamo notato fin da prima di entrare nel paese vero e proprio sono le numerose "mandrie" di turisti giunti fin qui con un qualche viaggio organizzato che li porterà in giro per tutta la Sicilia (o quasi) a tappe forzate e velocissime. Per fortuna in molti stavano andando via e, quindi, noi abbiamo girato abbastanza tranquillamente per le strade di Erice ed abbiamo potuto apprezzare al meglio il paese.
Erice:  il Duomo Mentre ci incamminiamo per i vicoli e le salite del paese ho pensato subito che, in effetti, la ragazza dell'hotel aveva ragione e le salite di Erice sono toste da percorrere, ecco il primo vero incontro con la storia di questo piccolo paesino: il Duomo di Erice che, anche se "piccolo" riesce a colpire chi lo guarda. Conosciuto con diversi nomi (Duomo, Chiesa Madre, cioè "chiesa principale", Santa Maria Assunta). Tradizione vuole che il duomo di Erice venne costruito all'epoca dell'imperatore Costantino nel IV secolo d.C. ma il tempio che vediamo oggi, comunque, venne costruito nel 1312 da Federico III di Aragona con materiale preso dal tempio di Venere Ericina (nei dintorni di Erice). Per visitare l'interno si paga un biglietti di 2 euro (noi non siamo entrati, abbiamo preferito continuare a passeggiare finché c'era luce e poi in quel momento stavano entrando gli ultimi gruppi di turisti arrivati in paese, quindi troppa folla per riuscire a visitarlo senza fare a botte con gli altri che vogliono fare fotografie). Mentre continuavamo il nostro giro notavo che Erice è uno di quei posti che, anche se non hanno chissà quali grandi monumenti, riescono a piacere molto a chi li visita!
Erice: micio di paeseTutto è in pietra, compresa la pavimentazione della strada e, quindi, va fatta anche attenzione quando si passeggia: la pietra usata per la pavimentazione delle strade è ormai liscia per quanta gente vi è passata e si rischia di scivolare!!
Questo micio si era perfettamente mimetizzato con i palazzi circostanti (una chiesa, nello specifico, ma non vi so dire quale.. Sicuramente una delle chiese "minori"). e l'ho notato solo perché me lo hanno fatto notare (proprio per come era stato bravo a mimetizzarsi per schiacciare un pisolino). Da brava amante degli animali, ovviamente, non ho resistito al cercare di farci amicizia ed alla fine, dopo alcuni istanti di perplessità e di studio da parte sua, ci siamo ritrovati a giocare :). Prima di proseguire ho voluto fargli una foto e questa che vi mostro è il risultato (uscito per puro caso, fortuna, o comunque vogliate definire la cosa).
Ammetto che non è stato semplice decidere dove andare, decidere che giro seguire per visitare Erice, e abbiamo deciso di andare "a naso" e questa si è rivelata la scelta migliore da fare: sapete ormai che non amo troppo i percorsi prefissati e decisi, a meno che non mi permettano di vedere luoghi, persone e/o cose che altrimenti non scoprirei. Arriviamo, girando in questo modo, fino alla Chiesa di San Giuliano. Anche questa non l'abbiamo visitata all'interno.
Erice: Chiesa di San GiulianoIl biglietto costa sempre 2 euro. Si tratta di una delle prime chiese costruite a Erice ed è stata eretta in onore di San Giuliano a cui i normanni attribuirono il merito della vittoria contro i mussulmani che avevano occupato la cittadella [per questo motivo San Giuliano, protettore di Erice, è definito il santo liberatore]. Una storia interessante, scovata cercando sulla guida e su internet (in particolare sul sito "turismo Trapani"). [Prima di continuare, una breve informazione utile. Ho notato, durante questo nostro giro, che sono segnalati alcuni percorsi identificati da diversi colori e una volta tornata a Roma ho fatto una breve ricerca ed ho scoperto la "TrapaniWelcome Card": un pass che permette di usufruire di bus locali e funivia e di "visitare le principali attrazioni del territorio con riduzioni o ingresso gratuito"... Anche se avrei da ridire sulla definizione di "gratuito": alla fine comunque la carta la si paga (è come se i biglietti gratuiti fossero stati già pagati)].
Erice: Castello di Venere Proseguiamo la nostra passeggiata fino ad arrivare dall'altro lato del paese (o quasi) e ci troviamo davanti ad una serie di torrette e castelli, tra cui il Castello di Venere Ericina ("Ericina" proprio perché venerata in questa zona). In realtà questo che si vede oggi è il castello di epoca normanna, costruito sui resti del santuario dedicato a Venere. Castello o non castello, santuario o non santuario, questa vista con la luce del tardo pomeriggio cattura chiunque passi per questa parte del paesino.
Erice: vista sul golfo dalla villa comunale
Erice: tramonto su Trapani Vi è la possibilità, da lì, di osservare anche il panorama, il golfo di Trapani: non ditemi che non è una delle viste più belle che il nostro Belpaese offre! (anche se io forse non faccio testo, solitamente tutti i panorami riescono a piacermi!!). Facciamo altri due passi, passiamo per la villa comunale di Erice e ci fermiamo al bar della villa stessa per un aperitivo. il parco è molto tranquillo, anche se c'è un bel viavai di turisti. Anche il bar è molto tranquillo, nonostante sia abbastanza affollato. Se volete fare anche voi un aperitivo fermatevi qui.. Non tanto per il bar, quanto perché potreste trovarvi davanti ad una vista così... Una vista così é, per me, il modo migliore per concludere una giornata.

giovedì 27 marzo 2014

Una passeggiata al parco: Il Tiergarten a Berlino

Quando sono in una città che non conosco, oltre che camminare in lungo ed in largo per le sue strade, mi piace anche passeggiare in qualche parco della città stessa. Mi piace fare queste camminate per allontanarmi dal caos cittadino e perché, spesso e volentieri, i giardini rispecchiano almeno una parte delle abitudini di chi vive una città.
Oggi vi porto al Tiergarten di Berlino. Questa passeggiata, in realtà, l'avevo cominciata seguendo un percorso consigliato dalla guida della Lonely Planet, ma "in corso d'opera" ho modificato il mio tragitto eliminando alcune cose che mi attiravano di meno e perché, di base, preferivo vivermi il parco a modo mio. Vi porto con me da un'entrata vicino a Potsdamer Platz fino alla Colonna della Vittoria e al monumento a Bismark.
Gli alberi non erano di certo verdi,visto il periodo (inizio marzo), ma nonostante fosse ancora vestito dei suoi colori invernali, questo parco lascia comunque intravedere il suo lato più bello
Tiergarten

Sono arrivata fino alla Luiseninsel: questa zona del parco è "recintata", ma sempre accessibile tramite dei piccoli cancelli che rimangono aperti almeno durante il giorno ed è puntellato di statue che nel tardo pomeriggio, quando il sole inizia a calare, hanno una luce ed un aspetto particolare e da aiuole che durante la bella stagione fioriscono.
Tiergarten

Continuo la passeggiata tra gli alberi, restando, lo ammetto, ammaliata dai colori particolari che alberi e corsi d'acqua assumono con la luce del tardo pomeriggio/tramonto: molto particolari, apprezzabili solo se ci si ferma un attimo per osservare ciò che ci circonda; se poi in giro c'è pochissima gente, come il giorno in cui vi sono andata a passeggiare io (favorita sicuramente dalla giornata un po' grigia e dall'aria abbastanza fredda), potrete godervi ancora di più il silenzio quasi assordante e la bellezza del parco.
Tiergarten

La guida consigliava di andare a vedere statue, statuette, monumenti e altri posti "importanti", ma io mi sono diretta verso un punto preciso: la Siegessäule, la "Colonna della Vittoria" che si trova lungo la "Strasse des 17 Juni", alle spalle della Porta di Brandeburgo e che taglia in due il Tiergarten. Si tratta di una colonna (appunto) eretta per ricordare i trionfi militari prussiani quando Otto von Bismark era cancelliere.
la colonna della vittoria

Già che ero lì, ho deciso di salire fino in cima per osservare anche da li Berlino dall'alto (biglietto intero: 3 euro). Si passa prima attraverso un piccolo museo che "parla" dei monumenti in giro per il mondo costruiti con lo stesso fine di questa colonna (quindi per ricordare un periodo di trionfi militari) e poi si arriva alle scale che portano fino alla cima della colonna. La salita è abbastanza faticosa (vi dico solo che da circa 3/4 della salita c'è una sedia ad ogni livello per chi si vuole riposare), ma poi sarete ripagati dalla vista sul parco e sulla città, soprattutto se la giornata è bella (più bella di quella che ho trovato io). Se la giornata è ventosa copritevi: a 60 metri d'altezza il vento è molto fastidioso.
la colonna della vittoria

In cima alla colonna si trova la statua della Dea della Vittoria.
la colonna della vittoria

Mi sono poi fermata alla statua di Bismark che si trova proprio accanto alla colonna della vittoria: fu costruita per ricordare Bismark (appunto) ed è circondata dalle statue di Atlante (con il mondo sulle spalle), Sigfrido (che impugna la spada), una Sibilla e la personificazione della Germania che schiaccia sotto il piede un leopardo . Peccato che, però, non mi ci sia potuta avvicinare a causa di alcuni lavori.
Statua di Bismark

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