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domenica 13 aprile 2014

Roma di notte: dal Campidoglio ai Fori

Nuovo appuntamento con le passeggiate serali per Roma. Questa volta, unendo la mia voglia di scoprire la città di notte alla voglia di provare la nuova macchina fotografica, ho deciso di partire dal Campidoglio per arrivare a via dei Fori Imperiali: una zona che tutti conosciamo e che, di notte, con l'illuminazione evidentemente studiata ad hoc, ha tutt'altro aspetto e fascino.

Ferma alla base della scalinata che porta fino in Piazza del Campidoglio, ho notato che l'acqua che usciva dalla fontana a forma di leone aveva un colore diverso dal solito: l'illuminazione serale/notturna le dava un colore che tendeva al rosso e sembrava che il leone "sputasse fuoco"! :)
Leone e giochi di luci

Piazza del Campidoglio è stata sicuramente una grande scoperta: senza turisti, tranquilla e con la fontana che,illuminata a giorno, è forse ancora più bella...
Piazza del Campidoglio: la fontana

La cosa un po' inquietante era questa installazione: l'idea di base è ammirevole, ma viste da lontano queste figure nere senza testa mettono decisamente molta ansia. (per la cronaca: sono manichini che rappresentano i morti sul lavoro)
installazioni al Campidoglio

Ma comunque... Continuo a raccontarvi la mia passeggiata anche attraverso parole e fotografie, perché solo le prime sicuramente non rendono giustizia alla bellezza di Roma. Il Vittoriano, con l'illuminazione notturna, assume un aspetto ancora più gigantesco e mette, forse, un po' di soggezione (anche se ora, quando lo guardo da lontano, non posso che ripensare al suo soprannome: "macchina da scrivere"...)
Altare della Patria

Sicuramente ora è facile dire che i Fori sono "bellissimi/stupendi/imponenti/così via", ma è difficile (quasi impossibile) affermare il contrario. Chi se n'è occupato ha fatto delle scelte in fatto di illuminazione che, secondo me, fa pienamente il suo lavoro
I fori illuminati di colori

Anche se pure senza le luci colorate, i fori riescono a manifestare la loro "imponenza"
I fori illuminati di colori

Continuo la mia passeggiata lungo via dei Fori Imperiali, cambio "panorama" e mi continuo a sentire piccola di fronte a queste grandi costruzioni di millenni fa... Dà da pensare il fatto che queste strutture siano ancora in piedi, nonostante la "loro età" e i palazzi più moderni si crepano e cadono a pezzi alla prima piccolissima vibrazione di terremoto
I fori illuminati di colori

Vi lascio con qualche ulteriore foto: sapete che, per me, esprime più una foto che mille parole.
I fori illuminati di colori

I fori illuminati di colori

I fori illuminati di colori

Non trovate anche voi che questi luoghi, illuminati in questo modo, siano ancora più belli del solito?
[Su flickr trovate tutte le foto della mia passeggiata, insieme a tutte quelle scattate durante le mie passeggiate serali per Roma]

mercoledì 9 aprile 2014

Punti di vista: lungo il tevere tra il ponte di ferro e il ponte delle scienze

In quest'ultimo anno e mezzo ho cominciato a girare in maniera più approfondita per Roma, la città dove sono nata e cresciuta. Sapete anche che, spesso, mi piace anche cambiare il punto di vista da cui osservo le cose: ho notato che questo porta, spesso,a farsi un'idea diversa e anche più completa di ciò che osserviamo.
A fine marzo ho deciso di andare a fare una passeggiata lungo il Tevere, in zona Marconi. Più precisamente sono andata verso il nuovo e sconosciuto ponte delle scienze, vicino alla (ormai chiusa) città del gusto. Non c'è chissà cosa da vedere, lungo questo tratto del tevere.. Lo so. Personalmente, però, sono sempre rimasta affascinata dagli edifici di archeologia industriale che si trovano sull'altro lato del fiume e che io ho sempre osservato velocemente o dalla macchina o dal lato del tevere dove si trovano la città del gusto ed il cinema multisala super frequentato.
Il "monumento simbolo" di questa zona è il gazometro. Tutti (o quasi) lo conosciamo e visto dalle banchine del fiume risulta ancora più grande ed imponente.
Lungotevere marconi: Gazometro

La vegetazione ha la meglio, decidendo cosa mostrare e cosa nascondere agli occhi di chi viene qui a correre, camminare o per andare in bicicletta senza le macchine che sfrecciano ovunque
Lungotevere marconi: tevere e vegetazione

Poco lontano dal gazometro e dal ponte delle scienze (quello di cui vi parlavo all'inizio), si vedono altri edifici, esempi di archeologia industriale. Queste strutture hanno, per me, un loro fascino particolare: sono sempre imponenti e visibili da lontano, come lo stato di abbandono in cui versano (mi chiedo perché, alcuni di questi edifici non vengano riutilizzati, se non solo a parole, per altre cose).
Lungotevere marconi: archeologia industriale

Io, però, sono andata dall'altra parte rispetto a questi edifici, verso il ponte di ferro (il ponte dell'industria insomma), arrivando all'incirca fino all'Istituto Superiore Antincendi (si, l'ho letto sul sito ufficiale dei vigili del fuoco. Io sono sempre stata convinta che fosse una "caserma normale" dei vigili del fuoco). Edifici che fanno parte dell'area degli ex magazzini generali... Edifici che, per me, hanno un certo fascino.
Lungotevere marconi: strutture industriali

Questa passeggiata, durante una calda e soleggiata giornata di inizio primavera, è stata un toccasana per il mio umore e mi ha permesso di scoprire un lato di questa zona di Roma che non conoscevo!
Lungotevere marconi: la strada

domenica 6 aprile 2014

Berlino: recensione dell'appartamento

Oggi concludo il racconto della mia settimana berlinese parlandovi dell'appartamento in cui ho soggiornato. La mia ricerca dell'alloggio è stata piuttosto travagliata, ho prenotato e cambiato diversi hotel prima di dirigere la mia attenzione su AirB&B. Ho usato questo sito per la prima volta e devo dire di esserne rimasta abbastanza soddisfatta (tenendo conto che era solo la prima volta che lo usavo).

L'appartamento si trova nel quartiere di Scheunenviertel, zona abbastanza centrale. Più precisamente, si trova in Schönholzer Straße (laterale di Bernauer Strasse) ed è collegato bene: a Bernauer Straße c'è l'omonima fermata della U-Bahn e a 15 minuti di cammino la fermata "Nordbahnhof" (con 2 fermate distinte potete prendere 3 diverse linee metro) e lungo la strada che vi porta a quest'ultima fermata passa anche un tram. L'appartamento è molto silenzioso e gli spazi sono stati strutturati bene.
Appena si apre la porta ci si trova in un piccolo ingresso dove si trovano il bagno (che non vi farò vedere perchè non l'ho fotografato), un piccolo sgabuzzino dove potete trovare aspirapolvere, stiro, stendino ed altre risorse utili e, sul muro, un piccolo attaccapanni per lasciare il cappotto. Già da li si vede quanto l'appartamento sia carino:
Berlino: Appartamento

L'appartamento è strutturato per due persone, senza risultare "troppo giusto". La cucina è piccola, ma accessoriata veramente molto bene: pentole e padelle per potersi sbizzarrire nel cucinare, forno a microonde per i più pigri (o per scaldarsi del caffè/latte), un tostapane, frigo piccolo ma comodo, bollitore per l'acqua e la macchina in stile "americano" per fare il caffè. Io vi ho trovato anche sale, zucchero (sia in zollette che in polvere), vari gusti di thè, camomilla e caffè sia in polvere sia di quelli tipo nescafè.
Berlino: Appartamento

Il tavolo per mangiare si trova sotto una delle grandi finestre che illuminano l'appartamento
Berlino: Appartamento

La zona soggiorno/notte è stata divisa ed ammobiliata in un modo che a me è piaciuto molto e abbastanza funzionale. Nell'angolo in basso a sinistra di questa foto spunta un angolo del tavolino della televisione (che io non ho praticamente mai acceso)
Berlino: Appartamento

Da notare lo specchi a parete decisamente gigante :)
Berlino: Appartamento

Trudy, la proprietaria di casa, è stat molto gentile e disponibile. Una volta che ho prenotato mi ha anche inviato un messaggio tramite AirB&B con tutte le indicazioni su come arrivare dagli aeroporti di Berlino fino all'appartamento più altre indicazioni utili.
L'unica cosa che mi ha creato un po' di difficoltà è il fatto che non è stato facilissimo trovare il supermercato: dalla via dell'appartamento bisogna prendere Brunnenstrasse (di fronte a voi all'incrocio dove si trova la fermata "Bernauer Straße") e ve lo troverete sulla sinistra. All'angolo tra Schönholzer Straße (la via dove si trova la casa) e Bernauer Straße si trova un piccolo caffè/pasticceria che non ho mai provato, ma da fuori è carino.

Poco distante, lungo la strada che vi porta alla fermata "nordbahnohf", si trova il Gedenkstätte Berliner Mauer.

giovedì 3 aprile 2014

Roma: la Chiesa del Giubileo a Tor Tre Teste

Quanti di voi conoscono la "Chiesa del Giubileo" o "Chiesa del 2000" a Roma? Scommetto quasi nessuno e io per prima, fino a circa due settimane fa, non la conoscevo. Il suo "vero nome" è Chiesa di Dio Padre Misericordioso e si trova a Tor Tre Teste, una zona della periferia di Roma che i romani stessi solitamente non visitano a meno che non vivano qua o per qualche motivo più personale del voler visitare una chiesa.
Nelle vicinanze di questo edificio religioso vi è a malapena una fermata di autobus, a cui fermano uno o due bus nei giorni feriali e pochi di più durante i giorni festivi. Insomma, una chiesetta sperduta nel nulla e che magari è anche bruttarella o come tante altre, direte voi...E invece no!
Chiesa di Dio Padre Misericordioso: Esterni
Si tratta di una chiesa moderna, costruita per il giubileo del 2000.. O meglio, pensata per essere pronta per quel giubileo, iniziata nel 1998 e finita qualche anno più tardi rispetto al suddetto evento religioso. E che è citata dai libri di architettura!
Guardandola da fuori si vede subito la sua struttura particolare, con la parte dedicata all'edificio religioso (sulla sinistra) formata da tre "vele"
Chiesa di Dio Padre Misericordioso: Esterni

Il giorno in cui vi sono stata io, non vi erano altri turisti o fedeli e sono riuscita a godermi la tranquillità e semplicità di questo luogo, caratteristiche che, sicuramente, non passano inosservate.
Chiesa di Dio Padre Misericordioso: Interni

Roma riesce sempre a stupirmi: mi rendo conto di quanto io non la conosca, se non in minima parte, nonostante siano 26 anni che vivo qui. Tanti sono i posti che (ancora) non conosco e (ancora9 non ho visitato, ma mi sono ripromessa di vedere tutto quello che questa magnifica città offre.... E vi porterò con me attraverso questo blog.

--- Aggiornamento da Facebook---
Dopo aver linkato questo post all'interno di un gruppo di appassionati di viaggi, Marianna mi ha dato, gentilmente, alcune informazioni su questa chiesa: è opera del famosissimo architetto Richard Mayer (mea culpa per essermene dimenticata quando ho scritto il post). Gli archi apparentemente di cemento della parte esterna sono fatti un materiale che non attacca smog e non provoca, negli anni, l'ingiallimento della stessa (questa la trovo una cosa fantastica: non avremo, tra qualche tempo, l'ennesimo edificio ingiallito dal passare del tempo e dalla poca cura che, spesso, mettiamo nel mantenimento delle cose). Per finire mi ha detto/ricordato che questa chiesa venne anche benedetta da Papa Giovanni Paolo II


Vi lascio ad altre foto: sicuramente esprimono meglio delle parole la bellezza di questo luogo.

Chiesa di Dio Padre Misericordioso: Esterni

Chiesa di Dio Padre Misericordioso: Interni

Chiesa di Dio Padre Misericordioso: Interni

Chiesa di Dio Padre Misericordioso: Interni

martedì 1 aprile 2014

#cerveteripresstour: Un'interessante giornata tra Cerveteri e Ceri

Sabato scorso ho partecipato ad un press tour tra Cerveteri e Ceri. Quando mi è stato chiesto se ero interessata a partecipare, ho colto l'occasione al volo: due posti che da tanto tempo mi ripromettevo di visitare e ancora non ero riuscita a vedere.. Quale migliore occasione, quindi, per andarvi???
Davanti al municipio di Cerveteri abbiamo incontrato il sindaco Alessio Pascucci e l'assessore allo sviluppo del territorio Lorenzo Croci. La prima cosa che ho notato è che la giunta è veramente molto giovane sia anagraficamente che in termini di idee, soprattutto legate al turismo: in fondo perché non incentivarlo in una città così ricca e ben collegata come Cerveteri?
Ma non voglio dilungarmi troppo: passiamo subito al primo punto interessante della nostra giornata: la Necropoli della Banditaccia, inserita 10 anni fa tra i beni dell'umanità UNESCO.
Necropoli della Banditaccia
Questa necropoli venne usata per circa 8 secoli e questo ci permette di seguire l'evoluzione delle tombe etrusche. Io ho scoperto cose davvero molto interessanti: ad esempio, nei tumuli più antichi i letti a sarcofago (tipo quello nella foto) indicano il fatto che lì vi erano stati sepolti dei corpi femminili e i "letti normali", senza testata, indicavano delle sepolture maschili.
Necropoli della Banditaccia
Nelle tombe successive, invece, le sepolture maschili erano indicate da un cippo e quelle femminili da una casa, "segnali" collocati entrambi fuori dalla tomba.
Necropoli della Banditaccia
Molti reperti non sono stati ritrovati, purtroppo, a causa dei saccheggiatori di tombe di inizio '900... Ma non disperate! Da questo punto di vista, aiuta molto un intervento che ha reso interattive alcune tombe: vedrete delle immagini scorrere lungo i muri dei tumuli, raccontate dalla voce di Piero Angela!
La tomba dei vasi greci è la prima di queste tombe interattive ed è anche una tomba diversa dalle altre, in quanto, come ci ha spiegato la nostra guida, questa venne riaperta successivamente per potervi seppellire altri morti (cosa che non è accaduta per altre sepolture)
Necropoli della Banditaccia
La Tomba del Pilastro è un'altra tomba multimediale ed è stata costruita con un solo pilastro centrale (Da qui il nome) che doveva ricordare l'"ambiente familiare" ai defunti che vi erano sepolti.
Necropoli della Banditaccia
Anche qui, vi sono immagini che scorrono lungo i muri, seguendo proprio la forma della tomba, con la voce di Piero Angela che ve le racconta
Necropoli della Banditaccia
Per il pranzo, le proposte, in termini di cibo e vini, sono state azzeccate: prodotti locali che, più li assaggiavo, più mi facevano venire fame!
Dopo questa sosta mangereccia, siamo passati a visitare il Museo Nazionale Cerite. Vi dico subito di segnarvi in agenda questo evento: il Cratere di Eufronio sta per tornare qui, "a casa", anche se solo momentaneamente. Ritrovato durante il saccheggio di una tomba, venne acquistato dal Metropolitan Museum di New York e, ad oggi, è conservato nel Museo nazionale di Villa Giulia a Roma.
Cratere di Eufronio
Il museo, come la necropoli, è dotato di parti interattive: si seleziona la lingua (italiano o inglese), si "seleziona l'oggetto" e poi si ascolta la spiegazione. Personalmente, questo modo di interagire con i visitatori piace molto, soprattutto quando, come nel caso della necropoli e del museo, non risulta essere noioso, ma interessante. Grazie sempre alla nostra guida, anche durante la visita al museo ho imparato molte cose davvero molto interessanti: ad esempio, il "bucchero" è la ceramica tipica ceretana che da la sensazione di avere un oggetto di metallo davanti... Per riconoscere oggetti realizzati in bucchero, questi vanno visti in frattura (quindi "rotti"), poiché devono essere neri anche all'interno.
Museo Nazionale Cerite
La più grande scoperta di questa giornata, almeno per me, è stato il piccolo borgo di Ceri: lo avevo sentito nominare tante volte, spesso ero incappata in descrizioni di questo paesino, cercando notizie sui dintorni della capitale. In epoca antica era un centro importante, per la sua posizione tra due strade consolari. Devo ammettere di essere rimasta impressionata dalle sue mura difensive
Ceri: esterno le mura
Il santuario di Ceri, visitato durante questa giornata, si trova praticamente sulla piazza principale di questo piccolissimo paese
Ceri: altare del Santuario
All'interno dello stesso sembra essere sepolto San Felice martire che venne nominato papa quando la sede papale venne trasferita ad Avignone, ma lui rifiutò la nomina perchè, diceva lui, vi era già un papa già in carica. Leggenda narra che, durante il tragitto della salma verso Roma, i buoi che tiravano il carro con il feretro decisero di fermarsi e non vollero più continuare il tragitto.

Tirando le somme, è stata una giornata interessante, da cui ho riportato indietro con me tantissime informazioni e storie che non conoscevo!

domenica 30 marzo 2014

Berlino e la storia ingombrante

Continuo a raccontarvi la città attraverso altri luoghi della storia del XX secolo, tra musei, luoghi ormai diventati ritrovi turistici e luoghi che dimostrano come si possa "andare oltre" e trasformare tutto in qualcosa di interessante ed istruttivo da vedere.

Comincio parlandovi del Gedenkstätte Berliner Mauer, che si trova anche vicino all'appartamento dove ho soggiornato. Si tratta del principale luogo in cui viene "ricordata" la divisione cinquantennale della Germania.
Questo sito "di ricordo" si estende per circa un chilometro, comprendendo un tratto originale del muro, delle installazioni che "mostrano" la continuazione del muro, una cappella e delle targhe esplicative (in tedesco) che raccontano cosa simboleggia il sito stesso.
Gedenstätte Berliner Mauer
Vi è anche quella che viene chiamata la "finestra della rimembranza", parete dell'"area A" tappezzata di foto che raccoglie le foto delle persone che persero la vita cercando di passare il muro: aiuta a dare un volto a queste persone che, altrimenti, sarebbero (già) dimenticate da tutti, soprattutto da chi non ha vissuto quel periodo storico se non attraverso i libri di storia. Peccato che le targhe siano solo in tedesco (almeno quelle che io ho provato a leggere) e quindi risulti difficile capirne fino in fondo il profondo significato.

Anche la East Side Gallery ha come "tema centrale" il muro di Berlino: un tratto di muro lungo poco più di un chilometro è stato trasformato da divisione a galleria d'arte a cielo aperto. Ho passeggiato per più di un'ora per vederlo tutto e soffermarmi il tempo "necessario" per osservare tutti i murales e ho visto qualcosa di più di un "pezzo di muro con dei (bei) disegni sopra", ci ho visto la voglia di trasformare
Alcuni murales, oltre ad essere veramente belli, sono molto famosi.
East Side Gallery

Ho deciso di visitare anche la"Topographie des Terrors", un progetto/museo con ingresso gratuito che cerca di raccontare il sistema del terrore instaurato dai nazionalsocialisti in Germania (e poi nei paesi occupati). Si trova proprio nell'area in cui, dal 1933 fino al 1945, si trovavano le centrali del terrore nazista.All'interno della spaziosa struttura, si trovano pannelli esplicativi che raccontano quel periodo di terrore. Vi sono i pannelli esplicativi che procedono in ordine cronologico, con spiegazioni in tedesco ed in inglese e diverse foto. Sito esaustivo nel raccontare la storia: mi e piaciuto il fatto che questa venisse raccontata principalmente attraverso le foto.
topographie des terrors

Seguendo il consiglio di chi Berlino lo aveva già visitato, sono andata anche al DDR Museum (6€ per il biglietto intero e 4€ per il ridotto). Si tratta di un museo interattivo che riguarda il quarantennio della Repubblica Democratica Tedesca. Questo museo, che si gira in poco più di un'ora, racconta com'era la vita delle persone comuni in quel quarantennio. Mostra il controllo che il potere aveva sulla vita di queste persone. La cosa più bella è che le cose esposte possono essere toccate dai visitatori del museo e credo sia inutile dirvi che proprio per questo il museo ha, per me, una marcia in più.
DDR Museum

Concludo il giro con il Checkpoint Charlie, che mi ha veramente delusa. In funzione dal 1945 al 1990, era un posto di blocco che collegava il settore di occupazione sovietico con quello americano. Oggi, però, è solo una macchina "mangia turisti", lasciato li non per "ricordare" anche questa parte di una storia un po' ingombrante, ma solo perché i turisti continuino a passare di lì e, magari, a spendere qualche euro in più in zona dopo aver fatto una foto con gli "attori-soldati" davanti a quello che dovrebbe essere il gabbiotto del Checkpoint.
Check Point Charlie

Vi lascio anche il link al set con tutte le foto scattate a Berlino

giovedì 27 marzo 2014

Una passeggiata al parco: Il Tiergarten a Berlino

Quando sono in una città che non conosco, oltre che camminare in lungo ed in largo per le sue strade, mi piace anche passeggiare in qualche parco della città stessa. Mi piace fare queste camminate per allontanarmi dal caos cittadino e perché, spesso e volentieri, i giardini rispecchiano almeno una parte delle abitudini di chi vive una città.
Oggi vi porto al Tiergarten di Berlino. Questa passeggiata, in realtà, l'avevo cominciata seguendo un percorso consigliato dalla guida della Lonely Planet, ma "in corso d'opera" ho modificato il mio tragitto eliminando alcune cose che mi attiravano di meno e perché, di base, preferivo vivermi il parco a modo mio. Vi porto con me da un'entrata vicino a Potsdamer Platz fino alla Colonna della Vittoria e al monumento a Bismark.
Gli alberi non erano di certo verdi,visto il periodo (inizio marzo), ma nonostante fosse ancora vestito dei suoi colori invernali, questo parco lascia comunque intravedere il suo lato più bello
Tiergarten

Sono arrivata fino alla Luiseninsel: questa zona del parco è "recintata", ma sempre accessibile tramite dei piccoli cancelli che rimangono aperti almeno durante il giorno ed è puntellato di statue che nel tardo pomeriggio, quando il sole inizia a calare, hanno una luce ed un aspetto particolare e da aiuole che durante la bella stagione fioriscono.
Tiergarten

Continuo la passeggiata tra gli alberi, restando, lo ammetto, ammaliata dai colori particolari che alberi e corsi d'acqua assumono con la luce del tardo pomeriggio/tramonto: molto particolari, apprezzabili solo se ci si ferma un attimo per osservare ciò che ci circonda; se poi in giro c'è pochissima gente, come il giorno in cui vi sono andata a passeggiare io (favorita sicuramente dalla giornata un po' grigia e dall'aria abbastanza fredda), potrete godervi ancora di più il silenzio quasi assordante e la bellezza del parco.
Tiergarten

La guida consigliava di andare a vedere statue, statuette, monumenti e altri posti "importanti", ma io mi sono diretta verso un punto preciso: la Siegessäule, la "Colonna della Vittoria" che si trova lungo la "Strasse des 17 Juni", alle spalle della Porta di Brandeburgo e che taglia in due il Tiergarten. Si tratta di una colonna (appunto) eretta per ricordare i trionfi militari prussiani quando Otto von Bismark era cancelliere.
la colonna della vittoria

Già che ero lì, ho deciso di salire fino in cima per osservare anche da li Berlino dall'alto (biglietto intero: 3 euro). Si passa prima attraverso un piccolo museo che "parla" dei monumenti in giro per il mondo costruiti con lo stesso fine di questa colonna (quindi per ricordare un periodo di trionfi militari) e poi si arriva alle scale che portano fino alla cima della colonna. La salita è abbastanza faticosa (vi dico solo che da circa 3/4 della salita c'è una sedia ad ogni livello per chi si vuole riposare), ma poi sarete ripagati dalla vista sul parco e sulla città, soprattutto se la giornata è bella (più bella di quella che ho trovato io). Se la giornata è ventosa copritevi: a 60 metri d'altezza il vento è molto fastidioso.
la colonna della vittoria

In cima alla colonna si trova la statua della Dea della Vittoria.
la colonna della vittoria

Mi sono poi fermata alla statua di Bismark che si trova proprio accanto alla colonna della vittoria: fu costruita per ricordare Bismark (appunto) ed è circondata dalle statue di Atlante (con il mondo sulle spalle), Sigfrido (che impugna la spada), una Sibilla e la personificazione della Germania che schiaccia sotto il piede un leopardo . Peccato che, però, non mi ci sia potuta avvicinare a causa di alcuni lavori.
Statua di Bismark

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