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domenica 12 ottobre 2014

La Sicilia Greca

Durante un viaggio in Sicilia non si può evitare un'immersione nella storia greca (e romana). Vorrei parlarvi oggi di tre posti che ci riportano indietro fino all'epoca in cui i greci arrivarono sull'isola, cercando di essere breve, ma comunque esaustiva sia nel parlarvi di questi luoghi, sia nel raccontarvi di cosa mi ha colpita e delle mie opinioni. La prima "tappa greca" del nostro tour è la Valle dei templi ad Agrigento. Il biglietto d'ingresso costa 10 euro e vi sono due parcheggi per le macchine. Noi abbiamo lasciato la macchina al parcheggio di Piazzale Hardcastle (2 euro) da cui parte un servizio navetta (in realtà taxi) che per 3 euro portano i turisti fino all'entrata in cima alla collina, vicino l'altro parcheggio, e questa scelta si è rivelata azzeccata: abbiamo percorso la strada in discesa e quindi facendo sicuramente meno fatica.
Valle dei Templi:Tempio di GiunoneIniziamo la visita dal Tempio di Giunone che è arrivato fino ai giorni nostri in condizioni non proprio perfette, ma nonostante questo è molto suggestivo per due motivi: è il tempio più grande dell'intera area e si trova in un punto molto in alto rispetto al resto e questo permette di avere una vista spettacolare sui dintorni (se mi seguite sapete che amo godermi i panorami ed è abbastanza facile che questi mi appassionino molto). Un vialetto sterrato segna il percorso da seguire all'interno dell'area archeologica e, costeggiando quella che dalle targhe scopriamo essere stata una Necropoli Paleocristiana, arriviamo fino al Tempio della Concordia.
Valle dei Templi: tempio della ConcordiaCostruito nel V secolo, deve il suo nome ad un'iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze che, però, non ha legami col tempio stesso (non si sa a chi fosse dedicato). Si tratta del tempio più integro di tutta l'area sicuramente anche grazie alla trasformazione in tempio cristiano nel VI secolo d.C.
Continuando la passeggiata si passa davanti altri resti come il Tempio di Ercole, di cui restano praticamente solo alcune colonne, l'Area archeologica a sud-est dell'Olympieion ed il Tempio di Giove Olimpico (Zeus) per arrivare fino al Quartiere residenziale dell'Olympieion: si tratta di una vasta area dove, un tempo, si trovavano le case ed oggi non si trovano che pochi resti tra cui quelli del Tempio delle divinità Ctonie e tempio dei Dioscuri (e per resti intendo solo un angolo di quello che era il tempio).
Valle dei Templi: Quartiere residenziale dell'Olympieion Seguendo il percorso "dalla collina alla pianura" (o quasi) ci troviamo ad uscire dalla Porta V che è vicinissima al parcheggio dove avevamo parcheggiato. Non dimenticatevi di pagare la sosta prima di riprendere la macchina: per farlo troverete solo una cassa automatica: gli altri baracchini nei dintorni sono praticamente tutti chiusi (tristezza... Però ci sono delle panchine all'ombra per sedersi se avete il pranzo al sacco) :P
Proseguiamo con la tappa successiva, ovvero Selinunte. Il biglietto d'ingresso costa 6 euro ed è più piccola della valle dei templi. Prima di tutto devo ammettere che quest'area non mi è piaciuta non per la storia che ricorda, ma per come è tenuta ed organizzata... Passata la biglietteria si trova l'unica cartina Per tutta la prima mezz'ora di cammino, in cui comunque non vi era poi tantissimo da vedere se non due templi, non vi erano targhe esplicative o che indicassero semplicemente il nome del tempio davanti a cui si trovano i turisti. Ah, e non vi aspettate nomi "comprensibili": qui i templi sono indicati con le lettere dell'alfabeto (ancora non hanno scoperto a chi erano dedicati).
Segesta: Tempio
Cooomunque... Passiamo la biglietteria e ci incamminiamo verso l'unico tempio (quasi) integro di Selinunte: in effetti ci si sente molto piccoli, una volta giunti qua... E non ci sono barriere, quindi si possono salire i gradoni ed entrare nel tempio che si presta comunque a diverse foto. In questo periodo lo stanno restaurando e, quindi, dovrete sorbirvi il vociare degli operai ed il rumore dei lavori :D Poco distanti si trovano i resti di un altro tempio tutti ammassati gli uni sugli altri. Non è dato sapere di quale tempio si trattasse, a quale divinità fosse dedicato.
Segesta: resti
Per di più, sembrava che l'edificio fosse crollato praticamente ieri e che ancora nessuno fosse andato a sistemare i danni (credo che nessuna foto riuscirebbe a rendere bene l'idea). La cosa mi ha lasciata perplessa, devo ammetterlo :( L'impressione che ho avuto è stata quella che fosse stato lasciato abbandonato lì in attesa di una qualche decisione sul da farsi o di una mano dal cielo che rimettesse le cose in ordine. E mi sorge spontaneo chiedere (chiedermi): ma se queste cose le lasciamo così, come racconteremo in futuro la storia passata del nostro paese? Secondo me una manciata di foto sui libri di storia/storia dell'arte non basta.
Acropoli di Segesta: primi resti
Passiamo all'Acropoli (vi consiglio di arrivarci con la macchina, è possibile spostarsi da un parcheggio all'altro all'interno dell'area archeologica semplicemente mostrando i biglietti) dove, per fortuna, si trova qualche indicazione in più sui resti che qui si trovano!!! Vi sono due templi ed anche qui si trovano sia lavori di restauro (per quanto riguarda ciò che resta del tempio C) sia resti ammassati su loro stessi come se l'edificio fosse appena crollato (tempio A). Da notare il panorama che, qui, si apre sul mare.
Delusioni a parte, andiamo avanti e parliamo di Segesta. Per visitarla abbiamo attraversato tutta la Sicilia (siamo atterrati a Catania) ed è stata un'ottima scelta! Il biglietto costa 6 euro (anche questo) e c'è un parcheggio (gratuito) dedicato ai visitatori che arrivano fin qui in macchina. Da vedere, a Segesta, ci sono solo due cose: un teatro (costruito dai greci, ristrutturato dai romani) ed un tempio.
Segesta: teatro greco (ristrutturato dai romani)Personalmente suggerisco di iniziare dal teatro: è il più lontano da raggiungere e la strada, in salita ed al sole, fa venire voglia di mollare a metà la salita per ripararsi all'ombra di uno dei pochi alberelli che si trovano ai lati della strada stessa, ma una volta arrivati in cima la fatica viene ripagata! (se volete, però, ci sono le navette che vi arrivano per 2 o 3 euro a persona). Da lassù la vista si estende quasi fino al mare (non proprio vicinissimo).
Segesta: il panorama dal teatro greco (ristrutturato dai romani)Mica scemi i greci: si sceglievano sempre i posti migliori per costruire i teatri! In effetti non credo esista una scenografia migliore di un panorama così (viadotto-"mostro" escluso, ovviamente). Una volta arrivati qua suggerisco di sedersi sugli scalini del teatro stesso e godersi questo panorama sia per riposarsi dopo la (faticosa) salita sia per poter godere meglio della vista. Nell'area intorno al teatro vi sono anche altri resti e delle targhe esplicative che raccontano bene cosa si sta guardando.
Segesta: dove, una volta, c'era un porticato

Senza queste spiegazioni ci troveremmo a guardare dei "sassi messi insieme per chissà quale costruzione di cui ora rimane quasi nulla": a vederli così, non si direbbe mai che lì, una volta, c'era un porticato!







Dal lato opposto del parcheggio rispetto al teatro si trova il tempio. La strada è più corta e meno faticosa di quella che bisogna percorrere per arrivare al teatro e per questo suggerisco di andarci solo dopo, come ultima parte della visita: è meno stancante e si riesce a riprendersi della strada fatta poco prima . Come alla valle dei templi (giustamente, aggiungo io) non è possibile avvicinarsi troppo al tempio, ma non serve entrarci per capire quanto questo edificio sia grande e quanto riesca a mettere in soggezione i vistatori.
Segesta: l'antico tempio
Vi sono diverse persone che, intorno al tempio stesso, si sono trovate la loro posizione e postazione per disegnare (e dipingere) il tempio stesso. Qualcuno sotto il sole seduto sulla sua sedia da spiaggia (bel coraggio, visto che anche ad ottobre fa abbastanza caldo) ed altri, invece, all'ombra seduto sui sassi intorno alla staccionata che protegge l'edificio dall'orda di visitatori. E secondo me loro si porteranno a casa il ricordo migliore della loro visita... E un po' li invidio: certe persone, secondo me, hanno davvero un talento innato e saranno sempre una spanna sopra gli altri per quanto riguarda il saper disegnare!
Segesta: il panorama
Oltre alla storia che il luogo rappresenta, col passaggio di greci e romani (e sicuramente anche altri popoli del passato), c'è un'altra cosa che mi ha colpita e che non posso non raccontare: il panorama che circonda i turisti passa dal verde in lontananza al brullo ocra passando per vigneti e colline verdissime... e tutto in "pochi chilometri"! Però dei panorami della Sicilia ve ne parlerò più avanti perché mi hanno colpita: sono diversi da quelli a cui "sono abituata" girando spesso per il centro Italia e, anche se non me ne sono innamorata (ci si può innamorare di panorami??) mi hanno colpita molto!

domenica 28 settembre 2014

Molise: qualche foto della regione che (non) esiste

Se mi seguite sui social network (facebook, twitter ed instagram) sapete già che a metà settembre sono stata 3 giorni in Molise per il blogtour "#laregionechenonesiste".
I racconti, stavolta, non li troverete qui, ma su "Girovagate - Idee di Viaggio" (dove trovate già la prima parte del racconto) e qui vorrei condividere giusto alcune delle foto più belle tra quelle "inedite", che non troverete nei post.
Di Termoli mi sono goduta, anche se per pochi attimi ogni volta, il mare in tutte le salse, soprattutto guardandolo dalla città vecchia
Termoli: il lungomare
Mi ricorderò anche la città vecchia di Termoli... Centro storico (e pedonale) dalle mille piccole stradine (e mille scalini). Tanti piccoli angoli che si prestano alle foto più belle, mostrando il loro lato più nascosto e silenzioso (consigliata una visita quando le stradine sono semi deserte per godersi di più questa parte della città)
Termoli: strade della città vecchia
Certo che per essere "la regione che non esiste" ha davvero molto da insegnare.Il Molise non esisterà, però e pieno di storia!! Antichi resti al santuario di Santa Maria di Canneto
Santa Maria di Canneto: resti delle antiche costruzioni
Molti scavi hanno portato alla luce resti di epoca sannita. Come Pietrabbondante, dal cui santuario si gode di una vista spettacolare! Questa visita mi ha anche insegnato diverse cose interessanti.
Teatro sannita di Pietrabbondante
Del lago di Castel San Vincenzo non potrò dimenticare i colori... Colori che vanno dal blu intenso del cielo al verde acqua dell'acqua (scusate il gioco di parole), passando per il verde delle montagne!
Lago di castel san Vincenzo
Ogni tanto, dopo una curva, spuntava un paesino arroccato sul versante di una collina. Queu paesini dalle case tutte vicinissime tra loro, che da lontano mi danno sempre l'impressione di essere davvero attaccate, di avere almeno un muro in comune.
Panorama lungo la strada per Agnone
Comunque, avrò anche scoperto posti bellissimi, ma per me il Molise rimarrà la "regione dei tramonti". E queste foto "spiegano" il perché senza troppi giri di parole!
Tramonto molisano
Tramonto di "arrivederci"

domenica 1 settembre 2013

La Paphos archeologica

[THIS POST IN ENGLISH]

L'estate si avvia alla fine e io scrivo l'ultimo post sulla mia vacanza a Cipro (anche se, ad oggi, ci sono ancora ben 3 video che devo farvi vedere). Stavolta vi parlo della Paphos archeologica. In che senso, vi chiederete, visto che il post prima di questo parlava di due siti archeologici. Ma ve lo spiego subito :)

Una cosa che mi ha colpito molto di questa città, diciamo anche la cosa che mi ha colpito di più, è la quantità di resti archeologici che ci sono in questa città. Bagni turchi di epoca ottomana, anfiteatri del periodo ellenistico e tombe accessibili direttamente dalla strada. Tutto visibile senza alcun biglietto d'ingresso (o "offerta libera"): basta trovarsi a camminare per le strade e ci si imbatte in qualcuna di queste cose. Però, perchè c'è un però, non vi sono assolutamente descrizioni che ci dicono di cosa si tratta, se non in rari casi (ad esempio la colonna di San Paolo e il Monastero di Chrysorrogiatissa).
Si può provare a capire cosa si sta guardando usando una guida turistica (io e mia mamma avevamo la guida Lonely Planet su Cipro), ma non è per niente semplice.

Proprio per questo motivo ammetto di non sapervi dare un percorso preciso da seguire per vedere tutte queste cose, ma posso dirvi cosa potete trovare girando per le strade di questo paesino cipriota che, oltre a tutto questo mostra anche i segni della crisi che ha colpito i paesi della Grecia qualche me se fa (come ha detto una ragazza italiana che ho incontrato li, sembra un luna park in fallimento).

Iniziamo con i resti di un anfiteatro romano, dove non ho capito come entrare, quindi ho fatto le foto da dietro una specie di recinzione che lo separava dalla strada
Paphos:

Vicino a questo sito, troviamo dei bagni turchi di epoca ottomana: non si può entrare, ma si riesce comunque a sbirciare all'interno.
Paphos: antichi bagni termali

Continuiamo con la colonna di San Paolo e il Monastero di Chrysorrogiatissa. Si trovano vicini, uno di fronte l'altra. Si tratta del posto dove, secondo la storia, San Paolo venne fustigato prima di cominciare l'evangelizzazione della zona.
Paphos: colonna di Paolo e Monastero di Chrysorrogiatissa

Vi sono, tra la colonna ed il monastero, vari resti di colonne. Non siamo, però, potute entrare nell'edificio a causa di una funzione (la cosa che abbiamo subito notato stando sulla porta è stata, oltre agli interni, la voce di donna che teneva la funzione: non vi siamo abituate :) ).
Paphos: interno del Monastero di Chrysorrogiatissa

Poi vi sono le (piccole) Catacombe di Salomone. Queste, anche se non proprio benissimo, sono segnalate con un (piccolo) cartello.
Paphos: catacombe di Salomone

Poi ci imbattiamo anche in alcune grotte. Abbiamo immaginato che fossero delle tombe, anche in base a quello che diceva la guida. Purtroppo, proprio per il fatto che le cose sono segnalate male (o per nulla) siamo dovute andare per esclusione :)

Paphos: alcune tombe
Paphos: alcune tombe

Si, il fatto che questi siti siano praticamente abbandonati a loro stessi mi ha colpita molto! La città di Paphos è, praticamente, un sito archeologico a cielo aperto che andrebbe curato! C'è, in questi resti, tanta (troppa) storia che andrebbe preservata, perchè la si possa raccontare a chi verrà...

domenica 14 luglio 2013

Un pomeriggio agli scavi di Ostia antica

Oggi vi parlo di un posto fantastico: gli scavi di Ostia antica, un posto da visitare con molta calma.
Dopo aver pagato il biglietto (ricordatevi degli sconti: noi per un biglietto intero ed uno ridotto abbiamo pagato 16 euro), entriamo e cominciamo a passeggiare lungo il decumano massimo ammirando quello che ci troviamo davanti. Leggiamo tutte le targhe esplicative con voglia di conoscere e capire.
Mi diverto a scherzare davanti alla targa che indica piazza della vittoria: mi riporta con la mente a quando ero piccola e giocavo a monopoli :)
Passiamo alle Terme di Nettuno ed arriviamo all'anfiteatro, dove c'erano le prove per lo spettacolo della sera (durante l'estate questo anfiteatro viene usato per spettacoli teatrali all'aperto). Quindi continuiamo la nostra passeggiata: passiamo davanti a dove si trovavano i panifici-molini e poi arriviamo fino alla zona dove si trovava il foro, passando davanti a quelli che erano i bagni.
Più che continuare a raccontarvi cosa c'è e cosa non c'è e, quindi, cosa vedere, voglio parlarvi delle sensazioni che si provano girando tra questi resti dell'antica civiltà romana: sorvolando sulla spazzatura dei giorni nostri, passare per quelle strade sembra di tornare indietro nel tempo, i resti delle case raccontano ognuna una storia, le colonne, con la loro imponenza, rubano tutta la scena indirizzando lo sguardo dei visitatori dove loro preferiscono.
Si possono ancora vedere le strade costruite dai romani e il fatto che siano ancora in condizioni molto buone ci fanno capire come siano state costruite in maniera egregia.
La luce del tramonto rende il tutto più speciale e particolare, peccato che gli scavi chiudano così presto (d'estate la biglietteria chiude alle 18 e i visitatori devono uscire entro le 18). Come sempre vi lascio il link al set di flickr dove trovate tutte le foto!


Punti di vista: le strade dei romani

"scusi, per arrivare al via??"

Le colonne che incorniciano gli scorci dell'antica città

i panifici-molini

"Scusi, dov'è la toilette??"

il colonnato e la sua imponenza

Le colonne che incorniciano gli scorci dell'antica città

Le terme di Nettuno

L'anfiteatro romano

"dove avrò messo la testa ieri sera???"

sabato 24 novembre 2012

Santo Stefano di Sessanio

In questo post vi parlo di questo paesino che si trova molto vicino a L'Aquila e che ho scoperto perché mi hanno incuriosita parlandomene molto bene.

Il paesino è molto piccolo e ha degli affacci sulla vallata che lasciano senza fiato (quando ci sono andata io la valle era coperta dalla nebbia e questi immensi nuvoloni bianchi lasciavano senza fiato. Vedrete comunque tutto dalle foto).

Non ci sono grandi chiese e musei, ma si trovano tanti piccoli scorci da ammirare, una chiesa nella piazza principale, il monumento ai caduti, ciò che resta di quelle che sembrano porte d'ingresso delle mura di cinta e, in fondo al paese, quel poco che resta della torre medicea. Anche a Santo Stefano si è sentito il terremoto, ma questa torre è l'unico edificio crollato (ed è crollata interamente!), gli altri sono tutti ancora in piedi (molti sono stati, ovviamente, puntellati e rinforzati. In alcuni punti si vedono cumuli di pietre forse cadute da qualche parte).

La cosa che più colpisce è che le strade erano praticamente vuote. Non parlo solo dell'assenza dei turisti, ma anche dei locali: per le strade avremo incontrato in tutto 10 persone e dalla maggior parte delle case non usciva un rumore (e dalle altre usciva solo l'odore della legna bruciata). Che sia un calo dovuto al terremoto ed alla paura che si è lasciato dietro?

Ora vi lascio con alcune foto e il link al set di flickr con tutti gli altri scatti.

In this post I will talk about this town that is very close to L'Aquila and that I discovered thanks to those people who intrigued me speaking to me very well about this country.

The village is very small and the views of the valley left us breathless (when I went there the valley was covered in fog and these huge white clouds left breathless. However will see all the photos).

There aren't great churches and museums, but there are many small glimpses to admire, a church in the main square, the monument to the war dead, all that remains of what looks like the gates of the city walls and the bottom of the country, what remains of the Medici tower. Even in Santo Stefano the inhabitants have felt the earthquake of 2009, but this tower is the only building collapsed (and it collapsed entirely!), The others are all still standing (many are, of course, underpinned and reinforced. In some places you can see piles of stones falls from somewhere).

The most striking thing is that the roads were practically empty. I speak not only of the absence of tourists, but also local: during our walk we saw maximum 10 people and from most of the houses we didn't hear any noise (and the other came the smell of wood smoke). I think that, maybe, is a consequence of the earthquake and of the fear that it has left behind himself.

Now I leave you with some photos and a link to the flickr set with all the other shots.

luci ed ombre

La vallata

Un simpatico cucciolotto

angoli di paese

una porta sul vuoto

scorci di paese

scorci di paese

campanile in lontananza

scorci di paese

I resti della Torre Medicea


lunedì 19 settembre 2011

LONDRA: il museo di storia naturale

Il museo di storia naturale è sicuramente una tappa obbligata quando ci si trova a Londra. Si trova accanto al museo delle scienze ed al Victoria&Albert museum ed è, sicuramente, un posto dove mi piace ancora andare (nonostante io abbia, ormai, 24 anni suonati).
L'ingresso è, come in tutti i maggiori musei della città, gratuito (tranne che per le mostre temporanee, come quella sui dinosauri finita il 4 settembre): chiedono di lasciare un'offerta (libera) che, se volete, potete anche non lasciare.
Il museo è diviso per argomenti (piante, insetti, primati, evoluzione, uomini moderni, rettili, invertebrati marini, minerali, etc) e potete riconoscerle perchè ogni zona ha un suo colore. Entrate dall'entrata principale per ammirare lo scheletro di dinosauro che si trova nell'androne principale. Ammirate anche l'edificio in se, che vi lascerà a bocca aperta.
Passate per la zona dove sono raggruppati tutti i fossili antichi e le ricostruzioni di tutti gli animali antenati di quelli moderni. Lungo i corridoi trovate fossili e scheletri di tantissimi animali ormai estinti. Tramite le varie descrizioni si possono imparare davvero tante cose. In alcuni casi, ci sono ulteriori spiegazioni audio che vi danno informazioni ulteriori. Nelle zone riguardanti gli animali, i più piccoli possono interagire direttamente con alcune installazioni per capire come questi vivono ed interagiscono nel loro ambiente naturale.  Una installazione molto bella dedicata ai più piccoli è quella che insegna loro come imitare il verso delle balene (nell'area dei mammiferi).
Nella zona riguardante gli esseri umani, viene spiegato come è composto il corpo umano e il suo funzionamento. Con l'utilizzo di alcuni manichini viene mostrato ai bambini come si compone l'interno del nostro corpo: vi sono riprodotte, ad esempio, alcune delle varie ghiandole che producono gli ormoni. C'è, ovviamente, anche la possibilità di interagire con le varie installazioni che sono divertenti anche per gli adulti (sono sicuramente molto istruttive per tutti).
Volendo, potete fermarvi nella zona dedicata ad i bambini che vi si divertiranno davvero molto.

Ovviamente c'è il bar dove potete sedervi e prendere una cosa da bere. Poi, prima di uscire, c'è l'immancabile fermata allo shop del museo: potreste trovare qualche gadget interessante.
Questo è uno di quei posti dove, ogni viaggio a Londra, mi piace comunque fare una breve tappa (anche veloce, visto che dopo circa 7 viaggi a Londra ormai lo conosco quasi a memoria)

domenica 18 settembre 2011

Canterbury

Arrivarci è molto semplice, c'è il treno dalla stazione di Victoria (23 sterline andata e ritorno, forse un pò caro, ma ne vale la pena) e in 1h e 30 siete a Canterbury est. Non servono autobus ne taxi per arrivare in centro: è a 5 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria.

La prima cosa da vedere è sicuramente la Cattedrale di Canterbury: è il punto centrale della città, il biglietto costa 9 sterline (se volete una piccola guida diventano 11). Giratela con molta calma e molto bene, è veramente stupenda e merita una visita accurata. Questa, insieme all'abbazia di Saint Augustine e la Chiesa di Saint Martin, è stat dichiarata Patrimonio Universale dell'Unesco.

Poi ci sono due musei: il museo di Canterbury dove potete percorrere la storia della città da quando è stata fondata dai romani fino ai giorni nostri e il museo romano dove potete ammirare tutti i ritrovamenti archeologici della "prima Canterbury", quella costruita dai romani. C'è la possibilità di fare un biglietto unico per entrambi i musei e io, come studente, ho pagato 8 sterline in totale.
In ultimo potete visitare il West Gate Towers Museum, che ospita collezioni di armi da fuoco ed armamenti. Potete spiare dalle caditoie e arrampicarvi sugli spalti

Se vi interessa ammirare l'edilizia storica, allora c'è anche qualcosa che fa per voi: andate a visitare la Greyfriar's Chapel (il più antico edificio francescano della Gran Bretagna) che unisce le due sponde del fiume Stour. Poi potete visitare le rovine del torrione e delle mura di un Castello Normanno e Westgate Towers. 

Se, alla fine della vostra gita, volete rilassarvi un pò avete due opzioni: i giardini pubblici Dane John Gardens e i Westage Gardens.

L'album fotografico della gita

domenica 1 maggio 2011

Cordoba

Ecco qua un altro capitolo del viaggio estivo in Spagna.Noi avevamo prenotato in un hotel in pieno centro, che è zona pedonale e infatti abbiamo dovuto parcheggiare fuori dal centro e poi andare a piedi fino all'hotel (quando siamo partiti però abbiamo chiesto in hotel come potevamo fare per entrare con la macchina e cosi abbiamo fatto). Ad ogni angolo si può ammirare come affiora ancora il passato arabo del paese.

La Mezquita è una delle moschee più stupefacenti d’Europa, eretta sulla Chiesa di San Vincenzo.La sua struttura è immensa e sorge nel mezzo della città. L'illuminazione è stata ideata per mettere in risalto la bellezza delle decorazioni. Ha un’importante valenza storico-religiosa, in quanto dopo l’occupazione di Cordoba da parte degli islamici fu utilizzata contemporaneamente da cristiani e musulmani.

L'Alcazar de los Reyes Cristianos è il palazzo in cui venivano ricevuti i sovrani fedeli alla Chiesa. L'edificio è costruito in stile arabo, circondato da giardini immensi, abbelliti con grandi vasche dove possiamo vedere getti d'acqua danzanti. Se ci addentriamo nelle stanze possiamo ammirare la tipica atmosfera mediorientale grazie ai mosaici e agli ornamenti che sono ancora intatti.

Il ponte romano sul Guadalquivir.
Il Guadalquivir è l’unico fiume navigabile di tutta la Spagna. Al tempo dei romani si poteva percorrere fino a Cordoba, dove troviamo questo ponte lungo 240 metri. Esso è stato scenario di numerose battaglie, durante le quali la struttura originale è stata lentamente distrutta. Le 16 arcate che sostenevano il ponte, però, sono presenti anche nella versione odierna.
La Sinagoga Venne costruita all’ingresso del quartiere arabo intorno al XIV secolo ed è l’unica struttura religiosa ebraica presente in tutta l’Andalusia. All'interno potete ammirare le belle decorazioni in stile mudejar, che ha caratteristiche cristiane unite ad elementi di ispirazione araba, e che si trova soltanto in alcune zone della Spagna (Piccola cosa che io non sapevo: il termine mudejar,significa più o meno “chi ha avuto il permesso di rimanere” e serve per indicare i musulmani rimasti a vivere in Andalusia anche dopo l’avvento dei cristiani).

La Juderìa è quartiere ebraico di Cordoba ed è uno dei più importanti di tutto il vecchio continente. La conformazione è quella tipica della regione, ma a Cordoba la Juderìa ha un fascino molto particolare. Le abitazioni bianche hanno quasi tutte un piccolo giardinetto sul davanti,sono arroccate tra loro, e separate da stradine molto strette, dove passeggiare serenamente alla luce del sole, e un po’ meno a quella della luna. Nonostante la zona sia stata ristrutturata nel '700, la struttura di base è ancora quella di un tempo.


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